Incoming Cerebral Overdrive: Intervista alla band

Potreste spiegare, nel dettaglio, come è nato tutto questo progetto e da chi è partita l’idea di fondo?

“E’ nato agli inizi del nuovo millennio, dalla comune intenzione dei membri di evolvere il sound dal precedente progetto “EON” a un qualcosa di più variegato e multiforme, scuro e schizofrenico. Con il tempo abbiamo cercato di affinare ed evolvere alcuni elementi che compongono la nostra musica, ad esempio la gestione delle parti di un brano, la loro dinamica e successione, fino ad arrivare all’uscita di “Controverso”.

Perché avete scelto questo nome abbastanza lungo e difficile da ricordare?

“Perché crediamo che concettualmente si accosti molto alla nostra proposta musicale.

Quali sono state e quali sono, tutt’ora, le vostre influenze musicali/letterarie?

“Generalmente cerchiamo di prestare quanta più attenzione sia alle forme più eclettiche, e sperimentali, di hardcore della scena contemporanea mondiale, sia al filone prog e psichedelico presente nel nostro territorio, spostando il focus verso gli anni 70. Riteniamo che, nonostante la sua grande qualità, esso non abbia goduto dell’attenzione che avrebbe meritato. Per quanto riguarda ciò che leggiamo invece non esiste un filo conduttore che ci tiene uniti, ciò non influisce in nessun modo sulla stesura dei testi.

Dentro la vostra musica esplode rabbia e violenza, viene fuori la lezione dei più grandi gruppi di questo genere, quanto vi hanno influenzato band come Converge o Dillinger Plane Escape, Tool e in che modo?

“Come ti dicevo prima è inevitabile che, guardando a certe forme evolute di hardcore e metal in generale, si prenda spunto dai gruppi da te citati (più tantissimi altri). In particolare, i tre nomi da te menzionati sono ben adatti a rappresentare tre forme creative fra loro distanti, ma con identità molto forti e permeanti nel nostro genere. Sicuramente hanno contribuito in maniera determinante spostando in avanti, in maniera del tutto personale, il livello di studio su concetti quali chaos e rabbia, ma anche riflessione e introspezione.

Quanto tempo vi è costato l’album in termini di tempo, è stato un processo difficile e cerebrale o molto più diretto?

“I pezzi del nuovo album sono stati scritti in un arco di tempo relativamente breve, rispetto al resto della nostra attività. Abbiamo iniziato a comporli subito dopo le registrazioni del nostro debut album, quindi nell’inverno fra il 2006 e il 2007, ed abbiamo terminato agli inizi del 2008, prima di entrare in studio. Sebbene non sia stato facile comprimere i tempi di lavoro, devo dire che ci è venuto in aiuto il maggior affiatamento, acquisito dall’intensificazione attività fatta delle prove, durante la settimana, e dei live. Ovviamente alcuni pezzi, una volta proposti in sala prove, si sono quasi strutturati da soli, per altri invece, che sono la maggioranza, il lavoro fatto sulle strutture, sonorità e arrangiamenti è stato abbastanza difficoltoso, talvolta anche lungo.

Dove è stato registrato?

“Al WestLink Studio di Pisa, dove è avvenuto anche il mixaggio. Le registrazioni sono avvenute sotto la preziosa supervisione di Ale Paolucci (ex bassita dei Raw Power, e produttore da molti anni), il mixaggio è stato seguito sia da Ale Paolucci che da Ale “Ovi” Sportelli.

Ascoltando il vostro disco mi è sembrato che sia stato registrato, quasi, in presa diretta, forse per mantenere lo stesso impatto dal vivo?

“Grazie, ci fa piacere che tu colga questo aspetto, era una delle intenzioni iniziali, abbiamo cercato di rispettarla durante tutto il lavoro. Ovviamente poi, per avere una produzione all’altezza, non puoi registrare in presa diretta, soprattutto in generi come il nostro. L’effetto che ricercavamo era quello, avendo coscienza di saperlo rendere, bene, anche dal vivo, anche senza troppe sovraincisioni che rendono benissimo su disco, ma che rischiano anche di lasciare, fortemente, deluso qualcuno ai nostri concerti.

Passando direttamente ai temi sociali, cosa ne pensate dell’odierna situazione politico/economica, estendendo anche il discorso su scala mondiale?

“Potremmo stare qui a parlare di certi argomenti per ore, e credo ne risulterebbe un’intervista lunghissima. Non ritengo giusto liquidare certe questioni cosi importanti con due parole, e soprattutto ti riporterei solo la mia visione, differente per forza di cose, dagli altri membri di I.C.O.

Cos’altro bolle in pentola oltre alla band madre, qualcuno ha sideprojects o ha in mente di averne?

“No, in passato qualcuno di noi ha suonato in altri progetti secondari, ma adesso preferiamo concentrarci al massimo in I.C.O. e canalizzare tutte le nostre energie qui. Progetti per il futuro?

“Supportare al nostro meglio l’uscita di “Controverso”, con attività live e promozione, iniziando a far luce sulla strada che seguiremo per il prossimo lavoro.

Quale direzione prenderà il vostro nuovo lavoro, ci potete svelare qualcosa in anteprima?

“Per adesso abbiamo iniziato a scrivere qualcosa, tuttavia riteniamo sia davvero troppo presto per parlare di quello che sarà il nuovo lavoro. Abbiamo varie idee da sviluppare, vedremo, una volta confrontate e messe in pratica, dove ci porteranno.

Come funziona il processo di composizione della vostra musica? C’è qualcuno di voi che porta una traccia in studio e gli altri poi aggiungono, o vi incontrate e tutto viene fuori dall’improvvisazione collettiva?

“Generalmente portiamo la roba in studio e si aggiungono gli altri. L’idea parte solitamente da uno strumento e poi viene ripresa, arrangiata, talvolta stravolta dal resto del gruppo.

In merito alla sezione live quanto traete dagli show per comporre nuovo materiale?

“Posso dirti che non sentiamo un gran legame fra l’attività live e quella della composizione, sono due fasi che si sviluppano in modo autonomo. Diciamo che non scriviamo pezzi sulla base di quelli che vengono “recepiti meglio” ai concerti. Un discorso a parte merita la situazione live che può darti tanti stimoli, magari anche entusiasmo per portare avanti il progetto con nuove composizioni.

Avete un tour in programma per quest’inverno?

“Stiamo programmando l’attività live per l’inverno e la prossima primavera, sia in Italia che all’estero. Per adesso non abbiamo ancora niente di confermato, non appena lo sarà troverete tutto online sul nostro sito e myspace.

Che tipo di rapporto avete con i vostri fan?

“Cerchiamo di avere relazioni il più dirette possibili con le persone che mostrano interesse nel nostro progetto, sia che si tratti di componenti di altre bands, sia si tratti di appassionati del genere, italiani e stranieri. Internet ovviamente aiuta molto in questo.

Come si è svolto l’incontro con la Supernaturalcat, armonia sin da subito?

“Pensa che abbiamo contattato Malleus per chiedere se fossero stati interessati alla realizzazione dell’artwok di “Controverso”! All’inizio neanche ci aspettavamo che ci potesse essere un interessamento da parte di Supernatural Cat. Fortunatamente il disco è piaciuto e ci siamo trovati benissimo da subito!

 

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