House Of Shakira: “HoS” – Intervista con Mats Hallstensson

Esce in questi giorni “HoS”, il nuovo album in studio degli svedesi House Of Shakira, il primo con una nuova sezione ritmica ed un nuovo frontman, Andreas Novak. Il confronto con il passato non era dei più facili da sostenere: I primi tre album della band hanno segnato un approccio estremamente personale ed efficace alla materia del rock melodico, che si distingueva per le trame chitarristiche e per il cantato di Andreas Eklund. “HoS” supera alla grande il test ed è valido motivo di fare due chiacchiere con il chitarrista Mats Hallstensson.

Questo è il vostro primo album con il nuovo cantante Andreas Novak e con una nuova sezione ritmica. Come vi siete incontrati?

Beh, è stato un percorso lungo…Gli House of Shakira stavano morendo ed avevano davvero bisogno di una trasfusione di sangue, così abbiamo deciso di fare il cambiamento più grande che ci potesse venire in mente…cambiare il frontman. Non è stato facile, ma dovevamo davvero farlo per rimanere vivi. Poi Per Schelander e Tony Andersson hanno perso interesse per la band e abbiamo trovato Martin Larsson e Basse Blyberg, che si sono integrati alla perfezione nel gruppo. Conoscevamo Novak e la sua voce era esattamente ciò che volevamo, l’unico dubbio era se potesse prender parte alla fase compositiva. L’abbiamo messo alla prova su un po’ di nuovi pezzi e il risultato è stato che ha avuto il posto, senza nessuna esitazione: era proprio quello che cercavamo e siamo stati davvero contenti che abbia accettato.

I nuovi membri hanno preso parte al processo compositivo?

La maggior parte delle canzoni era già stata scritta, ma volevamo che Novak scrivesse melodie e testi, cosa che ha fatto. Avevamo già registrato l’album con la vecchia line up e l’abbiamo rifatto daccapo. Basse e Martin hanno aggiunto la loro grande capacità ai pezzi, e ciò ha dato nuova vita alla musica.

Le vostre canzoni hanno sempre dei grandi ritornelli, eppure al tempo stesso l’impressione è che per voi l’album nella sua interezza sia molto più importante del singolo pezzo, e questo finisce per garantire maggior profondità alla vostra musica.

Hai assolutamente ragione. Il nostro obiettivo era creare un ALBUM, non un po’ di “hit” e qualche filler. Abbiamo registrato quattordici canzoni e l’idea iniziale era che l’album ne avesse dieci. Ma siccome tutti i pezzi erano così buoni non potevamo cestinarli: ci siamo così trovati ad avere tredici canzoni sull’album e una futura bonus track. Secondo me questo è il nostro miglior album, incluso “Lint”. Lo ascolto ogni giorno in macchina e non me ne stanco mai…penso questo sia bellissimo!

Secondo me, “HoS” ha il suo punto più alto in “Zodiac Maniac” e “Fractions Of Love”, con quest’ultima che mi ricorda i Danger Danger. C’è qualche pezzo cui ti senti particolarmente affezionato?

Come dicevo, l’album mi piace tantissimo e ho qualcosa come undici canzoni preferite: quasi ogni giorno cambia…

Avete cominciato nel 1991 con un genere musicale che in quegli anni veniva surclassato dal grunge: come mai avete deciso di suonare hard rock melodico? Quali erano i vostri punti di riferimento?

Beh, abbiamo sempre scritto e suonato la musica che ci piace, il nostro obiettivo è creare album che compreremmo noi stessi, indipendentemente dal fatto che siano in classifica oppure no. Il nostro genere musicale – chiamalo hard rock melodico o classic rock – sta vivendo un momento di revival: non so quanto durerà, ma qualsiasi cosa succeda non morirà mai, almeno non nel mio cuore. Quindi penso che continuerò finché mi reggo in piedi…ahahah

Questo revival vi ha dato nuove motivazioni?

Mi piace il fatto che questo genere musicale goda di maggior attenzione, ma penso che in un futuro prossimo arriverà qualcosa di nuovo che se la prenderà. Ma il classic rock rimarrà comunque lì sullo sfondo, in attesa di riemergere una volta ancora. Tutto procede per cerchi, direi. Ma penso sia noioso il fatto che così tanti gruppi si limitino a fare un copia-e-incolla degli anni ’80 invece di fare qualcosa di nuovo. Ho sentito un sacco di nuove band che hanno esattamente le stesse sonorità di venti o trenta anni fa e questo per me non è affatto entusiasmante.

C’è qualche band attuale che ammiri particolarmente?

Adoro band classiche come Journey, Van Halen, Eagles e così via. Anche i Dream Theater sono uno dei miei gruppi preferiti. Si direbbe che passo la maggior parte del tempo ad ascoltare vecchi album, ahahah. Faccio difficoltà a metabolizzare l’ideale delle sonorità di oggi, la maggior parte degli album hard rock e metal mi sembrano uguali uno all’altro, tutti usano gli stessi campionamenti di batteria, gli stessi suoni di chitarra e tutto è compresso, senza dinamica. Preferisco ascoltare album fatti tanto tempo fa.Quando lavoro nel mio studio di registrazione, mi piace farlo con band che usano un sacco di ariosità e silenzi nella loro musica. Il silenzio può essere così carino ogni tanto…

Siete ancora in contatto con Andreas Eklund?

Sì, siamo ancora amici, non ci sono problemi tra i vecchi membri degli House Of Shakira e coloro che sono rimasti. Andreas sta lavorando ad altri progetti e con altre band: è un grande cantante, quindi non ha problemi a trovare cose da fare.

Avete in progetto di suonare dal vivo nel prossimo futuro?

Innanzitutto suoneremo il nuovo album dal vivo al release party questa settimana: sarà molto interessante, visto che la gran parte del nuovo album è fatta per essere suonata dal vivo. Stiamo anche parlando con diversi promoter in Europa al momento. Vogliamo davvero far vedere al mondo i nuovi House Of Shakira, speriamo di vedervi tutti di persona questa primavera!


 

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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