Dragonforce – “Maximum Overload” – Intervista alla band

I Dragonforce sono tornati più carichi di prima e a dimostrarcelo è la nuova fatica discografica della band, “Maximum Overload“, un album che presenta sì freschezza e nuove caratteristiche, ma che allo stesso tempo ingloba gli elementi che hanno reso famoso il combo britannico. A presentarci in esclusiva questo concentrato di puro epic shred metal sono i due chitarristi del combo inglese, Herman Li e Sam Totman, accompagnati per l’occasione dall’italianissimo batterista Gee Anzalone, nuovo elemento che va a completare una lineup più forte e solida che mai.

Amici di Metallus.it, oggi siamo in compagnia dei Dragonforce. Come state ragazzi?

Sam: Sto piuttosto bene. Ti ringrazio.

Gee: È tutto perfetto.

Siete qui oggi per promuovere il vostro nuovo album, “Maximum Overload”. Ho avuto la possibilità di ascoltarlo e alcune sonorità sembrano piuttosto “epiche”, come voi stessi l’avete definito. Dato che ho avuto la possibilità di ascoltarlo solo recentemente, vi andrebbe di fornirci una piccola anteprima?

Herman: Personalmente credo sia un altro grandioso album targato Dragonforce, ci sono più elementi, più cose. Naturalmente rientra ancora nel nostro stile, anche se abbiamo incluso elementi che i fans non hanno mai sentito prima d’ora, ovviamente ci sono le canzoni veloci, le canzoni melodiche…

Sam: È una sorta di sovraccarico per le vostre orecchie!

Herman: È il sovraccarico massimo!

Sam: A parer mio, la questione principale è che nessuno sarà deluso. Se vi piace la band, vi piacerà di sicuro questo album. Ne sono molto sicuro!

Herman: E se non ci avete mai apprezzato, ci apprezzerete questa volta!

Il titolo dell’album si rifà automaticamente alla copertina; descrivendolo, l’avete definito come “un continuo bombardamento di informazioni alle quali siamo perennemente sottoposti nella nostra vita quotidiana”. Vorresti fornirci qualche altro dettaglio?

Herman: Il titolo descrive la musica stessa: sovraccarico estremo!

Sam: Sì, esattamente!

Herman: Sì, perché arrivati al top verrete spazzati via grazie alle melodie e ai riffs. Ci sono, infatti, moltissimi riffs su questo disco!

Sam: Esatto. Tutto è esagerato, come sempre! C’è anche un drumming extra veloce… Ne saprete di più da Gee!

Gee: Sì, ci sono molti elementi nuovi nel disco che sicuramente i fan avranno modo di ascoltare ed apprezzare, perché sono delle cose che non hanno… non sono mai state sperimentate prima, quindi ci saranno delle novità, sicuramente!

Questo è il secondo album che vede Marc Hudson alla voce. In occasione della pubblicazione del precedente lavoro discografico, ho avuto la possibilità di intervistarlo e lui stesso ha ammesso di aver improvvisato su alcuni brani, in particolar modo in “Holding On”. Ha fatto lo stesso anche questa volta?

Herman: Sì, diciamo che in “The Power Within” ha dovuto registrare le linee vocali tutto il tempo in presenza mia, di Fred o di Sam e cercavamo di aiutarlo, di guidarlo. Questa volta è andata diversamente e noi siamo rimasti veramente sorpresi nel vedere come abbia imparato tutto così velocemente nel periodo trascorso dall’ultimo album al tour, gli abbiamo dato la libertà di registrare tutto autonomamente a casa sua, infatti possiede uno studio di registrazione. Ovviamente il risultato è buono, anche se il produttore ha lavorato a fornire un ottimo sound.

Sam: Sì, è migliorato moltissimo nel corso di questi ultimi due anni. Ovviamente abbiamo avuto modo di aiutarlo, in quanto noi facciamo questo da troppo tempo ormai ma è stato veramente bello vedere questo miglioramento. Puoi chiedergli se è capace di suonare questo e lui, magari, ti risponde che è capace di cantare anche quello e magari te lo propone con note extra, vocalizzi lunghi e roba così. È stato bello!

Questo sarà il primo album che verrà pubblicato per la earMUSIC, tant’è che recentemente avete firmato anche un contratto discografico con questa label. Siete contenti di questa collaborazione?

