Midnight: Cuore settantiano – Intervista

Il ritorno sulle scene del leggendario singer dei Crimson Glory non è forse nella sostanza quello che la frangia più ‘metallara’ dei suoi adepti si aspettava, ma non c’è dubbio che il nostro abbia saouto confermare quelle doti di cantore ed interprete che tanto a lungo ne hanno conservato la fama presso i più attenti cultori del ‘bel canto’. Un faccia a faccia con Midnight è di certo una grande emozione per chi ha vissuto le sue opere come fedele ascoltatore e lo è ancora di più constatare l’umanità e la disponibilità di un personaggio che, al di là di ogni giudizio, può vantare lo status di mito. Vediamo come è andata…

Sono venuto a conoscenza solo poche ore fa che alcune delle date che avevi in programma di fare compresa quella di stasera in Italia per la promozione del tuo nuovo disco state annullate per problemi di salute. Puoi dirmi cosa è successo?

Si è trattata di una vera e propria sfortuna. Avevo intenzione di suonare solo cinque brani accompagnandomi con una chitarra acustica, tuttavia non essendo al massimo della forma sono stato costretto a prendere questa decisione. Sono convinto che i fans si aspettino sempre il massimo da me per cui……

“Sleep my sweet lady. Wake and do not shed a tear for me . You know that I will love you”. Ricordi queste parole?

Si credo di ricordare!!!!! (sorride)

Sono tratte da Far away l’ultima canzone di ‘Strange And Beautiful’. Ma cosa ha fatto Midnight dopo Strange and beautiful e i Crimson glory?

Cosa ho fatto? A questa domanda è veramente arduo tentare di rispondere. Inoltre il fatto che tu abbia citato le mie stesse parole mi ha commosso. Beh ho avuto due figlie che senza ombra di dubbio sono la cosa a cui tengo di più, e non avevo più il tempo di girare per il mondo. Una di loro ai tempi era molto piccola e il mio desiderio era quello di poter stare vicino a lei perché potesse conoscere e godere della presenza di un padre. Così ho ben pensato di lasciare la musica per diventare un buon padre di famiglia crescere mia figlia andando lavorare tutti i giorni e fare tutte quelle cose che ognuno fa, volevo essere normale, ma ho presto capito, che forse, non ero così normale. Mi ritirai così sulle montagne della California dove sono cresciuto, o meglio dove ho passato molto tempo della mia giovinezza, a meditare, e ho avuto così modo di realizzare che ero come bloccato, nonostante io provassi continuamente a scrivere canzoni. Passarono due anni senza che io vedessi nessuno, se vuoi, allontanandomi in un certo senso dalla musica. In realtà avevo il desiderio di sviluppare un mio nuovo modo di cantare partendo dal mio vecchio stile, in maniera tale che vecchio e nuovo si fondessero in un unico nuovo vocal style, e seppur consapevole del fatto che si trattasse di un lavoro lungo e difficile, volevo assolutamente sviluppare qualcosa di nuovo, almeno fino a quando il tempo di tornare a scrivere non fosse di nuovo maturo. Quel tempo arrivò e mi incontrai così con Phil Anderson e con un chitarrista Scott Gibson con il quale improvvisammo insieme alcuni brani, e io trovai la cosa fantastica, il feeling che si creò aveva un non so che di magico. Passarono così ancora alcuni anni durante i quali io non incontrai altri che lui e alla fine di quell’esperienza mi convinsi che era tempo di tornare.

Pensi che sia cambiato qualcosa nel tuo modo di cantare, sentire o creare musica ora?

No non credo. Certo qualcosa è cambiato, ma lascia che ti spieghi. Molte persone che ascoltano il mio nuovo lavoro sostengono che sia molto differente da ciò che facevo con i Crimson Glory, ma in realtà non è così. Ciò che io ho portato con me e ho dato ai Crimson Glory è stato lo spirito, l’emozione. Loro avevano il sound io ho portato il resto. Quel sound non è certo andato perduto, tuttavia dall’ascolto del mio disco ti accorgerai che è diverso il mio modo di intendere l’heavy, cosa principalmente riconducibile alle mie differenti e personali influenze musicali.

A proposito di influenze. Ho ascoltato il rough mix del tuo nuovo disco solo pochi giorni fa, credo siano presenti molteplici riferimenti agli anni settanta. Dico bene?

Molte persone pensano che sia così. In realtà non ho mai pensato al disco in questo termini. Era mia intenzione scrivere ciò che sentivo, sebbene non ricordi molte bands leggendarie dopo gli anni settanta, almeno questo è ciò che realmente penso. Forse ve ne sono state un paio che hanno esercitato una certa influenza sul mio modo di intendere la musica, i Pink Floyd di ‘Dark Side of the Moon’ per esempio.

Puoi darmi qualche anticipazione sulle tematiche e i testi delle canzoni presenti nel disco?

