Regardless Of Me: Intervista a Enrico Cassano

Per cominciare una breve storia della band, per chi ancora non Vi conosce.

“La band nasce nel Giugno del 2007. Emiliano, chitarrista e compositore di tutti i brani del nostro debut album, “The World Within”, aveva da poco pubblicato “Devotion Materializ”e, un disco solista quasi completamente strumentale in cui Pamela, la nostra singer, ha prestato la voce in un paio di tracce. Colpito dalle sue straordinarie doti canore, Emiliano ha da subito intuito le potenzialità di un progetto che la vedesse nelle vesti di frontwoman: ha quindi deciso di dare vita ai Regardless Of Me. Per completare la formazione si è rivolto a me e a Fulvio (rispettivamente al basso e alle pelli), due amici di vecchia data con cui aveva maturato anni di esperienze nell’ambito di altri gruppi.”

Qual è il significato del vostro monicker?

“Il nome del gruppo, traducibile letteralmente come “indipendente da me”, vuole esprimere una consapevolezza di fondo che in molti abbiamo: gli eventi che influenzano le nostre vite sono spesso al di fuori del nostro controllo. La politica, i media, la religione hanno la subdola funzione di immergerci in una realtà sociale già confezionata, dove la verità è apparentemente unica e incontrovertibile e il ruolo delle persone è prestabilito. Il nostro non vuole essere un invito alla rassegnazione, ma al contrario a una presa di coscienza: le risorse, le speranze, la verità e il riscatto vanno ricercate in noi stessi.

Questa visione della realtà, che noi tutti nella band abbracciamo, è anche la base d’ispirazione dei testi dell’album.”

In fase del deal con la Locomotive cosa avete chiesto ai ragazzi della label e loro, di contro, cosa si aspettano da Voi?

“Devo dire a questo proposito che noi stessi ci siamo stupiti dell’interesse che il progetto ha suscitato: abbiamo ricevuto una decina di proposte da altrettante case discografiche prima di scegliere di legarci a Locomotive. La scelta è ricaduta su quest’ultima innanzitutto perché si tratta di una label di sicuro prestigio che vanta tra le sue fila artisti del calibro di Benedictum, Grave Digger, Prong (solo per citarne alcuni). Un risvolto fondamentale è la visibilità che può offrirci a livello di immagine e di distribuzione commerciale: il disco è infatti disponibile nei principali mercati di tutto il mondo, compresi Europa, Stati Uniti e Giappone.

Siamo tutti molto soddisfatti di far parte della loro scuderia, è un risultato davvero importante che ci rende fieri, anche in considerazione del fatto che “The World Within” rappresenta il nostro primo passo nell’industria discografica.

Dal canto loro i responsabili di Locomotive hanno creduto in noi, non sono intervenuti minimamente sulle scelte artistiche del disco, che era quasi completamente ultimato al momento della firma, e ci hanno semplicemente chiesto di supportarlo il più possibile in sede live e di promozione.”

Ho scritto in sede di recensione, che in “The World Within” sono presenti almeno cinque possibili singoli (radiofonicamente parlando). Qual è il brano che secondo Voi meglio Vi rappresenta e perché?

“Prima di tutto ti ringrazio sinceramente anche a nome della band per i tuoi positivi commenti!

Ma hai citato solo tre brani su cinque! Dobbiamo sapere quali sono gli altri due potenziali singoli! Anche se da lettore ho sempre mal sopportato questo tipo di risposta, che mi è spesso sembrata frutto di un calcolo di convenienza, ora, in veste di intervistato, mi rendo conto che risulta piuttosto difficile scegliere una canzone che rappresenti una band. Siamo orgogliosi di tutti i dieci brani che compongono il disco e l’ascolto di una sola traccia non credo che darebbe al pubblico un’idea esaustiva del nostro sound, data la varietà di stili che si può ascoltare nel disco. Fulvio ad esempio, in occasione di un’altra intervista, ha citato “For Eternity” che è sicuramente tra le mie preferite. Tra l’altro è anche il primo brano che abbiamo registrato e in qualche modo ha dato inizio al progetto. Noi tutti vi siamo molto legati e forse non è un caso se finora è sempre stata inserita alla fine di ogni nostro live set: rappresenta un buon compromesso tra le venature trip hop più marcatamente presenti in brani come “Thy Nature” e il gusto metal di brani come l’opener “City Of Glass”.

Personalmente credo però che la title track “The World Within” sia il brano che, attraverso i suoi dieci minuti di durata, possa meglio rappresentare tutte le sfumature del nostro sound, dal lato più heavy e tecnico a quello maggiormente melodico.”

Ho notato nel disco grande cura nei dettagli, negli arrangiamenti e negli inserti di synth. Quanto sono importanti per arricchire le vostre sonorità?

“La cura del dettaglio è molto importante per noi. In fase di arrangiamento lavoriamo sul tessuto della canzone con una scelta oculata di tappeti sonori, loop, tastiere e basi strumentali. L’intento non è quello di stravolgere il brano o di renderlo saturo di suoni ma piuttosto di arricchirlo con gusto e misura in modo da renderlo speciale.

Questi elementi, anche se possono sembrare marginali, risultano fondamentali per creare un’atmosfera e per veicolare al meglio un’emozione. La nostra speranza è di riuscire a provocare delle sensazioni profonde nell’ascoltatore e se ciò accade è anche grazie a questi aspetti della nostra musica.”

Com’è nato l’artwork di “The World Within”?

“Volevamo per il nostro primo album un’immagine d’impatto che non passasse inosservata. Siamo all’inizio della nostra carriera ed è importante presentarci al meglio sotto tutti gli aspetti, non ultimo quello dell’immagine e appunto dell’artwork, elementi che per primi catturano l’attenzione del pubblico.

