Dark Tranquillity: “Burning Ruins” – Intervista a Mikael Stanne

I Dark Tranquillity sono attualmente al lavoro al nuovo attesissimo album, in uscita a novembre. Abbiamo intercettato Mikael Stanne al telefono per raccogliere qualche anticipazione. Tra poche ore la band inoltre salirà sul palco del Burning Ruins Metal Fest, all’Anfiteatro Romano di Terni. Non mancate!

Ciao Mikael, tutti stanno aspettando il nuovo album dei Dark Tranquillity. Cosa puoi anticiparci riguardo al processo di creazione?

Abbiamo lavorato a questo album per più di un anno. E’ nato da del materiale che Anders (Kivarp) aveva scritto. E’ entrato poi in studio con Martin Brandstrom per sviluppare queste idee e per cercare di capire come avrebbe potuto prendere forma questo album. A quel punto siamo entrati anch’io e Niklas e abbiamo iniziato a lavorarci tutti insieme. A novembre 2015 avevamo deciso di registrare quei brani su cui avevamo lavorato, ma volevamo che ci fosse qualcosa in più. Quindi sia io che Niklas abbiamo iniziato a scrivere altri brani, trovandoci con 12 brani che mostrano un ampio spettro di sonorità ed emozioni. A quel punto eravamo veramente pronti. Quindi ora ci troviamo in studio da un mese più o meno; abbiamo già registrato il basso e la batteria e gran parte delle chitarre. Stiamo ultimando anche le voci e le tastiere, in un paio di settimane sarà tutto concluso. E’ stato un percorso molto lungo, non vediamo l’ora anche perché c’è sempre tantissima pressione. Siamo veramente felici del risultato.

Che direzione musicale avete intrapreso con questo nuovo album? Sarà vicino a quanto proposto con “Construct”?

Onestamente non so a questo punto della nostra carriera quanto possiamo allontanarci dal nostro sound. Se vi è piaciuto Construct, sicuramente potrà piacervi anche questo nuovo album, ma ci saranno molte nuove e differenti sfumature. Alcuni brani sono veramente potenti ed emozionanti, altre sono più accessibili e orecchiabili. E’ difficile dire quale direzione abbiamo preso, sarà qualcosa che ci diranno gli ascoltatori. Ma in generale i brani sono veramente forti.

Quanto dovremo aspettare per ascoltare il nuovo album?

Uscirà qualcosa già a settembre / ottobre come anticipazione, ma poi l’album uscirà a novembre.

Parlando di questo album ma in generale anche del tuo passato, ti trovi più a tuo agio a scrivere a casa o in studio o piuttosto on the road?

Non scrivo mai quando siamo in tour. A volte magari mi annoto qualche idea, qualche bozza, ma per scrivere veramente ho bisogno di essere a mio agio, meglio se da solo, in uno stato di relax in modo che le idee fluiscano in modo migliore. Penso che scrivere in tour sia una di quelle cose che ci siamo sempre imposti di fare, che abbiamo provato a fare ma che non è mai funzionato. Preferiamo concentrarci sulla performance in quei momenti.

Martin Henriksson ha lasciato la band pochi mesi fa, com’è stato perdere un membro fondatore della band e come si assesterà la line up ora?

E’ stato decisamente un brutto colpo perdere Martin, ma d’altro canto nell’ultimo periodo ha iniziato a interessarsi sempre di più a tutto ciò che sta dietro le quinte per quanto riguarda la musica. Lui ama pianificare i tour, i concerti, i viaggi. E’ un tipo organizzatissimo. Ora lui è ancora con noi, ma a livello manageriale e organizza tutta quello che è l’attività della band. E’ fondamentalmente il nostro manager. E’ un po’ strano onestamente. E’ stato difficile trovare qualcuno che lo sostituisse, quindi abbiamo deciso di non prendere un membro permanente della band ma piuttosto affidarci a turnisti. Per questo tour estivo nei festival avremo con noi alla chitarra ritmica Jens Florén. E’ un vecchio amico e un fantastico musicista, sta funzionando tutto alla grande. E’ bello poi avere un amico sul palco e girare il mondo con lui.

