FolkStone: “Restano i Frammenti” – Intervista a Roby

Ad un anno di distanza dall’album “Il confine” torniamo a chiacchierare con Roby circa il nuovo prodotto dei FolkStone, il sontuoso DVD “Restano i frammenti” che racchiude nel migliore dei modi la carica live della band 

Finalmente l’anno scorso ho avuto modo di assistere ad un vostro concerto; parlo del Fosch Fest che vi ha visto ancora trionfatori e beniamini assoluti della manifestazione. Indubbiamente il vostro spettacolo a 360° è ricco di spunti e non si limita a porre in primo piano l’esecuzione musicale (anche se questa parte rimane sempre la piu importante). Inizio col chiedervi se preparate a dovere ogni live show anche dal punto di vista scenico o se invece vi lasciate trasportare in parte dall’improvvisazione.

“Cerchiamo sicuramente di preparare lo show nel migliore dei modi, pensando a posizioni, luci, scalette ad hoc per le varie situazioni… però la maggior parte dello show si crea al momento. Siamo fondamentalmente istintivi ed è l’energia del momento che costruisce lo spettacolo. Con le cornamuse abbiamo ad esempio provato a studiare una piccola coreografia su circa tre/quattro pezzi. Le abbiamo fatte e non erano poi così male, però non ci sentivamo a nostro agio. Preferiamo darci le testate mentre suoniamo o trovarci tutti e quattro al centro del palco su un pezzo… il tutto però come viene al momento. Se una sera non hai voglia di interagire e preferisci sfogare tutta l’energia nel tuo metro (quando va bene) di palco, è giusto che tu stia lì. Insomma inventiamo.”

“Restano i Frammenti” è un bella fotografia di ciò che un ascoltatore può incontrare ad un vostro concerto. Siete soddisfatti di com’è stato realizzato il tutto o vorreste cambiare qualcosa?

“Siamo soddisfatti del risultato ottenuto. Certo rivedendo e riascoltando tutto, dopo aver lasciato sedimentare il lavoro, ovviamente vengono altre idee e viene spontaneo dire che una cosa l’avresti fatta aggiungendo questo, un’altra l’avresti fatta togliendo quel particolare e bla bla. Tuttavia non puoi nemmeno stare un anno su un lavoro. Cioè c’è chi magari lo fa… noi sinceramente non abbiamo né tempo né denaro per farlo. Sono comunque piccolezze che non cambiano la soddisfazione per il lavoro svolto.”

Come mai la scelta di presentare l’opera in tre dischetti? Bella scelta l’idea del terzo dischetto con gli mp3; in quest’epoca di “moderne diavolerie” in molti apprezzeranno.

“Abbiamo pensato che sarebbe stato carino inserire qualcosa in più oltre al semplice DVD, volevamo dare un “omaggio” alle persone che ci sostengono con tanta passione. Come poterlo fare se non con un DVD di contenuti extra con tanto di messaggi dai fans ed un CD che le persone possono portarsi ovunque senza diventar matti a convertire/copiare/formattare e tutte le belle parole che ci possono stare. Inoltre in questo modo siamo riusciti a far stare tutto su un cd, che oltre alla comodità ci ha permesso di tenere il costo del DVD contenuto… cosa che pensiamo faccia piacere alle persone in questo periodo non propriamente florido.

Abbiamo avuto un buon riscontro, la gente presumiamo abbia riso con i video dei prima/dopo concerti, si sia commossa con il video dedicato a Roby Piantoni ed abbia trovato “utili” i loghi e gli sfondi da poter scaricare sul pc o sul telefono. Piccolezze ma che pensiamo servano a dare un contorno piacevole al lavoro.”

