Entombed A.D.: “Total Death” – Intervista a LG Petrov

Il gradito ritorno degli Entombed A.D. con il nuovo album “Dead Dawn” è l’occasione particolare che ha spinto Metallus a fare una gradevole chiacchierata con LG Petrov, frontman carismatico e voce inconfondibile del gruppo nonché della scena death metal svedese dagli albori: di seguito ciò che è uscito dalla conversazione con un personaggio disponibile e gradevolmente ridente.

Ciao LG! Benvenuto su Metallus? Come va?

Ciao! Grazie mille! Alla grande, sto benissimo e tu?

Tutto bene, grazie. Innanzitutto grazie per il tempo che dedichi a questa intervista e a Metallus.it: è un grande piacere averti qui.

Cominciamo col nuovo disco: potresti presentare questo “Dead Dawn” ai nostri lettori?
E’ il nuovo album degli Entombed A.D., la nostra prova migliore con un groove veloce che suona bene: sono contento di vedere l’evoluzione che abbiamo raggiunto (fino al prossimo album, ovviamente).

Sono passati 3 anni da quando hai formato gli Entombed A.D.: cosa puoi dirmi di questa “nuova” esperienza?

Abbiamo voluto mettere tutta la negatività a parte, come vivere in un’altra dimensione, per questo album, e continuare a fare ciò che abbiamo sempre fatto cioè musica e fare tour per tutti gli headbangers. Fare questo nuovo album è un po’ mostrare alla gente che siamo sinceri nel fare ciò che ci piace.

Andiamo più a fondo per quanto riguarda le canzoni del nuovo album. “Midas In Reverse”, la traccia di apertura del CD, sembra una canzone dal sound classico degli Entombed, come un tornado attorno: penso sia stata posizionata lì per dare un senso di continuità col passato e per dire “OK, partiamo da dove eravamo rimasti qualche anno fa”, giusto? Cosa puoi dirci di questa canzone?

In effetti è una canzone diretta, in stile Entombed, proprio per dare uel senso di continuità che ci hai visto anche tu. La cosa interessante, per quanto mi riguarda, è che è stata composta molto di recente quindi suona comunque nuova anche a me! Volevamo una batteria killer e direi che lo scopo sia stato raggiunto, è una canzone che suona bene così come “As The World Fell”, una versione moderna di una vecchia canzone doom, pessimista, che sembra dire “L’Armageddon è qui”

Ne approfittiamo per parlare di “As The World Fell”: è strisciante come un serpente che si muove e penso rifletta la situazione del mondo che scivola inesorabilmente in basso, giusto? Cosa puoi dire del testo?

Sì, in effetti è così, esprime musicalmente e nel testo il concetto di quando ogni cosa va in rovina. La notte, l’oscurità alla fine del tunnel, qualcosa di cui puoi avere esperienza solo quando stai proprio raschiando il fondo del barile e provi a tirarti su nonostante hai il senso incombente che qualcosa di brutto succederà ancora, prima o poi. Si riflette anche nella musica che fa parte del pezzo,direi.

“Down To Mars To Ride” e “Hubris Fall” hanno un arpeggio nell’intro che rappresenta la parte più d’atmosfera del nuovo album: in fase compositiva qualcuno di voi ha preso in mano le redini per questi due brani o questo mood malinconico viene da tutta la band?

Giusto, sono mix di parti malinconiche e melodiche, di sicuro non felici. Penso che la maggior parte del traino di queste canzoni siano le parti chitarristiche, così come in generale dell’album: possiamo fare canzoni doom, canzoni veloci, canzoni più groovy ma la distinzione spesso viene data dalle sei corde perché puoi fare una canzone aggressiva ma non deve essere necessariamente veloce. Il senso di “Down To Mars To Ride” è che a volte devi lasciare la mente libera di vagare, come su un altro pianeta, e tornerai magari indietro con la testa verde ma con una visione più ampia rispetto a prima.

“Total Death” è il pezzo più corto di “Dead Dawn”: come è nato e come si è sviluppato?

Il batterista è venuto fuori con questa parte thrash metal e sopra questa ci abbiamo costruito una canzone thrash in cui anche il testo appartiene a quel genere: “It’s Only rock ‘n’ roll…Destruction”, noi amiamo la distruzione e così la abbiamo messa nel testo. E’ una canzone aggressiva in una maniera positiva e mi rende gasato quando ci penso.

“The Winner Has Lost”: perché questo titolo?

La canzone è tipicamente heavy metal, a partire dalla chitarre. A volte anche perdere non è un male perché ci puoi trovare qualcosa di buono alla fine e risultare un vincente: puoi essere un vincente per tutta la vita anche se la tua vita sembra pessima. Ci sarà sempre qualche situazione che ti farà uscire come il vero vincitore: a volte ti devi rialzare ma devi sempre essere pronto e sapere che la vita non è sempre rose e fiori. Vedi l’esempio della morte di Lemmy, ultimamente: una tragedia che mi tocca ancora, ma sappiamo tutti che lui era un vincitore e che ha vinto. Riposa in pace, Lemmy. Siate sempre preparati per tutte le cose schifose che possono succedere.

Come ti senti per il tour coi Behemoth e Abbath? Penso che sarà stupendo.

Spero di vederti al concerto! Siamo pronti per divertirci e suonare per i prossimi mesi: abbiamo pianificato questo tour e siamo molto contenti, ci siamo preparati al massimo. E’ forte suonare con Abbath e i Behemoth, penso sarà distruzione totale: suoni personali e un mix di death metal e black metal.

So che nell’ultimo tour avete avuto qualche disavventura coi Deicide: cos’è successo?

C’è stata una sorta di disintegrazione improvvisa: qualche band ha deciso di continuare il tour ma secondo noi era meglio tornare a casa e comporre pezzi per il nuovo album e così abbiamo fatto. Uno stop. Non c’è stato niente coi Deicide, che sono ragazzi gradevoli: forse problemi di soldi dell’organizzazione. Ma torniamo presto on stage!

E cosa puoi dirmi del nuovo album del tuo altro progetto, i Firespawn?

Un buon album. Se hai mente aperta puoi suonare ed apprezzare tutto.

Hai intenzione di fare tour in Europa anche con questo?

Vedremo, organizzare tutto è sempre un casino.

Grazie Lars. E’ stato un piacere parlare con te. Se vuoi puoi salutare i fans italiani.

Ciao e grazie mille. Spero vi piaccia il nuovo album e spero parteciperete all’headbangin’ party con Behemoth e Abbath!

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tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

Fabio Meschiari

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Musica e birra. Sempre. In spostamento perenne fra Asia e Italia, sempre ai concerti e con la birra in mano. Suonatore e suonato, sempre pronto per fare casino. Da Steven Wilson ai Carcass, dai Dream Theater ai Cradle of Filth, dai Cure ai Bad Religion. Il Meskio. Sono io.

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