Herman: A dire il vero i rapporti con la Roadrunner per la pubblicazione dell’album sono intatti per il Regno Unito, Stati Uniti, Canada, Australia e Francia. Il nostro primo contratto discografico risale al 2002 con la Noise Records, dopodiché abbiamo deciso di “instaurare” dei rapporti con la Roadrunner per quel che riguardano alcuni paesi, in modo da poter rilasciare l’album e poter fare un lavoro migliore. Ad ogni modo, “The Power Within” era ai tempi l’ultimo album che dovevamo presentare per concludere il contratto firmato dieci anni fa e ora che siamo liberi da ogni impegno, abbiamo deciso di rilasciare l’album sotto la nostra stessa etichetta e abbiamo dato ad ogni paese la migliore etichetta affinché questa possa pubblicarlo e fare un buon lavoro. In Europa abbiamo la earMUSIC, conoscevamo un po’ di persone che lavorano là; in America abbiamo la Metal Blade Records, in Canada c’è la Universal, in Giappone c’è la RoadRunner ed è la prima volta che usufruiamo della RoadRunner in questo paese e in Australia c’è la 3Wise.

Ho menzionato prima che ho ascoltato l’album tant’è che “No More”, “Three Hammers”, “The Sun is Dead” rientrano  tra le mie preferite ma sono stata incuriosita da “Defenders”, a causa della collaborazione con Matt Heafy dei Trivium, quindi è scontato che io vi chieda del lavoro fatto con lui. Come è avvenuta la collaborazione fra voi?

Sam: A dire la verità Matt compare in tre brani, “The Game”, “Defenders” e “No More”. Conosciamo questo ragazzo dei Trivium da molto tempo, abbiamo fatto un tour insieme nel 2007 e penso che abbiamo pure suonato qua a Milano.
Herman: Sì, abbiamo suonato qui a Milano con questi ragazzi. Ovviamente conoscevamo i ragazzi già da tempo prima del concerto. Abbiamo avuto modo di conoscerli quando abbiamo firmato con la RoadRunner.

Sam: Sì, e nuovamente abbiamo fatto un tour nel 2012, in Nord America. Non ci eravamo incontrati per un lungo periodo. Ad ogni modo, volevamo avere nei brani queste linee vocali grezze e quando abbiamo composto “No More”, avevamo vagliato l’ipotesi di fare noi stessi questo tipo di vocals, urlando e così via, poi però ci siamo indirizzati verso la scelta di prendere un ragazzo di una band conosciuta e che potesse entusiasmarci, che potesse fornire qualcosa che potesse piacere ai fans, dando loro modo di apprezzare. Abbiamo pensato che i Trivium fossero una band figa e che Matt avesse una buona voce per il pezzo, così abbiamo pensato di chiederglielo.

Herman: La cosa primaria era ovviamente la musica, Matt ha una voce tutta sua, una voce che riconosci e nei Trivium usa questa voce potente ed è capace di cantare così tanti stili diversi. Quando ha consegnato il pezzo, ovvero quando l’ha registrato e ce l’ha inviato, mi ha scritto un’email informandomi di aver messo il suo tipico scream che usa nei Trivium e la sua voce armonizzata e ha apprezzato il brano, ha fatto un buon lavoro! Noi siamo contenti! Quando l’ho visto una settimana fa al FortaRock Festival ci siamo visti e mi ha detto di essere contento della canzone. Mi ha ringraziato per il risultato, per il modo in cui siamo riusciti ad incorporare la sua voce al brano. Questo nuovo album è il suo preferito, o così lui stesso ha ammesso!

In “The Power Within”, avete sviluppato il tema dei problemi sociali. Quali sono gli argomenti principali che avete affrontato in questo nuovo album?

Sam: I testi affrontano temi diversi, non appena avrete l’album potrete leggerli. Questa volta ci siamo addentrati più nello specifico e naturalmente non posso svelare l’argomento di ogni singolo brano, rischierei di rovinare la sorpresa, non è così?

Herman: Abbiamo cercato di creare un mix, c’è il tema fantasy che viene affrontato in “Three Hammers” oppure in “Defenders”, ma c’è anche altro, come in “The Game” o “Tomorrow’s Worlds”… Ehm, “Tomorrow’s Kings” dove parliamo di cose che noi tutti affrontiamo nel corso della nostra vita.

Oggi abbiamo qui anche la new entry della band, Gee Anzalone da Torino. Ti andrebbe di presentarti?

