Dynazty: “Titanic Mass” – Intervista a Nils Molin

Dopo lo splendido “Renatus”, i Dynazty continuano a percorrere la nuova direzione fatta di una proposta più heavy, senza però perdere d’occhio la melodia. “Titanic Mass” è l’album della conferma, solido come una roccia: ne parliamo con il cantante Nils Molin.

Nel corso degli anni il vostro sound è diventato sempre più heavy ed epico, oltre ad essere influenzato dal progressive metal: c’è un motivo specifico per cui ciò è avvenuto?

A dire il vero no. Credo si sia trattato di uno sviluppo organico della band. Comunque è vero che eravamo d’accordo di non limitarci ad uno stile in particolare quando scrivevamo “Renatus” nel 2012, ma di lasciare che le nostre varie influenze scorressero libere.

Con “Titanic Mass” confermate un elevato standard di qualità del songwriting: ci puoi dire qualcosa su come affrontate il processo di scrittura?

Il processo di scrittura è rimasto grossomodo uguale negli ultimi due album. Scriviamo e al tempo stesso facciamo un demo dei brani. Di solito cominciamo con un riff di chitarra o una melodia, su cui poi costruiamo il pezzo aggiungendo e modificando elementi. Alcuni dei brani su “Titanic Mass” sono stati sviluppati nel corso di un periodo più lungo, altri sono stati scritti più velocemente: penso ci sia un buon equilibrio tra questi due modi di scrivere, perché alcuni pezzi hanno bisogno di maggior riflessione ed altri correrebbero il rischio di essere rovinati se ci lavorassi troppo sopra.

L’atmosfera dell’album è molto scura, con un senso di minaccia che corre attraverso i brani: pensi che viviamo in tempi bui?

A dire il vero penso che oggi viviamo in tempi relativamente felici, anche se ci sono alcuni elementi potenzialmente disastrosi dietro l’angolo con cui dobbiamo fare i conti. Il surriscaldamento globale e lo sfruttamento e la distruzione del nostro pianeta sono uno di questi elementi. Alcuni movimenti politici radicali in Europa, gli estremismi di tutti i tipi e la crisi mediorientale sono altri temi preoccupanti. Detto ciò, a livello globale le cose stanno molto meglio per vari motivi. In Africa e in Asia, ad esempio, sempre più persone sono tirate fuori da uno stato di estrema povertà e la loro situazione sanitaria migliore. Le notizie negative tendono a diffondersi come un incendio, e ciò fa sì che sia facile dimenticare tutto ciò che accade di positivo.

Un’eccezione rispetto al mood dell’album è la più allegra “Free Man’s Anthem”.

Si tratta di una delle prime canzoni che abbiamo scritto per l’album e il ritornello arriva da una canzone incompiuta che avevamo iniziato per “Renatus”. Ho scritto un testo che parla di uno schiavo che sogna di viaggiare e vedere il mondo, e crede fermamente che un giorno troverà la strada per la libertà. Mi sembrava fosse un soggetto al tempo stesso positivo e duro da affrontare.

Un altro pezzo che emerge fra gli altri è “I Want To Live Forever”, in cui la tua performance è straordinaria.

Grazie! È un brano molto dinamico che aggiunge una diversa dimensione all’album: uno dei miei preferiti, per questo motivo.

“Untamer Of Your Soul” è forse il miglior esempio del tipico stile dei Dynazty oggi. Come descriveresti la tua musica a qualcuno che non vi conosce?

Non mi piace molto mettere etichette alla musica, ma se dovessi farlo ci descriverei come heavy metal melodico e moderno.

Quali sono le band che ritieni vi abbiano maggiormente influenzato?

Difficile dirlo, siamo influenzati da così tante cose! Personalmente, mi ispiro molto ai miei gruppi preferiti come Iron Maiden, i Rainbow dell’era-Dio, Judas Priest, Dream Theater, Symphony X e molti altri.

Ci sono band contemporanee che ammirate o cui vi sentite vicini?

Certo! Penso che a tutti piacciano un sacco i Nightwish, ad esempio. E poi abbiamo molto rispetto per un gruppo come i Sabaton, essendo andati in tour con loro ed avendo visto quando duramente lavorano e quanto tempo ed energie mettono a disposizione dei loro fan: è una cosa davvero ammirevole.

La vostra musica spesso ha una forte carica drammatica: avete mai pensato di collaborare con il cinema o scrivere una colonna sonora?

A dire il vero no, ma chissà! Siamo tutti appassionati di film e i compositori di colonne sonore oggi sono così bravi da far paura. Ma si tratta di un aspetto che potrebbe affacciarsi nella nostra musica in futuro.

Vi vedremo suonare in Italia?

Speriamo di sì, prima possibile!

Dynasty - Swedish Heavy Metal Band
Dynasty – Swedish Heavy Metal Band

giovanni.barbo

view all posts

Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login