Helloween: “Helloween United Live in Madrid” – Intervista a Sascha Gerstner

Grande momento per gli Helloween “riuniti”, reduci da trionfali tours intorno al mondo, con mille conferme positive per la formazione “a sette” che sembra funzionare alla grande. Sascha Gerstner viene ancora considerato come uno degli ultimi arrivati, in realtà tiene saldamente la sua posizione di chitarrista dal 2002 ed anche in questa nuova riedizione della band, ha saputo prendersi il suo spazio nei concerti con indubbia tecnica e personalità, ed il suo ciuffo un po’ rockabilly è diventato ormai molto familiare ai fans della band. In un periodo di grande lavoro ed eccitazione, riusciamo a parlare con lui della nuova uscita discografica della band, lo strepitoso “Alive United in Madrid” e di un evento speciale che molti stanno attendendo:

 

Ciao Sascha, come stai oggi?

 Tutto magnifico, mi sto recando allo studio in Amburgo, dato che la pre-produzione del nuovo album degli Helloween comincia proprio in questi giorni!

Notizia fantastica! Ma torniamo un attimo a qualche anno fa, quale è stata la tua reazione alla possibilità di rivedere nella band due membri storici come Kai Hansen e Michael Kiske?

 E’ stato un momento incredibilmente eccitante, ovviamente con tutte le sue conseguenze. Un modo molto potente di abbandonare una certa “confort zone” nella band, per fare qualcosa di totalmente nuovo e inaspettato, dove anche io avrei dovuto ritagliarmi un ruolo nuovo e differente. Ti rendi conto di dover dare il massimo e che si tratta di una occasione che arriva una volta nella vita, assolutamente indimenticabile. Credo sia andata bene, ed ognuno di noi sette è importante nella band, siamo uniti e compattissimi!

 

Domanda doverosa, come ti sei trovato a suonare con Kai Hansen e cosa è cambiato nel sound della band con ben tre chitarristi nella line up?

Mi sono trovato benissimo! Siamo molto affiatati ed abbiamo una intesa magnifica, veramente. Ci comprendiamo al volo perché abbiamo lo stesso obiettivo, divertirci e far divertire il pubblico. L’aspetto tecnico è sempre importante, ma non possiamo dimenticare l’elemento “spettacolo” ed il fatto di suonare sempre con leggerezza. In più tre chitarristi ti offrono molte opzioni per presentare le canzoni in studio meglio dal vivo. Ad esempio, puoi avere chitarre ritmiche durante gli assoli, ed una robustezza sonora che prima non avevamo.

 

Il Pumpkins United World Tour ha avuto un successo incredibile, e forse in parte inaspettato, ci piacerebbe sapere il tuo punto di vista e comprendere le tue emozioni riguardanti i concerti, l’accoglienza del pubblico e l’atmosfera che si respirava nella band!

 Personalmente non sapevo se avremmo avuto successo in modo così pazzesco, ma sì, è successo e sono molto contento che nella band si vada molto d’accordo. Abbiamo sempre avuto tra le nostre fila ragazzi di grande creatività e con forti personalità, e sicuramente, Michael e Kai rientrano in questa descrizione!  Naturalmente ci è voluto del tempo per adattarsi e per conoscersi meglio, ma è normale. Si potrebbero dire molte cose, la verità è che gli screzi del passato sono stati archiviati e che siamo tutti molto più saggi e tranquilli. Devo dire che non c’è nessun vero “caratteraccio” nella band, quindi ci divertiamo sempre molto e puoi chiaramente percepire che c’è una grande energia positiva quando suoniamo dal vivo e si vede chiaramente anche nel Dvd appena uscito e che sarà molto apprezzato da tutti i fans, sappiamo che lo aspettano da tanti anni!

 

Una delle grandi sorprese positive è stato vedere come Andi Deris e Michael Kiske vadano d’accordo e si integrino bene insieme durante i concerti. In cosa loro due sono uguali e diversi secondo te? E come ti sembrato Michael?

