Tristania: Exit Night Enter Light – Intervista

Iniziamo a parlare del nuovo ‘Illumination‘, un album che rispetto ad ‘Ashes’ presenta delle differenze sostanziali. Mentre il suo predecessore era decisamente malinconico e introverso, ‘Illumination‘ strizza l’occhio a sonorità ben più accessibili. Come ci spieghi questa scelta?

“Vedi, i Tristania hanno una costante: i titoli degli album sono soliti riflettere il loro contenuto. Un album come ‘Ashes’ (ceneri, n.d.a.) era giustamente malinconico, pregno di una forte sensazione di decadenza, mentre ‘Illumination’ porta subito in mente la luce, una positività che si riflette anche nelle canzoni. Queste sono, come hai osservato, più dinamiche e piacevoli da ascoltare e non mancano numerosi elementi di novità che si rifanno a un panorama più attuale, se vogliamo definirlo così.”

In effetti una canzone, passami il termine, “commerciale” come ‘Sanguine Sky’ potrebbe fare breccia anche presso un pubblico di mainstream. Inoltre sembrerebbe perfetta come singolo, cosa ne pensi?

“Difficile a dirsi perché io credo che ogni canzone, al di là delle potenzialità commerciali, abbia un certo impatto e la facoltà di rimanere impressa nell’ascoltatore. Come primo singolo noi abbiamo scelto ‘Lotus’ perché è un brano che mette in luce delle influenze vicine a quel dark/rock che va per la maggiore in questi tempi, ma in definitiva anche ‘Sanguine Sky’ è un episodio molto fruibile e ha tutte le carte in regola per essere il secondo singolo.”

‘Illumination’ è il primo album dei Tristania prodotto da Waldemar Sorychta, un nome molto noto nel panorama gotico. Come vi si siete trovati con lui?

“Bene, perché Waldemar è una persona molto carismatica e soprattutto un grande professionista. Non abbiamo dovuto fare grossi sforzi per farci comprendere o per richiedere delle correzioni, lavorando insieme a noi Waldemar è riuscito a dare alle song l’impatto e la resa sonora che avevamo in mente. D’altronde questo è quanto ci si aspetta da chi ha lavorato con Opeth, Tiamat e ha prodotto un album eccezionale come ‘Wolfheart’ dei Moonspell.”

Questa volta avete lavorato con un vero quartetto d’archi. Pensi che questo tocco di musica classica abbia aggiunto qualcosa di più al nuovo album?

“Abbiamo sempre avuto delle influenze classiche. Sui primi tre album compare il violino, mentre su ‘Ashes’ puoi sentire un violoncello. Questa volta, dato che il budget lo consentiva, abbiamo preferito collaborare con un vero quartetto d’archi perché le parti di musica sinfonica fossero più organiche e reali, a differenza di quanto sarebbe stato se avessimo usato dei suoni campionati.”

‘Illumination’ vede la partecipazione di un ospite di tutto rispetto, Vorph dei Samael, che si occupa delle growling vocals su ‘The Ravens’. Come siete entrati in contatto con lui?

“Vorph fa parte del cerchio delle nostre conoscenze, è stata la prima persona a cui abbiamo pensato. Quando Kjetil (Ingebrethsen, ex-vocalist della band, n.d.a) ha lasciato i Tristania, abbiamo deciso di non sostituirlo, ma di occuparci noi stessi delle parti di growl e saltuariamente ricorrere a degli ospiti. Abbiamo immediatamente pensato a Vorph, che ha svolto davvero un ottimo lavoro.”

A proposito, nella band siete ben in sette elementi, ma non avete davvero mai pensato di trovare un sostituto per Kjetil?

“No. Come ti ho già detto d’ora in avanti saremo noi stessi a dividerci le parti di growl, che tra l’altro non sono più predominanti come in passato, per cui non vediamo la ragione di dover aggiungere un’altra persona alla line-up. Durante le ultime esibizioni dal vivo e durante la registrazione di ‘Illumination’ non abbiamo avuto nessun problema a lavorare in questo modo, per ora è una soluzione che funziona molto bene.”

So che Osten (Bergoy, voce maschile, n.d.a.) è il principale autore delle liriche. Sapresti dirci di cosa parla nei suoi testi?

“Forse non sono la persona più indicata per farlo, comunque so che Osten usa molto come influenza la vita di tutti i giorni e le esperienze personali, oltre ad alcune tematiche di carattere religioso, sebbene non siano onnipresenti. Comunque siamo soliti comporre prima le parti musicali, dopodiché i testi vengono aggiunti ed eventualmente modificati a seconda delle loro esigenze.”

Una curiosità: ho letto sul vostro sito che i Tristania hanno dovuto cancellare alcune date nello scorso mese di Settembre perché Vibeke…si sta laureando! E’ vero? Ne deduco che la band non sia la vostra unica occupazione…

“Ed è proprio così, purtroppo non è facile vivere di sola musica! Naturalmente il nostro obbiettivo è quello di riuscire ad affermarci e di guadagnare una sicurezza economica grazie ai Tristania, ma per il momento, pur essendo la band la nostra priorità, abbiamo tutti un’altra occupazione al di fuori del gruppo. C’è chi studia e chi lavora, io ad esempio sono un maestro d’asilo (…e chi l’avrebbe detto? n.d.a.).”

Parliamo un po’ del versante live. La scorsa estate avete suonato durante l’Evolution Festival in Italia, che ricordo hai di quel giorno?

“Credo che sia stato il posto più affascinante e romantico in cui abbiamo mai suonato, il paesaggio era semplicemente incantevole. Il lago in parte, le montagne, un cielo limpido, era semplicemente stupendo. Riguardo alla performance però, forse non è stata una tra le migliori, anche se ci siamo comunque trovati bene.”

Quel festival vi ha visti dividere il palco con altri nomi di spicco nel panorama gotico: The Gathering, Within Temptation e Cradle Of Filth, per fare qualche esempio. Cosa ne pensi di queste band e più in generale quali act di gothic metal ci suggeriresti di tenere d’occhio?

“Non vorrei deluderti, ma anche se suono in una gothic metal band non amo molto questo genere musicale! Ti sembrerà un controsenso, ma vedi, io credo che alla base della musica ci debba essere la varietà. La varietà è fondamentale e dal mio punto di vista il gothic fallisce sotto questo aspetto. Se devo citarti una band che presenta delle continuità con il gothic metal direi i My Dying Bride, ma sono ben più orientati verso il doom, uno stile che amo.”

Per noi di Metallus è tutto! Vuoi lasciare un messaggio ai fan italiani dei Tristania?

“Un saluto e un ringraziamento a tutti! Spero che la band abbia presto l’occasione di suonare ancora in Italia, siamo ansiosi di presentarvi le nuove canzoni!”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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