Manowar: I nuovi EP e DVD! – Intervista a Eric Adams e Karl Logan

La mia prima domanda era questa: sentendo il nuovo EP ‘Gods OF War’ si può dedurre che il vostro nuovo album pare sarà il più epico di sempre, perché vi si trovano molte orchestrazioni. Siete d’accordo? Ascoltando poi una canzone come Gods Of War, mi sembra che la vicinanza coi Rhapsody vi abbia un po’ ispirato…”

Eric: “Lavorare coi Rhapsody è una buona cosa perché siamo simili nel genere che proponiamo… e i Rhapsody sono una grande band, ma non è necessario che loro ispirino noi, o viceversa. Semplicemente è uno stile su cui sta andando buona parte del metal moderno, spostandosi verso un sound più sinfonico con musica che spacca i culi dietro. Noi è da quattro album che lo proponiamo. E i Rhapsody sono con noi da due anni, per cui non credo che sia un fatto di ispirazione.”

 

Metallus: Però ho notato che nel nuovo album album dei Rhapsody ci sono alcune canzoni anthemiche, in puro stile Manowar, contrariamente al passato, in cui la band era decisamente più veloce.

Eric: “Insomma.. tutti cambiano stile nelle loro canzoni: questa veloce, questa lenta, quella una potente ballata, come i Manowar hanno sempre fatto in ogni album, incluso ‘Gods Of War’. Quando sentirete le ballate su ‘Gods Of War’ andrete matti, sono veramente strepitose. Noi cerchiamo di accontentare tutti con pezzi lenti, medi, e veloci che spaccano, sin da ‘Battle Hymn’s. Insomma, se facessimo tutti i pezzi così (inizia a ritmare, con la voce e con le mani, un pezzo lento, peraltro con incredibile perizia e senso del tempo, ndr) qualcuno scatterebbe: “Dove sono le canzoni veloci!” e se fossero tutti così (altra dimostrazione pratica, ma molto più veloce, ndr) sarebbe:”Dove sono le canzoni lente!!” (risate sparse, ndr).”

 

Metallus: “Sicuro. Ci sono inoltre canzoni con molte parti orchestrali, contrariamente ai vostri lavori passati.”

Eric: “Perché (con finta ingenuità, ndr)…”

 

Metallus: Perché in tutte le tracce che abbiamo ascoltato c’erano parti orchestrali.

Eric: Certo. E dunque?

 

Metallus: Beh, come le proporrete in sede live? Con un orchestra al vostro fianco?

Karl: “No, generalmente abbiamo le tastiere, che fanno bene da sostitute. Generalmente le limitazioni sono a livello di spazio: i palchi sono troppo piccoli per contenere anche un’orchestra al completo. Un tempo eravamo io e Joey a suonare le tastiere, ora portiamo un tastierista con noi per non dover fare troppa fatica. Insomma, possiamo avere un tastierista o un’orchestra, dipende dalle circostanze.” Eric: “(d’improvviso, ndr) Siete stati all’Earthshacker? (Alcuni tra i presenti annuiscono. ndr) Beh allora avete visto l’orchestra… caspita se è stato qualcosa di eccezionale. Per quelli che non lo sapessero, avevamo un orchestra di cento strumenti e un coro.”

 

Riccardo Carcano (Rockline): Il vostro EP riflette il sound complessivo del vostro nuovo album o ci dobbiamo aspettare qualcosa di nuovo?

Eric: “Non posso dirvi tutto quanto, perché l’album deve essere una sorpresa, ma quello che c’è sulla torta è sicuramente solo una fetta della torta di ‘Gods Of War’. Come avete già notato c’è un sound più epico, che proprio i fan, sul nostro sito, ci hanno chiesto di sviluppare. L’hanno chiesto, e noi glielo daremo. Poi ovviamente ci sarà un po’ di tutto: pezzi più lenti e potenti, altri più tirati. Diciamo che l’EP ‘Sons OF Odin’ è un assaggio di quello che sarà l’album.”

 

Differente testata: Vorrei sapere se potete dirci qualcosa sul nuovo DVD…

Karl: “Sì, Il DVD si chiamerà ‘The Absolute Power’. E’ stato ripreso da 27 telecamere ad alta definizione e comprende la fan convention e 2 ore di concerto per sei ore e mezza in totale. In ogni confezione ci sarà una password, che inserita nel sito dei Manowar darà la possibilità di vincere due motociclette disegnate apposta per i fan. Il concerto è quello dell’Earthshacker, col coro e l’orchestra dunque. Ci sono due canzoni che suoniamo con Ross, altre due con Rhino e David. E’ il più grosso concerto mai tenuto da noi, con telecamere montate addirittura su elicotteri. E’ stato lo show definito, non so se lo rifaremo mai ancora: c’erano anche i fuochi d’artificio alla fine dello show.”