Gee: Sì. Sono un batterista diplomato alla NAM di Tullio De Piscopo, nonché insegnante di batteria, ho numerosi studenti, ciao ragazzi! Un saluto a tutti! Che dire? Sono entrato nei Dragonforce come membro permanente, ho trovato una nuova famiglia, tra l’altro sono persone splendide, sono musicisti fantastici! È impossibile trovarsi male con loro, sono veramente un’ottima band e sicuramente avremo modo di lavorare per tutti i tour insieme… Sarà fantastico, ne sono sicuro!

Ti andrebbe di dirci come sei stato scelto?

Gee: Mah, guarda… è stata una roba molto tranquilla, nel senso semplicemente ci siamo conosciuti nel 2011 all’Alcatraz, quando erano venuti qua a suonare ed io ero già amico di Fred in passato, per questioni di vecchie amicizie, festival e niente! Sono stato poi introdotto alla band poi è successo che, appunto, avevano visto un paio dei miei video online su Youtube e allora così, già in quel periodo, erano rimasti contenti del mio drumming… Sai quando, tra persone, dici “Oh sarebbe figo lavorare con lui”… e niente, poi è successa la cosa di Dave, dove c’è stata appunto questa situazione che già tutti quanti sapete, il suo avvicinamento al prog-rock, il suo cambiamento… e niente! Semplicemente mi hanno chiamato ed è stata una entrata immediata!

Trionfale potremmo dire, giusto per rimanere in tema.

Gee: È stata una entrata tranquilla, quindi senza docce fredde o robe del genere. Assolutamente! È accaduto tutto in maniera molto rilassata.

Sam: Spero che abbia detto cose belle su di noi! Potrebbe anche aver detto che siamo una manica di pirla!

Oookay.

Herman: Ooookay, non parliamone.

Se questo è il secondo album con Marc dietro al microfono, possiamo dire che è il primissimo disco che vede la collaborazione di un produttore esterno, Jens Bogren. In passato, eravate abituati a lavorare indipendentemente senza alcun aiuto. In quale modo Jens Bogren ha influenzato il sound della band?

Herman: Penso si tratti di prendere delle decisioni differenti. In passato io e Sam abbiamo sempre dichiarato di non voler alcun produttore esterno ma questa volta abbiamo “infranto le regole” che abbiamo sempre rispettato, ad esempio abbiamo sempre detto di non voler fare canzoni mid-tempo ma 10 anni fa le abbiamo fatte oppure il fatto di non voler fare delle cover e questa volta ne abbiamo realizzata una. È stata una sorta di sfida, cercare di trovare nuove risposte e migliorarci come musicisti e con Jens… che dire. Sapevamo che era un ottimo produttore e lavorare con nuovi produttori porta sempre ad imparare cose nuove e penso che grazie a lui siamo riusciti ad avere un bel risultato. Tu ascolti l’album e dici “Wow”, non è il solito album targato Dragonforce, si sente che c’è una sorta di freschezza nel sound, c’è un sound massiccio, imponente.

Sam: Eravamo inizialmente un po’ preoccupati, perché adoro i nostri precedenti album e non capivo il perché fosse indispensabile fare un cambiamento, dato che tutti suonavano in maniera molto buona e non appena terminato questo disco, abbiamo capito di amare il nuovo sound. Già in passato mi è capitato di vedere come le band avessero cambiato produttore e non ne fossero contente e volessero, quindi, tornare alle vecchie abitudini per vedere il sound di prima, ma personalmente penso che questa sia una buona cosa. Se come me anche voi amate i vecchi dischi vi piacerà anche questo, poiché non abbiamo perso nulla degli elementi tipici dei Dragonforce.

E per quel che riguarda Karl Broom?

Herman: Karl? Che dire, adoro quel ragazzo. Per lui è stato quasi un sollievo, quando gli abbiamo dell’album ha esordito dicendo “Le mie vacanze saranno molto più semplici”, perché avendo lui lavorato a tutti i lavori dei Dragonforce sa cosa questo comporti: ci sono molte parti musicali veramente complesse, ci sono molti elementi a cui lavorare e gli abbiamo augurato di avere una buona estate, in quanto si stava anche occupando di altre cose in quei giorni. Ovviamente siamo ancora in contatto con lui, potrebbe capitare di lavorare nuovamente insieme in futuro…

In questo nuovo album, avete realizzato la cover del celebre brano di Johnny Cash, “Ring Of Fire”. Nel precedente album avete proposto delle versioni acustiche di alcuni pezzi, mentre qui vi cimentate con una cover. Come è nata l’idea di realizzare una cover?