 Questa loro amicizia è sicuramente una benedizione! Entrambi si adattano perfettamente anche musicalmente, ed hanno dei punti di forza che vanno a completarsi reciprocamente, sostenendosi continuamente a vicenda durante i concerti, scambiandosi anche il materiale e non rimanendo confinati solo nelle canzoni del loro rispettivo periodo storico. Anche io e Michi abbiamo avuto una connessione istantanea, al punto che potremmo anche scrivere qualcosa insieme. Sembra tutto molto spirituale e completo, ed ognuno di noi lavora per il gruppo e non per il proprio ego.

 

Parlando di periodi storici, quali canzoni preferisci suonare delle varie ere “Kiske” e “Deris”? E quale è l’album che preferisci in tutta la vostra storia?

 Per le canzoni, faccio veramente fatica a sceglierne qualcuna, perché le mie preferenze cambiano costantemente e mi diverto tantissimo a suonarle tutte! Per gli album, direi che ce ne sono alcuni…diciamo che ogni decennio ha avuto almeno un paio di dischi killer, siamo stati abbastanza bravi in tutti questi anni! Puntiamo molto sul prossimo, ci sarà da divertirsi.

 

Parlando di te invece, quali sono i tuoi musicisti favoriti, dato che sembri molto aperto anche ad altri stili musicali oltre a quello della tua band, e come suonerebbe un tuo eventuale album solista?

 Michael Schenker fu il primo chitarrista ad avere una grande influenza su di me e poi ci furono George Lynch e successivamente Steve Lukather, Dann Huff (Giant) e Michael Landau, quindi stili anche e soprattutto molto melodici. Prima di cominciare a suonare seriamente ascoltavo soprattutto musica pop e new wave, solo più tardi mi sono appassionato all’hard rock ed heavy metal. Come dici tu, mi è sempre piaciuto spaziare, infatti prima di unirmi agli Helloween ero tornato a sonorità Jazz e fusion, ovviamente dal 2002 mi sono concentrato sulla band e sulla grande occasione che mi era stata data. Però, nel mio tempo libero mi concentro anche su stili decisamente più leggeri, infatti posseggo una vasta collezione di sintetizzatori e mi diletto anche nel canto. Così ho creato il mio alter ego musicale ed ho fondato questa band chiamata Palast, che è fondamentalmente Electronic Rock ed è definibile come mio progetto solista.. Non ho ancora intenzione di realizzare un album a mio nome di heavy metal, dal momento che il mio cuore metallico è creativamente soddisfatto ed appagato grazie agli Helloween!

Altra domanda doverosa, cosa ti aspettano i prossimi mesi a cavallo tra il 2019 ed il 2020?

Mi aspetta tanto piacevole lavoro in studio con gli Helloween, contiamo di uscire appunto con il nuovo album per la fine dell’estate del 2020 e poi di ripartire per un tour clamoroso!

 

Concludiamo con una curiosità che tutti hanno a questo punto, cosa puoi dirci del nuovo disco? Qualche segreto che puoi rivelarci?

Non posso dire molto, potrai immaginarlo. Lavoreremo insieme come una band, in una sala studio, componendo e arrangiando, dando ognuno di noi sette un prezioso contributo. Tutto in nome della e bella vecchia scuola metal e power metal! Sappiamo che la nostra forza è l’energia che possiamo creare insieme come una band, più di noi come individui. Ci aspetta un sacco di lavoro, e ci saranno lacrime e gioie, ma sappiamo di avere una grande responsabilità e che sarà un disco molto atteso. Sono molto eccitato per l’intero processo!

Antonino Blesi

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Ascolta metal dal 1983, ha 46 anni e non vuole certo smettere. La passione vince su tutto, e sarà anche scontato, ma la buona musica non morirà mai, finchè qualcuno continuerà a parlarne ed a canticchiare un vecchio refrain....

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