Eric: “Ho aspettato con ansia l’Earthshacker per vedere i fuochi: quando avevano fatto il test eravamo on stage a provare una canzone che doveva durare esattamente sei minuti e che so.. trenta secondi, esattamente la durata dei fuochi, e non abbiamo visto niente perché i tecnici ci hanno detto: “non vi muovete!”

 

Metallus: Senti, Eric, io ho qualche curiosità circa il tuo DVD, ‘Wild Life And Wild Times’, che racconta le tue imprese di caccia, in cui utilizzi l’arco…

Eric: “Oh sì!”

 

Metallus: Hai mai avuto problemi con associazioni animaliste o cose del genere?

Eric: “Sì.. ho conosciuto persone che mi hanno detto: come puoi uccidere un animale?, cosa ti hanno fatto gli animali per ucciderli così?. Di solito rispondo che sono stato sposato per 28 anni: ho bisogno di uccidere qualcosa. (risate, ndr)”. Quel DVD, che si intitola ‘Wild Life And Wild Times’, è un semplice sguardo alla mia vita privata, e tutti i fan volevano sapere cosa facessi. Non è un video dei Manowar, non è un video musicale. La musica che c’è dentro è musica che ho scritto io da inserire nel contesto in cui mi trovavo, per renderlo comprensibile. C’è sangue e si vede la morte, ma è la vita, ma questa “è” la vita. Anche i vegetariani che non mangiano carne, continuano comunque a uccidere qualcosa.

Le verdure che mangiano sono piantate nella terra, e che lo sappiano o no, i conigli hanno le tane nei campi per evitare le volpi e i coyote, e anche i piccoli cervi lo fanno, e madre natura dice loro quando è in arrivo un pericolo: “stai fermo, non ti muovere”, è per questo che hanno il pelo a macchie. E quando vengono ad arare la terra, non c’è niente che possano fare: si piantano verdure per farvi mangiare. Questa è la natura, la natura degli animali, per quanto triste possa sembrare. Io ero in postazione sugli alberi e non potevo essere visto, e ho osservato un cervo mentre veniva cacciato da sei coyote: non poteva scappare perché lo hanno circondato, ed è stata una morte orribile. Ma questa è natura. Credo che lanciare una freccia per centrare il bersaglio sia una delle cose più umane che ci siano. E in ogni caso tutto quello che nel video mi vedete cacciare, poi tornato a casa me lo sono mangiato.”

 

Metallus: E’ stato incredibile, perché per la prima volta ho visto prendere un pesce con l’arco…

Eric: “Quello è divertente.. difficilissimo, ma divertente! (risate, ndr)”

 

Metallus: Sembra quasi irreale…

Eric: “Vero! Comunque è divertente ma molto difficile, serve un arco particolare, più lo tiri e più hai bisogno di forza…”

 

Metallus: Dicevi che la musica che hai scritto per il DVD è solo per te. Dunque non hai mai scritto musica per i Manowar…

Eric: “A dire il vero non ho mai scritto musica finché non ho dovuto farlo per il DVD!”

 

Metallus: Forse in futuro dunque…

Eric: “Forse, perché no? Nulla è inciso sulla pietra, quando scriviamo i pezzi, sono Joey e Karl che solitamente tirano fuori le idee, e io lavoro più sugli arrangiamenti, qualcosa che quando la gente ascolta dice: “Wow, hai sentito?!”, ma non sentirai ancora, perché c’è solo una volta per canzone, e questo è il mio ruolo nel comporre i pezzi. In realtà quando Karl e Joey scrivono un pezzo, è già fatto al 90%. Poi lo portano in studio, chiamano me e Scott e giochiamo con i suoni, contribuiamo con le nostre idee.”

 

Metallus (rivolgendosi a Karl, NdT): I miei complimenti per l’assolo in Sons Of Odin…

Karl: “Grazie, il suono esce da una delle nuove chitarre, che proporremo sul nostro sito: ne ho disegnate due e le ho volute con un sound più potente. Sono chitarre di qualità, il massimo, e chi le volesse acquistare sul sito non sarà preso in giro, perché le ho volute io assolutamente professionali come sono. Sono state costruite da Ed Roman a Las Vegas; è molto famoso per le sue realizzazioni.”

