Sacred Steel: Intervista a Gerrit Mutz

Ciao Gerrit, inizierei con il chiederti come mai, dopo la realizzazione di ‘Slaughter Prophecy’,sembrava quasi che i Sacred Steel fossero scomparsi…

“Certo. Alcuni dei membri della band sono stati impegnati nei loro differenti progetti personali, come i ‘My Darkest Hate’, il gruppo death dei due chitarristi, Jorg e Oliver. In effetti abbiamo preso un bel break dopo la realizzazione dell’ultimo album, diciamo di cinque-sei mesi. Non volevamo metterci fretta, volevamo realizzare un album che fosse valido quanto i precedenti, senza forzare l’ispirazione. Io mi sono preso, questa volta, mezzo anno per realizzare le linee vocali. Volevamo creare un album buono quanto il precedente che reputiamo ottimo e credo che dovremmo avercela fatta.”

Ti ho chiesto questo perché il vostro sito non è per niente aggiornato e sembra che la band sia ferma da anni.

“Conosco il problema. Purtroppo non sono in contatto con il ragazzo che si occupa di aggiornare il sito ma Jorg, il chitarrista, gli ha mandato del materiale che spero venga inserito. Del resto non possiamo pretendere moltissimo visto che questa persona lavora al sito gratuitamente.”

Parlando proprio in particolare delle linee vocali la prima sorpresa è ascoltare come avete deciso di continuare ed aumentare l’apporto del cantato il growl, già iniziato in Slaughter Prophecy’. Perché avete deciso di aumentare queste parti e sei tu che ti occupi di cantare entrambe le linee vocali?

“Si, sono io che canto in pulito ed in growl. Diverse persone sono sorprese del fatto che canto non più in screaming acutissimi, ma che prediligo linee più medie ed il growl. Questa scelta è dovuta al tipo di impatto che deve avere il nuovo album ‘Iron Blessing’, la musica è la più estrema che abbiamo composto senza si diventi comunque una death metal band. La mia idea era di provare la mie possibilità al massimo, sia nelle linee vocali più basse sia in quelle acute, che ci sono ma sono poche. Può darsi che nel futuro realizzeremo canzoni che richiederanno screming molto acuti ma per il momento non è stato così.”

Si può notare in effetti che in ‘Iron Blassing’ non ci sono molte linee musicali melodiche come negli album precedenti; manca ad esempio un pezzo in stile ‘Dethrone The Tyrant King’. Sembra che mai come adesso abbiate preso ispirazione dal thrash e dal power americano in brani come ‘Victory Of Black Steel’.

“Si, hai ragione. Molti gruppi trovano la giusta formula e la ripetono all’infinito. Noi abbiamo voluto rischiare e proporre qualcosa di diverso ma che restasse nella linea del nostro stile. Abbiamo così deciso qualcosa che suonasse più thrash, più brutale. Prima di tutto vogliamo realizzare musica che ci realizzi e che piaccia ai nostri fan.”

Ad ascoltare un album come ‘Iron Blessing’ sembra che il futuro dei Sacred Steel, a livello di tour, sia insieme a delle death metal band, o comunque a dei gruppi estremi…

“Non penso proprio, purtroppo l’audience death non apprezza molto o per niente la nostra musica, specialmente il mio screaming acuto. Credo che l’ideale per noi sia andare in tour con band come King Diamond o Nasty Savage, al massimo con qualche thrash band.”

Un titolo come ‘Iron Blessing’ cosa significa? Voi avete preso un monicker come Sacred Steel perché ritenete il metal come una religione?

“Da vent’anni la mia vita è il metal, lavoro alla Metal Balde, ho due gruppi metal, un’etichetta che produce gruppi metal e passo la maggior parte delle mie giornate immerso in questa musica. Per forza il metal entra per me un po’ in un’area sacrale. Ho messo tutte le mie energie in questa musica e per me è come una religione e chi non ci crede che vada affanc…, possa morire di morte violenta. E’ uno stile di vita. Con un nome come Sacred Steel è giusto che noi si abbia spade , sangue ed altro sulle nostre copertine.”

La cover del vostro nuovo CD è molto semplice e diretta e presenta alcuni cliché come la spada e le asce, ma non capisco il significato della croce di spine… vuoi spiegarti?

“Si. Come dici la cover è molto semplice e diretta. Se noti, sull’elsa della spada è presente un V romano che rappresenta un numero magico che è anche il numero dell’album in uscita per quanto concerne la nostra discografia, ossia il quinto lavoro realizzato. Il significato della croce di spine è legato al tipo di liriche che uso per questo album, simile a quelle che utilizza anche King Diamond e che vertono su un approccio anti religioso. Molte band estreme che ammiro come gli Incantation hanno dei testi molto buoni che affrontano le tematiche anti religiose, anti cristiane; di conseguenza anche noi ci siamo lanciati in questo concept e la corona ha questo significato. Ci tengo a spiegare che non sono certo un satanista e nemmeno un cristiano e non sopporto le religioni organizzate. Credo che ognuno debba seguire la propria strada senza farsi influenzare.”

Sei ateo o agnostico?

“Sono un agnostico che in certi momenti si pone sulla giusta via, come mi ha definito un mio amico. Credo di non aver trovato di certo la giusta posizione, del resto io sono nato e cresciuto in ambiente cristiano e mia sorella è una cattolica praticante e molto sicura di sé.”

