Electric Wizard: “Time To Die” – Intervista a Jus Oborn

Cosa pretendere da un’intervista con Jus Oborn degli Electric Wizard se non oscure metafore e tanta, tanta negatività? A noi comunque gli Electric Wizard piacciono proprio così e il cantante/chitarrista della band non si dimostra certo avaro di parole nel parlarci dell’ultimo album del gruppo “Time To Die”. Se quindi volete sapere tutto sul nuovo disco e sui futuri progetti della band più fangosa e maledetta emersa dalla fine degli anni ’90 a oggi, non perdetevi l’intervista che segue!

Per prima cosa, potresti presentarci in poche parole il vostro nuovo album “Time To Die”?

E’ un LP maledetto… Un tentativo sincero e disperato di affrontare la morte, la morte della band, dei nostri vecchi modi di essere e delle nostre vecchie convinzioni. La negatività che abbiamo generato era quasi incontrollabile… la band ha completamente deragliato… stavamo combattendo, bevendo… Per certi versi l’album è una dichiarazione contro il genere umano, la vergogna umana. Noi non meritiamo più di vivere…

Il primo singolo uscito, “I Am Nothing”, è una canzone di puro stoner/doom: una traccia estremamente pesante, psichedelica e di lunga durata; saranno queste le coordinate del vostro nuovo album?

In generale sì, si tratta di un disco davvero pesante e psichedelico, ma in maniera differente rispetto ai precedenti album. Si tratta di un suono molto “da garage” ed essenziale, con un feel da anni ’60, quando l’heavy metal veniva chiamato acid rock. Ma noi non vogliamo mai ricreare il passato, proviamo sempre a mantenere una situazione “heavy”.

Tu hai dichiarato che il principale argomento di “Time To Die” è la morte, che è sinonimo di rinascita: potresti dirci di più su questa affermazione?

Come ho detto in precedenza, questo LP ci ha quasi uccisi… ha richiesto troppo tempo per essere completato. Siamo diventati negativi e paranoici, sembrava che il disco avrebbe finito per ucciderci. Se non l’avessimo finito, saremmo finiti noi stessi, quindi era tempo di morire. Sapevamo che era una questione di vita o di morte, ma alla fine abbiamo scelto di trionfare sulla morte. Senza dubbio siamo rimasti scottati da un atto così arrogante e la band ne è uscita distrutta, ma il disco è finito. Si trattava dell’uno o dell’altro… ogni cosa fa parte della cerimonia degli opposti. Se non ci sono forze che si oppongono non può esserci un atto magico.

Tu hai anche realizzato la copertina del nuovo album: quali sensazioni volevi comunicare?

Morte e rinascita attraverso la “Farfalla di Titanio”… è tutto riguardo i nostri segreti, come un dipinto degli illuminati. Il quadro ha diversi strati e contiene le chiavi a tutte le nostre ossessioni e alle loro origini nefaste.

“Time To Die” è il vostro primo disco sotto Spinefarm Records: cos’ha rappresentato questo cambio d’etichetta?

Abbiamo lanciato la nostra etichetta, dal momento che ci siamo separati dalla precedente casa discografica in maniera abbastanza ostile. Questa etichetta si chiama “Witchfinder Records”, ma abbiamo realizzato che non siamo in grado di gestire da soli i vari aspetti del business. Ci hanno contattato diverse label, ma alla fine la Spinefarm si è dimostrata la più entusiasta e ci ha offerto un controllo al 100%, cosa molto importante per gli Electric Wizard, considerati il rispetto che abbiamo all’interno della scena e tra la nostra fan-base.

“Time To Die” è anche il vostro primo album con Clayton al basso: lui ha partecipato al processo di song-writing?

No (risposta sintetica, ma chiara! N.d.r.).

Farete uscire delle edizioni speciali per collezionisti (in vinile o CD) del nuovo album?

Non esattamente… ogni edizione sarà speciale. Abbiamo richiesto la migliore qualità sotto ogni aspetto. Il vinile in particolare è di qualità fantastica, dal momento che la Spinefarm ha una propria manifattura, non produce da altre parti. Fidatevi di me, la qualità è incredibile e molto evidente rispetto a quella, scarsa, delle uscite realizzate dalla nostra precedente etichetta.

State già pianificando un tour europeo per promuovere “Time To Die”? Farete alcuni concerti in Italia?

Yeah, certamente! Uccideremmo noi stessi pur di poter suonare dal vivo, è la ragione per cui abbiamo creato una band. L’Italia è sempre nella nostra agenda, lo sapete… è un paese molto importante per noi.

Dopo 8 dischi non avete ancora realizzato un live CD/DVD: pensi che farete uscire presto il vostro primo live album?

Si tratta di un nostro progetto da secoli, ma non siamo mai riusciti a mantenere una line-up stabile, ahah! In realtà c’è un’ottima registrazione del nostro show al Maryland Deathfest del 2013: è grandiosa, ma sarebbe bello poter riprendere anche le luci del concerto e le scenografie da film horror.

Per concludere, qual è il tuo messaggio ai fan che hanno aspettato per ben 4 anni il vostro nuovo album?

DIE, DIE, DIE… (in questo caso valeva la pena di lasciare la risposta in lingua e caratteri originali! N.d.r.).

matteo.roversi

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Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

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