Pandaemonium: I travagli di un lungo parto – Intervista

Finalmente ‘Return To Reality’ è uscito! E’ stata dura attendere così tanto per arrivare alla pubblicazione di questo CD? Potete raccontarci i travagli di questo sofferto parto?

“Daniel: E’ veramente frustrante dover attendere così a lungo dopo le registrazioni del CD, si finisce sempre per uscire con un prodotto che a te sembra vecchio, e non sai come la gente potrebbe prenderlo.

Lorenzo: I travagli? Due chitarristi e un batterista che se ne vanno, girare tre batteristi prima di trovarne uno che vada bene, e poi soprattutto aspettare aspettare aspettare vedendo dissolversi pian piano quel poco di nome che ti sei fatto nella scena underground.

Steve: Moooolto dura! Ti dico che ci sono stati momenti in cui volevamo veramente lasciare perdere e mandare a f****lo un po’ tutti.Comunque nella vita bisogna tenere duro e con forza di volontà le cose cambiano… a volte… Ebbene si! I Pandaemonium sono tornati più belli che mai!”

Per quanto riguarda le differenze con il primo CD ho sottolineato in sede di recensione una maggiore dose di immediatezza. Sei d’accordo con questa analisi? Vorresti aggiungere altro?

“Daniel: Sono pienamente d’accordo, il nuovo CD è stato concepito con questo scopo, sono evidenti le differenze con il primo, che necessitava di qualche ascolto in più, prima di essere assimilato. Questo arriva subito, anche se lo trovo un po’ povero di chicche rispetto al primo. Ci rifaremo.

Steve: Ti posso rispondere solo come chi ha ascoltato il primo CD dei Pandaemonium, visto che non c’ero. Lo reputo un ottimo lavoro a livello di composizione, ma non altrettanto a livello di esecuzione e di produzione. Io penso che molte band abbiano troppa fretta di realizzare il primo CD, poi le label che non seguono adeguatamente la produzione… beh insomma sai dove voglio arrivare… sono stati buttati sul mercato troppi dischi che potevano essere belli ma che sono usciti così così solo perchè spesso manca la figura del produttore, quello vero ovviamente.Ossia uno che segue la band in studio e può guidarla per ottenere la massima qualità dal lavoro. Non mi riferisco solo al primo Pandaemonium, ma ad un sacco di uscite che hanno saturato ed abbassato la qualità della scena metal italiana.

Lorenzo: Steve e Daniel hanno perfettamente ragione, il primo disco aveva delle grande potenzialità e dei grandi pezzi, il tutto è stato però sminuito dalla produzione e dalla nostra inesperienza. Consiglio comunque a tutti di reperirsene una copia!E di arrivare ai nostri concerti preparati anche sulle nostre vecchie hit come le mitiche ‘Sabbath Day’ e ‘The Alchemist’!”

Ho notato che i pezzi a livello musicale e a livello lirico sono stati tutti composti da Daniel e Lorenzo; questo significa che tu e Federico non avete voce in capitolo o solo che siete arrivati dopo la stesura dei pezzi suddetti?

“Steve: Quando sono entrato nella band i pezzi erano già stati composti. Comunque il lavoro di arrangiamento è stato fatto da me, Daniel e Lorenzo. Anzi sopratutto sui pezzi di Daniel mi sono potuto sbizzarrire con riff e solo senza “pressioni”.AHAH E poi ‘Flying Over The Clouds’ è tutta mia, anche se per un errore nel booklet non è scritto da nessuna parte! Poi io ho i miei Perpetualfire, con i quali ho registrato un CD che uscirà a fine 2005 con Adrenaline records: non vedo l’ora!!

Lorenzo: Non ci interessa escludere a priori qualcuno dal songwriting, anzi, spero che nel prossimo disco alcuni pezzi nascano in sala prove da improvvisazioni e jam session, come avveniva ai tempi di ‘Runes’.”

Se non erro il CD è pronto da diverso tempo. Avete quindi già pronte nuove song? Puoi farci delle anticipazioni?

“Daniel: Ci sono nuove songs in cantiere, le uniche anticipazioni che posso darti sono che prenderemo dei coristi ed i pezzi saranno più elaborati. Non mi sbilancio perchè molti arrangiamenti saranno fatti prima delle registrazioni e quindi questi ultimi, che daranno spessore ai pezzi, dipenderanno dagli stati d’animo della band in quel periodo.

Lorenzo: Sia io che Daniel abbiamo pronte delle idee nuove. Ti posso anticipare che abbiamo intenzione di spingere sul pedale dell’originalità non tradendo ovviamente il nostro sound che resterà celtico ed epico. Quello che tenteremo di evitare sarà di sederci sui soliti cliché o di subire la competizione con altre band più blasonate. Era l’attitudine che avevamo agli esordi e che purtroppo abbiamo perso col tempo, allora ci mancava esperienza e perizia tecnica, adesso ci sentiamo davvero pronti a dire la nostra in libertà recuperando quel feeling da vera band che se ne sbatte le palle degli altri.