No, meglio di no! Questo perché ci sono così tanti differenti significati nella maggior parte delle canzoni che preferirei fosse l’ascoltatore stesso ad interpretarne le tematiche e i testi facendoli propri. Molte persone mi chiedono i significati di una canzone piuttosto che di un’altra, al che io mi limito ad invitarli ad una riflessione personale sul significato che quella canzone può avere per loro. Ora se io ti spiegassi le mie canzoni sarebbe come vedere un video e niente più, io vorrei invece che fosse come leggere un libro in maniera tale da poter viaggiare con l’immaginazione. Non dirò mai a nessuno i significati delle mie canzoni perché possono voler significare differenti cose per differenti persone.

Per la stampa del tuo disco hai scelto un etichetta relativamente piccola come la Black Lotus Perché?

Ho visto il modo in cui lavorano. A loro interessano le bands, le persone è ciò è molto importante per me, sono come una parte di me ed io di loro.

Cosa ti aspetti dall’etichetta per la promozione del disco e quali sono le tue aspettative?

Penso che si debba crescere insieme, io ho comunque estrema fiducia in loro. Per quanto riguarda il disco mi stai chiedendo di guardare nel futuro. Non posso sapere la reazione del pubblico, non ho assolutamente un’idea in merito a questo, ciò che so è che si tratta di un buon lavoro e che abbiamo fatto il nostro meglio.

Avete intenzione di organizzare un tuor in Europa?

Non sono ancora sicuro siamo valutando tutti i dettagli. Qualora però non fosse possibile cercheremo di organizzare qualche show o breve tour, magari qualche partecipazione a qualche festival, comunque non prima del prossimo anno.

Hai ascoltato Astronomica l’ultimo album dei Crimson Glory? Cosa ne pensi?

Ho ascoltato Astronomica solo una volta, per cui non penso di avere sufficienti elementi per poter giudicare, posso dirti che penso che Wade Black sia un buon cantante e che forse la produzione presenta qualche pecca, ma nulla di più.

Qual’è il tuo album preferito dei Crimson Glory? Quale canzone?

Forse tre brani di ‘Strange and Beautiful’ che non ti sto a dire per la stessa ragione di prima. Certo ‘Trascendence’ è sicuramente il più brillante tuttavia se fosse stato pubblicato al momento giusto penso che ‘Strange and Beautiful’ avrebbe sicuramente potuto essere ricordato come il più bell’album dei Crimson Glory, ma sfortunatamente….

Sono a conoscenza dell’esistenza di un EP chiamato “M”, che però non è disponibile in commercio. Puoi dirmi qualcosa al riguardo?

Si tratta di un demo registrato solo in cinque ore con l’utilizzo di un unico strumento, una chitarra acustica e la mia voce, che ho realizzato esclusivamente per gli amici e i fans più vicini a me. Non avevo intenzione di pubblicarlo, era un regalo a quelle persone che mi hanno dimostrato tutto il loro affetto nel corso di questi anni. È stato il mio modo di dire grazie a queste persone.

Midnight è un cantante o un attore, un poeta o qualcos’altro?

Sono un creatore, e un attore, forse un poeta, non mi considero un cantante, non credo realmente di essere un buon cantante. Pensa che più volte mi è capitato durante alcune esibizioni di dimenticare le linee melodiche. Ciò che più mi emoziona è il processo creativo che sta alla base di una canzone, mi considero prima di tutto un creatore e questa per me è la cosa più importante. So di essere un buon cantante, ma non mi considero contrariamente a quello che la gente dice un cantante leggendario, anzi questa cosa un po’ mi spaventa. Cris Cornell è un gran cantante, Geoff Tate, Rob Haltford lo sono, io non sono così tecnico, sono un interprete. Cercherò di spiegarmi meglio. Tutto dipende dalla definizione di cantante che tu stai cercando, se preferisci un cantante tecnico o un’interprete in grado di darti emozioni. Quest’ultima categoria è quella che io credo di rappresentare al meglio, per quanto riguarda la prima tipologia di cantanti posso dirti che sono consapevole di possedere una buona tecnica, tuttavia ritengo che i cantanti che si basano esclusivamente sulla tecnica finiscono con il tralasciare le emozioni. Credo che invece le emozioni vadano privilegiate. Bisogna emozionare le persone, e questo è quello che io cerco di fare.

C’è qualcosa di magico nella tua voce, c’è un segreto?

La sofferenza è il segreto. Non c’è nessun grande artista che non abbia sofferto.

Quali sono le tue principali influenze?

Ciò che faccio non è nient’altro che prendere un po’ da tutti quegli artisti che più mi piacciono e metterli insieme, non c’è un influenza principale semmai ve ne sono di infinite.

Dai un consiglio a chi desideri cantare come te?

Non cantate come me! Cercate di crearvi un vostro stile personale. Se vi piace qualcosa del mio modo di cantare, bene, prendetelo e fatelo vostro, ma in maniera tale che insieme ad altre vostre influenze contribuisca allo sviluppo di un vostro unico stile. Inoltre ragazzi è importante avere un buon insegnante a cui far sempre riferimento.

Infine puoi dimmi qualcosa del tuo sito? È piuttosto strano.

Il sito è come la mia musica necessita di tempo per essere compreso appieno, chi non ha tempo da dedicargli può guardare qualcos’altro.

Ti ringrazio per la disponibilità e per essere tornato a farci emozionare.

Grazie a te. Midnight is back.

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login