Grand Magus: “Sword Songs” – Intervista a JB

I Grand Magus tornano sul mercato alla grande con un disco solido e convincente del calibro di “Sword Songs”, album che il buon leader JB non esita a definire come il migliore nella carriera della band. Veniamo raggiunti telefonicamente proprio dal cantante/chitarrista del trio svedese, che non solo ci presenta la nuova fatica del gruppo, ma ci fornisce anche il suo interessante punto di vista su vari aspetti del music business.

Ciao JB, grazie mille per questa intervista! Partiamo da una tua recente dichiarazione: hai affermato che “Sword Songs” è il miglior album dei Grand Magus; dal momento che avete fatto uscire numerosi ottimi dischi, potresti spiegarci le ragioni di questa tua opinione?

Per prima cosa, si è trattato di un’affermazione molto emotiva, che riguarda come mi sento ora. Abbiamo lavorato molto duramente su quest’album e il nostro obiettivo con esso era quello di realizzare un disco che contenesse tutto ciò che avevamo fatto in precedenza, la medesima intensità e il medesimo fuoco: questo era il nostro obiettivo e penso che siamo riusciti a ottenerlo. L’album suona davvero potente e intenso, alla maniera dei Grand Magus, anche maggiormente rispetto al passato.

L’album si apre con una canzone veloce e aggressiva come “Freja’s Choice”, un tipo di opener che a mio parere richiama alcuni vostri dischi passati come “Iron Will” e “Hammer Of The North” e marca invece una differenza rispetto al precedente “Triumph And Power: concordi con questo mio punto di vista?

Sì, concordo! E’ esattamente ciò che evidenziavo nella risposta precedente. Siamo molto contenti del risultato ottenuto con “Triumph And power”, ma con questo disco volevamo più canzoni veloci, intense e “feroci”, così abbiamo assolutamente ritenuto che “Freja’s Choice” fosse la scelta giusta come prima canzone dell’album: mostra per davvero che questo sarà un disco molto heavy metal.

In un’altra recente dichiarazione hai sostenuto che in questo album ci sono dei futuri classici della band e penso proprio tu abbia ragione: trovo ad esempio una canzone come “Varangian”, scelta tra l’altro come primo singolo, un pezzo molto epico, con un grande ritornello e perfetto per i vostri futuri live show. Come commenteresti questa traccia?

Esatto, innanzitutto grazie! E’ sempre difficile scegliere quale canzone sarà la prima a rappresentare l’album, questa volta in particolare avevamo parecchie candidate, ma “Varangian” è un pezzo molto catchy e si ricollega al mio pensiero per cui questa scelta dipenda da cosa si è sentito in precedenza, da ciò che l’ascoltatore si aspetta. Questa traccia ha un grande feeling scandinavo/vichingo e fa presa, è qualcosa che le persone si ricordano dopo averla sentita; anche se qualcuno dice “oh, è troppo catchy, la odio!”, alla fine poi non riesce a smettere di ascoltarla! Questa è una delle ragioni per cui l’abbiamo scelta.

Considerando il titolo del disco e di alcune tracce, immagino che le tematiche in esse trattate siano relative all’epica, ai guerrieri, comunque a storie di ambientazione medievale: cosa puoi dirci quindi sui testi dei nuovi brani?

In generale, tutte la canzoni riguardano il combattere, in differenti forme: alcune sono sulla guerra, altre sul combattimento personale in quanto essere umani. Ci riferiamo infatti alle diverse tipologie di lotta che le persone possono sperimentare: alcune hanno a che fare con la guerra, ma altre riguardano il combattimento contro la depressione, per il lavoro o qualunque altra cosa. Per me l’importante è trasmettere all’ascoltatore un senso di potenza, di forza, che sarebbe poi ciò che l’heavy metal è destinato a fare. Quando sei un ragazzino e ascolti i Judas Priest, ti vengono da stringere i pugni e dire “yeah, man, lo supererò!”: è proprio questo il sentimento che volevamo comunicare all’ascoltatore.

Nella versione digipak dell’album troviamo una particolare bonus track, la cover di “Stormbringer” dei Deep Purple: da cosa deriva questa scelta?

