Hardline: “Take You Home” – Intervista a Johnny Gioeli

Il prossimo 29 Maggio, gli Hardline torneranno in Italia per un’imperdibile data, a quattro anni di distanza dall’uscita dell’ultimo album, “Danger Zone”. Abbiamo parlato con il simpaticissimo frontman Johhny Gioeli, che ci ha rilasciato delle succulente anticipazioni su quanto ci potremo aspettare dallo show della prossima settimana e dal futuro imminente della band.
Con alcune interessanti novità in arrivo…

Ciao Johnny, innanzitutto grazie per essere di nuovo con noi di Metallus.it. Parliamo del ritorno degli Hardline: sono trascorsi 4 anni dall’ultimo album, “Danger Zone”. Che cosa è successo in tutto questo tempo?

Grazie a te! Beh, tanto per cominciare, in questi anni ho cercato di farmi crescere i capelli! A parte gli scherzi, la musica non è l’unica cosa che mi tiene impegnato, mi occupo anche di altro e ho una famiglia. Inoltre la creatività non è una cosa che puoi programmare, arriva quando meno te lo aspetti e non puoi forzarla. Ecco perchè spesso ai musicisti occorre molto tempo per scrivere un album. Ma ora abbiamo un nuovo disco praticamente pronto e quando ci esibiremo la prossima settimana cercherò di forzare la mano ad Alessandro [Del Vecchio, chitarrista della band, ndr], per suonare una nuova traccia del nuovo lavoro.

La prossima settimana, il 29 Maggio, gli Hardline si esibiranno in Italia, a Milano. Com’è tornare a suonare dal vivo con questa band?

Lo adoro. Gli Hardline sono la mia creatura: da quando ho cominciato a lavorare professionalmente nella musica all’età di 11 anni fino ad ora, che ne ho 48, gli Hardline sono stati la mia vita. Non posso credere che siano passati 25 anni dal primo album. Tutto quello che ho fatto sin da quando ero un bambino è stato prepararmi per questa band. Suonare con gli Hardline è come essere sul divano più comodo che esista, con una copertina e un cuscino e il tuo show televisivo preferito. E’ la sensazione più bella del mondo.

Nel corso degli ultimi anni ci sono stati alcuni avvicendamenti nella lineup. Qual è la situazione attuale? So che c’è molta Italia in questa formazione degli Hardline.

Esatto. La mia famiglia ha origini siciliane, anche se io sono nato in America, quindi ho pensato che sarebbe stato meglio circondarmi il più possibile di italiani! [ride] Scherzo, non è andata esattamente così.
Diciamo che la lineup attuale è quella dell’ultimo album, a parte il fatto che la prossima settimana Francesco [Jovino, batterista della band, ndr] non potrà suonare perchè sarà in tour con i Primal Fear, quindi si esibirà al suo posto Matthias Montgomery. Ma la lineup per il nuovo album sarà la stessa di “Danger Zone”.

Torniamo al concerto: con 4 album all’attivo, cosa possiamo aspettarci dalla setlist? Mi dicevi che ci saranno anche delle novità…

Dal momento che non suoniamo in Italia e Spagna ormai da un po’, proverò ad accompagnare il pubblico attraverso lo sviluppo temporale della nostra carriera, quindi ci saranno alcuni classici da “Double Eclipse”, come ad esempio “Hot Cherie” e “In the Hands of Time”, ma anche tracce dai lavori più recenti. E poi sì, mi piacerebbe suonare questo brano tratto dal nuovo album: è una ballad intitolata “Take You Home” e credo che il pubblico la adorerà. Sarà anche il primo video che gireremo per il nuovo album. Alessandro non sa ancora del mio piano di inserirla in scaletta, ma sono certo che riuscirò a convincerlo!

Quali sono i piani futuri della band? Dobbiamo aspettarci degli altri show?

Ottima domanda. Sì, stiamo preparando un tour di 10-15 show europei per la fine del 2016, quindi ad Ottobre-Novembre. Non siamo ancora certi del numero di date, ma sarà un bel tour dei club, che ci riporterà alle nostre origini. Poi in estate ci saranno anche i festival estivi per promuovere il nuovo album. Quindi sì, saremo sicuramente in tour.

