Devil City Angels: “Bad Decisions”- Intervista a Tracii Guns

Dietro il monicker dei Devil City Angels troviamo nomi illustri in ambito hard and heavy come Tracii Guns (L.A. Guns, Gunzo), Rikki Rockett (Poison), Brandon Gibbs (Cheap Thrill) e Rudy Sarzo (Whitesnake, Quiet Riot, Ozzy Osbourne) che ha sostituito il dimissionario Eric Brittingham dei Cinderella. Incuriositi dal loro debutto abbiamo avuto il piacere di intervistare il disponibile e alle volte tagliente leader massimo Tracii Guns.

Cominciamo questa intervista con una breve storia dei Devil City Angels. Come si è formata la band?

Ci siamo incontrati per suonare al concerto tributo in onore di Jon Entwistle & Keith Moon e si è deciso proprio in quel momento di formare la band, subito dopo aver finito lo show. Abbiamo discusso un po’ e ci siamo detti: “Hey questo è stato divertente, perchè non facciamo qualche cosa?”  L’idea iniziale era un gruppo chiamato Guns And Rockets ed è stato divertente e uno scherzo. Brandon era già in una band con Eric Brittingham dei Cinderella, così aveva senso metterci assieme e vedere cosa sarebbe successo e la prima volta che ci siamo trovati Brandon aveva quella canzone “All My People” che aveva registrato sette anni prima e quando l’ho sentita gli ho chiesto se potevo rielaborarla ed è stata la prima cosa che abbiamo fatto. Siamo andati nel mio studio che è una specie di Disneyland, un posto in stile hippie e abbiamo registrato il brano in un giorno e alla fine della giornata eravamo tutti a bordo e da allora è una vita di guai.

Il vostro primo disco uscirà in settembre (l’intervista è stata realizzata ai primi di agosto, nda) come descriveresti la musica presente nell’album?

L’idea per la musica era di trarre spunto proprio da alcuni dei nostri rock album preferiti della metà degli anni settanta come Cheap Trick, Billy Squier, Aerosmith, Led Zeppelin, più o meno le grandi star e siamo rimasti in quel parametro. Inoltre abbiamo dato molta attenzione all’aspetto della produzione stile anni settanta a cui sono molto interessato; tutti erano d’accordo su questa impostazione. Il processo di song writing è stato veramente veloce. Tutti i ragazzi hanno avuto un sacco di input e lo hanno reso semplice. Siamo andati in tour per circa due mesi e quando siamo ritornati abbiamo composto e registrato gli ultimi cinque pezzi, così si può dire che è stato realizzato in due mesi, cinque pezzi al mese e il nostro manager Larry Mazer si è unito a noi quando eravamo in tour. Ha creduto davvero nella band ed era sua opinione che noi dovessimo essere molto di più che un piccolo gruppo che fa casino in giro, ci ha procurato anche un contratto discografico e ci apprezza moltissimo.

Ascoltando l’album c’è del rock ma c’è anche una sorta di atmosfera pop e un’influenza marcata del blues degli anni settanta specialmente nel video “Boneyard” e nel brano “No Angels”. Cosa puoi dirci riguardo questi due pezzi e il mix di questi diversi tipi di musica?