Puoi quindi farmi un sunto del contenuto dei pezzi del CD? Non tutti credo siano riferiti al concept anti religioso. Una delle canzoni che preferisco, ad esempio, è ‘I’m the Conqueror’.

“Risale alla produzione del mio gruppo doom alla fine degli anni ’90, i Dawn Of Winter. Questa canzone è una reazione a quanto mia sorella mi ha un po’ inculcato circa la cristianità. In questo pezzo immagino che Dio scenda sulla Terra e inizi a distruggere l’umanità e conquistare tutto, rivelandosi in modo differente da come tutti lo pensano. Più che altro Dio vedrebbe tutta l’ipocrisia che invade l’umanità basandosi falsamente su quanto lui ha creato e si vendicherebbe.”

Un’altra canzone come ‘The Chains Of The Nazarene’ è sempre di sicuro un pezzo incentrato su temi religiosi. In particolare parla del Golgota?

“E’ incentrato su un tema biblico ma non sul Golgota; affronta il punto di vista di Lucifero che ha rigettato le imposizioni religiose.”

C’è poi un pezzo come ‘We Die Fighting’ un vero anthem…

“E’ un testo molto tipico per noi, poteva stare nel secondo o nel terzo album. Non è molto adatto a questo lavoro ma l’abbiamo inserito perché è stato scritto per ultimo e ci sembrava l’ideale per chiudere.”

Sembra il pezzo ideale da suonare live.

“Si, ma avendo alle spalle altri quattro CD diventa arduo scegliere.”

Potreste aprire nel vostro sito un voto popolare per scegliere le canzoni da suonare…

“Si.. ma magari rispondono solo in dieci… ah, ah, ah… e scelgono i pezzi peggiori solo perché a loro stanno più simpatici. No, questo è un sistema che va bene per i gruppi famosi non per il nostro.”

E di che parla ‘Screams Of The Tortured’?

“E’ un tema reale, parla dei fatti accaduti in Argentina e Cile. Uno dei miei colleghi della Metal Blade lavora in Cile nei reparti della polizia e mi ha raccontato cose incredibili; non è fantasy, è la realtà pura, documentata.”

Probabilmente i testi più fantasy che tu abbia mai scritto sono presenti in ‘Bloodlust’…

“Infatti; ma non sono del tutto contento di quel lavoro per i testi. Il booklet richiedeva più spazio e ho dovuto tagliare qua e là. Per questo motivo diventa difficile leggere il concept e capirlo.”

Vi siete ispirati molto ai romanzi di Conan ed allo stile dei testi dei Bal Sagoth, per esempio?

“Assolutamente si, i Bal Sagoth sono fra i miei preferiti. Adoro come Byron scrive i suoi testi… Adoro anche fumetti come Slain, che mi ispirano molto.”

Che mi puoi dire invece circa il prossimo tour?

“Abbiamo avuto un sacco di novità ultimamente. Abbiamo ricevuto buonissime offerte ma abbiamo dei problemi, siamo più impegnati. Io ad esempio ho avuto un figlio dalla mia compagna un anno e mezzo fa e lavoro. Inoltre il nostro batterista, Mathias, sta facendo praticantato come avvocato. Abbiamo ricevuto offerte per ottobre o novembre ma non possiamo farcela. Dovremo aspettare l’anno prossimo.”

Mi è stato detto da Gianluca Silvi, chitarrista di un’ottima band italiana, i Battleram, che i Cirith Ungol ti avevano chiesto se ti interessava entrare nella loro band per una reunion. Confermi? Puoi raccontare?

“E’ vero. Quando con la Metal Blade stavamo lavorando alla riedizione dei CD ed il doppio CD di inediti dei Cirith Ungol mi hanno chiesto di entrare nella band per una reunion. In un primo momento sono rimasto ovviamente scioccato dalla richiesta, essendo un fan della band. Dopo un settimana ho risposto di no perché non sono Tim Baker e non ho una voce similare alla sua… è come se King Diamond cantasse dei Motorhead! Non credevo che fosse una buona idea. I fan dei Cirith Ungol vogliono sentire la voce di Tim Baker. Non volevo dissacrare una band che adoro.”

Pensi la stesa cosa della reunion dei Warlord?

“No, per quanto non ammiri la musica degli Hammerfall ritengo che una cosa bella della reunion dei Warlord sia proprio la voce di Joachim Cans, che al concerto tenuto al Wacken due anni fa ha saputo colpire positivamente tutti.”

E che mi puoi dire del tuo gruppo doom, i Dawn Of Winter?

“Non ci siamo ancora messi a provare seriamente, ma lo faremo a partire da agosto. Nel corso del prossimo anno spero registreremo un nuovo album.”

Per concludere cosa ti aspetti dal nuovo album dei Sacred Steel?

“Non molto. Il pubblico ci conosce e sa cosa aspettarsi. Aspettiamo una reazione che ci permetta di continuare bene. Del resto abbiamo ricevuto ottime recensioni come per il precedente album e quest’album realizzeremo un live DVD inserendoci tutto il materiale live che abbiamo. Aggiungeremo un sacco di materiale stupido, di vita in tour.”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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