DevilDriver: Furia Metallica – Intervista con John Boecklin

In occasione del live dello scorso dicembre a Milano a supporto dei Lamb of God, aspetto di conferire con la voce dei Devildriver, l’istrionico Dez Fanfara, ex cantante dei Coal Chamber con i quali si è fatto conoscere al grande pubblico ma ai quali ha dichiarato di guardare ormai come qualcosa da seppellire nel suo passato. Il tempo sembra non passare più, finché finalmente non arriva il drummer John Boecklin, con il quale faccio due chiacchiere in sostituzione del troppo impegnato singer.

Con ‘The Fury Of Our Maker’s Hand‘ siete giunti a un’evoluzione musicale in direzione maggiormente heavy. Si tratta di un’evoluzione che va di pari passo con un vostro più intimo cambiamento e che quindi ha a che fare anche con la vostra vita, o riguarda solo la vostra musica?

“Penso si tratti di un’evoluzione che ha a che fare con entrambe le cose, basti pensare al fatto che è cambiato il nostro modo di comporre. Siamo cresciuti, musicalmente parlando, è un album più complesso e ricco, sicuramente più pesante, ma ascoltandolo con attenzione lo si trova anche più melodico. È molto più profondo di quello precedente. Dez poi ci ha messo tutta la sua energia e le sue idee sono state più brillanti del solito. Sì, penso che abbia qualcosa che definirei molto intelligente.”

Prima hai accennato a un diverso modo di comporre, in che senso?

“Sì, il primo album è stato prevalentemente scritto da una persona, mentre quest’album è stato scritto da persone che interagiscono tra di loro, è stato un lavoro collettivo, ogni membro dei Davildriver ci ha messo del suo.”

Infatti so che oltre ai due chitarristi (Mike Spreitzler e Jeff Kendrick) sia tu che Joe (Miller, il bassista) suonate la chitarra.

“Sì, è così, non a casa Dez ci ha voluti con sé. Siamo riusciti a scrivere una tale quantità di materiale che alla fine risultava piuttosto difficile la scelta dei pezzi da inserire in ‘The Fury’.”

Nonostante in Devildriver esistano da relativamente poco tempo, avete suonato con band del calibro degli In Flames, Superjoint Ritual…

“Sì, siamo venuti anche qui con gli In Flames. Siamo a Milano giusto?”

“Oh, è un posto enorme!” (Detto da un americano suona strano, ndr)

Qual è il gruppo più folle con cui vi è capitato di suonare?

Mmm… (esita prima di rispondere, così gli suggerisco di procedere per esclusione, ndr).

Suppongo non gli In Flames, è risaputo che sono dei ragazzi seri, veri svedesi…

“In Flames? Sono così calmi, riservati e gentili, comunque delle grandi persone. Sicuramente tra i più folli ricordo Everytime I die, davvero fuori di testa! Ci siamo divertiti moltissimo con loro. E poi in questo tour siamo con i Lamb of God e anche loro non scherzano!”

Avete in progetto collaborazioni con altre band – tour a parte – per le prossime release?

“Per quanto riguarda i concerti torneremo a suonare con gli In Flames nel tour americano.”

E in Europa?

“Probabilmente ci vedrete qui da voi con gli Slayer e ne vado molto fiero. Quanto alle collaborazioni per i prossimi album, beh, ancora è difficile dirlo, ma posso dirti che abbiamo iniziato a scrivere qualcosa per il nostro terzo album e una volta finito il tour verso settembre, probabilmente, saremo di nuovo in studio.Sarà qualcosa di ancora più heavy, probabilmente con parti brutal.”

Parlando invece delle tematiche di ‘The Fury’ so che vi compare la fobia che il tempo non sia mai sufficiente a permettere di portare a termine quanto ci si è prefissati. Ma siete davvero così iperattivi e stacanovisti?

“Beh, no, però almeno personalmente non sono un ‘drogato del lavoro’.”

Dez lo è?

“No, penso che abbia a che fare con altro, con il fatto che per Dez nulla è scontato o dato per certo; non puoi mai avere la sicurezza matematica di quanto ti accadrà anche in una giornata che tu credi la più ordinaria in assoluto.”

Non sarà piuttosto perché dormendo troppo tempo, al vostro risveglio vi accorgete di aver perso metà giornata?

(Ride) “O mio Dio, no! Che figura mai fai fare! ”

(Mentre il buon John ride di gusto, mi casca l’occhio sulla sua felpa dei Lamb of God che quella sera avrebbero calcato il loro stesso palco e mi viene spontaneo chiedergliJ

Sei un fan dei LoG?

“Oh sì, adoro quei ragazzi! Ho inseguito per anni il sogno di suonare con persone come loro.”

Quindi cosa ci garantisci per il live di stasera?

“Nient’altro che heavy metal, non ci interessano etichette e sottogeneri, a noi basta suonare. Il resto dello spettacolo lo fa il pubblico. So Bang your Head!”

 

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