Epica: “Unchain Utopia” – Intervista a Isaac Delahaye

Isaac Delahaye è sicuramente un musicista felice. Vive la sua passione e suona in una delle band più amate dai fan europei. Isaac è parte degli Epica, che sono tornati in Italia ad inizio novembre per due show apprezzati da un pubblico caldo e presente. Ma Isaac è anche un ragazzo gentile e “normale”, con le passioni di un ragazzo comune innamorato della musica: la passione per Tommy Emmanuel e la voglia di regalare ai propri fan emozioni in musica e la voglia di scoprire ogni giorno sempre qualcosa di diverso. Ed forse è proprio questa la forza degli Epica come band: la normalità. La normalità di musicisti che fanno della propria passione un lavoro ed una “missione” nei confronti di fan devoti e calorosi. Abbiamo fatto il punto della situazione, ed abbiamo scoperto che tra qualche giorno la band tornerà in studio di registrazione per dare un seguito a “The Quantum Enigma”. Questo è quello che Isacc ci ha raccontato pochi minuti prima di salire sul palco dell’Estragon di Bologna.

Ciao Isaac, prima di tutto grazie per la tua disponibilità, e bentornati in Italia. Per prima cosa come mai un nuovo tour ora visto che “The Quantum Enigma”, il vostro ultimo disco, è uscito già da parecchio tempo e cosa ne pensi della reazione dei fan italiani?

Ci piace sempre ritornare in Italia ed amiamo i fan italiani. Sono pieni di passione e anche ieri quando abbiamo suonato a Trezzo (l’intervista con Isaac è stata effettuata il 5 di novembre, un paio d’ore prima del concerto dell’Estragon Nda.) ce lo hanno dimostrato. Abbiamo molti fan in Italia che ci amano, così come amano divertirsi ai nostri concerti. Inoltre in Italia chi ama la musica degli Epica ha una passione fuori dal comune. Io vengo dal Belgio e noto che i fan delle altre nazioni europee sono più riservati rispetto a voi italiani, certo sono fan anche loro ma lo dimostrano con la loro passione che è diversa dalla vostra. Siete rumorosi, energetici e la vostra energia arriva sul palco. Beh, per quanto riguarda questo nuovo tour lo abbiamo fatto soprattutto per i fan! Il primo tour di supporto a “The Quantum Enigma” è andato davvero bene ed ora ed abbiamo girato per parecchi stati d’Europa. Avremo il nostro festival in Olanda il prossimo 22 novembre e sarà decisamente interessante e promettente, dato che le band coinvolte sono molto interessante e le prevendite per l’evento sono buone e le band coinvolte sono davvero valide.

Torniamo indietro nel tempo Isaac e parliamo un pochino delle registrazioni di “The Quantum Enigma”: un stile complesso, un coro ed un’orchestra. Avete dovuto affrontare un percorso impegnativo? Avete avuto bisogno di una sorta di “piano” per registrare tutto il disco e per mettere insieme tutte le influenza che poi si sono sentite in “The Quantum Enigma”?

Sì, decisamente un piano di lavoro piuttosto impegnativo, però facciamo un passo indietro per spiegare meglio come si sono evolute le registrazioni. Abbiamo iniziato a lavorare individualmente scrivendo le musiche del nuovo album e poi ci siamo incontrati, lavorando tutti insieme per capire cosa valesse davvero la pena di sviluppare nell’album che poi sarebbe diventato “The Quantum Enigma”. Abbiamo sviluppato le idee degli altri, le abbiamo condivise e modificate. Siamo entrati in studio per provarle e per registrare le prime idee concrete per capire cosa funzionava davvero e cosa no. Abbiamo fatto tutto questo in Olanda, che è per tutti facilmente raggiungibile. È stato molto più facile comunicare perché il produttore (Joost van der Broek) parlava la nostra stessa lingua. Abbiamo lavorato all’interno di uno studio di registrazione (Sandlane Recording Facilities, in Olanda, Rijen per la precisione Nda.) con ottima strumentazione, e ci siamo trovati decisamente bene. È stato decisamente un processo lungo per mettere insieme una mole enorme di elementi diversi e proprio in questi giorni abbiamo iniziato a lavorare sul prossimo album, che si svilupperà proprio come il precedente. Abbiamo quasi finito di scrivere il prossimo album e al momento abbiamo qualcosa come 25 canzoni su cui lavorare, ovviamente ci sarà da fare parecchio lavoro per tagliare qualcosa di troppo per così dire, perché dobbiamo capire quante e quali canzoni finiranno sul nuovo album degli Epica. Forse 15, 16 canzoni saranno nel nostro album, comprese le tracce bonus per le edizioni speciali e per qualche mercato specifico. Domani (il 6 novembre Nda.) il nostro produttore ci raggiungerà in tour per lavorare insieme sulle linee melodiche e poi a dicembre inizieremo finalmente il processo di creazione del nuovo album. Lavoreremo sempre con lo stesso team e all’interno dello stesso team perché squadra che vince non si cambia.