Steve: Boh, al momento stiamo promuovendo questo! Nessuno sa cosa il futuro ci porta…quando il sole è calato e la luna è morta…”

I testi di ‘Return To Reality’ sembrano interessanti ma mancano nel booklet del CD riferimenti precisi rispetto alle ispirazioni. Potete farci una descrizione track by track delle storie che vengono raccontate nei vari pezzi?

“Lorenzo: Non ci crederai ma ripercorrendo i miei testi mi sono accorto che le storie che racconto possono essere letti anche come un mini concept!E non me ne ero mai accorto!Te li presenterò quindi con questa chiave di lettura.

‘Evil Star’: Il concept di questo pezzo è questo. Una stella malvagia (Evila Star) appare nel cielo con un rombo di tuono oscurando il sole e cominciando ad esercitare una forza malefica sugli abitanti della terra. Sempre più persone restano soggiogate da questo sortilegio e solo pochi riescono a resistergli. La canzone parla dal punto di vista dei pochi “superstiti” il cui compito è quello di vincere il potere di questa EVIL STAR per il futuro loro e dei loro figli.

‘Fires In The Sky’: E’ una canzone che parla della guerra instauratasi tra i seguaci della Evil Star e quelli che le resistono (sempre nel concept virtuale creato apposta per gli amici di Metallus ndL). Il punto di vista è quello di un guerriero, che, suo malgrado, deve tornare a combattere. Nelle varie strofe si raccontano le storie e i drammi delle vittime della battaglia mentre nel ritornello l’attenzione si sposta sui fuochi magici che ardono il cielo della notte perenne.

‘Miracle’: continuano le narrazioni della guerra. Il nostro guerriero diventa sempre più sanguinario ed ormai si sta lasciando trascinare dal fascino dell’oscurità e della Evil Star. Un misterioso profeta vede però in lui il salvatore del mondo. Con l’aiuto e la guida di questo personaggio il guerriero riuscirà a tornare sulla retta via, annientando il potere della Stella Malvagia e compiendo il Miracolo in cui tutti speravano.

‘Blazing Fire’: Di nuovo il centro della canzone è il nostro ormai mitico guerriero. In questa ultima song lo troviamo ormai in fin di vita, vecchio e malato, a ripercorrere con la memoria le varie fasi della sua esistenza. Nell’affrontare l’ultima sfida con la morte il fuoco ardente (Blazing Fire) che lo ha sempre accompagnato continua a bruciare nel suo cuore.

Daniel: Ora ti racconto i miei testi.

‘Intro’: E’ un accenno a tre dei quattro elementi ed apre la strada al tema principale dell’album.

‘Time Of Glory’: la chiave di lettura è una sorta di porta del tempo dal quale ne fuoriescono quattro guerrieri arrivati nell’era attuale per combattere e vincere, contro cosa? Magari contro l’ipocrisia…

‘Ancient Time’: è un invito ad entrare nella porta del tempo e tornare con i guerrieri nel medioevo.

‘Return To Reality’: è la canzone che dovrebbe far tornare alla realtà gli ascoltatori. In sostanza dice che qui non ci sono tutte quelle belle cose del nostro immaginario fantasy e che l’uomo sta’ sfidando troppo le forze della natura, un invito a riflettere… ‘Hymn To The Fifth Element’: come terra, aria e fuoco ho sempre pensato ci fosse un’altra forza imbattibile: il tempo. In sostanza in questa song il guerriero chiede al signore del tempo di essere restituito alla sua epoca.

‘Warrior Lost In Time’: un altro accenno a voler tornare indietro nel tempo, in questo caso il guerriero è inteso come ognuno di noi che trova la propria libertà solo pensando a terre antiche.

‘Land Of Dreams’: questa song è collegata al primo album, al pezzo “the dark before…” lì il guerriero cercava morte per liberarsi dal tempo attuale, qui finalmente la trova e cade in una sorta di sonno in cui già sente l’essenza del mondo fantasy, cosa troverà al suo risveglio? Lo sapremo nel terzo disco dei Pandaemonium.

Steve: E che c***o… se lo sapevo ‘Flying Over The Clouds’ la facevo cantata!”

La cover dell’album, con il bardo che esce trionfante dal laghetto, sembra essere anche un messaggio di felicià per essere finalmente riusciti a pubblicare l’album. E’ così? Ci ho azzecato? Chi è l’autore del bellissimo dipinto?

“Daniel: E’ proprio così, ci hai preso in pieno, infatti anche la chiave di lettura di ‘Time Of Glory’ riporta a questo significato. Il disegno è stato realizzato da Diego Ferrarin di Firenze da una mia idea.Ho chiesto esplicitamente che fosse realizzato da lui in quanto ho trovato ottimo il lavoro sul precedente album.

