H.E.A.T: “Redefined” – Intervista a Jona Tee

Manca poco più di un mese all’unica data italiana degli H.E.A.T al Locomotiv Club di Bologna così per stemperare l’attesa abbiamo contattato il gruppo nella persona del tastierista Jona Tee per fare il punto della situazione sia sull’ultimo album in studio “Into The Great Unknown” sia sui progetti futuri della band. 

Ciao e benvenuto su Metallus. E’ un piacere averti qui.

Grazie mille.

Into The Great Unknown” è il vostro ultimo album in studio ed è già passato un anno dalla sua uscita. Riascoltandolo adesso sei ancora  soddisfatto al cento per cento dal risultato o se potessi cambieresti qualche cosa?

Penso che “Into The Great Unknown” sia un grande segna tempo delle persone e della band che eravamo in quel momento. Cambierei qualche cosa? No. Vorrei fare un altro disco nello stesso identico stile? Forse, forse no.

Come è stato il responso dei fan e della stampa specializzata riguardo l’album?

Credo che la stampa in generale lo ha accolto meglio rispetto ai fan. Ha ricevuto perfino una nomination ai Grammy in Svezia, che è davvero una cosa grossa qui. Ma direi che dopo tutto sembra che le persone lo apprezzino.

L’album è un po’ diverso rispetto al precedente, ha un approccio più “moderno” senza dimenticare le forti melodie che da sempre definiscono il vostro sound. Sei d’accordo? E ci puoi dire come nasce un pezzo degli H.E.A.T? Jammate tutti insieme o lavorate separatamente?

Capisco quello che vuoi dire e credo che un paio di brani del disco vadano oltre i vari confini dei generi mentre altri sono molto classici H.E.A.T. La band principalmente compone in piccoli gruppi o con altri songwriter. Quando abbiamo scritto le canzoni le suoniamo e le regoliamo in modo che vadano bene a tutti. Ma credo davvero sia più una parte del processo di produzione.

Due canzoni che hanno davvero catturato la mia attenzione sono “Redefined” e “Time On Our Side”. Poi raccontare ai nostri lettori di cosa parlano?

Devi chiedere a Jimmy a proposito di questi pezzi. Forse potrei anche io.

E invece cosa ci racconti dell’artwork dell’album?

E’ opera di Vitaly S. Alexius, lo stesso ragazzo che si è occupato della copertina di “Tearing Down The Walls”. Davvero un talento. Il concept  della copertina proviene dalla title track. Quel pezzo riguarda un vero astronauta che va nello spazio e deve affrontare l’ansia, ma è anche una metafora per fare cose che ti spaventano e di superare i limiti.

Con l’uscita del nuovo disco avete cominciato nuovamente ad andare in tour in modo intensivo. Abbiamo avuto il piacere di vedervi l’anno scorso a Milano e a dicembre ritornerete in Italia per un concerto a Bologna. Che cosa possiamo aspettarci da questo show?

Si a pieno regime! Siamo prontissimi a tornare. Abbiamo aggiunto nella set list alcuni pezzi che non suonavamo da tempo e speriamo di vedere dei vecchi amici e nuove facce pronte a far casino con noi.

Come scegliete la scaletta e avete qualche rituale particolare prima di salire sul palco?

La set list è una creatura vivente e che respira, cambia costantemente durante le prove per il tour e anche quando siamo già on the road. Ma sostanzialmente è un mix nel chiedere alla folla cosa vogliono sentire e costruire un bel set dinamico. Si abbiamo un paio di rituali. Solitamente Erik e Jimmy si fanno un gin & tonic mentre ascoltano la canzone “Gin & Tonic”. Io tendo a correre molto in giro. Crash si riscalda e generalmente Dave fluttua nella sua nuvola nell’universo. Poco prima di andare sotto i riflettori tutti si stringono la mano e ci auguriamo di fare un bel concerto, dopo questo ci prendiamo un minuto per noi stessi prima di esplodere sul palco.

Quando non sei occupato con la band cosa ti piace fare nel tuo tempo libero, hai degli hobby particolari?

Tempo libero? La musica è il mio lavoro e hobby (jobby unione tra job e hobby, nda) e si prende circa il settanta per cento delle mie giornate. Mi piacerebbe avere più tempo per giocare ai videogame.

Se potessi descrivere gli altri ragazzi con una sola parola quale sarebbe?

Crash: triple meat (un tipo di sandwich)

Erik: folle

Dave: sciamano

Jimmy: reddit

Che cosa hanno in serbo ora gli H.E.A.T., quali sono i vostri progetti futuri? Avete già composto del nuovo materiale?

Abbiamo innanzitutto le date europee a novembre/dicembre e poi un piccolo tour con gli Skid Row a gennaio. Quasi ogni giorno riceviamo offerte per dei nuovi concerti per il prossimo anno, inoltre puntiamo ad andare in studio la prossima estate e speriamo di far uscire un nuovo disco l’anno prossimo. Abbiamo in serbo un sacco di cose belle di cui non ti posso parlare al momento, ma è davvero un periodo molto intenso per gli  H.E.A.T e si siamo sempre al lavoro sul nuovo materiale.

L’intervista è finita, grazie per la tua disponibilità hai un messaggio per i tuoi fan italiani?

Ci vediamo on the road amici!

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