Vomitory: Death Metal Euphoria – Intervista

“Carnage Euphoria” è stata una vera mazzata nel panorama death, I Vomitory ci sono ancora dopo un album transitorio come “Terrorize, Brutalize, Sodomize”. Ce ne parla Erik Rundqvist, bassista e growler della band, senza a dire la verità darci grandi rivelazioni in merito all’album. In ogni caso buona lettura!

Ciao Erik, prima di tutto puoi presentarci “Carnage Euphoria”?

Ciao Tommaso! Carnage Euphoria è il nostro settimo studio album, registrato poco fuori da Karlstad in Svezia, la nostra città natale. Abbiamo registrato l’album nel gennaio 2009 in un paio di settimane presso i Leon Music Studio con Richard Lofgren come produttore, lo stesso di “Terrorize Brutalize Sodomize”. La cover art è stata creata da Bjorn della Killustrations, come anche il booklet.

Il vostro precedente lavoro è stato “Terrorize Brutalize Sodomize”, ancora soddisfatti?

Certo che si, quello è stato il primo album con una nuova line up ed un nuovo studio ma tutto è andato così bene che abbiamo deciso di replicare anche per “Carnage Euphoria”, questa volta però con un sound leggermente diverso; siamo contenti di ogni nostro album passato, rappresentano i Vomitory nelle differenti epoche ma com’è normale siamo più affezionati agli album più nuovi, penso sia una reazione abbastanza comune.

Penso che “Carnage Euphoria” sia più tecnico dei vostri lavori precedenti senza però aver alleggerito il vostro sound, cosa ne pensi? Ho scritto che state seguendo un sentiero simile a quello dei Cannibal Corpse: crescendo in tecnica ma mantenendo una brutalità immutata.

Hmmm…, forse non siamo del tutto una band tecnica, non lo siamo mai stati e mai lo saremo, forse suoniamo più tecnici come conseguenza dell’entrata nella band di Peter, è veramente un ottimo chitarrista e da quando c’è lui possiamo suonare qualcosa di più difficile, ma cerchiamo di rimanere sulla nostra pista che è il modo in cui vogliamo suonare. Per noi la brutalità è più importante della tecnica.

Leggo sul vostro website che avete già un tour programmato in settembre a supporto dell’album; 5 concerti sono in Italia, com’è la vostra relazione con l’Italia?

Molto buona, ci piace molto suonare in Italia, c’è un buon supporto per la nostra musica li, sempre bella gente, abbiamo suonato 2 shows a marzo e penso che sarà un buon ritorno quello di settembre, anche perché saremo in compagnia di Malevolent Creation ed un’altra band di supporto.

Ascoltando l’album ho notato un vena leggermente thrash e melodica. E’ stata una scelta o una naturale conseguenza del vostro songwriting?

Quando scriviamo musica non pianifichiamo di fare una canzone pesante o veloce o di qualsiasi altro tipo, viene fuori così naturalmente, forse le parti più thrash vengono ancora una volta da Peter dal momento che lui è cresciuto col thrash, ovviamente tutti noi ascoltiamo Metallica e Slayer, ma lui è più appassionato del movimento della bay area, suona anche in una band dal nome The Law, hanno appena pubblicato un old school thrash album; comunque la maggior parte della musica è scritta dal drummer Tobben, e come ho già detto le canzoni vengono fuori come vengono.

Vomitory può essere considerata una delle prima band della scena death europea. Più nostalgia dei favolosi anni del tape trading o più entusiasmo per il futuro in arrivo?

Tutti e due, era veramente figo andare ai concerti per comprarsi i demo, scambiarseli, oggi è tutto più semplice con MySpace e YouTube, ma penso che entrambi abbiamo il loro perché, il tape trading è morto e quindi possiamo solo guardare in avanti e vedere cosa succederà se internet resterà così o si evolverà ulteriormente.

I due brani che preferisco di “Carnage…” sono “A lessons in Virulence” (un omaggio agli Exodus?) e “Ripe Cadavers”. Qualche curiosità su questi due brani? Penso che il primo sia il più melodico mentre l’altro il più brutale!

Yeah un piccolo tributo agli Exodus, grazie di averlo notato, beh come ho detto prima le canzoni vengono fuori così molto naturalmente, alcune con un tocco più melodico e alcune più brutale, Ripe Cadaver è più collegata alle radici del death metal svedese, a quel sound di molte band molti parecchi anni fa, non a quello di tante band odierne se escludiamo noi e poche altre.

Un’altra cosa che mi ha sorpreso è stata la produzione dell’album, più pulita e più precisa del passato. Avete deciso di lavorare diversamente dal passato?

Sì, per il nostro precedente “Terrorize…” volevamo qualcosa di differente da ciò che avevamo registrato con il nostro precedente produttore Henrik Larsson, un vero sound in your face, e penso che ci siamo riusciti su quell’album, dove abbiamo abbiamo usato un immagino per la copertina al posto di un dipinto come nel passato; ma oggi ogni album è prodotto con un sound in your face e dal momento che questo album è uscito con un sound più pesante di prima, abbiamo deciso di optare per un sound più definito e pulito, così tutto è più facile da ascoltare, non si sovrappone; Richard, il produttore ha fatto un gran lavoro e noi siamo veramente soddisfatti.

I Vomitory sono stati spesso collegati all’horror, al gore e altro. Siete stati ispirati anche dall’horror italiano?

Non guardo attualmente film horror come facevo quando ero più giovane, ma penso di aver visto gran parte dei film di Dario Argento, li collezionavo una volta, li scambiavo con Richard drummer dei Deranged, lui ha una collezione enorme di film horror. Oggi i mie gusti si sono spostati più sull’azione e il thriller, mi sono un po’ annoiato degli horror e la maggior parte dei film nuovi di quel genere fanno veramente schifo.

Bene è tutto. Grazie per la tua disponibilità e ci vediamo “on the road”. Puoi mandare un messaggio ai vostri deathster fans italiani!

Grazie a te, speriamo di vederci in Italia o a qualche festival in estate, vi auguro una buona estate e ascoltate sempre del buon Death Metal!

tommaso.dainese

view all posts

Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login