Il che mi riporta alle aspettative dei fan. Mi confermi quindi che ci sarà a breve un nuovo album: quale sarà la direzione del nuovo materiale?

Cerchiamo sempre di non allontanarci troppo da quello che facciamo di solito: dal nuovo disco potete aspettarvi delle ballate in grande stile, melodie fantastiche e, si spera, una bellissima vocalità. Farò del mio meglio! Vogliamo che la nostra musica sia in grado di risollevare il morale. Quando scrivo, immagino sempre di essere in macchina con i finestrini abbassati e il volume alto, così che le macchine accanto possano sentire quant’è fantastica la musica che sto ascoltando! Quindi è questo che ci si può aspettare: quella musica potente, melodica e rasserenante che spero siamo in grado di creare quando scriviamo un nuovo disco.

Avete già una data di release?

Non abbiamo ancora una data definitiva, ma probabilmente Frontiers Records lo farà uscire a Settembre. La data però potrebbe variare, dipende da una serie di variabili nell’ambito dell’industria musicale. In ogni caso, l’album è registrato, io sto lavorando adesso alle parti vocali, per cui saremo prontissimi a farlo uscire.

Tu sei anche spesso impegnato con la Axel Rudi Pell band. Quali sono le differenza principali tra il suonare con gli Hardline e con Axel Rudi Pell?

Axel ha un sound che si basa sul metal old school, che è quello con cui sono cresciuto, sai, ascoltando Black Sabbath, Dio, Rainbow. Quando canto con gli Hardline è tutto più melodico e tranquillo, mentre Axel è più metal in senso stretto, più aggressivo. Per cui a volte devo ricordarmi che il mio cantato deve adeguarsi al tipo di canzone: in certi momenti mi ritrovo ad eseguire in modo più graffiante alcune canzoni degli Hardline, ma poi mi rendo conto che non dovrebbero essere proprio così. Quindi la cosa proincipale è assicurarmi di essere nel giusto mood e di farlo nel modo corretto. Tutto qui.

Sei nel mondo della musica da molti anni. Cos’è che continua ad ispirarti e a spingerti a creare, a scrivere musica?

Sai, sono molte cose. Per rispondere alla domanda devo raccontarti una storia: all’inizio degli anni ’90, probabilmente all’epoca tu eri ancora una bambina, abbiamo avuto il nostro primo grande contratto discografico da 8-9 milioni di dollari: abbiamo inciso questo bellissimo album, “Double Eclipse”, abbiamo girato il mondo in tour con gente come Van Halen e Mr. Big, abbiamo viaggiato ovunque per promuovere il disco. Poi è arrivato il grunge e le cose sono cambiate. Quello che mi preoccupava non erano i soldi, ma avevo paura di perdere l’emozione di avere un pubblico e di essere ascoltato. Ciò che continua ad ispirarmi e farmi andare avanti sono i fan che amano e apprezzano la musica. Lo dico sempre: senza i fan, senza i giornalisti come te, noi siamo nulla, siamo solo delle note su un pentagramma. Mi fa andare avanti l’emozione della gente che vuole vederci live in Italia o dei fan che attendono l’uscita di un nostro nuovo album. E’ questo che mi spinge a proseguire: alcuni musicisti scrivono dischi per se stessi, ma io no. Io creo musica per le persone che apprezzano il mio lavoro. Lo faccio peri fan.

Grazie, Johnny. Vorresti concludere quest’intervista con un messaggio per i fan che verranno a vedere gli Hardline a Milano?

Vorrei ricordare a tutti di portare un po’ di soldi in più per comprare le nostre magliette, perchè ho davvero molta fame e non vedo l’ora di mangiare un sacco di pizza a Milano! [ride]
Tornando seri, voglio ringraziare tutti in anticipo. Abbiamo già venduto un sacco di biglietti; non sapevo cosa aspettarmi, ma sono davvero grato a tutti quelli che verranno allo show e non vedo l’ora di incontrare tutti dopo il concerto! Non sono il tipo di musicista che fugge via, voglio vedere tutti, firmare autografi e parlare con quante più persone possibile. Per me sarà come una riunione di famiglia con tutti i miei amici italiani.

HARDLINE_Eu2016

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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