Cirith Ungol: “Paradise Lost” – Intervista a Robert Garven e Greg Lindstrom

La riedizione in digipak ed LP del quarto album dei Cirith Ungol “Paradise Lost” è un’occasione ghiotta per intervistare Robert Garven (batteria) e Greg Lindstrom (chitarra e tastiere); il drummer in particolare ci rivela parecchie notizie su quel che capitò nel 1990 e sul futuro di questi superlativi artisti di epic metal.

Ciao Robert, prima di tutto voglio chiederti se ti va di parlarci del periodo in cui “Paradise Lost” è uscito. Cosa ricordi della band e del lavoro svolto per l’album? Ho letto qualcosa circa i problemi che avete avuto con la vostra etichetta di quell’epoca, la Restless Records…

Robert Garven (batteria): E’ stato un periodo molto difficile per il gruppo. Jerry (ndr, Fogle, chitarrista e grande compositore della band, scomparso nel 1998) aveva lasciato la band e Flint (ndr, Michael “Flint” Vujejia il mitico bassista); fortunatamente trovammo Jimmy Barraza che era davvero un ottimo chitarrista della scena locale. L’idea iniziale era di avere sia Jimmy che Jerry alla chitarra per l’album ma quest’ultimo ci lasciò creando in noi un notevole sgomento. Gran parte del materiale di “Paradise Lost” era però già pronto in quanto era stato composto poco dopo l’uscita di “One Foot In Hell” (1986). Ci siamo guardati intorno per aggiungere altri elementi alla band ed abbiamo trovato Bob e Joe, due grande ragazzi che ci hanno lasciato prima che l’album venisse realizzato. La nostra etichetta, l’Enigma, stava andando incontro a grandi cambiamenti e si stava trasformando in Restless Records. Questa è la ragione per la quale è stata ritardata sia la produzione che l’uscita dell’album. Il produttore Ron Goudie, anche lui un gran bravo ragazzo, aveva però idee diverse dalle nostre per quanto riguarda la produzione del disco, fatto che creò dissapori soprattutto con me. Avere un produttore è una gran cosa, ma penso che la band mostrò su “King Of The Dead” che avremmo potuto produrci un intero album senza problemi. La cosa stupefacente è che abbiamo provato nella stessa stanza in cui abbiamo registrato tutti i nostri album.

Dopo l’uscita ufficiale dell’album molti bootleg sono arrivati sul mercato in momenti diversi ed i pezzi originali del CD sono diventati leggendari e molto difficile da trovare. Cosa ne pensi di questo mito legato a “Paradise Lost”? Secondo te quante versione esistono dell’originale?

Robert: Non ricordo esattamente quando ma poco dopo lo scioglimento della nostra band la Restless Records chiuse i battenti. Il CD era fuori sul mercato ma la prima stampa era esaurita ed era stata poi venduta alla Warner. Inaspettatamente venne realizzato dalla Noble Rot Records, di cui non avevo mai neppur sentito parlare. Ho cercato per parecchio tempo di contattare quest’etichetta ma senza successo e gli altri membri della band han dovuto acquistarsi la loro copia dell’album. Sono molto felice del fatto che la Metal Blade abbia realizzato questa nuova versione… ne stavo comprando alcune copie su ebay ma hanno raggiunto prezzi davvero eccessivi!

Adesso invece sarà finalmente semplice ottenere una copia di “Paradise Lost” in CD ed LP. Cosa troveremo nella nuova edizione? Foto? E… ci sono cinque pezzi come mix differenti… puoi dirci qualcosa in più su queste versioni?

La Metal Blade ha fatto davvero un ottimo lavoro con questa nuova release del nostro album. Il vinile è stato remasterizato da Patrick Engel e il CD da Bart Gabriel che è da molto tempo un nostro buon amico. Ho visto il prodotto finito alcuni giorni prima del nostro concerto (del rientro sulle scene) e l’ho trovato davvero fantastico. La qualità del suono è eguagliata solo dal design e dalla confezione. entrambe eccellenti. L’LP ha un grande poster e un booklet di più pagine colorate inserito in una cover meravigliosamente rifinita. Uscirà in nero e parecchi altri colori di vinile marmorizzato. Anche il CD è molto bello; sarà un digipak con un ampio booklet colorato con molte foto mai viste prima scattate alla band da Greg Hazard, il nostro fotografo per tanti anni! Inutile aggiungere che siamo molto contenti di tutto ciò. Come hai precisato i cinque pezzi in più sono brani già presenti nell’album ma con mix differenti. Parecchie persone mi hanno detto che preferiscono queste versioni. Io penso queste variazioni rendano i brani più freschi, non c’è dubbio circa il fatto che la nuova re-masterizzazione dell’album abbia poi segnato un’enorme differenza!

“Paradise Lost” è davvero un ottimo album ma ho letto alcune tue dichiarazioni in cui dici che “The Troll” e “Go It Alone” non ti piacciono; perché?

