Graveworm: “Ascending Hate” – Intervista a Stefano Fiori

Ascending Hateriporta tra noi gli altoatesini Graveworm e il loro inconfondibile cocktail estremo a base di black, death e gothic metal.  Il vocalist Stefano Fiori ci spiega come la band sia tornata in ottima forma dopo un periodo di silenzio dovuto a una serie di problemi. Forti di una line-up rinnovata e del nuovo contratto con AFM Records, i Graveworm sono pronti a riabbracciare i loro fan!

Per prima cosa benvenuti e grazie dell’intervista. E’ imminente l’uscita di “Ascending Hate”, il vostro nono album in studio. Volete presentarlo nei particolari ai nostri lettori?

Grazie a voi per l’opportunità. “Ascending Hate” è il titolo del nuovo disco, il nono della band. Siamo molto contenti del risultato e non vediamo l’ora che esca perchè i nostri fan lo possano ascoltare. Ci abbiamo messo un bel po’ di tempo, purtroppo non siamo stati veloci a comporre le canzoni, poi due membri del gruppo se ne sono andati e questo ha causato del ritardo. Alla vigilia delle registrazioni invece si è ammalato il nostro batterista e abbiamo perso altri mesi. Adesso sta meglio, il disco è pronto ad uscire e noi siamo pronti per le prossime date.

Dal mio punto di vista il disco suona come una sorta di sunto di ciò che sono stati i Graveworm fino ad oggi e bilancia la componente black/death tecnica e melodica che vi distingue alle suggestioni gotiche e sinfoniche. Vi trovate d’accordo? Cos’altro volete aggiungere?

Assolutamente sì. Il ritorno di Steve come songwriter ci ha riportati indietro nel tempo. Aveva lasciato il gruppo dopo “Engraved In Black” e adesso ascoltando le canzoni si riconosce perfettamente il suo stile, tra armonie melodiche di chitarre e passaggi di tastiere atmosferiche. Siamo davvero soddisfatti del nuovo disco e speriamo che anche i fan possano apprezzare.

Il 2015 sembra essere un anno importante per voi, con il rinnovo della line-up della band. Vi siete separati dalla tastierista Sabine Mair e dal bassista Harry Klenk. E’ stato uno split doloroso? Vogliamo presentare i nuovi arrivati, tra cui figura il vostro primo chitarrista, Stefan Unterpertinger?

Esattamente. Stefan e´ ritornato dopo un bel po’ di tempo e ha preso il posto di Thomas che ci ha accompagnati nei nostri ultimi tre album. E´stata una decisione difficile per Thomas, ma il suo lavoro di liutaio non gli ha permesso di proseguire. Anche Sabine purtroppo ci ha lasciati per motivi di lavoro. Abbiamo deciso di non occupare il suo posto nella band dato che in cinque ci troviamo molto bene e Stefan aveva sempre scritto anche le basi delle tastiere.

Harald ci ha già lasciati da molto tempo e al suo posto di bassista è subentrato Florian che magari alcuni conoscono per aver fatto parte dei Voices Of Decay. Con la formazione attuale ci troviamo benissimo e abbiamo ritrovato lo spirito giusto, ci divertiamo come bambini e non vediamo l´ora di ritornare in giro a suonare

Data l’assenza di Sabine, come avete gestito le parti di tastiera e gli arrangiamenti sinfonici sul nuovo album?

Come ho detto Stefan ha scritto tutte le basi della tastiera e le ha registrate in studio. Dal vivo poi al giorno d´oggi non è più un problema lavorare con midifiles etc.

“Ascending Hate” vede anche il passaggio alla AFM Records. Siete soddisfatti del nuovo deal?

Moltissimo , ci stiamo trovando benissimo. La Nuclear Blast è una casa discografica ormai enorme e per un gruppo piccolo come il nostro e´difficile trovare spazio. Perciò abbiamo deciso di cambiare aria e siamo entrati in contatto con AFM Records, che aveva ristampato anche i nostri ultimi dischi. Io mi sono trovato per caso ad Amburgo e ho fatto un salto nei loro uffici per parlare un po’ della cosa e sin dall´inizio ho notato il loro modo di lavorare e la passione che ci mettono. Questo fatto mi ha colpito e non avevo dubbi. Dovevamo firmare per AFM Records.

Vorrei soffermarmi sulla copertina del disco, che sembra avere un significato simbolico. Cosa rappresenta la figura composta dagli scheletri, sui quali sono inoltre raffigurati i simboli di Alfa e Omega?

Non direi proprio. La copertina rappresenta solamente la musica che abbiamo creato in questo album. Il nostro grafico ha incominciato a lavorarci e la prima idea che ci aveva presentato ci ha colpiti, era proprio quello volevamo. Da una parte rappresenta perfettamente la musica che facciamo e dall´altra, spero che vedere una copertina simile in un negozio, attiri la gente ad ascoltarla.

I teschi e le figure angeliche ricorrono piuttosto spesso sulle copertine dei vostri album, è una casualità?

No, siamo tutti affascinati da teschi e figure angeliche. Andare a vedere queste statue in chiese o cimiteri mi affascina moltissimo, sono perfetti come soggetto per un gruppo di musica estrema. E’ da quando abbiamo iniziato a suonare che ci accompagnano sulle copertine dei dischi e anche nei testi. Secondo me saranno sempre una parte dei Graveworm

A livello lirico, quali tematiche sono affrontate nel nuovo album?

Personalmente sono molto influenzato da tutto quello che si vede in televisione o da ciò che si legge sui giornali. Ormai siamo pieni di guerre, morti… E proprio queste sono le tematiche che si trovano sul nostro nuovo CD. “To The Empire Of Madness” per esempio è´la mia visione di come ormai ci troviamo in un mondo di pazzi che regnano su tutto e che ci porteranno sicuramente alla fine. E “Downfall Of Heaven” è proprio la mia domanda se ci stiamo trovando sulla via che porta alle fine. Questo mondo sta impazzendo e spesso mi chiedo se sia´troppo tardi per provare a cambiare le cose o se non c’è più scampo.

Come mai avete deciso di registrare una seconda parte di “Nocturnal Hymns”, brano che originariamente figurava su “As The Angels Reach The Beauty”?

E’´una canzone che Stefan aveva già composto prima di rientrare a far parte dei Graveworm. Quando ho sentito il pezzo per la prima volta ne sono stato attratto e mi sono ritrovato indietro nel tempo. E cosi abbiamo deciso di registrare la canzone come un regalo per i veri fan della prima ora. E poi mi sono divertito un sacco a scrivere il testo. Sembrava di stare a scrivere canzoni per “Scourge Of Malice” o “As The Angels Reach The Beauty”.

Quali appuntamenti dal vivo vi aspettano per la promozione del disco?

Prima faremo un piccolo tour in Sudamerica dove non siamo mai stati, poi stiamo pianificando un paio di date in Cina e Giappone e per il prossimo anno é previsto un tour per promuovere il tutto. E spero proprio di poter fare un paio di date in Italia dato che non ci suoniamo quasi mai!

Non ultimo, vorreste lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Grazie per tutto il supporto degli ultimi anni, godetevi il nostro nuovo album e magari ci si vede ad un concerto per poter fare un paio di chiacchiere e berci un paio di Jägermeister!

 

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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