Stratovarius: Due chiacchiere con Mr. Warmachine! – Jorg Michael

Non era originariamente in programma questa chiacchierata con Jörg Michael, il potente drummer degli Stratovarius. Ma grazie alla disponibilità del musicista e di Monica Mian di Kizmaiaz/Audioglobe siamo riusciti a organizzare comunque un breve incontro improvvisato, in occasione, naturalmente del concerto meneghino della nota power-band!

Allora Jörg, ci dici qualcosa sul tour?

“Fin’ora è andato molto molto bene. E’ la prima volta che suoniamo come headliners di fronte ad audience così numerose, come anche stasera al Palalido (tutto esaurito! – N.d.A.). Abbiamo iniziato questo tour con Rhapsody e Sonata Arctica ad aprile in Svezia, ed è andato bene anche lì… Siamo stati in Germania, Olanda, Belgio… Abbiamo fatto il tutto esaurito quasi ovunque, dai piccoli club ai palasport… Bisogna dire che un po’ ce lo aspettavamo, dal momento che avevamo con noi i Rhapsody, che erano molto attesi, e ciò ha contribuito a dare importanza a questo tour.”

Cosa pensi dei Rhapsody? E del fatto che molti fan Italiani sono qui stasera più per vedere loro che non gli Stratovarius (previsione rivelatasi errata: alla fine, la stragrande maggioranza del pubblico era decisamente con gli Strato)?

“Si, è probabile… I ragazzi mi piacciono molto, e penso che facciano musica di gran qualità, anche se distante dai miei gusti personali. Per me sono un po’ troppo epici e pomposi, ma come ti dicevo sono solo i miei gusti… So che comunque hanno un forte seguito, e probabilmente qui in Italia sono amati quanto noi. Però non hanno mai suonato live, prima, ed affrontare un tour come questo è sicuramente difficile per loro…”

Cosa mi dici del nuovo CD degli Stratovarius, Infinite? L’ho trovato abbastanza diverso dalle cose fatte in precedenza e devo dire che è il vostro disco più personale, il più scevro dalle vostre molte influenze… meno Malmsteeniano (mi guarda male), ad esempio.

“Sono d’accordo… penso che sia un album che, maggiormente che in passato, sia incentrato sulle canzoni; prima hai citato Malmsteen… ecco, ora siamo sicuramente molto meno ‘spantegoni’ rispetto a prima, e ci siamo concentrati sullo scrivere canzoni. In passato non avevamo mai fatto un pezzo come’ Mother Gaia’, che è qualcosa di completamente nuovo… Oppure se prendi ‘Hunting High And Low’ è sicuramente il miglior esempio di un lavoro incentrato sulla canzone”

Uhm… Non pensi che sia un po’ troppo simile al singolo apripista di ‘Destiny’, ‘Save Our Souls’?

“Uhm… le assomiglia, sono abbastanza vicine come canzoni… ma non direi ‘troppo’. Insomma, gli Ac/Dc hanno inciso per più di vent’anni lo stesso disco, ma continuano ad essere una delle mie band preferite, e ascolto tutti i loro dischi. Quando mi chiedono: ‘Ma perchè gli Stratovarius non si evolvono?’, io rispondo che se ascolti con attenzione ti renderai conto che gli Stratovarius si sono certamente evoluti, specialmente sull’ultimo disco! Ci sono 55 minuti di musica e c’e’ parecchia evoluzione. C’e’ gente che dice: ‘Oh, vi auto-copiate!’, ma allora preferisco auto-copiarmi e suonare canzoni come queste, anzichè far parte di un gruppo che suoni merda sperimentale. E non ci trovo nulla di male in tutto ciò… Io penso che ‘Hunting High & Low’ sia migliore di ‘S.O.S.’, e che come singolo funzioni decisamente meglio. E’ qualcosa del tipo ‘ l’heavy metal incontra il pop’, al suo meglio… E per me non c’ è nulla di male nel pop.’

Prima degli Stratovarius hai lavorato con molte band… giusto per citarne qualcuna: Rage, Mekong Delta, Axel Rudi Pell, Running Wild. Qual’è la differenza fra il lavorare con gruppi come quelli e con gli Stratovarius, una band che vende così tanto?