Sam: La ragione principale per la quale non abbiamo mai voluto fare delle cover in questi dieci anni è perché pensavamo non fosse una cosa così tanto originale da proporre al pubblico, tutte le band fanno cover e ti portano ad ascoltarla un paio di volte, poiché considerata interessante e noi non volevamo fare questo tipo di cose per offrirle poi come bonus track o pezzi che appunto si potrebbero ascoltare un paio di volte… e il fatto di non aver mai realizzato una cover ci ha portati a pensare di realizzarne una proprio arrivati a questo punto della nostra carriera. Effettivamente potrebbe risultare interessante per la gente che ci ascolta portandola a pensare che è un brano diverso. Nessuno ci ha mai visti suonare cose diverse, tutti hanno sempre ascoltato i nostri brani, i brani dei Dragonforce, quindi penso che la gente possa essere interessata e noi eravamo interessati nel vedere cosa sarebbe potuto venire fuori nel proporre un brano non tipicamente metal. Questa è la ragione per cui l’abbiamo inserita nell’album, volevamo che fosse qualcosa di piacevole per coloro che non conoscessero la versione originale o anche per coloro che non apprezzano la canzone originale e la gente si godrà il resto dell’album. Vogliamo che la gente si goda la musica dei Dragonforce  e questo comporta anche l’apprezzamento della cover, affinché non si vada a pensare che sia la classica “bonus track”. Questo è più o meno la ragione della scelta, è un po’ come se si guardasse la tv per caso e si finisse ad ascoltare una canzone e apprezzarne in seguito la melodia, immaginandola nella mia testa come potenziale musica dei Dragonforce. È avvenuta per caso.

Siccome ci stiamo avvicinando alla stagione estiva, quindi festival su festival, attualmente avete in programma qualche tour Europeo?

Herman: La stagione dei festival? Uhm, a dire il vero no, al momento stiamo viaggiando in giro per il mondo a rilasciare interviste per promuovere il nuovo album, che dovrebbe uscire ad Agosto, il che coincide con la fine della stagione estiva. Se dovessimo schedulare un tour sarebbe in vista di Settembre, partendo dal Regno Unito per toccare poi il Giappone, dove suoneremo al Loud Park Festival, considerato il più grande festival là e fortunatamente dovremmo anche arrivare in Italia entro l’anno, con la speranza di poter suonare alcuni show in località dove non abbiamo mai suonato. Vorremmo visitare altri posti, oltre ai soliti che già conosciamo come Milano ecc. ogni volta che veniamo in Italia speriamo sempre di suonare altrove, perché sappiamo che i nostri fans si trovano lungo tutto il continente e non tutti sono disposti a guidare per 400-500 km per assistere ad uno show! Fortunatamente avrete modo di sapere le date del tour molto presto in modo da accontentare i fans italiani.

È da un po’ che penso a questa domanda: da sempre avete ammesso di apprezzare l’Italia e il pubblico Italiano e recentemente, mi è venuto in mente che moltissime band, nel corso degli anni, hanno festeggiato qualche loro anniversario proprio nel nostro paese e hanno persino registrato del materiale per comporre un DVD. Potrei citare ad esempio i Dark Tranquillity, i Pearl Jam, gli Alter Bridge che di recente hanno effettuato le registrazioni a Milano e a Roma. Avete mai vagliato la possibilità di registrare qualcosa qua in Italia per celebrare qualche cosa di speciale?

Herman: Non saprei. Una cosa che so per certo è che io e Sam non festeggiamo mai i compleanni, non festeggiamo mai nulla.

Sam: Non festeggiamo niente!

Herman: Noi non crediamo nei festeggiamenti dei compleanni o delle ricorrenze. La gente ci dice a volte che nel giorno X ricorre l’anniversario del nostro album Y e io mi ritrovo a dire che non mi interessa, perché appunto non festeggio nulla. L’ultima volta che ho festeggiato il mio compleanno, ad esempio, avevo probabilmente circa 10 anni.

Sam: Idem! Io, ad esempio, non ho mai festeggiato il compleanno di nessuna delle mie ex ragazze, forse per questo si arrabbiavano! È una cosa stupida, non faccio regali per queste cose!

Herman: E se lo fai, sei costretto a fare regali! Nemmeno io condivido! Voglio dire, per me ogni giorno è uguale a tutti gli altri, io non festeggio nessuna festività, ad esempio!

Sam: Esatto. So che molte persone pensano che con la ricorrenza di qualche anniversario si debba per forza suonare quel preciso album per intero, ma non è una cosa che mi piace. Mi fa sentire vecchio, visto che son trascorsi dieci anni e io non voglio sentirmi così!

