Braindamage: Collapse, Moby Dick e Gatto Silvestro – Intervista

La storia dei Braindamage sembra essere fatta di porte sbattute e sprangate. La dannazione del gruppo torinese è quella di non poter mai tornare indietro, quella di essere costretti a guardare in avanti, sin dal 1989, passando per tour europei di spalla a Voivod e Killing Joke, per la collaborazione con Steve Albini che produsse ‘Signal De Revolta’, per un album come ‘The Turning Point’, tenendo alta la bandiera di una vera attitudine che emerge dalle parole di Andre, voce e basso della band, con il quale abbiamo parlato del presente e del futuro dell’entità Braindamage in occasione della distribuzione di ‘Collapse’, terzo album della band, dopo cinque anni di lungo silenzio. Parte dall’album la nostra chiacchierata.

“(Andre) Collapse nasce come ideale proseguimento della saga del Braindamage, al momento del suo ritorno dalla città di Carcosa. Egli ha finalmente compreso il proprio ‘io’ subumano, ha ritrovato la propria memoria ed il proprio essere che avevano il compito di rimanere occultati alla vista di Dio e degli uomini fino al segnale della rivolta, al quale tutti i derelitti, i folli ed i diseredati di questo mondo, si riuniranno sotto le insegne del Re-giullare per distruggere il mondo meccanicista di Dio e creare il regno del crepuscolo, nel quale tutto si realizza e tutto è concepibile, perchè ognuno è il Dio di se stesso, senza le catene materiali che Dio ci ha imposto per soggiogarci al suo volere che è quello di mantenerci in un perenne stato di ansia , dubbio, terrore ed ignoranza, che sono i mezzi con i quali ci domina. Come se gli esseri umani fossero costretti a vivere entro questi cerchi, entro queste barriere, ecco che il Braindamage le infrange, per restituire agli altri ciò che è stato donato a lui. Nel disco, come è nostro uso, vi è atemporalità. Nessuno degli accadimenti è consequenziale all’ altro, poichè la creazione del tempo è un ordine assente nel mondo del Re-giullare.

Ho suddiviso le canzoni in due gruppi ben distinti: nel primo si ha la presa di coscienza del Braindamage, ed il riconoscimento del proprio status di agente del caos sulla terra. Gli altri eventi ed il raggiungimento della consapevolezza, sono da ricercare in ‘No God, No Redemption: Just War’, e sopratutto in ‘Unleashed’ che è, in parte, a carattere autobiografico, come del resto un po’ tutto il concept. In ‘6 PM After The War” il Braindamage lancia la sua sfida al cielo che troverà il proprio compimento in ‘Control The Eclipse’ che fa parte del secondo gruppo di canzoni, nelle quali, personaggi di dimensioni parallele a quella del Braindamage avvertono la sua presenza ed il suo intervenire nelle intercapedini del tempo, sotto la veste di un soldato Austriaco all’assedio di Torino del 1706 (‘How Could We Fail,Now’ ) e di una donna muta e telepate, Myra, (‘Control The Eclipse’, ‘Stalingrad’s Beyond The Gate’ e ‘Blind Inside A Tank’)che in una sua vita precedente era nella nostra dimensione al seguito dell’ esercito Sovietico nella seconda guerra mondiale. Mi rendo conto della complessità ed, a volte, della scarsa intelleggibilità di un tale concetto, ma mi sono ripromesso di spiegare nei dettagli quello che i Braindamage hanno cercato di dire nel sito entrato in funzione da poco ( http://www.anvilhammer.com ). Clickando ‘Inferno’ avrete tutte le spiegazioni che vorrete.

Rtornando a ‘Collapse’, ho voluto inserire ‘King In Yellow’ s Day’, che era l’opener di ‘Signal De Revolta’ per ricreare l’ideale parallelo tra le varie avventure del Braindamage, e per ribadire il concetto di atemporalità e sviluppo elicoidale degli avvenimenti.

‘King In Yellow’s Day’ è il segnale della rivolta, che porterà chi non ha avuto nulla ad avere tutto, e chi ha sempre avuto a soccombere. E’ il tempo dei derelitti, degli oppressi, dei pazzi e dei visionarii, il tempo dei senzadio, in una parola: il tempo dei Braindamage, il tempo del compimento finale, iniziato con ‘Kingdom Of Madness’, dove tutto significa il contrario di tutto, dove la consapevolezza del proprio ‘io’ sub umano del Braindamage, intercessore della rivolta, porterà al compimento della missione dell’uomo, della sua ribellione e della sua realizzazione”.

