Etrusgrave: Intervista a Fulberto Serena

Etrusgrave: Intervista a Fulberto Serena

Etrusgrave

A qualche mese dall’uscita del vostro debutto discografico qual’è il tuo giudizio sull’opera prima degli Etrusgrave?

"Sono ancora stupito del consenso largamente positivo che il nostro primo lavoro ‘Masters Of Fate’ ha prodotto in pochi mesi sul mercato. Ho avuto la netta sensazione che in molti, attendessero da tempo la resumazione di un epic metal primordiale e muscoloso, scevro da faraonici effetti sonori e semmai, ricco di melodie ed atmosfere che catturano immediatamente l’attenzione dell’ascoltatore. Il giudizio al nostro debutto discografico si limita al fatto che senz’altro proseguiremo su questa linea musicale e naturalmente, saranno le valutazioni dei fans e del pubblico che gratificheranno i nostri sforzi per mantenere in vita un epic metal che, almeno in Italia, sembrava destinato a scomparire."

Se non sbaglio il CD arriva dopo due demo; che giudizio dai ai due precedenti lavori?

"I due precedenti demo, ‘On The Verge Of War’ e ‘Behind The Door’ sono stati incisi con due line-up diverse. Nel primo, troviamo Carlo Funaioli (ex-Domine) alla batteria e Claudio Taddei in qualità di vocalist. Nel secondo promo, troviamo invece la formazione attuale degli Etrusgrave con Luigi Paoletti (bass), Fulberto Serena (guitar), Tiziano “Hammerhead” Sbaragli (vocalist) e Francesco Taddei (drummer).

Ambedue i lavori furono fatti in pochi esemplari, con ausili tecnici veramente di poco rilievo ma con opere musicali nuove ed inedite. I due cd furono stampati in pochi esemplari per essere distribuiti esclusivamente alle webzine al fine di ottenere le fatidiche “recensioni” con le quali, tastare il terreno e conoscere se il genere epic era ancora apprezzato. I risultati sono stati molto soddisfacenti e promettenti. Dopo pochi mesi, siamo entrati in studio di registrazione per realizzare ‘Masters Of Fate’."

Porterete le vostre song dal vivo al Play It Loud del 28 febbraio. Come creerete la scaletta? darete spazio anche a quel che hai fatto con i Dark Quarterer?

"Ignoriamo ancora il tempo che ci verrà concesso per esibirsi al PIL III di Bologna. La nostra intenzione sarebbe di proporre l’intero ‘Masters Of Fate’ più un nuovo brano (in anteprima) che potrebbe essere inserito in un secondo CD, ma naturalmente come ripeto, la scaletta la potremo decidere solo quando saremo a conoscenza del nostro myspace.

Per quanto riguarda una eventuale esecuzione di brani che ho fatto in precedenza con i Dark Quarterer direi che si può escludere in partenza, anche se devo ammettere che si stanno facendo sempre più insistenti le richieste del pubblico durante i nostri concerti, per l’esecuzione di alcuni brani tratti dai primi due LP ‘Dark Quarterer’ ed ‘Etruscan Prophecy’. Sono piuttosto imbarazzato, ma penso che presto dovremo affrontare anche questa nuova situazione."

Parlando dei Dark Quarter ci puoi spiegare quali furono le ragioni dello split dalla band?

"Diciamo che lo split fu una mia scelta, ma in realtà, una serie di situazioni inizialmente estranee alla musica, mi avvinsero emotivamente creando poi un alone di diffidenza e sfiducia nei miei confronti fra i compagni del gruppo che comunque, si sentirono coinvolti e timorosi per il loro avvenire musicale. In definitiva poi, avevo solo bisogno di riflettere un attimo ed organizzarmi sulla soluzione di alcuni problemi strettamente personali e per questo, chiesi qualche mese di sospensione dalla musica per riordinare le cose. Non mi fu concessa nessuna proroga (..la musica non poteva aspettare i miei comodi) ed allora, messo alle strette, decisi di defilarmi. Tutto il resto è storia."

Ai tempi i Dark Quarterer vennero definiti i Manilla Road italiani per quell’epic molto oscuro che li caratterizzava; in seguito il lato progressive ha preso il sopravvento nel loro stile compositivo. Possiamo dire che gli Etrusgrave hanno ereditato il lato heavy metal di quell’esperienza?

"Dopo la mia defezione dai DQ, ho lasciato loro la gestione del moniker oltre una dote di due LP che in futuro avrebbero decretato il loro meritato successo. Ma naturalmente, non potevo lasciargli anche il mio stile compositivo, quello me lo sono portato dietro. I miei ex compagni hanno dovuto faticare non poco per trovare finalmente dopo diversi assestamenti, quel sound progressive che adesso li distingue particolarmente, ma che sicuramente li allontana da quelle che erano le origini. Ben altra cosa succede con gli Etrusgrave, noi stiamo ripartendo da dove avevo lasciato, con lo stesso modo di fare musica, con le stesse atmosfere oscure e con le stesse melodie intriganti. Ho semplicemente ritirato fuori quell’entusiasmo compositivo che sonnecchiava da anni, per condividerlo con gli amici attuali del gruppo e con i fedeli fans da sempre. "

Qual’è la storia delle composizioni di "Masters Of Fate"? In quanto tempo sono stati composti i brani?