Robert: alcune delle canzoni presenti nell’album sono state piazzate per i ragazzi con cui suonavamo all’epoca. “The Troll”, “Heaven Help Us” e “Go It Alone” erano pezzi che arrivavano dalla band in cui Jim suonava precedentemente. So che alcune persone apprezzano queste canzoni ma io credo che siano abbastanza lontane dal tipo di feeling che deve trasmettere una composizione dei Cirith Ungol. In ogni caso sono entrate a far parte della storia dell’album.

Nel lavoro ci sono davvero molti meravigliosi classici come “Join The Legion”, “Chaos Rising”, “Fallen Idols” e “Paradise Lost”; cosa ne pensi di questi brani e degli altri?

Robert: ovviamente l’album è costruito intorno alla trilogia epica scritta da Tim (ndr, Baker, il cantante) e che ha il suo epicentro nella title-track. Adoro queste tre canzoni e “Join The Legion”. Amo questi brani fin dall’inizio; la mia unica tristezza è che a mio avviso sono stati originalmente registrati e mixati male.

Come avete lavorato a quei tempi per comporre I brani? Chi ha scritto i testi e chi si è occupato della musica?

Robert: Tim ha scritto la maggior parte dei testi ed io l’ho aiutato per alcune canzoni, ma non per la trilogia. Molte volte quando qualcuno scriveva una canzone gli altri membri della band proponevano alcuni piccoli cambiamenti. La musica è stata frutto della collaborazione dell’intero gruppo.

Perchè avete deciso di coverizzare “Fire”?

Robert: sono sempre stato un grande fan di questa canzone (ndr, originalmente pezzo di Arthur Brown) e mi sembra che il “fuoco” sia stato sempre una costante in molte delle nostre canzoni. Nella nostra carriera non abbiamo fatto molte cover e ci siamo sempre concentrati sul nostro materiale ma credo che comunque sia stata una buona scelta!

Recentemente avete deciso di riunirvi e tutto i fan di epic metal del mondo ne sono assolutamente felici. Perché avete deciso di fare questo passo? E… so che siete appena tornati anche sul palco… ci sarà anche la possibilità di ascoltare nuove canzoni in futuro?

Robert: questo è un momento davvero molto eccitante per noi e per me ancor di più. Avevo giurato che non avrei più suonato ma un buon amico e bassista di una delle migliori band che suonano oggi mi ha in parte convinto; parlo di Jarvis Leatherby dei Night Demon che vive come noi a Ventura in California. Per anni ha fatto un tour dietro l’altro in USA e in Europa ed è tornato continuando a descriverci di come i fan dei Cirith Ungol continuassero a dirgli di quanto amassero la nostra band. Per molto tempo ho continuato a ripetere al mio amico che non mi interessava più suonare per la brutta sensazione che avevo del business della musica. L’anno scorso Jarvis ha realizzato un evento davvero fantastico qui a Ventura. Ha organizzato un festival con molte ottime band e l’ha chiamato “Frost & Fire I” in onore del nostro primo album. L’evento fu sold out con un pienone di ascoltatori più che ottimo e Leatherby ci chiese di fare un meet and greet nei momenti di pausa fra un’esibizione e l’altra. Abbiamo firmato autografi, poster e vari articoli per più di un’ora e incontrato fan da tutto il globo. Oliver Weinsheimer, uno dei promoter del famoso Keep It True festival (che si tiene in Germania) ci prese da parte e ci chiese direttamente di presenziare al suo evento nell’edizione 2015, giusto per incontrare i fan e noi accettammo.

Jarvis nel frattempo decidette di organizzare un “Frost & Fire II” chiedendoci di fare da headliner per questa tre giorni di concerti! Era davvero una pazzia e la band non sapeva cosa pensare. Dopo averci rimuginato parecchio decisi che se così tanta gente voleva vederci ancora dal vivo non potevamo continuare ad essere così egoisti e gli altri membri della band furono d’accordo con me. Così abbiamo accettato per la data dell’otto ottobre 2016. Le nostre prime prove dopo tantissimo tempo le abbiamo realizzate grazie ai ragazzi dei Night Demon che ci hanno lasciato usare la loro sala prove ed il loro equipaggiamento; ringrazio in particolare Dusty Squires che mi ha lasciato suonare con la sua batteria. Devo dire che fin da subito la magia si è riaccesa quando abbiamo cominciato a suonare! Il resto è storia. Abbiamo trovato una sala prove, la DW Drums, la miglior ditta per batterie, mi ha costruito un drum kit personalizzato. Da quel momento abbiamo anche lavorato su nuovo materiale! Sono molto eccitato e spero che i fan lo siano altrettanto! Adesso speriamo di suonare show in cui si possa portare loro indietro nel tempo nel periodo in cui davamo il nostro meglio!

Greg Lindstrom (chitarra): io preferisco scrivere nuove canzoni piuttosto che continuare a provarne delle vecchie! Stiamo lavorando su nuovi pezzi e su altre canzoni molto vecchie che non sono mai uscite prima dalla sala prove.

Ci volete allora discrivere quail sono state le sensazioni nel tornare a suonare dal vivo al Frost & Fire Festival di Ventura? Com’è andata?