Credo che Marco Hasmann, l’autore dell’opera, abbia realizzato un lavoro fantastico, interpretando al meglio le nostre indicazioni. Non poteva essere altrimenti dato che si tratta di un professionista che ha lavorato addirittura per la Disney!

L’immagine ben descrive il concetto di cui ti parlavo in precedenza: il mondo viene rappresentato come un luogo inospitale, freddo e arido. Lo scenario è apocalittico. La figura femminile tuttavia sembra disinteressarsi dell’oscurità che la circonda e trasmette una sensazione di serenità e di pace, perché è nel suo mondo interiore che trova la luce e la sua profonda realizzazione (da cui il titolo “The World Within”).

L’immagine di copertina a mio parere ben si abbina anche ai vari lati della musica che proponiamo: heavy, dark, moderna… ma sempre melodica.”

Come funzionano le cose sul versante live? In Italia non è mai facile proporre la propria musica dal vivo.

“Non posso certo darti torto, proporre musica inedita dal vivo è davvero arduo, non sono molti i locali in Italia che supportano nuovi artisti. Ma devo dire che, anche se con grande impegno e sacrificio, fortunatamente le cose stanno andando alla grande! Abbiamo ormai parecchie date alle spalle e la risposta è sempre stata ottima e in alcuni casi addirittura sorprendente come in occasione dell’ultimo Lustando Festival: abbiamo suonato di supporto agli Hardcore Superstar e alla Strana Officina, formazioni sicuramente lontane dal genere da noi proposto, e il pubblico ci ha accolti con grande calore!”

Tanti gruppi hanno cavalcato l’onda del successo dei vari Lacuna Coil, Within Temptation, Nightwish. Quali sono le similitudini e le differenze tra voi e queste band?

“La tua domanda non mi sorprende e mi consente di chiarire al pubblico di Metallus.it la nostra posizione su questo aspetto.

Le formazioni che hai nominato hanno raggiunto ormai grandi livelli di popolarità e godono di profonda ammirazione e rispetto da parte nostra ma credo sinceramente che la proposta musicale dei Regardless Of Me si differenzi non poco dalla loro e che gli unici veri punti in comune siano le chitarre distorte e soprattutto la presenza di una donna al microfono.

Vedere accomunate in un unico calderone tutte queste band solo per la presenza di una cantante è a mio modo di vedere abbastanza spiacevole: è come se si paragonassero i Black Sabbath ai Deep Purple. Personalmente non vedo molte similitudini tra Lacuna Coil e Nightwish ad esempio. Per quanto ci riguarda, almeno in base alla mia percezione, il cantante sarebbe anche potuto essere un uomo… Il problema è che nessun uomo è dotato della voce di Pamela!

Venendo alle differenze di cui mi chiedi, penso che risiedano innanzitutto nella nostra attitudine che definirei più rock e meno legata a trend o a scuole di pensiero e in un sound meno sinfonico e più variegato, risultato di una mistura di stili che contemplano solo in parte il Goth Metal. Porcupine Tree, Pink Floyd, Massive Attack, Katatonia, Dream Theater… Tutte band diversissime tra loro la cui influenza è presente nel nostro background.

Credo che potremmo essere apprezzati dall’ascoltatore di heavy metal classico così come dagli amanti del rock mainstream. L’accostamento con le band che hai nominato non può che lusingarci ma credo che potrebbe allontanare potenziali ascoltatori, che mal sopportano un certo genere musicale e che invece potrebbero appassionarsi alla nostra musica.”

Che direzione prenderà in futuro secondo Voi il gothic metal?

“Non ne ho la minima idea!

Adesso il Goth Metal è sicuramente in auge ma tutte le tendenze prima o poi conoscono una fase di declino: è stato così per il rock progressivo degli anni ’70 (di cui io sono un grande estimatore!), per il punk e l’hair metal degli anni ’80 e per il grunge e il black metal degli anni ’90. A prescindere dal genere che si vuole considerare, alla fine la musica che resiste alla prova del tempo è solo quella valida, al di là di qualsivoglia trend.

Nella fattispecie credo che il gothic metal, per rimanere in salute e poter continuare ad avere appeal sulle generazioni future, dovrà imparare a slegarsi da certi schemi e formule ricorrenti.”

E il futuro dei Regardless Of Me?

“Non posso che augurarmi che sia ricco di musica e di soddisfazioni!

Sul fronte live sono già in programma diverse date in Italia; abbiamo fissato una serie di date in Spagna a novembre e delle apparizioni in Svizzera e in Belgio per l’inizio dell’anno prossimo. Contiamo anche di poter partecipare ad alcuni dei principali festival europei dell’estate 2010, e a tal proposito posso già anticiparti che faremo parte del bill del prossimo Bloodstock Festival in Inghilterra!

Dopo averla inizialmente scartata, stiamo ora considerando l’idea di girare un videoclip per uno dei brani dell’album. Nel frattempo ci siamo mossi su altri fronti e abbiamo pubblicato su Myspace degli estratti video della nostra performance all’Alcatraz di Milano, una serata davvero memorabile! Stiamo anche iniziando la fase di pre-produzione di alcuni dei brani che costituiranno l’ossatura del prossimo disco, che a giudicare da questi primi episodi sarà orientato verso sonorità più heavy. Il futuro si preannuncia quindi denso di impegni.

Per gustare i video e per ogni informazione e aggiornamento sull’attività dei Regardless Of Me visitate il nostro sito: http://www.myspace.com/regardlessofme

Un saluto a tutti i lettori di Metallus.it e grazie a te per l’intervista!”

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