Flogging Molly: “Hostile Nations” – Intervista a Nathen Maxwell

Di sicuro i Flogging Molly sono seguitissimi in Italia ed ogni loro concerto è una festa, così come lo è stato quello di recente, di supporto ai Dropkick Murphys, l’11 luglio al Carroponte: una performance che li ha visti vincitori, a discapito del controverso ultimo CD “Life Is Good”, per via della venatura un po’ troppo folk e rallentata rispetto a prove precedenti. Una band comunque che ha dimostrato ulteriormente di essere baluardo di un’irruenza punk mixata a diversi elementi da sempre cari agli irlandesi: abbiamo fatto qualche domanda al bassista Nathen Maxwell e qui di seguito il responso…

Ciao e benvenuto su Metallus.it! Come stai?

Ciao a tutti voi! Tutto bene, mi sto prendendo una pausa in Colorado dopo 11 settimane massacranti on the road.

Innanzitutto volevamo sapere perché il titolo del vostro ultimo album, “Life Is Good”, e perché questa copertina.

Ci sono due interpretazioni che si possono associare al titolo: una è quella sarcastica, l’altra è quella più realistica, ovvero che la vita è in effetti bella nonostante tutta la tristezza e le divisioni che vediamo ogni giorno in televisione. Io credo fermamente nella seconda, sinceramente. La copertina è una foto che ritrae il nipote della nostra violinista (e non solo) Bridget mentre fa un dito medio e la cosa mi strappa sempre un sorriso.

Com’è stata la risposta del pubblico a questo nuovo lavoro e cosa avete fatto dall’uscita di “Speed Of Darkness” fino ad ora?

La risposta è stata molto buona, penso che il nostro pubblico sia sempre eccitato come noi quando si tratta di ascoltare e suonare nuova musica. Beh, tour tour tour, principalmente.

Come sono andate le registrazioni e di cosa parlano principalmente i testi?

Penso che i testi vadano lasciati all’interpretazione personale di ognuno: “Life Is Good” è stato registrato principalmente a Grouse Lodge, un remoto studio a Westmeath, nel centro dell’Irlanda e tutto è andato perfettamente!

Qualcosa riguardo le canzoni: “There’s Nothing Left Pt. 1” e “The Hand Of John L. Sullivan” descrivono i diversi aspetti della musica dei Flogging Molly, con la prima che si apre acustica  e prosegue su binari tipici mentre la seconda ha questi cori da “rude boy” che ci stanno a pennello…

Fondamentalmente sono d’accordo nel scegliere queste due canzoni per descrivere i diversi aspetti del mondo sonoro dei Flogging Molly e delle sue dinamiche: ci alterniamo fra ballate e musica ribelle che è un calcio in faccia.

La title track “Life Is Good” è una delle canzoni migliori del CD e vorremmo sapere da dove avete preso l’ispirazione per il pezzo.

La scomparsa della madre del nostro cantante Dave (King) è stata la scintilla che ha fatto nascere questo brano.

“Crushed (Hostile Nations)” sembra una canzone di guerra e resistenza: ti va di parlarcene e cosa pensi delle “nazioni ostili”?

La nostra band è sempre stata per la pace e l’unità, concetti che possono sembrare anacronistici ma oggi più che mai devono assolutamente essere recuperati. Purtroppo viviamo in un mondo sotto costante militarizzazione e conflitti che sembrano senza fine. Speriamo di vedere soluzioni concrete durante la nostra vita e che le “nazioni ostili” cambino registro: non dobbiamo neanche dire chi sono…

Com’è stata l’evoluzione dei Flogging Molly durante gli anni? Sembra che ora tutto sia più rilassato mentre all’inizio era più punk: è intenzionale o si tratta solo di crescita?

Penso che se ascolti il nostro primo album “Swagger” c’è sempre stata una componente intimista insieme all’energia punk: cerchiamo sempre di essere autentici e scrivere, suonare la miglior musica, le migliori canzoni che possiamo e, sì, in effetti siamo cresciuti in 20 anni di carriera quindi questo sound è il frutto anche di venti primavere in più.

Il pubblico italiano vi ama e spero vi sia piaciuta l’esperienza recente: qual è stata la cosa più strana che vi è successa in tour?

Guarda, amiamo anche noi l’Italia e la gente che lavora con noi da lì è splendida, crede in noi e ci coccola! Abbiamo suonato a Sestri Levante e sono andato col nostro fisarmonicista Matt Hensley a fare snorkeling in quel meraviglioso mare che fondamentalmente era il nostro backstage: siamo usciti a gambe levate dalla nuotata dopo che Matt si è quasi scontrato con la seconda medusa che vedevamo e dopo questo siamo andati a pescare! Speriamo di tornare in Italia prestissimo!

Farete qualche video per le canzoni di “Life Is Good”?

Sì, ci stiamo lavorando e presto vedrete il risultato.

Ok Nathen! Grazie mille! Puoi lasciare un messaggio ai vostri fan.

Ok, grazie mille a voi, innanzitutto! La vita è bella, forse non sempre ma se può esserlo al 51% allora ogni cosa sarà a posto! Ciao!

 

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login