Il concerto di “Restano i Frammenti” è il live ripreso il 3 novembre durante il concerto al Palacover di Villafranca (VR). Cosa ricordate di quest’evento? Cosa vi ha soddisfatto in particolare? Di certo c’era una bella coreografia di luci e il pubblico era parecchio numeroso…

“Alle due domande, cosa ricordiamo e cosa ci ha soddisfatto, possiamo rispondere con una parola sola: la gente. Ci sono venuti i brividi quando siamo saliti sul palco per iniziare il concerto. Siamo sempre carichi e tesi prima di iniziare a suonare, non riusciamo mai ad essere distaccati e tranquilli perché ogni concerto è diverso. Tuttavia quella sera la tensione era davvero tangibile nell’aria. Non pensavamo ci fossero così tante persone, visto che la stagione era comunque giunta al termine e bene o male avevamo fatto parecchie date al centro/nord Italia. Pensavamo quindi che tanti avrebbero rinunciato. Invece è stato bellissimo… un sacco di persone che hanno saltato, pogato, ballato e cantato ogni singolo pezzo fino alla fine. Grandissimi davvero.”

Tornando allo show del Fosch 2012 volevo chiedervi come stato suonare con il singer Lore seduto sulla sedia? Per una band live energica e sempre in movimento come la vostra la cosa sara senz’altro sembrata un po’ strana. Come si e ripreso poi Lore dall’incidente?

“E’ stato strano… più che altro per lui che non riusciva a muoversi. E’ difficile stare fermi e seduti quando hai tutta la carica del concerto addosso che vuole esplodere. Però siamo riusciti lo stesso ad andare in giro! Lore si è ripreso davvero rapidamente dall’incidente e questo grazie soprattutto ad un nostro fan osteopata che l’ha rimesso in sesto in tempi veramente da record.”

Sempre restando sul live del Fosch ci potete spiegare cos’ha Lore contro il politico Giovanardi? JHo notato che una particolare dedica “agli amici bigotti” vien fatta anche nel concerto del DVD appena prima di eseguire “Terra Santa”…

Lore: “Penso che Giovanardi rappresenti appieno il pensiero dell’italiano medio, conservatore e bigotto. Credo sia una fra le peggiori categorie con cui si possa avere a che fare, quella che fa leva sulle piccole paure di tutte le persone. La paura del diverso, e quella di veder toccato il proprio piccolo orticello “Scordando che alla fine tutti avremo due metri di terreno”. Io non sono in alcun modo credente, ma non sono nemmeno ateo. Sono convinto che la religione non possa essere usata per limitare la libertà degli altri. Ho preso ad esempio Giovanardi, ma avrei potuto parlare di altri personaggi della sua stessa risma con credo religioso differente. Penso che l’Italia in Europa sia una tra la nazioni più arretrate per quanto riguarda le libertà civili e che non si sia ancora riusciti a separare la religione dallo Stato. In poche parole, credi a ciò che vuoi, ma non imporre agli altri il tuo credo e le tue regole e non scassare il c****.

“Terra Santa” non è altro che il racconto di uno degli scempi che le varie religioni hanno commesso nella storia dell’uomo, la dedica agli amici bigotti è già ben spiegata nel testo della canzone, credo.”

Una curiosità: quanti membri hanno fatto parte dei FolkStone dalla nascita del gruppo ad oggi e chi sono quelli di più antica militanza?

“Dalla nascita del gruppo ad oggi per diversi motivi e vicissitudini abbiamo cambiato 3 chitarristi, due bassisti, due arpiste ed un batterista. I sopravvissuti sono Lore, Teo, Roby e Andrea. Anche se non c’è dall’inizio, anche Mauri ormai è un bel po’ di anni che girovaga con noi! Possiamo dire che con gli attuali membri ci troviamo bene e c’è una buona intesa sia a livello di pensiero sia a livello musicale.”

Come vi siete preparati per la parte “antica”? intendo gli strumenti come cornamusa, ecc. Avete approfondito con quali testi?

“Abbiamo iniziato da autodidatti imbracciando gli strumenti e cercando di capire da che parte cominciare! Non ci è mai interessato fare una ricerca prettamente organologica degli strumenti che piano piano abbiamo aggiunto. Quindi i testi che abbiamo sono molti manuali di tecnica, di manifattura dello strumento e spartiti.  Ovviamente in questi manuali è presente anche la storia, quindi attraverso questi e le ricerche sul web ci siamo documentati a dovere sulla storia degli strumenti e sull’origine delle canzoni tradizionali da cui traevamo ispirazione o di cui riproponevamo l’arrangiamento in stile Folkstone. Quindi non ci sono testi davvero particolari a cui abbiamo fatto riferimento e non sappiamo se possano essere interessanti i titoli dei vari manuali!”

