Cripple Bastards: “Nero In Metastasi” – Intervista a Giulio The Bastard

I Cripple Bastards sono una delle band italiane più conosciute al mondo, sebbene sempre confinate nell’underground del metallo estremo, intransigenti e sfrontati, diretti e con le idee ben chiare; a quasi quattro anni dal precedente “Frammenti di Vita”, tornano a cavalcare la scena con “Nero In Metastasi”(la recensione), una prova ulteriore delle qualità nichiliste di Giulio The Bastard & Co. ed è proprio con la mente della band che abbiamo fatto due chiacchiere in merito alla nuova creatura.

Giulio benvenuto sulle pagine di Metallus.it. Iniziamo subito introducendo il vostro nuovo lavoro, “Nero In Metastasi”. Come lo descriveresti? E soprattutto, siete soddisfatti del risultato finale?

Siamo totalmente soddisfatti del risultato finale. É il frutto di un lavoro di squadra molto affiatato atto ad unire nel modo più efficace e dinamico le migliori caratteristiche del nostro stile, da un lato proiettato in avanti attraverso nuovi spunti ed influenze, dall’altro saldo nel passato a potenziare quello che è sempre stato il trademark del nostro suono, spaziando dal nervosismo e l’aggressione Hardcore all’effetto valanga dei pezzi più brevi e ultraveloci che richiamano al materiale delle nostre origini.  Insomma vuol essere un disco che contiene in qualche modo tutta la nostra storia rinnovandola ed evolvendola, e rappresenta sia a livello compositivo che di produzione la rabbia e l’aggressività che ci ha sempre caratterizzato.

Domanda d’obbligo: da dove nasce l’idea di chiamarlo “Nero In Metastasi”?

Abbozzando i primi testi che sono andati a comporlo, per una serie di coincidenze ed esperienze attraversate in quel periodo, mi era uscito spontaneo questo uso ricorrente di fattori cancerogeni messi in parallelo con il tipico scenario di oppressione sociale, degrado e disfacimento dei rapporti interpersonali già ben rodato nei Cripple Bastards.  Riflettendo poi su un titolo che potesse sintetizzare al meglio i contenuti e in particolare dipingere con efficacia alcune frasi del brano introduttivo “Malato terminale” ( il video), siamo appunto arrivati a “Nero in Metastasi”, riferito ad esempio al “quel che ti resta da trascorrere riflette il buio che ti sei lasciato dietro”.

Chi ha curato l’artwork e cosa rappresenta?

Non voglio dare molti dettagli su questo argomento, scopritelo voi.

I testi sono da sempre un punto di forza, cantare in italiano presenta difficoltà su diversi fronti, non solo per il maggiore sforzo necessario per adattarlo alla musica, ma soprattutto perché comprensibili a tutti gli ascoltatori italiani, necessitano per questo maggiore coraggio nell’ esprimere le proprie idee, cosa che ai Cripple Bastards non è mai mancata nel corso degli anni, da sempre in grado di dipingere la realtà con immediatezza, senza mezzi termini…

Sì, i testi sono una componente essenziale e molto identificativa per i CB. Questo tipo di cantato in Italiano composto da metriche incasinatissime e miriadi di parole concetrate in periodi ultra-veloci sono un rompicapo che mi ha sempre appassionato quasi come una sfida personale, e col tempo sono diventati una particolarità che sta alla base del nostro stile. Mi fa un piacere enorme vedere che siano apprezzati da tanti, in alcuni casi anche da chi è completamente esterno al Grindcore, e che pure dall’estero ci sia una maggioranza che preferisce sentire i CB in lingua madre piuttosto che lagnarsi per l’ennesimo disco del genere tutto in inglese.

Quali sono le tematiche affrontate nell’ album? I testi appaiono schierati su diversi fronti, quindi credo ci siano vari spunti di riflessione dietro ad ognuno di essi, non un concept unico.

I testi spaziano dalla linea di base decadenza sociale vs decorso di un cancro che ho già illustrato precedentemente, ad argomenti più diretti che riprendono la chiave “pezzo vendetta” dei CB. Tra tutti “promo-parassita” che si scaglia contro l’inutilità e appunto il parassitaggio di determinate agenzie di booking (basato su esperienze personali vissute qui negli ultimi anni) o anche “Agonia di un rientro forzato” , sull’ industria musicale legata alle reunion…

Rimanendo in tema, tra tutte c’è una traccia che rappresenta in modo esaustivo l’anima di “Nero In Metastasi”?