Pensi quindi che il 2016 sia l’anno giusto per far uscire il nuovo album degli Epica?

Sì, penso proprio di sì. Penso che il momento adatto per far uscire il nostro nuovo album sarà l’autunno.

Parliamo ancora un pochino di “The Quantum Enigma”, quale canzone si è adatta meglio nella vostra proposta live?

Sai, ci sono molte canzoni che si sono adattate alla perfezione in sede live. Sono canzoni molto complesse, ma abbiamo sempre scelto di partire dal vivo con l’intro dell’album e la prima canzone che è “The Second Stone”. Più che una canzone è una sorta di sfida per la chitarra, dato che è molto complessa. Ma nonostante tutto è sempre divertente portarla come prima canzone del set dato che possiamo definirla come una sorta di “riscaldamento”. Poi ci sono “Unchain Utopia”, “Victims Of Contingency”, “Chemical Insomnia” e “The Essence Of Silence”. La differenza con il passato è che ora queste canzoni le abbiamo “testate” provando tra di noi, per renderci conto che tutte le canzoni dell’album precedente fossero davvero adatte per essere portate su di un palco e che tutti fossero felici di suonarle dal vivo. Una cosa che “The Quantum Enigma” poteva accadere per qualsiasi canzone, dato che ogni canzone compresa nel disco è decisamente valida e divertente da proporre ai nostri fan.

Cosa vi mantiene motivati nell’andare avanti con la storia degli Epica?

Per prima cosa, e senza ombra di dubbio, i nostri fan. Ovviamente anche la grande passione e l’amore che abbiamo nei confronti della musica e nella voglia di fare sempre qualcosa di nuovo e diverso. È la mia passione. Mi piace da morire stare su di un palco e non amo tantissimo lavorare in uno studio di registrazione. Perché quando sei sul palco, mentre suoni le canzoni che ami davanti ad un pubblico che la apprezza davvero è un’esperienza unica. Certo, anche scrivere del nuovo materiale è una sensazione unica, ma la vera magia avviene quando porti quello che hai scritto sul palco. È questo che mi motiva, e sono sicuro che è lo stesso per i ragazzi della band. Personalmente mi piace anche la parte del “business” per così dire, capire come il disco viene messo sul mercato e come viene costruito un tour. Ovviamente mi piace anche parlare con la stampa della nostra vita da musicisti. È un mix, che ci permette di metterci alla prova, e di continuare ad amare la musica ed il nostro pubblico.

Parliamo di quando scendete dal palco: cosa fate quando non siete gli “Epica” ?

Quando viaggiamo o quando abbiamo dei giorni liberi, abbiamo tutti passioni e modi di svago diversi per staccare la spina dalla routine di un tour. C’è chi guarda film, per esempio gli scorsi giorni abbiamo visto “Zombieland”, “Team America” e molti altri ancora. C’è chi gioca con i videogames, chi si rilassa in molti altri modi e poi ci sono io che amo rilassarmi suonando la chitarra acustica. Sai, sto lavorando su alcune canzoni che vorrei finissero in un mio album solista. Sono canzoni sullo stile di Tommy Emmanuel, quindi stiamo parlando di chitarra fingerpicking, ma non ho una data precisa di uscita di questo mio progetto. Mi piace davvero come artista Emmanuel, è una fonte di grande ispirazione ed ho avuto la fortuna di incontrarlo. Per me è decisamente il migliore in quello che fa. Vorrei che il mio album solista fosse ispirato alla sue composizioni. Poi una passione che ci accomuna tutti è quella di mangiare e bere bene, perché ovunque andiamo troviamo sempre qualcosa da provare che non abbiamo mai provato. Quando abbiamo poi dei giorni liberi dal tour, e non siamo incastrati nel tourbus durante i viaggi di spostamento, ci piace visitare le città che incontriamo. Tutto qua.

Siamo arrivati alla conclusione Isaac. C’è qualcosa che vuoi dire ai lettori di metallus.it prima di salutarci?

Mi piace e ci piace sempre tornare qua in Italia. Abbiamo dei fan meravigliosi e la passione che li muove ci fa sentire vive. Noi continueremo a fare quello che viene meglio e voi continuate a supportare noi e tutto il mondo della musica metal. E se non avete mai visto gli Epica dal vivo, venite a trovarci perché non ve ne pentirete!

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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