Delain: “Moonbathers” – Intervista a Martijn Westerholt

Gli olandesi Delain sono pronti a tornare sul mercato con il successore di “The Human Contradiction” [questa la nostra recensione] del 2014 intitolato “Moonbathers”. La nuova opera uscirà il prossimo 26 agosto tramite Napalm Records e tante sono le novità proposte dalla band: dalla presenza di Alissa White-Gluz degli Arch Enemy come special guest in “Hands Of Gold”, alla cover di un brano dei Queen, “Scandal” e, soprattutto, le iniziative dei Delain volte a celebrare il decimo anniversario dall’uscita del primo disco, “Lucidity”. Questo e altro nell’intervista al tastierista e fondatore del gruppo, Martijn Westerholt, persona affabile e disponibile. A lui la parola.

Ciao Martijin e grazie per essere qui con noi su Metallus.it

Ciao a tutti e grazie a voi per quest’intervista.

Allora, iniziamo subito. Tra pochi giorni uscirà il vostro quinto album in studio, “Moonbathers”. Cosa devono aspettarsi i fan da questo nuovo album dei Dealin?

Abbiamo sicuramente delle canzoni che sono più heavy rispetto al passato. Accanto a questo paio di brani decisamente più forti ce ne sono altri molto melodici e leggeri. Quindi credo che alla fine ci siano molte differenze tra le singole canzoni rispetto ai dischi precedenti. E questo mi piace tanto.

Il disco è davvero bello e il contrasto cui fai riferimento è evidente in canzone dirette come “Suckerpunch” o “Fire With Fire” e quelle più melodiche come “Turn The Light Out”. È questa la vostra nuova dimensione o è l’ennesima fase transitoria del vostro sound?

Beh, non ho mai guardato al futuro e questo è ciò che è venuto fuori adesso. Amo tanto questo approccio più diretto dei brani e allo stesso tempo l’intensità che mettiamo nel suonarli. È qualcosa che cerchiamo sempre di migliorare ogni volta.

L’impressione che si avverte ascoltando queste nuove tracce è che ci sia una marcata influenza del sound dell’Hard Rock anni ’80. È una mia impressione o confermi questa presenza nel nuovo album?

È assolutamente vero. Amo quella musica e quel periodo, puoi ascoltare quelle influenze in una canzone come “Fire With Fire” o anche in “Danse Macabre”. Ovviamente anche “Scandal” risente di quel sound. Abbiamo provato a rifare queste canzoni con il nostro modo di suonare e non copiare quello che facevano i Queen, a esempio. Sarà poi il pubblico a decretare il successo o meno di questa versione, di quello che abbiamo registrato, del nostro risultato.

Visto questa nuova direzione nel vostro sound è cambiato qualcosa in fase di composizione? Com’è nato Moonbathers?

Come sempre io mi occupo delle parti musicali insieme a Charlotte [Wessels, cantante dei Dealin, N.d.R.] e Guus [Eikens, ex-chitarrista e compositore della band, N.d.R.] che non fa più parte della band ma è una parte importante del songwriting team dei Delain. Noi scriviamo sempre tutto insieme e questa volta abbiamo accettato volentieri anche il contributo degli altri membri del gruppo. È sempre una componente importante avere punti di vista differenti in fase di composizione. Questo è ciò che è successo per la realizzazione di “Moonbathers”. Un’altra cosa diversa rispetto al passato è stato il registrare le singole parti dei brani volta per volta. Comporre un pezzo, registrarlo, mixarlo e utilizzare questo metodo un paio di brani alla volta per poi tornare a comporre e registrarne altri. Mi piace perché permette di catturare il giusto sound del brano e mixarlo. È un tipo di approccio diverso che però mi è piaciuto e che credo utilizzeremo anche la prossima volta.

In qualità di compositore, ti risulta più facile scrivere solo a casa, nel tuo studio, o riesci a farlo anche durante i vostri tour?

Non scrivo mai quando sono in tour perché ho bisogno di un certo tipo di tranquillità, uno stato mentale per scrivere che non riesco a ricreare quando siamo in giro. Ho provato a farlo un paio di volte ma quando, poi, siamo tornati a casa ho notato che durante un tour mi devo focalizzare solo su quello e quindi ho dovuto riscrivere quanto fatto in precedenza. Personalmente sono due aspetti, l’essere in tour e comporre, che non possono essere affrontati contemporaneamente.

Sotto l’aspetto dei testi, c’è un tema comune che lega le singole tracce oppure trattano tutti argomenti o storie differenti?

È Charlotte a occuparsi dei testi, è lei l’autrice dei singoli brani. Ogni volta c’è un tipo di connessione differente, a volta è più forte di altre ma non lo possiamo considerare un vero e proprio concept album. Generalmente quando lei è ispirata scrive i testi. Se, per esempio, si sente giù o sta attraversando un periodo difficile, lei cerca di trasmettere queste emozioni su carta. Ma Charlotte non è una persona negativa, per lei c’è sempre una luce, una speranza e lo lascia trasparire in tutto quello che scrive. E questa luce la possiamo ritrovare anche in “Monnbathers”. La luna è una luce argentea nell’oscurità della notte e questo si riflette molto nei testi.

Cosa si nasconde, dunque, dietro un album così ricco di sfaccettature come Moonbathers.