Dove recuperate gli strumenti medievali?

“Le cornamuse e le bombarde che utilizziamo principalmente sono centroeuropee, la ghironda viene dall’Emilia Romagna, i baghét ovviamente da Bergamo, la gaita dalla Spagna, i flauti dall’Irlanda, l‘arpa dalla Francia… insomma diciamo che muoviamo l’economia di molti Paesi.”

Passando a considerare il DVD con gli extra vi chiederei un commento sulla partecipazione speciale di un coro

“E’ stata una collaborazione stupenda. Il “Coro le Due Valli” ha partecipato all’incisione dei cori presenti sui nostri album sin dal primo cd! Loro l’idea di riarrangiare poi “Rocce Nere” a cappella e di Lore l’idea di fare in versione rock la loro “Luna”. Un ottimo scambio artistico potremmo dire!

Abbiamo deciso di inserire il filmato del loro intervento durante la serata al “Live” di Trezzo sull’Adda per la presentazione de “Il Confine” perché è stato un momento che non scorderemo mai, ci è venuta davvero la pelle d’oca e l’emozione era così forte che non si può descrivere. In più, visto che è anni che collaborano appunto con noi, ci sembrava anche giusto render loro omaggio nel lavoro che rappresenta un riassunto di questi anni di concerti ed album pubblicati.”

Un altro estratto divertente è il film del vostro spostamento dall’Italia al Tanzt festival… (con tanto di multa…) che musica vi piace ascoltare durante i viaggi? Nel filmato fra gli altri si sentono i Queen per esempio…

“Ah sì?! Ecco non ci ricordiamo perché in quel momento era la radio che dava i Queen. Abbiamo portato tre cd e due non venivano letti dall’autoradio. L’unico che leggeva era uno di Battiato. Questo perché era un furgone a noleggio… il nostro furgone (dove c’era l’altra parte di Folkstone) legge i CD, ma non ha la radio… va beh non si può avere tutto! Comunque in viaggio si ascolta di tutto… da Guccini agli Iron Maiden, da De André agli Slayer, dai Figli di Madre Ignota ai CCCP e via dicendo. Insomma per ogni momento c’è una musica. A volte anche il silenzio non è male, dove tutti dormono collassati ed il guidatore è tanto felice di avere un attimo di tranquillità!”

Volete descriverci anche gli altri extra presenti?

“Nei contenuti extra abbiamo voluto inserire anche un video dedicato a Roby Piantoni, cui è dedicata “Nell’Alto Cadrò” (“Damnati Ad Metalla”, 2010). Le immagini ed i video ci sono stati gentilmente concessi dalle sorelle di Roby, che sono state disponibilissime e contentissime di questo video. Prima del concerto a Villafranca abbiamo allestito una postazione con telecamera fissa a disposizione dei fans che volevano lasciare un messaggio, un saluto, un insulto… insomma qualunque cosa volessero. Abbiamo raccolto un po’ di questi messaggi e li abbiamo messi anch’essi negli extra. Visto che il DVD è uscito a Dicembre, abbiamo pensato inoltre di inserire lo studio report de “Il Confine” in cui sono contenuti i peggiori auguri per un nuovo anno. C’è ancora qualcos’altro ma lasciamo che si scopra guardando il DVD… o forse perché non ricordiamo più cosa abbiamo messo. A voi l’ardua sentenza!”

Durante questi anni di vita “on the road” avete partecipato a diversi festival; volete descriverci qualche episodio particolarmente divertente che vi è capitato?

