Drowning Pool: “Hellelujah” – Intervista a Stevie Benton

I Drowning Pool sono tornati e hanno tutte le intenzione di mettere in riga la schiera di band che affolla la scena Metalcore mondiale. Il loro nuovo album da poco pubblicato si intitola “Hellelujah” e segna un netto ritorno della band texana alle origini, alle sonorità di “Sinner”. Da quel disco sono passati oltre quindici anni e tante disavventure hanno messo a rischio la carriera dei Drowning Pool che, mai come adesso, vogliono riprendersi la loro rivincita contro il destino. Abbiamo avuto modo di parlare con lo storico bassista del gruppo, Stevie Benton, che ha risposto alle nostre domande.

Eccoci qui a parlare di un nuovo album dei Drowning Pool. Dopo “Resilience” del 2013 giunge questo “Hellelujah”, secondo album in cui al microfono troviamo Jasen Moreno. Ma partiamo dal titolo del disco: da dove salta fuori?

Prima di dedicarci all’album, abbiamo tagliato i rapporti con il nostro precedente management e la vecchia casa discografica. Hellelujah è una parola che abbiamo utilizzato per celebrare la nostra nuova libertà musicale.

Moreno è ormai entrato in pianta stabile nella band. Qual è il suo apporto in fase di composizione e se in qualche modo la sua presenza nei Drowning Pool ha cambiato il vostro modo di comporre?

Jasen ha ricoperto un ruolo importante in ogni fase del processo di scrittura di questo disco. È in grado di cantare alla grande e suonare ogni strumento. Sembra che affronti ogni brano come se fosse pronto a renderlo più pesante e tagliente senza perdere mai di vista la soluzione migliore per la canzone.

Ascoltando i 13 brani che compongono questo disco si avverte una grande energia e un approccio positivo ed aggressivo nei confronti nella vita. C’è un filo conduttore che lega le lyrics oppure sono slegate tra loro? Da dove avete tratto ispirazione?

Si, credo ci sia una connessione tra le diverse canzoni di Hellelujah. Molte di queste nascono dalla voglia di rendere il mondo e la vita migliori. E l’essere tremendamente frustati dal fatto che non sempre sia così.

Musicalmente “Hellelujah” rappresenta un ritorno alle origini della band, molto più vicino alle composizioni di “Sinner” che non delle altre prove dei Drowning Pool. Cosa è cambiato in voi dopo la svolta più Hard Rock oriented di dischi come “Full Circle” o “Drowning Pool”?

Tante cose sono cambiate da quando abbiamo pubblicato quei dischi. A partire dal cantante, ovviamente. Ma soprattutto, ci siamo allontanati dall’etichetta che ha fatto di tutto per spingerci verso quella direzione.

La scena Metalcore americana è sempre prolifica di band, alcune salite alla ribalta nel recente passato. Voi siete in giro ormai da tre lustri ormai. Sentite superato il vostro stile o siete consapevoli di poter apportare qualcosa di nuovo alla scena metal americana?

I Drowning Pool sono una creatura a parte. Ci sono molte band interessanti nella scena attuale. Semplicemente noi non ne facciamo parte. Abbiamo la nostra nicchia e facciamo le nostre “cose”. E continueremo a farle.

Molte sono le band storiche che ormai stanno per uscire di scena. Se guardiamo al mercato musicale attuale, credi sia possibile un ricambio generazionale? Quali sono i gruppi che segui e potrebbero farcela?

Le origini non possono essere replicate. La musica Heavy continuerà a evolversi e, allo stesso tempo, pagherà sempre un debito di gratitudine nei confronti di quelle band che hanno dato il via a tutto questo.

Siamo ancora scossi ed increduli per la scomparsa di Lemmy Kilmister. Qual è il tuo primo ricordo dei Motorhead e che influenza hanno avuto nella tua vita e nel tuo approccio alla musica?

Sono stato un grande fan dei Motorhead da bambini. Mentre stavamo registrando il nostro primo album a Los Angeles, incontrammo Lemmy al Rainbow. La cosa era incredibile per noi e rimasi paralizzato, non riuscivo a dire nulla. Ero lì impalato e lo fissavo. Credo abbia pensato che fossi un pazzo.

In passato avete avuto modo di prestare alcune vostre canzoni alla WWE. Siete appassionati di Wrestling? Avete ricevuto altre offerte e avremo modo di sentire qualche altro vostro brano come theme song di qualche altro wrestler?

Non conosco molto il mondo del wrestling. Ma so che la nostra musica si adatta alla perfezione con quello che fanno quei ragazzi. E tutte le persone che abbiamo incontrato alla WWE (la principale compagnia di pro-wrestling americana) e con le quali abbiamo collaborato sono assolutamente fantastiche.

Quali sono i vostri programmi per l’imminente futuro? Quando partirà il tour e avremo modo di vedervi in Italia?

Il tour partirà a febbraio. Non so quando finirà. Ho sempre voluto visitare l’Italia così sto pregando che questa tournèe passi dalle vostre parti. Se non dovesse essere così, verrò sicuramente in vacanza.

Abbiamo finito e grazie per il tuo tempo. Puoi chiudere quest’intervista con un messaggio finale per i vostri fan italiani.

Grazie a tutti voi per il supporto che ci avete dato in questi anni. Apprezziamo tanto i messaggi che avete lasciato sulla nostra bacheca Facebook o Twitter. Speriamo di poterci vedere presto da vicino!

Drowning Pool - Hellelujah

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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