Herman: Lasciando da parte la questione “anniversari”, ad ogni modo noi agiamo tramite il nostro metodo, ovviamente noi non abbiamo mai celebrato nemmeno San Valentino, il giorno più stupido mai concepito dagli umani (ridono tutti, ndr). Non lo sappiamo, potremmo includere qualche filmato realizzato in Italia per un ipotetico dvd, blu-ray o qualsiasi cosa vorranno mai pubblicare e a dire il vero abbiamo valutato già da tempo la questione di poter realizzare un dvd, blu-ray, qualsiasi cosa sarà. Ad essere onesti, non abbiamo mai pensato di filmare un solo show, se faremo un tour mondiale sarebbe bello poter fare filmati qui e là, potremmo fare un filmato di un brano eseguito a Milano, un altro a Londra, un altro ancora a Parigi, a Los Angeles e via discorrendo. Sarebbe interessante metterle tutte insieme in modo da avere a portata di mano un vero show Dragonforce.

Sam: Quindi se volete apparire nel dvd, avrete l’occasione di farlo!

Herman: Secondo il mio punto di vista, sarebbe interessante per un fan in Giappone, ad esempio, vedere vari spezzoni girati in tutto il mondo e in veste di Dragonforce, non vogliamo fare le stesse cose che fanno tutti. “Oh, ricorre il nostro anniversario, suoniamo l’intero album”. Secondo me non è affatto interessante, poiché è stato proposto così tante volte. Se questa cosa di realizzare varie clip non dovesse accadere, sarà sicuramente colpa mia!

La band è attiva da 14 anni circa. Molte cose sono cambiate da allora. C’è qualcosa che vorreste ancora fare?

Herman: 14 anni? Sono tanti! Oddio, siamo vecchi! Potremmo festeggiare l’anniversario per i 15 anni.

Sam: No! Io vorrei ancora realizzare album e amare la musica, siamo abbastanza fortunati da guadagnarci da vivere, viaggiare per il mondo, lo apprezziamo molto in quanto non ci saremmo mai aspettati tutto questo prima. Per quel che mi riguarda, son contento così, realizzando dischi, viaggiando e divertendomi.

Herman: Non ci fermiamo a fare le stesse cose, tendiamo ad evolverci e a migliorarci, sperimentando cose nuove. Siamo felici di fare quello che facciamo.

Sam: E tu? Non sei ambizioso nel fare qualcosa?

Gee: No, semplicemente hanno detto tutto loro, quindi semplicemente continuare a viaggiare, continuare a fare quello che abbiamo sempre fatto. Io ovviamente sono entrato da poco, quindi loro hanno più voce in capitolo perché è da 15 anni che effettivamente ci sono!

Diamo il tempo di ingranare!

Gee: Diamo il tempo di ingranare e sicuramente… Esatto! Eh, niente! Sono perfettamente con loro, hanno già detto praticamente tutto.

Herman: I Dragonforce ti daranno la possibilità di mettere in pratica le tue abilità nel drumming.

Gee: Sarà fantastico sicuramente avere a che fare con queste situazioni. Adesso per l’appunto abbiamo subito lo UK tour, che inizierà dal 17 Settembre fino all’11 Ottobre, dopodiché voleremo in Giappone direttamente per il Loud Park, che tra l’altro sarà fantastico come festival, la lineup è micidiale, è fantastica! Sicuramente ci saranno tante cose, tante esperienze nuove appunto anche per me e poi tutte le altre date che, appunto, arriveranno dopo il Giappone e che chiaramente a giorni verranno poi confermate, quindi avrete modo anche voi di leggere quali saranno, appunto, le prossime venues, i prossimi concerti dopo il Giappone, che già è stato confermato!

Ok, una cosa molto spacca culo come diciamo noi in Italia!

Gee: No, no vai tranquilla.

Siamo alla fine quindi a voi le parole finali.

Herman: Ci vediamo in Italia!

Sam: O anche “Ci vediamo presto”.

Herman: Date un ascolto al nostro nuovo album, sarà fantastico e sì, ovviamente per quel che riguarda il tour, suoneremo i nuovi brani dal vivo e suoneremo anche canzoni che non suoniamo da 10 anni. Troppo, effettivamente!

Gee: Sicuramente ci saranno tantissime novità per questo nuovo album, ci saranno tante novità che i fan avranno modo di notare. Un saluto a tutti quanti i fan nostri… Un saluto agli studenti, ciao ragazzi! Un saluto a tutti voi di Metallus e…

Sam: Sono d’accordo!

Herman: Ciao!

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