Dream Theater: “Our New World” – Intervista a James LaBrie

E’ arrivato il grande giorno. Probabilmente l’album dei Dream Theater più atteso dai fan, “The Astonishing” è da oggi disponibile. Oltre due ore di musica per l’opera più ambiziosa di Petrucci e soci, una rock opera imponente e maestosa, senz’altro unica e originale. Qualche giorno fa ne abbiamo parlato con la voce della band, James LaBrie, in questo album alle prese con l’interpretazione di ben sette personaggi, un lavoro imponente che ci racconta insieme alla genesi di “The Astonishing“.

Ciao James, prima di tutto ti chiederei come è nata e quale sia stata la genesi di “The Astonishing”.

E’ nato tutto 2 anni e mezzo fa mentre eravamo in tour per il nostro album omonimo. John si è presentato con questa idea, un concept e una storia che pensava fosse molto interessante. Così ha iniziato a svilupparla. In realtà ci stava già lavorando da un anno. A quel punto fummo un po’ sorpresi. Sapevamo di voler fare un nuovo concept album ma ne avevamo veramente parlato in modo appropriato; era qualcosa che avremo affrontato più avanti. Quindi come ti dicevo, dopo un anno di lavoro, ci ha presentato l’idea. Abbiamo pensato che fosse fantastica. A quel punto, alla conclusione del tour, John e Jordan hanno iniziato a lavorare alla musica che accompagnasse la storia. Doveva seguire in modo specifico la storia e dare un senso a ogni momento chiave della narrazione.

La storia sembra un po’ complessa, puoi provare a narrarcela brevemente?



Certamente. La storia è ambientata nel futuro, 300 anni in avanti dal presente. E’ un futuro dispotico e miserabile. La Terra si trova ad affrontare un pesante sovrappopolamento, devastata dalle malattie: per le persone diventa ogni giorno sempre più difficile sopravvivere. Come successo nella storia, alcuni Signori e Lords hanno rovinato alcune zone del Pianeta, sottomettendo il popolo in un regime di oppressione. Pochissime persone vivono nel lusso o comunque in una situazione desiderabile; la maggior parte invece fa fatica a sopravvivere. In questa ambientazione, si inserisce una delle tematiche principali: nel futuro l’importanza delle attività artistiche è praticamente diventata nulla e la musica, nello specifico, è qualcosa che il genere umano non è più in grado di creare. L’unica fonte di musica sono i cosiddetti Nomacs, abbreviazione di Noise Machine: in realtà non fanno altro che produrre rumori elettronici, non è vera musica. A questo punto interviene Gabriel, identificato come il Salvatore. Il suo dono è quello di saper creare della musica: sa suonare la chitarra e ha una voce magnifica. Attraverso questo suo dono, sarà in grado di veicolare uno specifico messaggio alla popolazione: unirsi contro il regime che la opprime. Il popolo quindi inizia a rendersi conto di meritarsi una condizione di vita migliore. Da qui si scatena una sorta di rivoluzione contro l’Impero, in questo caso The Great Northern Empire. Il popolo più umile vive in questo luogo chiamato Ravenskill, da cui la Ravenskill Militia, un esercito che si contrapporrà all’Impero per ottenere la libertà e la liberazione.
A questo punto Gabriel viene imprigionato da Lord Nafaryus, l’Imperatore, ma tra il protagonista e Faythe, la figlia di Nefaryus scatta un colpo di fulmine. La missione di Gabriel e Faythe sarà quella di far redimere Nafaryus e fargli capire quali sbagli abbia compiuto e che la situazione in cui si trova il popolo sia profondamente sbagliata.

Guardando alle immagini dei vari personaggi e alle prime note relative al concept e all’ambientazioni, mi è venuto in mente un certo collegamento con il mondo di Dune, creato da Frank Herbert. Qualche connessione?

John è sicuramente stato influenzato molto da tutto quello che è sci-fi, Star Wars in primis. Ma anche cose come Harry Potter, Game Of Thrones… E’ un tipo di storie e narrazione che fa sempre parte della sua persona. Per lui quindi è naturale trattare determinate tematiche e ambientazioni.

Come sappiamo l’album è molto lungo, oltre due ore di musica, ma il cantato è sempre presente durante i brani, senza lunghi momenti strumentali. Quali sono state le difficoltà per te nel cantare e interpretare una quantità così importante di musica?