Sai, con me come principale soggetto musicale della band ho dovuto guardare a quello che aveva più senso. Se mi presento e dico: “Hey ragazzi dobbiamo essere più metal o dobbiamo avere un sound più soft, o dobbiamo essere più questo o più quello”, non sarebbe naturale per gli altri ragazzi. Rikki suona nei Poison da trent’anni. Loro sono un gruppo pop rock e questo è ciò che è naturale per lui, lui è proprio in grado di fare questo in modo specifico. Io e Rikki abbiamo avuto molte discussioni riguardo Bun E. Carlos e Charlie Watts, questo tipo di batteristi e il modo in cui avremmo potuto prendere quelle influenze e mixarle con un approccio più alla Joe Perry, Angus Young, Billy Squier, il tutto mantenendolo pop alla Cheap Trick. Così una volta stabilite le linee guida tutto è diventato più semplice e quando hai un brano come “Boneyard”, un pezzo alla Stones con un suono di chitarra alla Angus Young  è molto ovvio per me perchè so esattamente cosa stavo pensando quando l’ho registrato. Queste sono il genere di cose che ho sperimentato con la registrazione negli ultimi cinque anni. La chitarra suona in modo migliore quando non è così sporca, questa è una delle percezioni di questo disco e anche che ha un grande gigantesco suono pulito ed è quello che mi piace: John Mellencamp, Tom Petty e cose del genere. Quindi forse stiamo cercando di incorporare un po’ di questo con un taglio più duro ed è quello che abbiamo realizzato.

Ci sono stati un po’ di cambiamenti nella line-up Eric Brittingham ha lasciato la band e adesso avete al suo posto Rudy Sarzo. Cosa è successo esattamente?

Beh sai il problema di far parte di un gruppo, di un vero gruppo di questi tempi è il ricominciare da zero. Tutti sono adulti, tutti hanno reali responsabilità e famiglie, ex mogli. Accadono milioni di cose quando invecchi ed è difficile stare lontano da casa per lunghi periodi. E’ difficile impegnarsi per certe cose e sopratutto i Devil City Angels erano fondamentalmente io e Rikki e io ho finanziato tutto il progetto e non abbiamo davvero guadagnato nulla, quindi questa può essere una delle ragioni. Non si può mai essere sorpresi di questi tempi da quello che la gente ha bisogno di fare per sopravvivere e continuare ad essere un adulto. Voglio dire è davvero difficile dire: “Hey amico, fanculo, farò parte di una band, andrò a dormire sul divano di qualche conoscente e starò bene”. Non funziona quando sei un ultra quarantenne o hai poco più di cinquanta anni. Io e Rudy abbiamo un’altra band insieme i Gunzo. Saremo in Italia a settembre con i Gunzo. Quindi avevamo già questo altro gruppo e allo stesso tempo avevamo bisogno di sostituire Eric e ho detto che con Rudy nella band potevamo stare insieme per tutto il tempo, quindi o si tratti dei Devil City Angels o dei Gunzo il programma di marcia non sarà mai in conflitto, così funziona alla grande.

Hai citato i Gunzo ed era una delle mie domande successive. E’ un qualche cosa che fai solo per divertimento o diventerà una band in studio come è accaduto per i Devil City Angels?

Si i Gunzo sono una band seria è la band in cui mi sto dedicando sei ore al giorno a fare pratica con la chitarra, a scrivere musica proprio in questo momento. E’ una cosa completamente diversa, un livello completamente diverso con l’auto celebrazione e lo shredding ed è la prossima cosa che bolle in pentola.

Per il primo disco avete collaborato con Pledge Music per l’uscita dell’album, ma poi qualche cosa non ha funzionato, ci puoi dire cosa è realmente accaduto?

Ah si giusto, eravamo con la Titan, l’etichetta iniziale con Derek Shulman e gli altri partner sono stati un po’ vaghi. Abbiamo chiesto molti soldi perchè al punto in cui eravamo non credevamo avessimo bisogno di quello. Eravamo felici di registrare un grande pezzo, farlo uscire su internet e far crescere la fan base sulla base di una canzone ogni tre mesi e vedere cosa sarebbe successo. Derek Shulman è un ragazzo straordinario come agente e presidente della etichetta. Quando ascoltò il primo brano “All My People” contattò Eric e voleva metterci sotto contratto, farci fare un disco, affermando che fossimo una grande band. C’erano tutte le buone intenzioni ma i suoi soci continuavano a prenderci in giro e a raccontare un sacco di bugie e fondamentalmente non si sono fatti vedere con i soldi e ci hanno rimborsato solo il giorno prima di Natale. Io li ho salutati e poi è subentrato il nostro manager Larry Mazer che ci ha portati alla Century Media così abbiamo finito il disco e il video un paio di mesi fa e ora siamo pronti, uscirà presto.