Probabilmente “Lapide rimossa” e “Anima in disgregazione”, due tra le mie preferite.

L’uscita dell’album è stata anticipata dalla pubblicazione di “Nemico A Terra” e “Malato Terminale”, come mai sono state scelte queste due tracce?

”Malato terminale” è stato scelto dal team della Relapse, probabilmente perché è l’opener del disco con la parte introduttiva strumentale. “Nemico a terra” ( la traccia audio) invece l’abbiamo indicato noi perché è uno degli episodi più devastanti del disco ed essendo finito un po’ troppo avanti in tracklist (è in B-side sull’LP) temevamo rimanesse penalizzato e quindi abbiamo pensato che inserirlo tra i brani presentazione gli avrebbe reso giustizia.

I Cripple sono spesso identificati con il loro masterpiece “Misantropo A Senso Unico”, come si è evoluto il vostro sound, il songwriting stesso della band, dal 2000 ad oggi?

“Misantropo a senso unico” resta una base fondamentale per noi e un disco che nella sua violenza ed istintività ci ha ispirato moltissimo sulla linea da seguire negli anni successivi. Il sound si è evoluto in questo senso: innanzitutto considera che della formazione attuale, su “Misantropo..” c’eravamo solo io e Schintu, quindi con il rinnovamento di metà line-up dal 2000 in avanti, è inevitabilmente cambiato il modo stesso di suonare. Poi dal 1988 fino soprattutto a quell’album, la struttura musicale dei brani (dai riff di chitarra alla linea di batteria) veniva quasi sempre composta da me, mentre dal 2003 in avanti abbiamo rivoluzionato del tutto questa politica spartendoci con un’ottica molto più equilibrato il lavoro di songwriting. Su “Variante alla morte” e “Nero in metastasi” però la matrice lasciata da “Misantropo a senso unico” è ben evidente, l’abbiamo sempre tenuta in considerazione e assimilata un po’ come l’ossatura del sound CB. Per richiamare quello che dicevo prima: saldi nel passato a potenziare quello che è sempre stato il trademark del nostro stile.

 Nell’ album ci sono due tracce che per durata si pongono agli antipodi l’una rispetto all’ altra: “Splendore e Tenebra” della durata di nove minuti e la successiva “Morti Asintomatiche” di sette secondi; abbiamo da una parte lo sviluppo di tema semantico-musicale che si articola su un lungo periodo, dall’ altra immediatezza e sintesi, in quale delle due forme sono più a loro agio i Cripple Bastards, ammesso che ve ne sia una in grado di prevalere… 

Pur trattandosi di due stili di songwriting totalmente agli antipodi, direi che siamo a nostro agio in entrambi i casi. Chiaramente “Splendore e tenebra” è frutto di mesi e mesi di prove, arrangiamenti e ritocchi, mentre l’altro è un brano scheggia composto d’impulso in un attimo – sono due aspetti diversi ma in qualche modo complementari tra loro, di quella che è la dimensione Cripple.

Primo album per Relapse, so che i rapporti con questa etichetta sono però di lungo corso, vi ritenete soddisfatti dal lavoro svolto per “Nero In Metastasi”?

Decisamente, fin’ora hanno svolto un lavoro di promozione incredibile e si sono presi molto a cuore la qualità finale di CD e LP, entrambi sono usciti stampati benissimo, per l’edizione in vinile hanno avuto l’accortezza di chiederci un mastering specifico per il supporto (cosa che purtroppo poche etichette fanno) e infatti il risultato finale è stato perfetto.

Come verrà supportata l’uscita dell’album? Ci sono già delle date in programma?

Cercheremo di suonare dal vivo il più possibile, a breve partiremo per un tour in Giappone e Australia, poi faremo un po’ di date di presentazione qui in Italia e in seguito torneremo negli States per suonare al Maryland Death fest e qualche altra data..

Grazie mille per il tempo che ci hai concesso, a te le ultime parole per i fans dei Cripple Bastards…

Grazie a te per lo spazio che ci hai dedicato e per il supporto, un saluto a chi si è preso il tempo e la pazienza di leggersi questa intervista!

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