Nelle canzoni dei Braindamage, oltre a riferimenti musicali, non è difficile scovarne di letterari, arrivando soprattutto al Moby Dick di Melville, nel quale tu potresti essere il Capitano Achab…

“(Andre) Mi sento Achab spesso al 100%. Il capitano del Pequod fa un solo errore, a mio parere. Alla fine, antepone la sua rabbia ai suoi convincimenti, Se lui fosse riuscito a canalizzare la sua rabbia dietro ai propri convincimenti, probabilmente Moby Dick sarebbe morta. La balena rappresenta lo status quo, che non è mutabile, a meno che non intervenga qualche fattore esterno a mutarne le condizioni di equilibrio, non c’è via d’uscita. Allo stesso tempo, da questo cerchio dobbiamo uscirne, non hanno importanza né le modalità né il prezzo da pagare”.

La realtà Braindamage, allora, molto più estesa del gruppo in sé. Andre non si ferma e guarda avanti…

“(Andrè)Mi spaventa il futuro. Sono molto incazzato nei confronti dell’apatia dell’umanità, e finirò paradossalmente in cima alla torre più alta di Torino con un fucile a sparare alla gente. Vorrei che la gente si rivoltasse, si ribellasse, adesso, stiamo accettando dei compromessi con il potere che sono mostruosi, stiamo accettando di tornare ad un tipo di società e di religione da giogo, tutto questo non è assolutamente inaccettabile, accettando angherie e sottomissioni: bisogna ribellarsi, comunque. Questo è il concetto. Se si tratta di prendere le proprie responsabilità in questo senso, io sono già pronto. Se noi siamo qui a godere di questa vita occidentalizzata, è perché per darci questo, moltissima gente ne ha fatto le spese, addirittura con la propria vita, e non accetto che queste cose vengano cancellate dai nostri politici con un colpo di spugna. Credo sia necessaria una resistenza attiva affinché queste cose non siano cancellate.”

Indubbiamente nel tuo modo di comporre sei stato influenzato dai Blue Oyster Cult, dai Killing Joke e dai Voivod.

“(Andrè) Più che dai Blue Oyster Cult come musicisti, io devo pagare un tributo al signor Sandy Pearlman, una figura genitoriale per me. Lui già parecchi anni fa aveva raggiunto la consapevolezza che quando noi prendiamo la strada sbagliata e il signore del piano di sopra tenta in ogni modo di riportare tutto secondo binari prestabiliti schiacciando i nostri sforzi, bisogna resistere.Io ho avuto occasione di ascoltare i Blue Oyster Cult intorno al 1978 ed immediatamente mi è saltata nel cuore l’idea che ci fosse qualcosa di mostruoso e comunque di non terreno nel loro modo di fare musica. I miei concetti principali li ho presi dalle idee del signor Sandy Pealrman, una delle più fottute e colossali menti che ci siano sulla faccia della Terra. Per quanto riguarda invece i Killing Joke, ricordo che quando incontrai Geordie nel 1983, gli chiesi di suonarmi qualcosa con la chitarra. Ebbe un effetto devastante, ritengo ancora oggi che gli accordi che suonò non fossero cose terrene, i Killing Joke non fanno musica terrena. I Voivod riprendono le tematiche dei Blue Oyster Cult, la musica dei Killing Joke e condiscono tutto con quell’elemento fondamentale che è la psichedelia, quella dei primi Pink Floyd per citare uno dei gruppi più importanti della scena.”

Gigi, invece, è l’altra metà dei Braindamage, la riff machine.

“(Gigi) Penso e spero di essere una parte determinante di questo progetto. Non credo di essere un semplice chitarrista. Di quelli ce ne sono di più bravi e più belli di me! Penso che per portare avanti un progetto come questo sia importante l’anima, l’attitudine, il tentativo di portare nella musica che fai quello che non riesci ad esprimere a parole, e questo fatto ti porta in un certo modo a sentirti diverso da quello che c’è in giro, ti porta al fatto di stare male con la gente e voler star male con loro. Nell’economia dei Braindamage è fondamentale questo tipo di attitudine.”

Le tue influenze musicali da dove partono?

“(Gigi): Ho iniziato a vivere, diciamo, attorno all’età di sedici anni. Prima non esistevo sul Pianeta. Facevo ciò che mi imponevano gli altri, non ascoltavo musica, odiavo mia sorella che si ascoltava Baglioni tutto il giorno, ad un certo momento sono entrato in contatto con l’heavy metal non solo per volerlo ascoltare ma anche suonare, iniziando dai suoi cliché sia nel profilo immaginario che in quello artistico, poi alcuni eventi musicali mi hanno cambiato la vita. Credo che la scintilla definitiva scoccò con i Killing Joke, ‘Extremities’ mi ha annichilito, ed oggi eccomi qui, nei Braindamage, parte dell’entità Braindamage.”