Parlando in generale di musica, di hard rock e dell’intera scena di Los Angeles, proprio oggi ho visto l’ultimo concerto in assoluto all’House Of Blues sul Sunset con gli Steel Panther. Tutti i locali stanno chiudendo e qual è la tua opinione oggi sul Sunset Strip e credi ci sia un futuro per quel posto?

Non so amico, credo che la gente fa un grande casino per niente, capisci cosa intendo? Perchè molti più gruppi sono usciti dal Troubadour rispetto al The Whisky e il Roxy e non si trova sul Sunset Strip, ma la chiamano la scena del Sunset Strip e mi ricordo che per un paio d’anni, forse un anno trovavi tutte queste persone in giro che distribuivano volantini e cose di questo tipo. Ero lì ogni giorno e non era così eccitante. Trovavi gruppi di uomini brutti tutti truccati, ma alcune band erano davvero forti e non sono riuscite ad emergere. La cosa emozionante è sicuramente quella di frequentare il Rainbow e incontrare ragazze davvero belle. E’ come qualsiasi scena, intendo dire se guardi questa cinque anni da oggi e si osserva la scena della musica dance elettronica, troverai milioni di persone in più nella scena dance elettronica che scopano, si drogano ma nessuno scriverà nulla al riguardo perchè non ci saranno personaggi o eroi del genere. Questa è la cosa più grande riguardo il genere musicale degli anni ottanta. Ci sono questi idoli super eroi musicali che provengono da lì e vengono associati al Sunset Strip. Ad esempio gli Skid Row sono grandi come quei gruppi, ma sicuramente non provenivano dal Sunset Strip, capisci cosa intendo dire? Così l’House Of Blues sta chiudendo sul Sunset? Non me ne frega un cazzo. Non fa alcuna differenza nella mia vita.

Parlando dell’altro tuo progetto, hai realizzato due album come League Of Gentlemen, cosa ci puoi dire di questa band è ancora attiva e stai lavorando a qualcosa al momento?

Si il materiale dei The League Of Gentlemen rappresenta me stesso che imparo come creare un album da zero, nel registrare, sperimentare senza avere orari da rispettare in studio, senza ingegneri che ti fissano e dicono che per trecento dollari all’ora devo fare tutto bene e alla svelta e per questo motivo non ho mai realizzato un album di cui mi piacesse davvero il sound. Intendo dire ad eccezione di due grandi dischi che ho fatto come “Hollywood Vampires” e “Waking The Dead” che hanno un grande suono e il primo album dei Brides Of Destruction, mi piacciono gli altri trenta dischi che ho realizzato prima del 2004, ma solo tre sono validi sotto quell’aspetto. Così ho iniziato a domandarmi perchè non mi piacesse il sound di queste registrazioni e il motivo è perchè le persone avevano fretta e non gli importava un cavolo della cosa, invece all’opposto con i dischi dei The League Of Gentlemen mi sono preso tutto il tempo necessario per realizzarli, per imparare come registrare e per fare le cose con cura. Così per me è stata una grande esperienza di apprendimento, sono in realtà dischi che ho composto e che ascolto almeno una volta alla settimana e uno dei due è un disco con materiale originale e l’altro è un album di cover, il tema sono gli anni che vanno dal 1967 al 1975. Quelle registrazioni sono specificatamente dedicate a quel periodo della musica. Così quando ascolti quei dischi che hanno un sound vecchio, quello è stato proprio quello che volevo e grazie a quegli album sono stato capace di registrare roba come i Devil City Angels ed è fantastico. Non suona come una schifezza, ma come grandissima musica. Sai i primi dischi degli L.A. Guns avevano delle grandi canzoni, ma le registrazioni sono schifose, dico davvero, sono terribili.