“Non so se sia divertente da leggere, però viverlo lo è stato. Stavamo arrivando con il furgone

al “Feuertanzt” per il soundcheck, quando ci siamo fermati a prendere le sigarette. Nello scendere dal furgone qualcuno (non si dice chi) ha pestato una m**** di cane. Nel risalire si è sentita una zaffata allucinante… va beh abbiamo pensato che ormai due secondi e saremmo arrivati, avremmo pulito subito! Tempo di arrivare però ed il furgone era inondato di questa fresca fragranza, così appena i tecnici del festival sono venuti ad aiutarci a scaricare il furgone stracarico di roba, hanno aperto il portellone dietro, sono caduti loro addosso i legni dei vari portastrumenti e sono stati assaliti dal piacevole odore. Così la prima parola che hanno pronunciato che ha raccolto in un solo vocabolo tutta la situazione è stata: “Scheisse!!!” (trad. merda!!!). La classica figura di m… in tutti i sensi.

Un altro episodio divertente è stato in un piccolo festival in Austria. Ci avevano detto che per dormire ci sarebbero state le tende, quindi noi avevamo portato solo il sacco a pelo o delle coperte. Sì le tende c’erano, ma erano “tipi“ e pioveva. Quindi visto che al centro della tenda in alto c’era un bellissimo buco, entrava tutta l’acqua. Al momento di andare a “dormire“, entriamo nel tipi e ci becchiamo un ragazzo che dormiva come un sasso nella sua comodissima cuccia calda, fatta con i materassini che ci avevano preparato i ragazzi dell‘organizzazione, le nostre coperte e alcune nostre borse … va beh prego, tanto noi non temiamo il freddo! In più ha russato come un orso per tutta la notte… va beh per quelle poche ore di finto sonno che siamo riusciti a fare diciamo.”

Qual è il festival a cui avete partecipato che vi ha colpito di piu?

“Uno dei festival che ci è rimasto impresso per la sua particolarità è il “Wave Gotik Treffen” a Lipzia. Era il 2008 ed era una delle prime date in festival così grandi all’estero. E’ stata un’esperienza grandiosa. La prima cosa che ci hanno detto comunicandoci orari e tempistiche è stata: “Orari tedeschi mi raccomando, non italiani!” Ok, infatti siamo stati puntuali e tutto è filato liscio. Il pubblico, nonostante fossimo l’unico gruppo italiano ed essendo sconosciuti (questo non vuol dire che ora siamo conosciuti eh) è stato comunque numeroso e partecipe. Il festival di per sé è un mondo a parte, sembra una sorta di carnevale, tutti sono vestiti (o svestiti) in diversi stili e ci sono concerti per tutti i gusti.”

Come sempre anche il DVD “Restano i Frammenti” e stato realizzato interamente da voi giusto? Continuerete sempre su questa strada?

“Sì esatto. Finché riusciamo continuiamo a fare tutto da soli, la filosofia che regge il nostro lavoro ora è questa. Per la produzione de “Il Confine” ci hanno dato un aiuto i nostri fans che con immensa fiducia hanno comprato in anticipo una copia del disco, permettendoci di portare a termine il lavoro. Visto che l’esperienza di essere autonomi è stata positiva, abbiamo deciso di fare così anche per la produzione del DVD e faremo così anche per i prossimi lavori. Tanto abbiamo capito che di soldi non se ne faranno mai, straccioni siamo e straccioni rimarremo… quindi tanto vale esserlo in libertà.”

Un vostro augurio conclusivo per avvicinare nel modo giusto il vostro DVD?

“Il Dvd può essere un modo per conoscerci e per capire che strada stiamo percorrendo. No così non è accattivante. Il DVD è per godersi due ore di musica energica e per guardare “nove personaggi in cerca d’autore” e scommettere chi crolla prima della fine. No così non è bello. Va beh, prendetevi il DVD e vedete un po’ voi cosa farne!”

leonardo.cammi

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Bibliotecario appassionato a tutto il metal (e molto altro) con particolare attenzione per l’epic, il classic, il power, il folk, l’hard rock, l’AOR il black sinfonico e tutto il christian metal. Formato come storico medievalista adora la saggistica storica, i classici e la letteratura fantasy. In Metallus dal 2001.

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