Dopo lo Psychoparty, con la dipartita di Danilo, i Braindamage si avvalgono della collaborazione di Carlos alla batteria, in prestito direttamente dalle fila degli Skylark…

“(Carlos): Sono in veste di turnista con i Braindamage con i quali è nato un feeling musicale particolare, con loro mi sono trovato molto bene, ma il mio gruppo principale rimangono gli Skylark, anche se il power metal non è il genere musicale sul quale mi sono formato. Ho iniziato all’ età di 14 anni con una cover band e la mia nascita come batterista è legata al drumming di Nicko Mc Brain. Con i Braindamage, sono tornato a suonare il genere che facevo alcuni anni fa in una cover band. Tieni presente che io non ho mai amato i Metallica se non da ‘Load’in poi, preferendo le proposte dei Pantera, Deftones e soprattutto il thrash degli Slayer. Secondo me il metal deve essere devastante, qualsiasi etichetta gli si voglia mettere, è un requisito fondamentale, senza il quale non possiamo parlare di musica metal. Sono onorato di essere stato contattato dai Braindamage, dei quali ho apprezzato ‘Collapse’ in tempi non sospetti.”

Si è parlato più volte dello Psychoparty, a freddo, Andre, cosa ha rappresentato per il gruppo la data di Torino?

“(Andre): Ci siamo trovati a rivoltare la frittata. Era una situazione sulla carta che a noi doveva essere sfavorevole, in quanto suonavamo come prima band del festival, occasione che comunque ci siamo giocati fino in fondo. Dopo il festival, abbiamo avuto alcuni contatti per la distribuzione di ‘ Collapse’ ed abbiamo scelto quella della Red Sun con Audioglobe che si è rivelata concreta perché tutto ciò che era stato concordato si è poi realizzato. Ci stiamo trovando bene con questo team di lavoro.”

Collapse oggi gode di una distribuzione ‘alla luce del sole’, è uscito dal giro dell’autoproduzione. Sperticate lodi da parte della stampa specializzata e non dopo oltre un anno dal concepimento del disco.

“(Andre) Onestamente, non ci credo nemmeno io. Questo disco io l’ho voluto, volevo raccontare questa storia e con me i miei compagni di avventura Danilo e Gigi. Onestamente, fare quel disco, con la consapevolezza che sarebbe stato una sorta di reliquia, una sorta di Keyser Soze della musica metal non era molto simpatico. Oltre a tutto questo, Danilo ha deciso che non stavamo combinando abbastanza con i Braindamage ed è partito per gli Stati Uniti dopo il concerto dello Psychoparty. Ai Braindamage sono successe più cose in questi ultimi mesi che non negli ultimi tre anni, perché dal concerto nel quale aprimmo per i Voivod le cose si erano messe piuttosto male. Guarda caso, anche i Voivod oggi stanno avendo un po’ di fortuna, forse proprio perché i tempi sono maturi per questo tipo di musica. Credo che la gente stia riscoprendo il valore di pensare mentre ascolta, e devo ammettere che la musica dei Voivod non ti dà sensazioni piacevoli, come quella dei Killing Joke, la stessa sensazione che provi ascoltando i Braindamage. Credo ci sia un ritorno all ’interiorizzazione, almeno la volontà di attuare questo ritorno, da parte della gente che si sta dimostrando più ricettiva verso questo tipo di proposte.”

Si dice che comunque la Torino metal non sia solo Braindamage per quello che ti riguarda,vero?

“(Andre) C’è un progetto che coinvolge anche i Braindamage. Suono il basso in un gruppo che si chiama 0H che propone crossover-core, una musica che vive moltissimo di impatto. Negli 0H militano anche le mie migliori amiche, e questa situazione molto solidale all’interno ed all’esterno del gruppo ci ha spinti, insieme fra gli altri ai Sickhead, Quick Noise, Los Bastardos e gli stessi Briandamage, a formare quello che sarà il Torino-Core-Movement. Ingloberà tutti i gruppi torinesi aventi un’ attitudine che va dai Prodigy ai Meshuggah dal punto di vista sonoro e gli intenti sono quelli di ricreare una sorta di mutuo soccorso fra gruppi, un punto di aggregazione per una Torino che offre un panorama musicale senza dubbio interessante ma che resta invischiata in una guerra dei poveri a causa degli immensi problemi di struttura. Torino non è mai stata la città del pop, è sempre stata la Torino dell’industrial, dell’indastria-metal.”

Un’ultima cosa, Collapse presenta una ghost track di assoluto delirio…

“(Andre):Siamo Gigi ed io che stiamo cercando di realizzare il pezzo acustico di ‘Watching The Bleeding Mouth’ posto come apertura di ‘No God No Redemption: Just War’. A nostra insaputa, Carlo Ortolano (producer del disco) ha registrato tutto. Era un momento particolare, nel quale fra la realizzazione del disco ed i nostri impegni lavorativi quotidiani, finivamo per non staccare mai se non dopo le venti ore giornaliere, eravamo letteralmente alla frutta, ‘lirici e divertiti’. La cosa riguarda in particolare un episodio della serie dei cartoon di Silvestro, doppiata da Gigi Proietti. Da lì ha preso spunto ed è scattato il delirio che abbiamo tenuto in coda al disco.”

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