Steve: Che bei culi su quella copertina!”

Adesso, a lavori ultimati,siete soddisfati del lavoro di produzione dell’album o avreste cambiato qualcosa?

“Daniel: Con questa domanda dovrei riallacciarmi al discorso dell’attesa per l’uscita del disco.Io lo ascolto da più di due anni, nel mentre sono usciti ottimi prodotti ed è quindi normale che rifarei tutto con una produzione più recente. Uno dei miei sogni è di vedere in uscita un mio album subito dopo la fine della registrazione per poter essere più attuali.

Steve: Se tengo conto di tutto la produzione è fantastica… nel senso che se sentivi il CD prima del remix nel mio studio personale… va’ beh next question…

Lorenzo: rapportato ai mezzi che avevamo a disposizione il risultato finale è davvero ottimo, certo c’è ancora della strada da fare. Quello che mi piace è il fatto che comunque si sente che siamo una band che sa suonare quello che registra, questo ci permette di fare un disco che suoni pulito senza processare campionare e comprimere tutto quanto, a volte sento certi dischi che suonano piatti come dei midi file, il nostro invece mantiene comunque un sound dinamico e potente.”

Il vostro sound, seppur decisamente power, è personale ma si ritrovano spesso riferimenti al sound dei Blind Guardian; questa band rientra quindi fra le vostre preferite??

“Daniel: E’ una cosa che ritrovo in molte interviste e recensioni, pur non essendo d’accordo rimango felice di questo accostamento, Hansi Kürsc è sicuramente una delle menti più geniali nel settore tutto sommato non mi rifaccio a loro quando scrivo, non mi permetterei mai, forse abbiamo la stessa vena poetica?!? Se così fosse siamo comunque 10 Blind vs 1 Pandaemonium…

Steve: E’ vero, l’ho fatto notare tempo fa anche a Daniel e Lorenzo, penso che comunque i Pandaemonium abbiano una buona dose di originalità e poi tutti hanno delle influenze musicali più o meno nascoste.

Lorenzo: I Blind ci piacciono, sono la meglio power epic metal band del mondo ed è inevitabile che ci influenzino, il paragone in realtà ci lusinga!Comunque non sono affatto d’accordo con chi ci ha additato come dei loro cloni, quella mi sembra una cazzata.”

Nel CD ci sono molte parti acustiche ed inserti folk, basti ascoltare brani come ‘Land Of Dreams’; da dove nasce questa passione?

“Daniel: Ti dirò: non so in quale anticamera del mio cervello è insita questa passione di certo c’è che non amo per niente la nostra era e mi trovo spesso a pensarmi in un antico tempo in cui sicuramente mi sarei trovato più a mio agio, a proposito qualcuno ha visto il mio cavallo?!? Mi hanno detto di aver visto un kender che lo vendeva ad un elfo…

Steve: A quanto…? Penso che sia una caratteristica del Pandaemonium-sound, tra l’altro molto apprezzata. Sul prossimo CD vorrei fare un uso maggiore di strumenti acustici.

Lorenzo: Anch’io adoro le parti acustiche, danno dinamica ai pezzi e fanno emergere la nostra genuina ispirazione di stampo medievale e celtico.”

Da tempo con la stessa formazione anche con un ottimo tributo a Malmsteen. Cosa ci puoi raccontare di quest’esperienza? quanto vi ha aiutato in termini di maturazione? Con i Pandaemonium incontrate difficoltà a esibirvi live?

“Steve: Devo puntualizzare che a far parte del tributo siamo solo io e Daniel, in quanto il bassista si chiama Mark Zampetti e suona con i Perpetualfire. E’ stata un’ottima esperienza che ci ha arricchito e ci ha fatto capire che la cosa più bella che puoi fare suonando è seguire un “tuo” progetto con musica “tua”. Purtroppo è tanto che siamo fermi, abbiamo dei problemi di organico con quelli che suonano seduti…Un tributo così va’ seguito con molta attenzione e bisogna esserne all’altezza, se no è meglio lasciar perdere.

Daniel: Aiuto, mi sa che hai il dente avvelenato!”

Ok, concludiamo lasciandovi l’ultima parola…

“Daniel: Saluto tutti i lettori di Metallus, ricordando che un paio di birre in meno e un CD in più può solo far del bene al nostro genere e al vostro fegato, in ogni caso se avanzano i soldi per la birra f****lo al fegato! Buon ascolto e buona bevuta!

Steve: La birra non si tocca! Ringrazio tutti quelli che in qualche modo ci seguono e li invito a venirci a vedere dal vivo, perché è lì che diamo il meglio!

Lorenzo: Comprate il nostro CD fratelli, ci abbiamo sudato sopra 6 anni, ce lo meritiamo! E’ metal!! Il vero!! E se siete adolescenti, o particolarmente arrapati, fatevi pure una sega con i culi delle fate AhAhAh”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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