Lunarsea: Fiero Death Metal Italiano – Intervista a Fabiano Romagnoli

Dopo aver ascoltato e recensito l’ottimo "Route Code Selector" non potevamo lasciarci scappare un intervista con i nostrani Lunarsea. A fare due chiacchiere con noi il chitarrista della band Fabiano Romagnoli, come un fiume in piena e senza peli sulla lingua

Ciao Ragazzi, sono Tommaso di metallus.it. Potete presentare il nuovo album “RouteCode Selector” e la band a chi ancora non vi conosce?

Ciao Tommaso, sono Fabiano Romagnoli chitarrista della band e grazie per l’intervista concessaci. Prima di iniziare vogliamo omaggiare i ragazzi dei The Sun Of Weakness per la prematura scomparsa di Alessandro Cammilletti, loro singer nonche nostro amico, con il quale abbiamo condiviso il palco in piu’ di un occasione.

Route Code Selector e’ il nostro 2 full-lenght ufficiale uscito ad ottobre che segue Hydrodynamic Wave, il debutto del 2006 prodotto dall’etichetta greca Burning Star records. Il disco e’ stato registrato agli Outer Sound Studios di Giuseppe Orlando a Roma ed ha avuto una gestazione di quasi un anno prima di entrare in studio. Questo ci ha permesso di lavorare in modo minuzioso su tutti gli arrangiamenti e i dettagli e crediamo che questa cura maniacale si senta nel cd. Ci siamo sentiti un po’ come i Megadeth durante le registrazioni di Countdown To Extinction(chi ricorda quei tempi o chi ha avuto la possibilita’ di vedere il loro Making Album sa di cosa sto’ parlando), con le dovute proporzioni visti i nostri budget, considerando che il nostro cd e’ stato completamente autoprodotto in ogni suo aspetto. Tirando le somme abbiamo investito in tutto una cifra che si aggira intorno ai 10mila euro per produrre il cd, tra registrazione, produzione, promozione , grafica, video etc. Quindi se ci troverai a tutti dimagriti di 20 chili e’ perche’ non mangiamo piu’ da diversi mesi….. 🙂 La band e’ attiva dal 2003 con il nome Lunarsea, ma 4 di noi(Fabiano Romagnoli-Cristian Antolini-Angelo Musmeci, ora non piu’ nella band e Stuart Franzoni) gia’ da prima suonavamo insieme in una band chiamata HOLLOWEARTH, ma facevamo un power-prog. Anzi una canzone del nostro debutto And The Gardens Of Jades Remainded Void e’ un omaggio agli Hollowearth visto che la suonavamo gia’ da prima ma con un cantato completamente pulito anziche growl ed una curiosita’ e’ che la stessa canzone veniva accostata a band quali Helloween-Gamma Ray-Stratovarius nel periodo Hollowearth, mentre la stessa con la sola differenza del cantato growl veniva accostata a band quali In Flames e compagnia bella. Questo fa riflettere sulla preparazione di numerosi recensori italiani…..

Route Code Selector esce per Punishment 18, come vi trovate con questa label italiana? Ultimamente ha pubblicato numerosi album interessanti compreso il vostro….

Route Code Selector doveva uscire per la Burning Star Records, ma proprio durante le registrazioni l’etichetta ci comunico’ che stava dichiarando il fallimento, e cosi’ ci siamo trovati con un cd pronto ma senza un etichetta, e anche un po’ inca**ati visto che dovevamo ricevere uan buona parte delle spese di produzione direttamente dall’etichetta. Ci siamo subito messi in moto per cercare un’altra etichetta e la Punishment e’ stata la prima a cui abbiamo spedito il cd e la prima a contattarci. Abbiamo subito trovato un accordo e devo confessare che Corrado Breno(proprietario dell’etichetta) e’ una delle poche persone serie,chiare fin da subito e che credono fermamente in quello che fanno nonostante mille difficolta’ e ostacoli e sono estremamente contento che ora stanno iniziando a ricevere consensi dalla penisola. E riuscito a mettere sotto contratto numerose band che militavano nell’underground e ha preso il meglio per dare la giusta visibilita’ che meritano.

Oltre al death metal melodico a mio parere nell’album si avverte anche una certa vicinanza al sound epico di band come Stormlord ma anche alle cupe melodie dei Sentenced post-Amok. Cosa ne pensate? Merito anche della produzione di Giuseppe Orlando?