“Beh… quando sono entrato negli Stratovarius, i Running Wild vendevano ancora di più, anche se naturalmente ora non è più così. La differenza è che gli Stratovarius sono una band, le altre no.”

In passato hai anche suonato su roba demenziale, tipo il famigerato X-Mas Project (canzoncine di Natale suonate in chiave “speed crucco”, a metà anni ’80, con tutto l’establishment del metal tedesco di allora) o il primo disco birraiolo di Onkel Tom (Angelripper, leader dei Sodom)… è stato divertente?

“Suonare la batteria è sempre divertente per me! Ma quelle sono cose che ho fatto per soldi… per sopravvivere e riuscire a tirare avanti. E’ sempre metal, ed è sempre stare con ragazzi in gamba ed è sempre suonare la batteria… quindi è comunque divertente, ma non so se lo avrei fatto se non avessi avuto bisogno dei soldi. Specialmente il X-Mas Project – perchè il disco di Onkel Tom è venuto molto tempo dopo, ed è stato un mio favore personale al mio amico Tom, che conosco da anni – ma ai tempi del X-Mas project, nel 1986, ero costretto ad accettare qualunque lavoro per tirar fuori i soldi necessari per andare avanti e provare a campare di musica”.

A proposito di anni ’80, qual’è la grossa differenza fra la scena di allora e quella di oggi, dal tuo punto di vista?

“Negli anni ’80 c’era il metal classico e tante grandi band che lo suonavano. Poi all’inizio degli anni ’90 si è cominciato a dire che il metal era morto; ma io non sono mai stato d’accordo, dato che all’epoca suonavo in band che si esibivano di fronte ad audience sempre più grandi. Però mi rendevo conto che c’erano gruppi di heavy metal che, dato che non riuscivano ad avere successo, si trasformavano in gruppi grunge, cercando di imitare Nirvana e Pearl Jam… E io sinceramente non li ho mai capiti, dato che per me sarebbe stato come tradire il mio stesso cuore. Ora sicuramente la situazione è un pochino migliore, e vedo che si tende ad accettare molto di più diversi tipi di musica. Negli anni ’80 invece si viaggiava a compartimenti stagni: se amavi il thrash c’ era solo quello e tutto il resto faceva schifo, e così via… Sono cose che, personalmente, non ho mai capito, anche perchè ad ascoltare diversi tipi di musica non hai che da guadagnare. In ogni caso, al giorno d’oggi ci sono di nuovo band che suonano l’heavy metal degli anni ’80, come ad esempio gli Hammerfall…”

Sì, ma non pensi che abbiano perso lo spirito originario dell’heavy metal? Prendi gli Hammerfall, così pulitini, edulcorati… Quando le band originarie erano sicuramente più pesanti, arrabbiate, affamate… con un’attitudine molto diversa! Se paragoni l’attitudine di Hammerfall e compagnia a quella di Priest, Maiden o Rage c’è una differenza abissale, non pensi?

“Forse dipende da come la vedi. Band come quelle che hai citato sono venute per prime, e hanno dovuto fare il lavoro dei pionieri… Era sicuramente molto più dura per loro. Ma allo stesso modo non deve essere facile per una band giovane che decide di dedicarsi all’heavy metal degli anni ’80: la gente ti deride, fino a che non raggiungi il successo. Si tratta di gente diversa, di generazioni diverse… Non penso di avere la risposta alla tua domanda. Non sono sicuro se ad esempio i ‘vecchi’ fossero proprio così, se i Judas Priest fossero proprio così selvaggi, o anche gli Iron Maiden. Sono d’accordo sul fatto che si tratti di un approccio diverso, addirittura alla vita stessa. Quelle band dovevano fare il lavoro dei pionieri, e questo è sicuramente molto più difficile. A parte che non bisogna dimenticare che i Judas Priest hanno fatto 6/7 album ancora legati all’hippie rock prima di diventare veramente metal (ehm… Jörg, già il secondo album dei Priest, ‘Sad Wings Of Destiny’ è decisamente un disco heavy metal, anzi è praticamente considerato il primo disco heavy metal della storia… ma lasciamo perdere! – N.d.A.).”

Ok Jörg, abbiamo finito, grazie per la chiacchierata!

“Grazie a te! Posso offrirti una birra? Fanno un po’ schifo, ma sono le uniche che ci danno!”

E come faccio a dire no a un’offerta del genere?

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