Come ti dicevo prima, è un album che musicalmente è molto oscuro, dark, pesante ma c’è una luce, dei sentimenti positivi che guardano dritti alla luna, si collegano alla luna. Credo sia uno splendido titolo per quest’album.

Non possiamo non parlare della presenza nella tracklist della cover di un brano dei Queen, “Scandal”, versione che mi ha colpito ed è piaciuta tanto. Come nasce una cover così impegnativa come questa?  

Beh, innanzitutto grazie. Sono un grande fan dei Queen e ho sempre amato questa canzone e credo che il mood del brano sia compatibile con quello dei Delain. Ho sempre pensato che fare una canzone dei Queen fosse un suicidio e preferivo non toccare quei brani, sarebbe stato troppo pericoloso. Anche perché credo che Freddie Mercury [cantante dei Queen, N.d.R.] non sia di questo mondo, è qualcosa di eccezionale. Al di là di tutto credo che “Scandal” non sia uno dei brani più famosi dei Queen ma molte persone la conoscono. E credevo pure che le tematiche trattate siano molto vicine a quello che stavamo realizzando con i Delain e in questo caso particolare abbiamo deciso tutti insieme di provare a rifare questo brano. Abbiamo contattato il management dei Queen e dopo aver avuto il loro permesso abbiamo registrato il pezzo. Avremo dovuto inviarlo loro per farlo esaminare anche perché a volte non sono soddisfatti del risultato finale, considera che è gente che investe soldi. Questa volta, invece, non è andata così. Siamo stati, infatti, contattati direttamente da Brian May [chitarrista dei Queen, N.d.R.] che ci ha confessato di piacergli e ci ha dato il via libera per la cover senza nemmeno averla sentita. È stato un onore, qualcosa di fantastico.

Un importante riconoscimento che arrivare nell’anno in cui celebrate il vostro decimo anniversario di attività. Ecco, a che punto siete della vostra carriera, e cosa rappresenta per voi questo nuovo album?

Ogni album rappresenta qualcosa di diverso e allo stesso tempo uno sviluppo sotto l’aspetto musicale. Ogni cosa fatta in questi dieci anni ci ha condotto qui, a fare quello che suoniamo oggi. Siamo un gruppo di persone che ha lavorato duro e credo che il nostro primo disco, “Lucidity”, sia qualcosa di cui andare ancora fieri oggi, è una parte di me. Nel frattempo siamo cresciuti, ci siamo evoluti e oggi c’è “Moonbathers” e siamo molto orgogliosi di questo risultato. Lo amiamo.

Per celebrare questo importante anniversario registrerete un live album a dicembre con un concerto speciale ad Amsterdam. Sarà questa la vostra unica sorpresa per i fan o ci sarà anche qualche altra cosa?

Beh, ci sarà sicuramente qualche altra sorpresa. Almeno un paio di cose con il quale celebrare quest’evento che vuole essere un modo per ringraziare i fan per questi dieci anni che siamo qui. Registreremo un DVD da questo concerto in diverse versioni e incentiveremo i nostri fan a partecipare. Inoltre riproporremo anche il nostro primo album, “Lucidity”, rimasterizzato e aggiungeremo altre canzoni dal vivo, un medley. Insomma ci saranno tante cose davvero interessanti per i nostri fan che cercheranno di omaggiare i dieci anni dall’uscita di quel disco.

Una curiosità personale. Il vostro monicker, Delain, trae ispirazione da un libro di Stephen King, “Gli Occhi Del Drago”. E questa l’unica influenza di King o credi che proverete mai ad adattare qualche opera dello scrittore americano nei vostri prossimi dischi?

Sì, Delain è il nome del regno fantastico in cui è ambientato il libro “Gli Occhi Del Drago” di Stephen King. Devo confessarti che non ho letto molti libri di King ma ho sempre amato l’atmosfera delle sue storie, atmosfera che ho ritrovato, poi, anche nei film che sono ispirati ai suoi libri. Diciamo che l’influenza di King si ferma al nome della band ma credo sia una cosa davvero simpatica provare a portare King nella nostra musica. Potrebbe essere un ottimo spunto per il futuro.

Siete impegnati in tour in queste periodo estivo. Avete già suonato qualche brano nuovo? Qual è stata la reazione a caldo del pubblico?

Adesso siamo impegnati nella stagione dei festival. Credo sia la nostra stagione dei festival più intensa di tutta la carriera. Suoneremo prossimamente in Slovenia, Spagna, Finlandia, Inghilterra e Germania. Il nostro tour europeo come headliner per promuovere l’album inizierà a ottobre. Abbiamo avuto modo di suonare qualche brano nuovo, come “The Glory and the Scum”. Le prime impressioni sono state ottime, la band ama questo brano come gli altri. In generale sono molto curioso di sapere come la gente reagirà a “Moonbathers”.

Martijn, n attesa di conoscere le date del vostro tour e quando avremo il piacere di vedervi su un palco italiano, vuole lasciare un messaggio ai nostri lettori di Metallus.it?

Assolutamente sì. Non posso ringraziare tutti i fan dei Delain, che ascoltano la nostra musica, che viene ai nostri concerti, perché grazie al loro supporto noi siamo qui a suonare, a fare il nostro lavoro. Grazie, davvero grazie. Abbiamo dei fan molto affezionati e in Italia ci sono quelli più entusiasti e sono davvero contento. Spero di fare tanti altri album per i nostri fan e che possano ancora piacervi. Grazie ancora, a presto.  

Delain Official 2016 03

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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