Gli Stormlord non sono mai stati un nostro punto di riferimento. Abbiamo molta stima per i ragazzi ma crediamo che le nostre proposte musicali non sono neanche lontanamente accostabili. Proponiamo 2 generi completamenti differenti, forse il fatto che entrambi i cd escono dalle mani geniali di Giuseppe Orlando, si puo’ avvertire una certa somiglianza a livello di produzione. Mentre devo farti i complimenti per aver fatto il nome dei Sentenced. Sei l’unico recensore che ha trovato un accostamento con loro. E’ vero, ci sono influenze del loro sound nelle nostre canzoni, soprattutto nelle parti pulite del nostro cd. In particolare credo che il disco “The Cold White Light” ci abbia influenzato nel ricreare alcuni passaggi e per me rimane uno dei loro lavori piu’ belli, per lo meno del periodo post-Amok quando hanno intrapreso sonorita’ piu’ gotiche rispetto agli esordi death.

Dopo le registrazioni dell’album se non sbaglio avete avuto un cambio in line up, fuori Alessio Colonna e dentro Stuart Franzoni, che problemi sono sorti? Ha inciso questo cambiamento nelle registrazioni di “Route Code Selector”?

Alessio Colonna ha abbandonato la band dopo le registrazioni del cd per motivi personali, mentre l’ingresso di Stuat Franzoni e’ stato piu’ che altro un Comeback considerando che anche lui faceva parte della band nel primissimo periodo di attivita’. Stuart era gia’ batterista dei Corpse Fucking art(band brutal di roma) e quando abbiamo saputo che non suonava piu’ con loro e noi ci trovavamo in cerca di un nuovo drummer, la scelta e’ venuta da se.

Leggo sul vostro sito internet che state realizzando un video clip per “Metamorphine”. Come procedono i lavori?

Il video e’ in fase di montaggio. Abbiamo girato il tutto a roma agli ENG STUDIOS di Federico Ferrari che ha collaborato con noi anche nel primo video. Il video rappresenta per noi la ciliegina sulla torta per dare una forma visiva a una parte di Route Code Selector, purtroppo visti i tempi stretti lo abbiamo dovuto girare dopo l’uscita dell’album o sarebbe finito direttamente sul cd in stampa. Non sono un gran sostenitore dei video, piu’ che altro perche’ e’ un peccato girare il tutto in un formato cinematografico e poi vederlo ultra compresso su qualche portale tipo youtube. Chissa’ magari in un futuro potrebbe tornare utile per essere incluso in qualche edizione speciale del cd.

Non vi nascondo che il brano che preferisco dell’ultimo album è sicuramente “Magnitude 9.6”, cosa potete dirci di questa killer-song?

Magintude 9.6 e’ una canzone che doveva essere inclusa nel debutto, poi per varie vicissitudini e’ rimasta nel “cassetto” e abbiamo deciso di includerla in RCS. Per noi rappresenta quello che eravamo un paio di anni fa, e’ una canzone veloce,diretta,orecchiabile e con un tempo che non viaggia al di sotto dei 200BPM. Sicuramente hai colto il fatto che il resto del cd suona in maniera differente da Magnitude 9.6.

Dal vostro sito si possono ordinare, oltre all’edizione classica del cd, altri due package contenenti t shirt e il vostro precedente album. Come mai questa scelta? Pensate che possa essere un buon metodo contro il calo di vendite generale?

I cd non si vendono piu’, e parlo a livello delle grandi major. Basta pensare che artisti come Ramazzotti, Madonna, Metallica le stanno inventando veramente di tutte per vendere i loro prodotti. Infatti ormai il solo supporto digitale non basta piu’ per invogliare l’ascoltatore che non sia un fan diretto della band. Bisogna sapersi rinnovare e tentare altre strade, come i mega cofanetti a forma di bara per i metallica con all’interno tremila gadgets utili o meno, i lettori da polso mp3 con all’interno i brani del cd nel caso di Ramazzotti e via dicendo. Nel nostro caso abbiamo volto tentare considerando il budget in questa strada dei 3 packs. Il responso e’ stato positivo fino ad ora e almeno per quanto riguarda il conto delle vendite dei cd avvenute direttamente dal nostro sito non ci possiamo lamentare.

Nonostante non mi sia stato difficile associarvi in parte al filone death metal melodico a mio parere si avverte nell’album un feeling ed un attitudine più marcatamente metallica rispetto a tante altre band dello stesso genere, compresi padri fondatori. Cosa ne pensate? E’ stato anche un vostro obiettivo?