Vi ho visti suonare all’Observatory a Sant Ana quest’ anno per il Randy Rhoads Tribute show. E’ stato molto bello cosa puoi dirci di quell’esperienza?

Ogni occasione di rendere omaggio a Randy Rhoads mi fa davvero felice. Randy a mio avviso è l’apice come chitarrista degli anni settanta in ambito heavy metal/hard rock. Di forti come lui poi c’è stato solo Dimebag. Dimebag è stato davvero in grado di perfezionare il suono e creare qualche cosa di nuovo, tanto quanto Randy ha preso una collezione di tutto che va da Robert Johnson attraverso Eddie Van Halen e l’ha massimizzata e questa è la mia epoca. Questo è il “re della collina”, per me non potrà mai andare meglio di Randy Rhoads, così quando ho l’opportunità di fare cose di questo tipo, specialmente nei Gunzo dove facciamo pezzi di Ozzy e il materiale di Randy Rhoads, è come restituire prendendo da loro una enorme influenza ed ovviamente è molto emozionante da suonare. Suono quella roba da quando ero adolescente e amo guardare la folla quando mi cimento con il materiale di Randy Rhoads. E’ un grande legame che si instaura tra noi quello di dare qualche cosa a cinque, sei mila persone ed eseguirlo in modo corretto e l’immediata connessione con il pubblico che ama come te Randy Rhoads è eccitante, una delle cose più emozionanti da fare a questo punto della mia vita.

Avete progetti di andare in tour in Europa e in Italia con i Devil City Angels?

No non abbiamo al momento programmi di andare in tour.

Ok. Sono un grande fan degli L.A. Guns così ti devo fare una domanda. Prima di tutto qual è la tua relazione al giorno d’oggi con Phil Lewis e pensi che potremmo vedervi suonare assieme sotto lo stesso nome in futuro?

Io e Phil abbiamo in progetto di fare delle cose, non saranno sotto il nome L.A. Guns. Gli L.A. Guns sono il mio passato adesso, non ho nessuna intenzione di usare quel nome, ma io e Phil abbiamo un legame molto forte al momento. Si ci vedrai fare dei concerti assieme.

Ottimo non vediamo l’ora di vedervi ragazzi. Un’ultima domanda che chiedo a tutti i musicisti, artisti che ho l’opportunità di intervistare. Qual è la tua opinione sul business dello streaming, dei servizi di streaming come Spotify e cose di questo tipo?

Beh credo che per i nuovi artisti sia terribile perchè non hanno i benefici che abbiamo avuto noi di vendere copie fisiche della loro musica ed essere pagati per questo e di avere qualche cosa di concreto. Quindi nel caso avessero una grande hit e venisse solo rilasciata via streaming avrebbero una perdita finanziaria enorme. Intendo dire è incredibile quanti soldi queste persone non stanno facendo ma che davvero meritano di guadagnare. Ma sai cosa? Il tempo va avanti e in un sacco di modi e, odio dirlo, ma la musica è diventata piuttosto arcaica, è un qualche cosa che le persone danno per scontato. Non vogliono davvero pagare per averla mentre dovrebbero quando è gratis. La gente non vuole spendere per i biglietti dei concerti non vuole pagare per nessuna cosa, quindi se non gliela dai gratuitamente loro non la ascolteranno mai perchè adesso non hanno abbastanza interesse. D’altra parte se dicessi loro che non potranno più ascoltare musica finchè non la pagheranno quella si sarebbe una storia diversa, ma finchè le industrie danno gratis la musica, questa è la situazione in cui ci troviamo.

Ok Tracii questa era l’ultima domanda, grazie di nuovo e se hai un messaggio per i tuoi fan italiani puoi concludere l’intervista.

Va bene Italia, stiamo arrivando, a settembre i Gunzo. E anche l’album dei Devil City Angels sempre a settembre. Ciao!

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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