Vedere tutti i nostri fan qui nella nostra città è stato molto importante per tutti i membri della band e c’è stata tanta emozione sia da parte nostra che dell’audience. Molti di noi hanno finito con le lacrime agli occhi! Io ero un po’ in stato confusionale perché faceva molto caldo e non suonavo di fronte al pubblico da moltissimi anni. Di conseguenza mi sono concentrato completamente sulla mia batteria per tutto il concerto. Il giorno successivo allo show abbiamo fatto un meet and greet al festival ed è stato davvero meraviglioso. Sono arrivati a vederci così tanti fan da tutti le parti del mondo; c’erano anche molti italiani… uno dei tuoi connazionali mi ha anche regalato un cappello della Ferrari (ndr, una delle passioni più grandi di Garven), team per il quale faccio un tifo sfegatato.

Greg: io sono conscio dell’eredità dei Cirith Ungol (ndr, Lindstrom è stato nella band fino al 1982, lasciandola dopo l’uscita dell’esordio “Frost And Fire” del 1981 ed è ritornato solo nel 2015) e la mia più grande paura era di non render giustizia alle nostre canzoni dopo tutti questi anni. Ma fin da dopo le prime prove che abbiamo fatto l’ultimo Natale era ovvio che ognuno di noi aveva un’enorme passione per la nostra musica e l’abilità di trasmetterla. E vedere tutte quelle facce soddisfatte al teatro di Ventura è stato meraviglioso.

Riusciremo mai a vedervi dal vivo in Italia?

Robert: Questo è uno dei miei sogni… amo tutto ciò che arriva dall’Italia, in primo luogo le automobili ma anche il design ed il cibo! Sono anche un grande appassionato di storia romana! Se potessimo scegliere dove suonare in Italia ti direi il Colosseo!

Una caratteristica importante che vi ha sempre contraddistinto è quella delle copertine di Michael Whelan; come avete iniziato a lavorare con questo grande artista?

Robert: Greg è stato il mio mentore per quanto riguarda la letteratura; mi ha fatto scoprire tanti capolavori della sword & sorcery; grazie a lui ho scoperto il personaggio di Kane, nato dalla penna di Karl Edward Wagner nonchè Conan e Bran Mak Morn di Robert Howard. Gazie alla sua influenza ho scoperto tantissimi libri ed autori meravigliosi. In occasione del nostro debutto autoprodotto pensavamo a come avrebbe dovuto essere la copertina e in quel periodo ci piaceva moltissimo il lavoro di Frank Frazetta. In particolare eravamo affezionati al suo dipinto intitolato “Berserker” (ndr, in realtà si fa riferimento a “Death Dealer”). Proprio in quel periodo i Molly Hatched pubblicarono un album che proponeva quel dipinto. Allo stesso tempo io stavo leggendo “Stormbringer” di Michael Moorcock. Ricordo tuttora come rimasi folgorato dalla meravigliosa copertina del libro realizzata da Michael Whelan e pensai che se fosse stata quella la cover del nostro album sarebbe stata la migliore di sempre! Così contattai l’editore del libro che a sua volta mi diede la possibilità di parlarne a Michael che da quel momento in poi divenne uno dei migliori amici della nostra band. Infatti egli non solo ci lasciò usare il suo dipinto “Stormbringer” (ndr, cover di “Frost And Fire”) ma apprezzò anche la nostra musica. Posso aggiungere che uno degli elementi che garantirono il successo del nostro primo LP fu proprià il meraviglioso artwork di Whelan. Noi speriamo che quando avremo pronto un altro album saremo abbastanza fortunati da poter utilizzare un’altra sua illustrazione dedicata ad Elric! Personalmente l’ho incontrato molte volte partecipando a diverse convention dedicate al sci-fi. Una volta ha anche guidato fino a casa dei miei genitori e mi ha portato uno dei suoi dipinti originale di Elric, che è tuttora presente in casa nostra… e dopo siamo usciti a cena insieme. Oltre ad essere uno dei più grandi artisti del nostro tempo è anche uno dei migliori amici della band!

Greg: Come ha ditto Robert prima di pubblicare “Frost And Fire” ci eravamo innamorati di un dipinto di Frazetta intitolato “Death Dealer” e ci rimanemmo male sapendo che era stato utilizzato con copertina per un album dei Molly Hatched (ndr, l’esordio “Molly Hatched” del 1978). In realtà questo fatto si rivelò una benedizione poiché la nostra musica si legò in modo inestricabile con i meravigliosi artwork di Michael Whelan dedicati ad Elric.

Ok vi va di concludere salutando I vostri fan italiani con lo stile dei Cirith Ungol?

Robert: (ndr, scritto dal batterista direttamente in italiano…) Vorrei ringraziare tutti i nostri fan italiani per sostenere la band per così tanti anni! E ‘il nostro sogno di venire a suonare per voi, e spero che il sogno diventa realtà! Vorrei anche andare alla sede della Ferrari e visitare Monza, ma questa è tutta un’altra storia! Mi scuso se la mia lingua italiana non è molto buono!

Greg: We are so grateful for your loyal support! Forza Ferrari!

cirith ungol - paradise lost

 

 

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