Dark Funeral: “Where Shadows Forever Reign” – Intervista a Lord Ahriman

A sette anni di distanza dall’ultimo album “Angelus Exuro Pro Eternus”, i Dark Funeral tornano alla ribalta con Where Shadows Forever Reign, un disco che promette di scuotere le fondamenta stesse del black metal. Ne abbiamo parlato con il chitarrista Lord Ahriman, le cui poche parole sono state sufficienti a spiegarci come una canzone in particolare lo abbia aiutato ad uscire da un periodo particolarmente buio della sua vita.

Innanzitutto Lord Ahriman, grazie mille per il tuo tempo.
Parliamo del nuovo album: cosa significa tornare sulle scene dopo tutti questi anni?

E’ bello essere tornati e avere un nuovo album in uscita. E’ come se tutto fosse in fiamme, è una bella sensazione.

Cosa è successo durante questi 7 lunghi anni dalla pubblicazione dell’ultimo lavoro “Angelus Exuro Pro Eternus”?

Siamo stati in tour praticamente fino al 2014. Per un certo periodo, poi, abbiamo dovuto cercare un vocalist e nel mentre abbiamo continuato a provare. Siamo stati sempre molto attivi come band, anche se non in pubblico. E poi ci è voluto un po’ di tempo prima di riuscire a trovare il tempo per cominciare a scrivere il nuovo album.

Passiamo al nuovo lavoro, “Where Shadows Forever Reign”, che ho trovato musicalmente molto solido e con dei richiami alle vostre opere precedenti. Come descriveresti quest’ultimo disco?

Direi che è l’album più epico e dinamico che abbiamo scritto fino ad ora. Abbiamo lavorato molto sull’aspetto ritmico, sia delle chitarre che della batteria. Le canzoni i questo disco sono molto più orecchiabili, alcune sono tra le più orecchiabili che abbiamo mai scritto, ma sempre con quell’atmosfera cupa e malinconica che ci caratterizza. Credo che in questo lavoro siamo riusciti a trovare un buon equilibrio e ne sono davvero molto soddisfatto. Per tutti noi è stato un disco molto importante, ma per me la stesura della musica è stato un momento molto personale.

L’artwork rappresenta a sua volta un legame con i vostri precedenti lavori. Cosa puoi dirmi di questa nuova fatica di Necrolord, che se ne è occupato?”

Prima che cominciasse a lavorarci, io e Heljarmadr abbiamo parlato con lui di cosa avevamo in mente per quanto riguardava la musica e i testi del disco. Gli abbiamo dato alcune informazioni su come sarebbe stato l’album. Dopo di che, lui ha ascoltato le canzone per trarne ispirazione e poi lavorare al dipinto per la copertina.

Parlando di testi, quali sono i temi principali trattati all’interno dell’album?

Credo che le tematiche siano molto varie: alcune nascono da esperienze personali mie e di Heljarmadr, altre sono di argomento più generale. Direi che in quest’album l’aspetto personale è più rappresentato e questo dà maggiore profondità e spessore alle tracce.

A livello di sound, si possono rinvenire influenze dai Dissection e più in generale dalla scena death e black metal svedese. Quali sono stati gli influssi sul sound di “Where Shadows Forever Reign”?

Quando scrivo musica seguo i miei demoni interiori: arriva tutto dalla mia anima. Non guardo mai agli altri, ma quando scrivo vivo attraverso la musica e cerco di riversarvi tutti i miei sentimenti e il mio essere. Per me la musica è molto personale: quando abbiamo cominciato, non c’era nessuno che suonava la musica che volevamo fare. Volevamo essere più dark ed estremi di chiunque altro ci fosse in quel momento e questo è uno dei motivi per cui abbiamo cominciato a suonare. Volevamo creare qualcosa di nuovo ed è lo stesso spirito che ho tutt’ora quando scrivo musica nuova.

“As I Ascend” è forse una delle mie tracce preferite dell’album, molto intensa e direi epica. Cosa mi puoi dire riguardo a questo brano in particolare?

Credo sia la canzone più personale che abbia mai scritto, una traccia che trasporta l’ascoltatore all’interno del mio inferno quotidiano. Ho dovuto scriverla per liberarmi di un periodo davvero buio della mia vita. La canzone, infatti, rappresenta un periodo in cui ero come caduto in un grande buco nero e non sapevo come uscirne, finchè non ho ritrovato il mio fuoco interiore. Il testo parla di questo, parla di caduta e di ascesa per tornare alla vita e verso l’ispirazione per scrivere e creare musica. E’ una canzone davvero importante nell’album e significa molto per me a livello personale.

Avete un nuovo vocalist e un nuovo bassista, che si sono uniti ai Dark Funeral. Come è arrivata la scelta dei nuovi membri?

Il cantante faceva parte dei Grá, la band che ha aperto per lo show del nostro 20esimo anniversario, e abbiamo voluto dargli la possibilità di provare con noi. Lo abbiamo invitato per delle audizioni e fin dall’inizio abbiamo avuto delle ottime sensazioni. Abbiamo deciso di continuare a provare insieme e ci siamo trovati bene, per cui abbiamo continuato senza neanche rendercene conto. Heljarmadr è entrato nella band in maniera molto naturale, ad un certo punto ha semplicemente cominciato a lavorare con noi. E’ diventato subito parte della band, non c’è mai stato un momento in cui ci siamo seduti a tavolino per dirgli che aveva il lavoro. E’ successo e basta.

Nel 2016 ricorre il 20esimo anniversario della pubblicazione di “The Secrets of the Black Arts”. Avete in mente di celebrarlo con qualche uscita o show particolari?

Credo che Century Media abbia previsto la pubblicazione di uno speciale vinile in edizione limitata, che dovrebbe uscire a breve. A parte questo, siamo stati davvero troppo impegnati con il nuovo album, per cui non abbiamo pensato a niente di speciale. Il nuovo disco ha richiesto davvero molto lavoro e non abbiamo avuto nemmeno il tempo di festeggiare la fine delle registrazioni, di sederci tutti insieme come band e celebrare la fine dei lavori.

Avete già confermato alcuni concerti. Ci sarà un tour europeo completo e potremo vedervi anche qui in Italia?

La nostra ultima esperienza in Italia non è stata particolarmente buona, anche se sappiamo di avere dei fan fantastici lì. L’ultima volta che siamo stati in Italia il promoter non ci ha pagati e abbiamo perso molti soldi, per cui abbiamo ancora l’amaro in bocca. Ma certo, sappiamo bene che non è colpa dei nostri fan, ma solo di alcuni stronzi. Abbiamo un tour in programma per Ottobre/Novembre e cercheremo di includere anche l’Italia, ma questa volta con un promoter serio e non con un fottuto idiota.

Grazie ancora, Lord Ahriman. Era la mia ultima domanda, vuoi concludere con un messaggio ai fan italiani?

Siete davvero fantastici e amiamo suonare in Italia. Ci è dispiaciuto lavorare con certe persone, ma speriamo di vedervi presto.

Dark Funeral Official

Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

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  1. Massimiliano

    Dispiacciono le parole di Lord Ahriman. Credo si riferisca al concerto della scorsa estate a Cascina. Poca gente, che non giustificherebbe il mancato pagamento….concerto eccezionale, il loro.

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