"Ho reiniziato a comporre nuovi brani alla metà del 2002, cioè dopo che avevamo una formazione al completo ed effettuato i dovuti preriscaldi. In pochi mesi abbiamo inciso il primo demo e succcessivamente al cambio di line-up, abbiamo fatto il secondo, nel quale erano comunque inclusi brani del primo, più un paio nuovi.

Praticamente dopo quasi cinque anni dall’inizio eravamo in possesso dei titoli da inserire nel nostro primo full-lenght e naturalmente ad oggi, sono già pronti anche quelli per un eventuale secondo ed attualmente stiamo lavorando ai pezzi dell’ipotetico terzo album. In definitiva, siamo in possesso di circa sedici titoli di cui sette li abbiamo utilizzati in ‘Masters Of Fate’ ma comunque sia, proseguiamo con le composizioni, (meglio abbondare, per poi avere più scelta nelle future compilation). "

Quali sono le tematiche trattate nei testi? sono colpito in modo particolare da ‘Wax Mask’

"Una delle cose che più adoro nel genere epic metal, è la possibilità di spaziare notevolmente nei temi e nei testi dei brani. Normalmente faccio uso di titoli “prefabbricati” su cui costruisco una storia (che sarà narrata con i testi scritti in inglese da Tiziano) e sulla quale compongo poi, una musica appropriata e cònsona.

Ad esempio, ‘Dismal Gait’ descrive i pensieri folli e l’andatura incerta e impaurita di un personaggio che si dirige verso il “pozzo dei desideri”, ma non per gettarvi dentro una moneta ma bensì per gettarsi lui stesso dentro il pozzo, dopo aver rinunciato a qualsiasi forma di felicità che la vita ha offerto, secondo lui, solo agli altri.

Altro brano, tipo ‘The Only Future’, ci avverte che stiamo uccidendo, sia l’umanita’ con la fame e le continue guerre, sia l’ambiente con l’inquinamento sempre più devastante. Non e’ difficile prospettare l’unico futuro possibile se non cambieremo rotta: la fine dell’umanita’ e del pianeta su cui viviamo.

Oppure, ‘Masters Of Fate’ in cui ognuno di noi sceglie la vita che vuole, comportandosi nei modi migliori o peggiori sia nel bene che nel male, ma comunque sia, tutti gli eventi, compresa la lunghezza della vita, saranno gestiti dai Padroni del destino, vecchi Saggi che manovrano e recidono a loro discrezione i fili della nostra esistenza.

Ed ancora, ‘Deafening Pulsation’ in cui nessuno di noi, ricorda la propria nascita e la pulsazione assordante del sangue, con la succcessiva esplosione di luce, quando arriva la vita, come nessuno di noi conosce la pulsazione assordante del cuore, quando rallenterà ed arriverà lentamente al grande salto nel buio: la morte.

Segue ‘Wax Mask’ nella quale, un giovane si aggira in un museo delle cere. Si sente osservato dalla maschera di cera di un guerriero e in pochi secondi, rivive le paure della guerra e la sofferenza delle ferite subite dal soldato. Il giovane, si commuove per la vita angosciata del milite ed allora la maschera, percepite le sue sensazioni, piange sgorgando una calda lacrima che fonde la cera.

In conclusione, è abbastanza semplice intuire che i temi affontati nei brani, siano ben poco allegri se non addirittura tragici. Pertanto, e per come riesco, credo che le musiche un po’ oscure e mistiche che accompagnano i testi, siano adatte alle emozioni che i titoli dei brani vogliono suscitare. "

Perchè avete scelto di coverizzare ‘Lady Scolopendra’?

"Sinceramente, la versione riarrangiata e proposta dai Dark Quarterer nel loro lavoro ‘War Tears’ e successiva al mio abbandono dal gruppo, non ha incontrato il mio consenso di compositore della parte musicale. Pertanto a distanza di molti anni ho scelto di riproporre questo bellissimo brano nella sua versione pressochè originale, pur rispettando i testi scritti da Gianni Nepi sulla tematica di mia indicazione. "

Cosa ti aspetti dal concerto che farete al Play It Loud?

"La prima cosa da affrontare sarà l’emozione di partecipare ad un evento di questa portata (per me francamente, è la prima volta). Comunque, passati i primi secondi, siamo certi che riusciremo a trasmettere la nostra musica e se il pubblico ci accoglierà volentieri, faremo ancora di meglio. Oltretutto, sarà l’occasione per conoscere nuovi amici e toccare con mano dei grandi gruppi metal con cui condividere idee ed opinioni. "

Siete già al lavoro su nuovi brani o vi concentrate attualmente solo sui concerti?

"Ho già diffusamente risposto a questa domanda, comunque per adesso, riusciamo ad alternare gli impegni di concerti (Fist Held High Festival a Wurzburg il 21 febbraio, – Play It Loud a Bologna il 28 febbraio – Up the Hammer Festival ad Atene il 7 marzo), con le composizioni di nuovi brani, anche se per la verità saremmo pronti a rientrare in studio di incisione per il secondo cd, ma preferiamo comunque attendere che il primo abbia esaurito le sue “potenzialità”. "

Concludi come preferisci

"Grazie a te Leonardo, grazie ai redattori e allo staff di “Metallus” da parte mia, di Luigi, di Francesco e di Tiziano per la grande opportunità che ci avete offerto, permettendoci di essere presenti sulla vostra fantastica webzine. Grazie anche a tutti gli iscritti, ai lettori ed ai simpatizzanti che leggeranno questa piacevole intervista. – Gutta cavat Lapidem! -"

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