 

Riccardo Carcano (rockline.it): “Ho notato che nell’EP ci sono molti elementi sinfonici che rendono più epico il risultato. Ma il CD intero avrà le stesse caratteristiche? Epico e sinfonico vanno assieme?”

Eric: “No, non penso. L’epic è un sentimento che ti cattura quando ascolti una canzone. Quando ‘Gods Of War’ è stata scritta non c’erano strumenti da orchestra. C’era solo Karl con il suo “chanchegun chaaang” (simula il riff di ‘Gods Of War’, ndr). E così era già eccezionale, ma la canzone è progredita, ci siamo detti: “aspetta un momento, qui ci vuole qualcosa di più”, e qui è quando entra in gioco la magia dello studio. Abbiamo provato con una tastiera e ci siamo detti: “questo suona bene”… ed ecco allora l’orchestra”.

Karl: “Cerchiamo di portare elementi di cinematica nelle canzoni; insomma “vedere” una canzone oltre che ascoltarla. Come puoi immaginare ‘Gods Of War’ e tutta la sua mitologia senza la cornice adeguata”.

Eric: “Come se si trattasse di un film epico stile le vecchie pellicole ambientate in epoca romana, come ‘Ben Hur’, ok? Ci vogliono quei suoni e quella profondità in più che rendono tutto più completo”.

 

Giornalista di altra testata: E’ passato qualche anno dalla vostra ultima produzione. Avete trovato difficoltà a tornare in studio di nuovo dopo tanto tempo?

Eric: “Sembra impossibile, ma anche dopo tutti questi anni passati nel mondo della musica ci si ritrova ad imparare cose sempre nuove. Quindi gli stimoli e l’impegno non mancano mai. Soprattutto perchè i Manowar non si sono mai accontentati di realizzare prodotti di media qualità. Sappiamo quanto i nostri fan siano esigenti e di conseguenza la nostra volontà è sempre quella di sfornare lavori che rappresentino qualitativamente e tecnicamente il meglio del meglio. Quindi ci prendiamo il tempo che ci serve, senza fretta.

In quest’ottica vi posso anche preannunciare che non ho idea di quanto durerà la saga dei ‘Gods Of War’ iniziata con questo EP. Non so in quanti altri album si evolverà, se solo nel prossimo o in altri cinque. So solamente che si evolverà album, dopo album come per capitoli successivi di un libro, fino a quando non sentiremo che sarà il momento di concluderla. Vogliamo fare le cose per bene. Vogliamo dare al nostro pubblico solamente album e concerti che siano pura dinamite!”

 

Giornalista di un’altra testata: nelle ultime vostra produzioni il suono della batteria è migliorato molto; ora sembra di ascoltare colpi più possenti e precisi, micidiali. Nell’EP sembra che la batteria sia come un tappeto su cui marcia tutto il resto.

Karl: “Se è per quello anche i suoni delle chitarre sono cambiati, noi cerchiamo sempre nuovi tipi di strumentazione, non vogliamo fermarci su un determinato suono: così ogni album suonerebbe uguale. Io non lo vorrei mai, e questo è il motivo per cui questo album suonerà diverso. E, se ascoltate bene, lo troverete diverso anche dall’ultimo e da ‘Louder Than Hell’. Stiamo solo sperimentando per trovare il suono più heavy possibile.”

Eric: “Dipende dalla canzone. Quando suona dal vivo Scott ha addirittura un membro dello staff tecnico che schiaccia dei bottoni che regolano il suono sui microfoni della sua batteria, e il suono che voi sentite è diverso a seconda che abbiamo un pezzo veloce o una power ballad.”

 

Metallus: Karl,puoi spiegarci qualcosa in più del motivo del tuo incidente e perchè è stato necessario un periodo così lungo per recuperare?

Karl: “L’incidente c’è stato durante gare invernali e purtroppo ho ricevuto danni molto gravi ai nervi del braccio. I nervi controllano l’attività del braccio e non ero chiaramente in grado di suonare con la mano. La ricostruzione dei nervi necessita moltissimo tempo e non c’è nulla che non si possa fare in merito se non riguardarsi evitando di sollecitare la parte lesa. Per questo ci sono voluti dai quattro ai sei mesi di cura. Dopo questo periodo non ho ancora potuto rimettermi a suonare perchè era necessario impiegare altro tempo per la riabilitazione del braccio. Questa è la storia.”

