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De la Tierra: II – Intervista ad Andreas Kisser

Tornati da poco in scena sul mercato discografico con II” (la recensione), i De La Tierra stanno dimostrando come l’etichetta di supergruppo inizi ad andare stretta, per un nome che sta acquistando gradualmente un’identità ben definita. Andreas Kisser ne è molto fiero, come traspare dalle sue parole.

Ciao Andreas, partiamo parlando della band: è la prima volta che abbiamo la possibilità di parlare con te dei De La Tierra. Com’è nata la band? Tu sei sicuramente il personaggio più noto al pubblico metal, cosa puoi dirci degli altri componenti?

Allora, il progetto De La Tierra iniziò nel 2012, fu un’idea di Andrés Giménez e Alex González. Ci è voluto un po’ di tempo, all’inizio non c’era l’idea di fare un gruppo così, poi in seguito è nata l’idea di creare una band più seria, con la ricerca di musicisti per fare cose originali. Abbiamo chiamato il Señor Flavio per suonare il basso, per completare il gruppo. Quello che mi è piaciuto di più è stata l’idea di fare metal in spagnolo e portoghese, una cosa molto diversa anche dai Sepultura che, nonostante sia un gruppo brasiliano ha sempre cantato in inglese. Sono molto contento dell’opportunità, abbiamo fatto grandi concerti con i Metallica, grandi festival, sono molto felice di tutto ciò che sta succedendo con i De La Tierra.

Da quello che si può notare, i De La Tierra sono una band con solide radici nella cultura latino-americana, caratteristica che forse con i Sepultura è andata diminuendo. Cosa puoi dirmi a riguardo?

Abbiamo già i nostri gruppi con i Sepultura, i Manà, ecc. Come ho già detto, la cosa che più mi è piaciuta fu il fatto del metal latino, chiaro che abbiamo molti gruppi latini che fanno musica pesante, ma credo che questo sia un gruppo diverso, con una proposta distinta, non c’è la volontà di fare concerti solo per i latini in tutto il mondo, ma c’è la possibilità di suonare in paesi come la Germania, Olanda, Giappone, paesi che sono lontani dai paesi latini. Stiamo lavorando per questo, per fare un metal latino più di qualità e magari per fare qualcosa di nuovo per tutta la scena metal

Pensi che questa impostazione prettamente latina della band possa essere efficace anche all’estero, soprattutto in Paesi lontani dalla cultura latina come Germania, USA…?

Sì, era questa l’intenzione, un gruppo che per esempio ci ha ispirato molto a fare questo sono i Rammstein, che sono un fenomeno internazionale, che fanno la loro musica cantando in tedesco, che non hanno dovuto cambiare la loro lingua nativa per fare un successo internazionale. I Sepultura fanno la loro musica in inglese e quella era l’intenzione, fare musica inglese per superare le frontiere e suonare al di fuori del Brasile. Però credo che i Rammstein siano un grande esempio di mantenimento della propria cultura, del loro modo di esprimersi, del mantenimento della propria lingua. Con i De La Tierra c’è la possibilità e la volontà di tentare di fare lo stesso, di smettere di suonare solo nel mondo latino e presentarsi a suonare in altri paesi che non necessariamente devono essere latini.

Da pochi giorni è uscito il secondo album della band semplicemente intitolato “II” per Sony Music. Come ce lo potresti descrivere?

È difficile dirlo così, perché ci sono le caratteristiche dei vari compositori, come Andrés Giménez, che è un grande compositore, che scrive molto per gli A.N.I.M.A.L., anch’io poi sono un compositore molto attivo nei Sepultura. Credo che il mix dei due stili sia alla base della musica dei De La Tierra, e credo che Alex e Flavio siano i due compositori più diversi, perché non necessariamente vengono dal mondo metal. Questo è quello che rende interessante la musica dei De La Tierra, il mix di due metallari, che siamo io e Andres, con le idee di Alex e di Flavio, che hanno un modo diverso di fare musica, di fare metal, e come idee e ritmo sono molto diversi. Il modo in cui Flavio suona il suo basso è molto diverso da tutto, è un musicista straordinario. Credo che stiamo facendo una cosa nuova, abbiamo molte influenze da molti stili musicali e questa è la cosa buona, siamo completamente liberi di essere quello che vogliamo essere. Già dall’inizio, dalla scelta del nome per il gruppo: il suggerimento di De La Tierra è stato mio, pensavo fosse un nome che ci permetteva più libertà, non era necessariamente l’avere un nome legato al metal, come “Cadavera”, “Apocalypse” o cose del genere. Credo che De La Tierra abbia questa qualità della libertà, di fare quello che vogliamo. Chiaro che l’intenzione era il metal, però abbiamo la possibilità di mescolare molti stili diversi di musica con la musica pesante.

Mi è piaciuto molto l’artwork, rosso con quello che sembra un disegno tribale. Che significato ha? (Kisser inizia però a parlare del produttore Ross Robinson)

È un produttore eccezionale, molto organico, molto spirituale. È molto ferrato su tutto quanto riguarda le tecniche, lo studio, il computer, ma è un produttore molto spirituale, molto concentrato, preoccupato di ciò che riguarda il sentimento, quello di cui vogliamo parlare. Quello che ha fatto con Andrés come cantante è stato un lavoro incredibile, la chimica che loro due avevano in studio era fantastica. Conosco Ross da molto, abbiamo lavorato assieme con i Sepultura nel ‘95 per “Roots”, che tutt’ora è un album molto forte, che ha influenzato molti, e abbiamo lavorato assieme anche per l’ultimo disco dei Sepultura. È un amico, un produttore fantastico, credo che abbia fatto dei De La Tierra un gruppo molto più caldo, più intenso, tutti sono rimasti incantati riguardo il suo modo di lavorare. Credo sia stata una scelta perfetta per noi e credo si possa sentire il cambio dal primo disco dei De La Tierra. Poi dal tour di tutti i concerti fatti in questi 2-3 anni, e anche con Ross, ci sentiamo più come un gruppo, realmente. Ross ha reso questo più gruppo più vivo. Sono molto contento del lavoro finale, e della risposta del pubblico, molto positiva.

C’è in programma un tour in Europa?

Per ora non abbiamo niente in programma per quella zona, c’è l’idea di fare qualcosa per marzo o aprile…  L’idea è quella di avere l’opportunità di uscire da Spagna e Portogallo e suonare in Francia, Italia, Germania, Olanda, eccetera. Credo che poterlo fare a fine estate, verso luglio, agosto, giù di lì sia una grande opportunità per noi, lavoreremo per fare qualcosa anche lì, festival fuori del mondo latino.

Puoi concludere con un messaggio ai tuoi fan italiani

Grazie per tutti, ciao Italia! Amo l’Italia, abbiamo avuto molte buone esperienze. Sono molto felice di avere un’opportunità lì con i De La Tierra per la prima volta, spero che accada molto presto!

alberto.capettini

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Fan di rock pesante non esattamente di primo pelo, segue la scena sotto mentite spoglie (in realtà è un supereroe del sales department) dal lontano 1987; la quotidianità familiare e l’enogastronomia lo distraggono dalla sua dedizione quasi maniacale alla materia metal (dall’AOR al death). È uno dei “vecchi zii” della redazione ma l’entusiasmo rimane assolutamente immutato.

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