Torniamo indietro nel tempo. Il prossimo album “The Mind’s I” compirà 20 anni. Avete in mente qualcosa per celebrare questo anniversario?

Onestamente non pensiamo mai a questo tipo di cose. Non ci diamo troppo peso, magari inseriremo un paio di brani in scaletta ma è qualcosa che al momento non abbiamo in programma. E’ strano perché quando mi capita di assistere a un concerto di una delle mie band preferite e magari viene eseguito per intero un album, mi diverto tantissimo è una figata. Però noi come band non riusciamo a identificarci a quel livello. Ci siamo sempre focalizzati sul nuovo materiale e non ci ha mai attirato moltissimo.

Come ci si sente ad essere tra i padrini di un’intera scena, quella del death metal svedese e del Gothenburg sound?

E’ una cosa a cui non penso quasi mai perché ricordo quando eravamo ragazzini, volevamo solo suonare nient’altro, era una cosa che facevamo per ammazzare il tempo. E’ figo però essere apprezzati ed essere riconosciuti per questo, dopo tutti questi anni e avere sempre un feedback incredibile. Capisco però i ragazzini, quando ci conosco, perché per me è ancora così con i miei idoli, tipo i Kreator, una delle mie band preferite di sempre e miei idoli. Quindi capisco come si sente un fan.

La vostra musica ha influenzato molto anche la scena metalcore, cosa ne pensi?

Penso sia una cosa molto figa e ci rende orgogliosi; esattamente come abbiamo fatto noi all’inizio, abbiamo unito il power, il thrash, l’heavy classico, il pop e abbiamo cercato di dare vita a qualcosa che pareva fosse interessante. Sono sempre attento alle band che prendono spunto dalla scena melodic death metal perché voglio cercare di capire dove porteranno questo tipo di musica e come si evolverà. L’importante è cercare sempre di abbattere le barriere, di evolversi in qualche modo. Quando abbiamo iniziato noi in pochi capivano e apprezzavano quello che stavamo facendo con il primo album: è troppo melodico, non è abbastanza death, ci sono le clean vocals… la gente si incazzava! Incredibile. Per noi era divertente perché era diverso, originale.

Passiamo all’attività live. Durante le prossime date live, suonerete qualcosa anche del nuovo materiale?

No non penso perché in realtà dobbiamo ancora concludere le registrazioni e sarà difficile riuscire già a proporre i nuovi brani dal vivo. Ma lo faremo più avanti senza dubbio. Questa serie di date è un modo anche per staccare dal lavoro in studio, per divertirci e cambiare aria. E’ molto stressante stare in studio tutto il giorno, quindi fa bene uscire.

E poi sabato 9 luglio sarete in Italia al Burning Ruins Metal Festival di Terni. Cosa vi aspettate?

Come sempre l’audience italiana sarà incredibile, è il miglior pubblico del mondo. Non abbiamo mai suonato lì, ma abbiamo visto la venue, un anfiteatro romano veramente incredibile. Non vedo l’ora, poi ci saranno anche i Novembre quindi ancora meglio. Sarà un weekend veramente devastante.

Dark Tranquillity - Burning Ruins Metal Fest

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

Saverio Spadavecchia

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Capellone pentito (dicono tutti così) e giornalista in perenne bilico tra bilanci dissestati, musicisti megalomani e ruck da pulire con una certa urgenza. Nei ritagli di tempo “untore” black-metal @ Radio Sverso. Fanatico del 3-4-3 e vincitore di 27 Champions League con la Maceratese, Dovahkiin certificato e temibile pirata insieme a Guybrush Threepwood. Lode e gloria all’Ipnorospo.

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