Eldritch: Gods & More - Intervista

Eldritch: Gods & More – Intervista

Eldritch

Un po’ in ritardo rispetto all’uscita dell’ultimo ‘Blackenday’ andiamo a riportare il nostro ennesimo (ma sempre gradito) scambio di opinioni con i toscani Eldritch (e Eugene Simone in particolare) arricchito anche dalla recente partecipazione al Gods Of Metal…

Visto che ci siamo già scambiati opinioni in più di un’occasione vorrei cominciare in maniera un po’ insolita: finalmente una copertina “guardabile” (per lo meno dagli interessanti lavori di cui si occupò a suo tempo Oleg)!

Guarda…della storia delle copertine non voglio parlare troppo perché già fatto in altre occasioni…non vorrei creare polemiche…dico solo che finalmente ci hanno lasciato carta quasi bianca e abbiamo affidato l’idea di ‘Blackenday’ a Nerve Design che ha fatto un ottimo lavoro. Ci dispiace molto però che dischi di valore come ‘Portrait Of The Abyss Within’ e ‘Neighbourhell’ siano stati sciupati da immagini pacchiane e di basso livello come quelle volute dall’etichetta.

A mio avviso ‘Blackenday’ non si discosta troppo dal suo predecessore! Ciò è dovuto anche al breve lasso di tempo intercorso tra i due lavori?

Personalmente sento molte differenze sotto molti aspetti tra i due album, anche se a livello compositivo ‘Blackenday’ sente molto l’influenza di ‘Neighbourhell’. Probabilmente ciò è dovuto al fatto che alcune songs erano già in fase di sviluppo proprio nel periodo delle registrazioni di ‘Neighbourhell’. La strada percorsa è più o meno la stessa anche se l’album è tendenzialmente un po’ meno veloce, o meglio, sono presenti più mid-tempo rispetto al precedente che era invece più vario dal lato ritmico. Una cosa che sta mutando di album in album è la voce di Terence, sempre più incisiva sui toni medio bassi.

Come prosegue il vostro rapporto con LMP?

Mah…così così. Come già sai, musicalmente abbiamo poco a che fare col target della LMP e a loro non tutto quello che facciamo piace. Non sopportano le nostre divagazioni "moderne" e addirittura hanno messo tre dei migliori pezzi come bonus track…addirittura ‘We Hold On’ la sentono industrial…mah!….Però siamo l’unica band insieme ai Pagan’s Mind a vendergli cifre importanti attualmente e quindi più di tanto non dicono….anche perché la Germania è la nazione dove abbiamo preso i voti più alti…Non so se faremo altri album con la LMP, viste le ultime vicende…vedremo…

E’ un’impressione o, rispetto al passato quando non era così difficile vedervi dal vivo, avete ridotto il numero di concerti concentrandovi di più sul lavoro in studio?

E’ successo per ‘Portrait…’ e ‘Neighbourhell’ che abbiamo suonato un pò poco live. Per il primo era difficile trovare posto in avvenimenti importanti perché dovevamo tornare a riconquistare un ruolo di primo piano, perso parzialmente dal lungo silenzio post-’Reverse’. Nel caso di ‘Neighbourhell’ le cose stavano volgendo al meglio viste le partecipazioni da headliner al Chicago Powerfest e all’Evolution, poi però abbiamo deciso di incidere nuovamente un altro album avendo molte idee in cantiere, sospendendo nuovamente l’attività live. Dall’uscita di ‘Blackenday’ ad oggi abbiamo fatto in un mese quasi lo stesso numero di date fatte per i due precedenti album….tra cui il Gods e lo Sweden Rock…! E’ nostra intenzione per il momento fermarci con le registrazioni e proporre on stage soprattutto il materiale nuovo che, a giudicare dai responsi durante gli show, è molto più apprezzato rispetto al vecchio perché più diretto e adatto ad essere suonato dal vivo.

Domanda per Terence: ci vuoi dire due parole al volo sui Fear Of Fours?

I Fear Of Fours sono un interessante progetto al quale ero stato chiamato a fare parte. E’ stata una grande esperienza perché mi ha permesso di mettermi alla prova in un genere lontano da quello degli Eldritch, ovvero una sorta di death metal melodico e tecnico con estremi cambi di timbrica ed interpretazione. E’ stata però una parentesi in quanto per me hanno priorità assoluta gli Eldritch, ai quali dedico anima e corpo da sempre. Comunque spesso ci sentiamo e so che hanno firmato un contratto e stanno ottenendo buone recensioni.

Nei più svariati generi musicali gli artisti sembrano sempre più affrontare tematiche socialmente impegnate…che generano quasi sempre negatività e commenti pessimisti. Come si inseriscono gli Eldritch in questa ondata visto che non avete mai lesinato frecciate e prese di posizione ben precise?

Tengo a precisare che gli Eldritch, soprattutto negli ultimi anni, hanno dato ai testi una connotazione di tipo psicologico e sono spesso autobiografici. Per noi la musica è espressione dei propri sentimenti e il cantante ne è l’interprete migliore. Giusto quindi che sia lui a scrivere i testi. Non facciamo politica e non scriviamo testi socialmente impegnati. Neanche facciamo fantasy, scriviamo quello che viviamo quotidianamente. Mi rendo conto che la società e le schifezze di cui si sente parlare fin troppo da un po’ di tempo a questa parte, non possono lasciare indifferenti…ma non vogliamo parlarne attraverso la musica.

C’è qualche nuova band che ha attirato particolarmente la vostra attenzione?

Mah…sicuramente ce ne sono in giro di band interessanti ma al momento non me ne viene in mente nessuna in particolare. Siamo sempre aggiornati sulle nuove uscite ma la nostra attenzione ultimamente è volta maggiormente a band non giovanissime…sarà perché abbiamo suonato al Gods ahahah! No scherzi a parte, una band c’è…e sono i Redemption. La band dove canta Ray Alder. Sarà perché stimiamo molto Ray ma credo che il primo album soprattutto sia veramente bello e non solo per gli amanti del prog metal. Una band che stiamo ascoltando di brutto sono i nostri amici Tossic. L’ultimo ‘Transumanza’ è fantastico! Sono divertentissimi e mi fa strapiacere che si siano riformati. Forse sono l’unica band al momento che non prende il metal troppo sul serio he he!

Come sono andati il Gods e lo Sweden Rock? Preferite esibirvi in un festival (sebbene di richiamo internazionale) o in club di dimensioni più ridotte? Il Gods è andato benissimo e al di sopra di ogni aspettativa! Considerando che pioveva e che eravamo l’unica band a non incastrarci un cavolo quel giorno, è andata fin troppo bene! Il Gods è veramente un occasione unica e suonarci crea emozioni fortissime! Specie per noi che siamo tornati su quel palco per la terza volta e a distanza di dieci anni esatti dalla primissima apparizione…quella che inaugurò la prima edizione del festival. Allo Sweden è andata strabene! C’era una marea di gente che non ci conosceva e comunque ha partecipato facendoci un sacco di complimenti una volta scesi dal palco. Abbiamo suonato un’ora, non poco per essere la prima volta in Svezia e poi in un festival così importante. Mai visto niente di simile…75.000 persone soltanto il giorno in cui abbiamo suonato noi! Nonostante ciò ci riteniamo una band da club più piccoli, anche perché la maggior parte dei nostri concerti li abbiamo suonati su palchi più ridotti come dimensioni. Diciamo che i palchi dei festival italiani ai quali prendiamo parte, spesso come headliner, sono l’ideale.

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