Helreidh: “Fragmenta” – Intervista a Yorick

A volte ritornano. Dopo tanta attesa sono riapparsi sul mercato i progster italiani Helreidh, pronti a recuperare il tempo perduto dopo dodici lunghi anni di silenzio. Il nuovo album “Fragmenta” è un attestato d’amore verso un sound raffinato e colto, che preferisce abbattere barriere, piuttosto che erigere muri tra il power ed il prog metal. Yorick, leader della band e principale compositore degli Helreidh, ci racconta tutti i retroscena relativi al disco ed al lungo silenzio.

Ciao Yorick, la prima domanda è d’obbligo. Come mai questo lungo silenzio dopo l’uscita del bellissimo esordio “Memoires”?

Ciao a tutti i lettori di Metallus. Sono stati anni in cui la band ha fatto una grandissima fatica a stare insieme. La mia dipartita per gli USA nel 1998 purtroppo lasciò un po’ la band in confusione. E al mio ritorno nel 2001 ho fatto davvero grandissima fatica a riprendere i contatti, e a trovare stabilità. Per qualche anno poi ho abbandonato per dedicarmi al Power/Classic metal dei Raising Fear, band che ho fondato con Alberto Toniolo verso il 2004. E’ stato un bel periodo, in cui per qualche tempo ero riuscito pure a trovare una formazione così stabile per Helreidh, da riuscire a suonare al Valpolicella Metal Fest. Ma la svolta è stata nel 2007, quando oramai abbandonati i Raising Fear, ho trovato Aligi Pasqualetto e ritrovato Max alla voce, e Luca alla batteria mio compagno d’avventure in Mémoires. Con loro e un giovane bassista di nome Pietro Balello, abbiamo ripreso a suonare e a recuperare i pezzi lasciati incompiuti dalle line-up precedenti. Sofrtuna ha voluto che graci problemi fisici ad una mano, mi hanno bloccato per altri 2 anni, e che solo nel 2010 abbiamo potuto riprendere a vederci, a organizzarci e a riarragnaire e finalmente registrare i pezzi che sono in Fragmenta. Purtroppo nel 2010 Pietro non riusciva più ad essere della band, e così o ritrovato anche il bassista di Helreidh dei primi anni 2000 e di Raising Fear: Frana.

Quali sono i punti di contatto con “Fragmenta” ed il vostro passato?

La storia di Helreidh è stata sempre caratterizzata da successive evoluzioni. La voglia di continuamente rinnovarsi era la spinta che ci portava a scrivere cose nuove. E devo dire che questo si è mantenuto costante nei 3 lavori. Mèmoires ha un approccio sperimentale dal punto di vista narrativa, ma mantiene strutture melodiche e armoniche abbastanza semplici. Fingerprints of the Gods invece segna l’entrata di influenze power e un po’ più nettamente prog metal. Fragmenta è un’ulteriore evoluzione in cui la band introduce ricchi arrangiamenti orchestrali e vocali. Abbiamo sperimentato in acustico. La caratteristica comune ai tre lavori, tuttavia, rimane nel desiderio di raccontare storie… nella ricerca di spazi testuali particolari e fortemente radicati nella bellissima letteratura scritta in ogni secolo.

Ciò che balza subito all’occhio sono i titoli delle canzoni, per l’ausilio, in parte, della lingua latina. Come mai questa scelta, originale e coraggiosa?

Proprio per quello di cui si diceva sopra. Traiamo spesso ispirazione da testi di letteratura di vari secoli, e in questo caso essendo una buona parte dei pezzi tratti dal concept incompiuto di Orfeo, ci sono un po’ di testi in latino, e un sottotitolo in inglese medievale.

Credete che l’utilizzo di una copertina, se vogliamo, diversa dagli standard degli artwork a cui sono abituati gli ascoltatori possa essere un punto a favore dell’album?

