Holy Moses: intervista a Sabina

Tutti in piedi! Sabina Classen e gli Holy Moses sono tornati! Come? Frega poco? In effetti la cosa non sembra avere destato grande interesse nel nostro paese, eppure nella natia Germania la band gode di un seguito nutrito e affezionato. Ovvio che la presenza della bella Sabina abbia sempre giovato non poco all’appeal della band, che, pur senza sfigurare, mai ha avuto la capacità di portare avanti una proposta musicale di livello eccelso. Onesti e divertenti, questo sembra essere il modo migliore di descrivere gli Holy Moses, e la chiacchierata telefonica avuta con la cantante non può che confermare questa ipotesi.

Tra una battuta e uno scherzo riusciamo infatti a farci dare qualche coordinata riguardante il nuovo disco e la nuova incarnazione della band. “Non abbiamo sentito alcuna esigenza di staccarci da quanto facevamo in passato. Anzi, penso che ‘Disorder Of The Order’ sia perfettamente in linea con i nostri album migliori come ‘Finished With The Dogs’ and ‘The New Machine Of Liechtestein’. Abbiamo certamente cercato di lavorare maggiormente sui suoni, visto che le opportunità oggi sono decisamente superiori a quanto si poteva fare anni fa e nel complesso siamo veramente soddisfatti del risultato. Spero che ai nostri fans piaccia quanto noi!” Soddisfazione, voglia di tornare a mettersi in gioco, ma soprattutto di divertirsi. Traspare dalle parole di Sabina una grande passione per il discorso che porta avanti con la sua band, grazie anche alla sua voce unica. “Sono molto contenta di riuscire ancora a cantare con la cattiveria dei vecchi

tempi, penso di aver reso le nuove canzoni nel miglior modo possibile e spero di poter continuare così ancora per molto tempo.” Certo, il nuovo materiale. Ma se abbiamo già detto che non ci sono particolari differenza con quanto proposto in passato, non abbiamo ancora sottolineato quali siano le caratteristiche principali del sound della band. “Credo che come sempre siamo riusciti a rendere varia la proposta all’interno dell’album. Abbiamo canzoni sparate a mille tipicamente thrash-death e altre più cadenzate e groovie. Queste sono due facce della stessa band, cerchiamo infatti di essere sempre aggressivi, solo cha alcune volte lo facciamo usando la velocità, altre volte preferiamo un incedere più lento e pesante. Cerchiamo di essere il più vari possibile insomma, cosa che i fans hanno dimostrato di apprezzare molto quando abbiamo avuto l’opportunità di suonare in qualche festival l’ anno scorso.” A proposito, è giusto ricordare come per l’occasione la band fece un sondaggio tramite il sito ufficiale per chiedere ai loro sostenitori quali canzoni volessero ascoltare. “Avevamo a disposizione solamente quarantacinque minuti e non volevamo scontentare chi magari aveva aspettato anni per poterci vedere suonare dal vivo. Ci è sembrata una forma di rispetto, con tanto materiale a disposizione non era certamente facile scegliere.” Ma questo è anche un momento di progetti futuri, di mosse promozionali e di aspettative. “Abbiamo avuto l’impressione che il nuovo materiale sia piaciut o molto. E la cosa ci ha dato un’ulteriore carica positiva. Penso che suoneremo ancora nei festivals in giro per l’Europa e poi faremo un tour da headliner nei mesi di Settembre/Ottobre. Ovviamente speriamo di poter passare anche per l’Italia, visto che non abbiamo mai avuto l’ opportunità di suonare nel vostro paese.” Intenzione che al momento non sembra avere avuto alcuna conferma purtroppo. Non potevano mancare due parole sulla seconda giovinezza che sta vivendo la scena thrash tedesca, il cui unico problema sembra risiedere nella mancanza di nuove leve in grado di reggere il confronto. “Noi, Sodom, Kreator, Destruction, stiamo forse diventando vecchi, ma siamo ancora in grado di picchiare duro come una volta e lo abbiamo dimostrato con i nostri ultimi dischi. Anzi, oggi siamo anche più preparati come musicisti rispetto agli inizi e quindi possiamo giocarci meglio le carte a nostro disposizione. Comunque sia è molto bello essere ancora tutti qui a suonare puro thrash e a supportare l’heavy metal vero e non quella plastica che ci tocca sopportare oggi. State attenti non siamo ancora pronti per la pensione!” Su questo non c’è proprio alcun dubbio, anzi, a giudicare dalla carica e dal fascino che riesce a trasmettere la nostra interlocutrice, i giovani hanno veramente molto da imparare.

riccardo.manazza

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Incapace di vivere lontano dalla musica per più di qualche ora è il “vecchio” della compagnia. In redazione fin dal 2000 ha passato più o meno tutta la sua vita ad ascoltare metal, cominciando negli anni ottanta e scoprendo solo di recente di essere tanto fuori moda da essere definito old school. Il commento più comune alle sue idee musicali è “sei il solito metallaro del cxxxo”, ma d'altronde quando si nasce in piena notte durante una tempesta di fulmini, il destino appare segnato sin dai primi minuti di vita. Tra i quesiti esistenziali che lo affliggono i più comuni sono il chiedersi il perché le band che non sanno scrivere canzoni si ostinino ad autodefinirsi prog o avant-qualcosa, e il come sia possibile che non sia ancora stato creato un culto ufficiale dei Mercyful Fate.

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