 

Giornalista di altra testata: Sembrerebbe che siate sempre più impegnati nelle attività della vostra etichetta Magic Circle. Come vi trovate in questa nuova veste, voi che siete stati la band anti-etichetta per eccellenza?

Karl: “Le nostre esperienze con le case discografiche sono sempre state burrascose. Si firma un contratto con le migliori intenzioni da entrambe le parti, ma poi ci si trova ben presto a lavorare con persone poco competenti diverse da quelle che si erano incontrate in un primo momento. E questo perché i licenziamenti ed i cambi di rotta sono all’ordine del giorno. Non è possibile in questo modo intraprendere un cammino comune e proficuo. Anche perché ben presto arrivano le pressioni che ti impongono stili e mode, limitando ingiustamente la tua libertà di artista. E questo non ci è mai piaciuto. Una volta presso una casa discografica ci è accaduto di lavorare con un ragazzo che fino a tre mesi prima faceva il commerciante di preservativi. Ma vi pare che si possa lavorare così? (e se la ride di gusto!)”

 

Giornalista di altra testata: Ma non temete di diventare voi stessi per le vostre band quell’etichetta che avete sempre temuto e rifuggito?

Eric: “No. Perché la differenza tra una classica casa discografica e la Magic Circle sta nella nostra esperienza di musicisti. Abbiamo vissuto in prima persona certe situazioni e sappiamo cosa cerca una band da un’etichetta. Lavoriamo con poche band di fiducia, ma con queste ci piace condividere una visione ed un progetto comuni. Conosciamo il mondo del metal e vogliamo mettere l’esperienza nostra e dei nostri tecnici al servizio di chi voglia affidarsi a noi.”

 

Rockline: cosa averte portato a casa dall’esperienza della fan convention?

Eric: “Oh, è stato fantastico. Trentasette nazionalità diverse, gente dal Giappone, dall’Australia, dal Brasile. C’è stato ogni tipo di contest: dalla bevuta di birra alla Joey, a miss Manowar, alla gara di screaming, per non parlare dei seminari di chitarra, di batteria. E’ stato qualcosa di speciale per i fan e per noi, e speriamo di poterne organizzare presto un’altra. Ci sono voluti molti sforzi e molti soldi, ma quanto ci siamo divertiti…”

 

Metallus: proprio rispetto al concerto dell’Eartshaker… cos’è successo durante l’esecuzione di ‘Outlaw’?

Eric: “Non lo so, non posso ricordarmelo, ahahah, dimmelo tu…”

 

Metallus: “Durante l’esecuzione del brano Joey bloccò all’improvviso tutto quanto ed era molto arrabbiato… poi tu sei uscito sul palco e hai detto: “possiamo continuare a suonare?”

Eric: “si, benissimo. Dunque… nei concerti io ho i miei tecnici che mi seguono nel corso dello show. Generalmente mi rifaccio per entrare nella canzone alla batteria di Scott e a un tocco di chitarra di Karl ma non ho bisogno di Joey (risate generali, ndr). quando salgo sul palco mi basta ascoltare la chitarra di Karl e sentire dietro di me la batteria di Scott. Non ho poi bisogno di Joey per sapere cosa bisogna fare. Sul palco ognuno di noi ha i suoi tecnici. Non so cosa sia sucesso ma quando abbiamo fatto i soundcheck tutto era a posto.”

Karl: “in quei giorni era piovuto parecchio e questo ci preocupava ma il soundcheck era proceduto bene.”

Eric: “si, sembrava tutto ok e del resto le altre band della giornata hanno continuato a suonare senza problemi. Ad un certo punto la batteria comincia ad avere problemi, sembra che perda potenza; allora Joey cerca di far alzare la potenza e tutti si mettono al lavoro. Dopo il volume è troppo alto e allora Joey strilla ancora per farlo abbassare. A questo punto sono uscito e ho detto: “fanculo, ne ho abbastanza, ahahah” (risate generali). Non sono un tecnico ma le cose erano state rimesse a posto ed abbiamo proseguito.

Sapete… per noi è molto importante garantire uno show che sia estremamente professionale; questo ha contraddistinto sempre la nostra carriera. Questo diventa per noi importantissimo e in quel caso stavamo suonando davanti a più di 25.000 dei nostri fans. Per noi è come suonare per la nostra famiglia.

Comunque se volete saperne di più su quel che è successo troverete del materiale molto divertente sulle bonus parts del DVD.”

 

 

leonardo.cammi

view all posts

Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login