“Stormbringer” è la prima canzone hard rock che ricordo; mio fratello, che è più grande di me, aveva l’album e quella è sempre stata una delle mie canzoni preferite. Quando abbiamo creato la band, questo era il pezzo che suonavamo come warm-up durante i sound check; si tratta insomma di una canzone che conosco molto bene e ho sempre pensato di voler cantare e registrare al momento opportuno. Così questa volta ci siamo detti “perché non la registriamo? La amiamo tutti! Sarebbe cool farla”, e così è stato.

Parliamo un po’ della vostra attività live: avete già pianificato un tour europeo, magari con alcune date in Italia?

Sì, è già stato programmato un tour che però non verrà annunciato fino a giugno, per cui non posso rivelare troppi dettagli. Si tratterà in ogni caso di un grande tour europeo che partirà a ottobre, durerà due mesi e prevede anche date in Italia. Questo è tutto ciò che posso dire al momento.

Due anni fa vi ho visti come co-headliner alla giornata di warm-up del Summer Breeze, ribattezzata “Nuclear Blast Label Night”, evento per cui siete stati confermati anche quest’anno: che tipo di show ci dobbiamo aspettare a questa nuova turnata?

Al Summer Breeze, come sempre, vogliamo dare tutto ciò che abbiamo, augurandoci che anche l’audience si cali a pieno nello show e canti con noi: si tratterà di una celebrazione dell’heavy metal e di tutte le buone cose ad esso collegate. Questo è ciò che faremo.

Tre anni fa ho inoltre assistito al vostro tour in compagnia di Angel Witch ed Enforcer: qual è la tua opinione riguardo a questa tipologia di tour, molto in voga negli ultimi tempi, in cui non abbiamo più una sola band molto importante e piccoli act di supporto, bensì svariate band d’alta qualità, ognuna delle quali potrebbe essere l’headliner, e una ripartizione più equilibrata dei tempi sul palco?

Penso che sia una cosa cool, principalmente perché questa modalità garantisce molta azione al tour: se andassi a vedere un concerto con quattro band che suonano esattamente lo stesso tipo di musica, sarei poi abbastanza stanco e annoiato quando alla fine arriva l’headliner. Penso quindi che portare molta azione agli show sia un’ottima cosa. Devo però dire che apprezzo anche l’altra modalità di tour che hai menzionato, quella con una grande band e un piccolo supporter: quando noi ci siamo imbarcati in questo tipo di live, pure questi hanno funzionato molto bene. Entrambi i pacchetti insomma funzionano, sia per il pubblico che per le band.

Dopo 15 anni di carriera e un buon numero di studio album all’attivo, non avete ancora realizzato un live CD o DVD: state pianificando di realizzarne uno?

Ne abbiamo parlato, ma penso che una delle ragioni per cui non abbiamo ancora realizzato questo sia il fatto che io sia abbastanza scettico in merito: sento infatti che fare live album oggi non sia più come negli anni ’70, anni in cui alcuni dei migliori dischi mai usciti sono proprio stati dei live. A quei tempi i live davano alle persone qualcosa, permettevano di provare sensazioni a coloro che non avrebbero mai avuto occasione di vedere quelle band: se compravi un live album, compravi una vera esperienza dal vivo. Oggi invece non ci sono live album, tutti i dischi dal vivo sono dei falsi. Non voglio quindi mettermi in questo tipo di progetto perché se noi volessimo fare un live dovrebbe essere un vero live, non voglio barare. Io preferisco gli album propriamente detti, quelli che compri perché ti piace la band; per il me il concetto di live ha sempre e solo e significato noi sul palco, di fronte a un pubblico, durante un concerto: questa è l’unica cosa che conta e penso che questa sia la ragione principale per cui non ci siamo mai impegnati seriamente nella realizzazione di un progetto live. Abbiamo fatto delle registrazioni, alcune sono abbastanza buone, ma ci dobbiamo pensare. Vedremo cosa succederà… ma io resto un po’ scettico! Ahah!

Per concludere, qual è il vostro messaggio ai lettori di Metallus e ai vostri fan italiani?

So che ci sono un sacco di veri metal fan, dei veri amanti del metal in Italia, e noi ce la siamo sempre passata alla grande da voi. Sento nel mio cuore che questo album sarà qualcosa che i metal-head italiani apprezzeranno: dovreste ascoltarlo, ne rimarrete soddisfatti!

Grand Magus Sword Songs

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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