Qui devo aprire un discorso parallelo alla domanda. Il cd e’ stato accolto dalle recensioni estere(basta farsi un giro o guardare dal nostro sito) come un disco valido e innovativo per un certo tipo di sonorita’ e pubblico a cui e’ rivolto. In italia per ogni buona recensione ce ne sono 2 che ti stroncano. L’italia e’ un paese di rosiconi(come disse una webzine che recensi’ il cd) e ci sembra che quasi dia fastidio il fatto di avere nella penisola delle band valide. Noi ne siamo l’esempio lampante ma crediamo che molte band si identificano in questo. Siamo tutti musicisti over 30 e abbiamo vissuto in pieno da ascoltatori il periodo death anni 90, il power di fine millennio, il prog e il nascere dello swedish death. Il nostro sound e’ un melting pot di tutto cio’, basti pensare a canzoni come In a Firmness Loop Day chiaramente ispirata a sonorita’ alla Amon Amarth o Ashen che prende spunto da un gruppo americano chiamato Zero Hour, per un certo modo di intendere alcuni passaggi prog. Purtroppo quando ti trovi di fronte un recensore appena ventenne che non ha una cultura adeguata per poter analizzare a fondo la musica, si puo’ solo basare sui soliti 3-4 nomi affermati per farti un paragone. In italia si cerca sempre il pelo nell’uovo per ogni cd….se non e’ l’originalita’ e’ la produzione, se non e’ la produzione e’ un singolo musicista, se non e’ il musicista e’ una canzone in particolare, ma mai si pensa al fatto se il cd dia o meno emozioni all’ascoltatore al di fuori di sterili catalogazioni da scaffale dei negozi. La musica e’ una foma d’arte e come tale deve essere trattata. Sono stati stroncati lavori di band come Trivium,Blinded Colony,Scar simmetry con le solite trite e ritrite frasi di comodo di band che si rifanno alla scena svedese e blablabla. Noi non siamo precursori di chissa’ quale genere, ne vogliamo essere originali a tutti i costi. Ci piace suonare questo tipo di musica perche’ e’ quello che siamo in questo momento e nel futuro probabilmente ci muoveremo sulla stessa direzione, almeno con il nome LUNARSEA. Non e’ un caso che il cd vende bene in paesi quali Svezia,Danimarca,Finlandia, paesi che seguendo il ragionamento tipico italiano dovrebbero essere i primi a snobbare un certo tipo di death melodico visto che il tutto nasce da li’. Credo che in italia di band valide ma sottovalutate ce ne siano un’infinita’. Tra gli altri mi piace menzionare i RainTime i ChaosWave i Wotan e i Subliminal Fear. Comunque questo e’ un parere del tutto personale.

Live e Tour, qualcosa di programmato per il 2009?

Al momento non abbiamo ricevuto nessuna offerta e non siamo i soliti leccaculi che cercano in tutti i modi possibili di accaparrarsi l’occasione per esibirsi in qualche locale, o fare da spalla a qualche band. Abbiamo buttato tanti soldi in varie booking agency che promettevano chissa’ quali opportunita’ e non siamo piu’ quel tipo di band. C’e’ una lotta continua a livello underground per suonare nei club,accaparrarsi amicizie con i gestori di locali o similari, ma tutto questo non ha nulla a che vedere con la musica. La lotta se deve essere fatta, va fatta contro le ingiustizie sociali, contro il lavoro precario, contro lo sfruttamento minorile etc non tra band. Non ha senso. Da parte nostra, non siamo una band che arriva a mettere i piedi in testa ad altri per suonare solo per il gusto di fare Curriculum al gruppo. Nonostante abbiamo 2 full lenght e 3 demo all’attivo, nelle occasioni in cui riusciamo a bookare una serata, ci piace dividere il tempo a disposizione in egual modo tra tutti i gruppi presenti senza cadere nelle solite discussioni da “bar dello sport” di chi suona prima, dopo etc etc. Un concerto e’ un occasione per conoscere altri musicisti, per stare bene insieme e divertirsi.

Potete concludere l’intervista con un messaggio ai lettori di metallus.it e mi auguro di poterci vedere in giro per l’Italia per un vostro concerto.

Grazie mille Tommaso per l’intervista, un saluto ai lettori di Metallus e a tutta la redazione per l’impegno che mettete nel portare avanti l’egregio lavoro che fate.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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