E’ una copertina diversa, così come pensiamo anche la fotografia della band lo è, almeno fuori dagli standard del genere metal. Abbiamo cercato di dare un’immagine diversa alla band e al nostro stile. Più ricercato, e che richiamasse lo stile ricercato degli arrangiamenti vocali e orchestrali dell’album. Abbiamo volutamente cercato il bianco e nero, e le fotografie fatte a pezzettini, dovevano richiamare la frammentarietà dell’album e della sua natura di “raccolta” di pezzi scritti in momenti vari e diversi lungo 10 anni di vita della band. Ovviamente speriamo che sia un punto a favore… ma questo ovviamente a nostro gusto.

Come siete venuti in contatto con Gary Wehrkamp degli Shadow Gallery? Dove ha lasciato la sua impronta all’interno di “Fragmenta”?

Gary è un caro amico, conosciuto nel 1999 fortuitamente mentre io vivevo in USA. Con lui abbiamo iniziato a scrivere i primi pezzi di Orfeo. Esperienza unica e indescrivibilmente emozionante. Lavorare con un musicista come lui è veramente qualcosa di incredibile. Ho imparato più in due giorni con lui che in settimane di studio. I pezzi che nell’album erano parte di quelli scritti assieme, sono Orfeo’s Lament e Exile, in questo ultimo Gary suona anche i soli di chitarra e di tastiere.

Vi siete affacciati all’interno del panorama musicale nel momento più florido del power prog metal sinfonico, guardandovi alle spalle, quante cose sono cambiate?

Direi, e anche fortunatamente, molte cose… E’ un genere che evolve, basti pensare a come dai Symphony X e i Dream Theater sono nati gli Adrenaline Mob. La musica evolve, e così le band, pur mantenendo una loro anima, trovano nuovi stimoli e nuove strade per esprimere la loro arte. Alcune cose ovviamente sono cambiate rendendo il tutto più difficile, come la presenza di molte più band, rendendo estremamente affollati (di band) gli spazi dove la gente va ad ascoltare la musica. E’ però più facile registrare un lavoro, ora, la tecnologia aiuta… 15 anni fa, non era così semplice, ed economico. Ma ancora il mercato è confuso rispetto a tutto ciò… e vedo grande incertezza da parte di etichette, band, e tutti quelli che lavorano nel settore. Non è facile emergere… ci vorrà ancora del tempo probabilmente perchè tutto questo trovi una dimensione più “giusta”, se mi è consentito il termine. Ho comunque fiducia…

Per “Fragmenta” vi siete affidati alla Pure Prog, succursale della label tedesca Pure Steel, come mai?

Una delle band a noi molto care, gli Adramelch è stata prodotta dalla stessa etichetta, Andreas il pardone dell’etichetta è un nostro fan fin dall’uscita di Mèmoires, per cui visto anche le ottime condizioni che ci ha proposto, abbiamo preferito Pure Prog ad altre offerte, che non erano altrettanto interessanti.

Avete in programma concerti per promuovere l’album?

Abbiamo per ora due date fissate, una specie di warm up concert il 15 Dicembre da Essemusic Store a Montebelluna (TV). E poi parteciperemo alla Italian Prog Italian Metal Night con Eldritch e Adramelch l’11 Gennaio al mitico New Age di Roncade (TV). Riprenderemo poi in primavera con uno show tutto nostro e nuove date. Ci si può tenere aggiornati attraverso i nostri canali web: Facebook, Twitter, Reverbnation, Myspace e il nostro sito helreidhband.com

In una realtà discografica in crisi come quella attuale, in cui nemmeno i big vendono più dischi, con che spirito una band come gli Helreidh si inserisce all’interno della scena?

Con lo spirito di chi ama quello che fa, lo fa con passione e cerca di farlo al meglio possibile delle proprie capacità. Come dicevo prima non è facile emergere, ma l’importante è fare le cose con passione, e competenza… cercando poi di avere dei partner che abbiano la stessa passione ed efficacia nel loro lavoro.

Concludete con un ideale spot pubblicitario per invogliare i lettori di Metallus ad ascoltare “Fragmenta”!

Fragmenta è uno scrigno che racchiude brani musicali scritti e prodotti come se fossero dei preziosi gioielli, a cui abbiamo riservato una speciale cura negli arrangiamenti vocali e orchestrali. Per chi ama Kamelot, Savatage, Shadow Gallery ed il prog in generale è un prodotto che va sicuramente ascoltato.

 

 

 

 

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