Eluveitie: “Evocation” – Intervista a Chrigel Glanzmann

E’ il simpatico Chrigel Glanzmann a rispondere alle curiosità che sorgono dall’ascolto del nuovo album degli svizzeri Eluveitie. La poca distanza fra questo disco e il precedente è chiaramente spiegata, con poche parole ma precise.

Dalla lettura del titolo, si suppone che il vostro nuovo album sia un concept. Di che cosa parla la storia, e perchè è divisa in più parti?

Sì, si tratta di un concept sia musicalmente che per quanto riguarda i testi. Tuttavia “Evocation II” seguirà molto più avanti. Si tratta di un album particolare per gli Eluveitie, perché è per la maggior parte acustico. Abbiamo avuto l’idea di tentare la strada del disco acustico già diverso tempo fa, e ora, semplicemente, l’abbiamo realizzato! La storia è basata totalmente sull’antica mitologia celtica. L’album è un viaggio attraverso l’anima celtica, infatti “Evocation I” contiene molti testi in quella lingua, ed è la prima volta che realizziamo un album di questo tipo, con testi in celtico originale, alcuni risalenti a 2000 anni fa, trovati su antiche iscrizioni nel corso di scavi archeologici. Dal momento che non si tratta di musica “folk”, questo album potrebbe essere particolare per noi anche dal punto di vista musicale (anche se a noi piace molto la musica folk tradizionale)…volevamo creare qualcosa di nostro, musica acustica che fosse realmente nostra, che affondasse le sue radici nella tradizione delle melodie folk, naturalmente, ma con una nostra interpretazione personale. A parte tutto questo, credo che sia un bell’album, mistico, atmosferico ed oscuro.

Che cosa rappresenta l’immagine di copertina?

La copertina nostra un’illustrazione moderna di Cermunnos. Cemunnos simboleggia il potere della natura, la forza della vita in tutta la sua inviolabile sovranità. La natura detiene un potere assoluto e indefettibile su di noi, ma è un dominio diverso da quello degli uomini, non si tratta di una dittatura. Il dominio della natura è una sovranità, forte ed implacabile, ma al tempo stesso il suo è un dominio gentile, silenzioso ed arcano. Questo concetto è espresso molto chiaramente nel brano “The Arcane Dominion”, che è ripreso appunto nell’immagine di copertina. Come al solito, sono io l’autore del concept di copertina.

Facendo un paragone tra “Evocation 1” e “Slania”, mi sembra si possa parlare di un ammorbidimento delle musiche, e che le voci femminili abbiano acquistato una grande importanza. Che cos’è quindi cambiato rispetto al vostro album precedente, e perché avete fatto questo tipo di scelta?

Certamente, ci sono molte differenze questa volta. Vorrei però mettere l’accento sul fatto che questo non vuole dire che abbiamo cambiato il nostro stile. “Evocation 1” è una pubblicazione speciale, un album puramente acustico. Per noi si tratta di un qualcosa di più simile a un progetto parallelo, era semplicemente qualcosa che desideravamo fare una volta o l’altra. Quindi non si possono paragonare “Slania” (o un qualsiasi altro album degli Eluveitie) ed “Evocation I”.

Avete trascorso la maggior parte del 2008 suonando live, specialmente in festival estivi. Quali ritenete siano state le vostre migliori esibizioni dell’ultimo periodo, e perché? Preferite suonare a un festival o avere un concerto singolo in un posto più piccolo?

Ahah, è vero. Fammi pensare: negli ultimi 12 mesi abbiamo fatto esattamente 150 show live, compresi tre tour europei e due negli USA, il che equivale a dire che abbiamo fatto un concerto ogni due giorni e mezzo in media. È veramente tanto infatti. Diciamo che ci piace molto stare in tour. Ma sia che suoniamo ai festival, sia che facciano un concerto singolo, non ci importa molto, ci piacciono entrambi.

Gli Eluveitie contano otto membri. È difficile tenere insieme i vostri caratteri, le vostre abitudini e i vostri diversi modi di vivere quando siete in tour e durante le registrazioni di un disco?

Non molto. Beh, sì e no forse. Voglio dire, passiamo così tanto tempo insieme… trascorriamo più tempo insieme su un tourbus che a casa nostra! Ma in sostanza è un qualcosa a cui si fa l’abitudine; come gruppo bisogna imparare a lavorare, avere a che fare e vivere con tutti gli altri. Ma alla fine non credo che sia molto diverso se sei una band di tre o di otto membri. Allo stato attuale delle cose lavoriamo bene insieme, siamo come una specie di famiglia.

Negli ultimi anni diverse band europee hanno pubblicato degli album profondamente influenzati dalla musica folk. Pensi che il folk metal porterà un’innovazione nella scena heavy metal europea?

Forse?! Al momento sembra che possa andare effettivamente così, ma lo vedremo in seguito.

State pianificando un’imponente attività live anche per l’estate del 2009?

Siamo appena tornati da un tour europeo piuttosto lungo, da gennaio a marzo. Suoneremo ad un paio di festival e sicuramente faremo un altro tour quest’anno, che comprenderà anche gli USA. Ma probabilmente diminuiremo un po’ la nostra attività live, prchè vogliamo concentrarci appieno sul nostro nuovo album metal, che stiamo programmando di registrare quest’anno.

Dimmi tre ragioni per cui tutti dovrebbero comprare “Evocation I”.

Ahahahah, oh mio Dio! Allora, proviamo: primo, perché è un “fucking cool album”, secondo perché è unico e terzo perché contiene della pura cultura e tradizione celtica.

anna.minguzzi

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Va molto fiera del fatto di essere mancina e di essere nata a San Giovanni in Persiceto, paese della provincia bolognese. Ha scritto le sue prime recensioni a dodici anni durante un interminabile viaggio in treno e da allora non ha quasi più smesso. Quando non scrive o non fa fotografie legge, va a teatro, canta in due cori, va in bicicletta, guarda telefilm, mangia Pringles, beve the e di tanto in tanto dorme. Ci tiene a ribadire che adora i Dream Theater, che ha visto dal vivo almeno venti volte, e se non assiste ad almeno un concerto ogni settimana va in crisi di astinenza.

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