La sfida più grande era proprio quella relativa alla dimensione di rock opera. In precedenza avevo lavorato con Arjen Lucassen su The Human Equation e con Trent Gardner su “Leonardo: The Absolute Man”, basato sulla storia di Leonardo Da Vinci. Quei due album mi hanno permesso di interpretare uno specifico personaggio. Ma in questo caso dovevo rappresentare sette personaggi, di cui due femminili. Quindi dovevo pensare a quale personalità e quale voce fornire a ogni personaggio. Dovevo inoltre pensare a come fare in modo che l’ascoltatore potesse relazionarsi, comprendere e immedesimarsi in ogni personaggio della storia. La sfida quindi era quella di immergersi totalmente in ogni singolo personaggio in modo da comprenderli tutti completamente, in questo modo sarei riuscito a fornire la giusta voce ad ognuno di essi. Ad esempio con Nafaryus la voce sarebbe dovuta essere più rauca, mentre quella di Gabriel più pulita e giovane. Li ho quindi studiati tutti e poi ho cercato di differenziarli.

Avete mai pensato di contattare diversi cantanti per interpretare i vari personaggi della storia?

In realtà ne abbiamo parlato. John a un certo punto mi ha proposto di coinvolgere un paio di cantanti femminili per le parti dei rispettivi personaggi. Ci abbiamo pensato ma poi ci siamo resi conto che sarebbe stato molto difficile poi replicare il tutto dal vivo. Avremo dovuto portare con noi altre cantanti, cosa non facilissima. Dopo aver preso coscienza di ciò, mi sono dato da fare, in modo che le diverse voci, soprattutto quelle femminili fossero distinguibili attraverso piccoli accorgimenti. Penso che il risultato sia buono.

Parlando più strettamente della musica, l’impressione che ho avuto ascoltando The Astonishing è che la suite Illumination Theory del precedente album fosse quasi un’anticipazione di quello che saremo andati ad ascoltare un paio di anni dopo. E’ solo una mia impressione o c’è qualcosa di vero?

Non lo so, potrebbe essere in parte vero. Abbiamo parlato per quasi cinque anni di creare un nuovo concept album, ma la cosa non si è concretizzata fino al momento giusto. Con Illumination Theory e con Breaking The Fourth Wall probabilmente stavamo già iniziando a costruire qualcosa in quel senso, anche se il concept di The Astonishing non era ancora stato proposto. Quando stavamo scrivendo “Dream Theater”, semplicemente volevamo semplicemente incidere un brano epico. Probabilmente questo ci ha comunque messo nella condizione poi di proseguire con questo approccio e sviluppare quello che sarebbe poi diventato “The Astonishing”. Quando eravamo in tour per promuovere il precedente disco, capimmo che era arrivato il momento giusto.

Una delle cose che ho amato maggiormente dell’album è il tema che esplode in “Brother, Can You Hear Me?”. Ho sentito qualche influenza proveniente dalla musica gospel e in generale dalla musica cristiana. C’è qualche possibile connessione?

Penso che sia fondamentalmente frutto della presenza dell’orchestra e del coro lungo l’intero album. Questi due elementi sono stati fondamentali e hanno dato una precisa forma ai brani. Abbiamo lavorato con David Campbell: è stato fenomenale nel fondere i vari elementi nell’album, integrandoli gli uni con gli altri. Questo ha influenzato tantissimo il risultato finale e il sound dell’album. E’ la combinazione perfetta: progressive rock e musica classica.

Passiamo al tour. Da febbraio porterete The Astonishing nei teatri europei e sarete qui a Milano in marzo. Cosa possiamo aspettarci da questi show?

Le sorprese arriveranno sicuramente dalla produzione e dall’impianto scenico. Stiamo lavorando con un’azienda di Montreal, Canada che si sta occupando di tutti gli elementi visuali della performance. Sono veramente fenomenali. Ci saranno quindi tantissimi elementi visuali a supporto della musica che seguiranno la storia e che in qualche modo ci aiuteranno a narrarla. Avevamo bisogno di qualcuno che ci supportasse veramente. Oltre a questo, c’è tutto un lavoro di luci incredibile frutto del lavoro del nostro tecnico che ci segue da 20 anni. Sarà quindi una forte combinazione di video, luci e ci sarà anche una parte scenografica sul palco. Sarà veramente incredibile per i fan e sarà sicuramente la più grande produzione che abbiamo mai proposto.

Suonerete solo “The Astonishing” o ci sarà spazio anche per qualche brano dal vostro repertorio?

No a questo punto vorrei che fosse ben chiaro ai nostri fan che suoneremo solo “The Astonishing”, dall’inizio alla fine. Abbiamo fatto diversi tour basati sul nostro catalogo. Questa volta deve essere speciale e diverso ma soprattutto unico. Quindi suoneremo solo il nuovo album nella sua interezza.

Ok James, questa era la mia ultima domanda per oggi, grazie ancora e puoi concludere l’intervista con un messaggio ai vostri fan italiani.

Grazie mille per gli ultimi 25 anni. Non vediamo l’ora di tornare in Italia e presentarvi uno show unico di cui siamo veramente fieri e orgogliosi.

Dream Theater Approved Gen Use Credit Jimmy Fontaine - Copia
Photo Credit: Jimmy Fontaine

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login