Centvrion: Intervista alla band

L’Hyper Metal dei romani Centvrion ha fatto parlare di sé a colpi di intransigente brutalità e dedizione alla causa del metallo pesante. Così, se il debutto ‘Arise Of The Empire’ ha spinto a paragoni con l’impatto dei Judas Priest più recenti, il nuovo ‘Hyper Martyrium’ sembra destinato a soddisfare palati ancora più estremi.

La band al completo ha voluto raccontare a Metallus i progetti di conquista del Centurione ed i punti cardine di un’attitudine schietta e… spudoratamente metallica!

Prima di tutto, vorrei che mi raccontaste cosa è successo ai Centvrion dalla pubblicazione di ‘Arise Of The Empire’ ad oggi…. Vi aspettavate una reazione di critica e pubblico così positiva, vista la vostra estraneità ai generi più ‘in’ nel nostro paese?

“(Luciano Monti, chitarra) Ad essere onesti, non è successo nulla ai Centvrion dalla pubblicazione del nostro album di debutto. Diciamo che, nonostante il nostro modo di fare musica sia differente dalle ‘mode’ del momento, abbiamo acquisito la consapevolezza che la nostra musica può piacere, anzi, piace e che continueremo su questa scia: heavy metal allo stato puro, cattiveria tangibile e stile sempre più pesante e violento! Il pubblico ha avuto una reazione davvero positiva, ma soprattutto la critica che ci ha gradito, ci ha dato lo stimolo e l’impulso ad andare avanti per la nostra strada.”

‘Hyper Martyrium’ è decisamente più pesante ed aggressivo del suo predecessore: cosa vi ha spinti in maniera così plateale verso sonorità estreme?

“(Fabio Monti, chitarra) Nulla in particolare. È nato in maniera del tutto spontanea e naturale. È la cattiveria che abbiamo dentro. Nulla di studiato a tavolino e di preparato a priori. Abbiamo iniziato a lavorare sui nuovi riffs dopo la pubblicazione di ‘Arise of the Empire’ e non eravamo affatto soddisfatti dei risultati. Così, dopo un breve periodo di scazzo e menefreghismo, abbiamo ricominciato daccapo. Abbiamo deciso di tirar fuori tutta la nostra ‘animalità’ e questa è uscita. Nessuna spinta particolare, solo la nostra voglia di fare un genere di quelli strappa orecchie, tirato e violento, come ci piacerebbe ascoltarlo.”

In che misura i nuovi arrivati nella band hanno contribuito alla stesura del materiale?

“(Germano Quintabà, voce) Le loro influenze si sentono, non trovi? Indipendentemente dalle nostre idee e composizioni, il loro stile è entrato a far parte di noi ed il raggiungimento di questo nostro nuovo stile personale, di questa cattiveria, è stato anche merito loro, entrambi musicisti di estrazione più thrash/death.”

Come affrontate la composizione dei pezzi? Jammate o partite da idee più definite, assembanadole poi tutti insieme?

“(Luciano Monti) Non seguiamo un iter particolare per quanto riguarda la composizione dei pezzi. Succede che si parta da un riff oppure da una linea vocale o addirittura da un tempo di batteria e da lì si sviluppino tutti gli elementi della song, che man mano acquista una sua identità, fermo restando la sua immediatezze e potenza. Altre volte partiamo già da idee ben definite e cerchiamo soltanto di ‘vestire’ la canzone con un arrangiamento che ne esalti le qualità. Il tutto naturalmente filtrato dal nostro gusto e dal nostro modo di intendere la musica.”

Quanto sono durate le registrazioni del nuovo album? Visto l’impatto dei pezzi, l’impressione è quella che abbiate cercato di ottenere un suono molto ‘live and in your face’ anche in studio…

“(Germano Quintabà) Hai ragione. La registrazione ha un sound molto ‘live’. È così che abbiamo lavorato, perché i pezzi stessi lo richiedevano. Gli stessi arrangiamenti sono diretti ed asciutti e si prestano perfettamente per il palco. Le registrazioni sono durate, tra ripresa e missaggio poco meno di una ventina di giorni.”

Germano, un cantato così estremo e sopra le righe ti richiede particolari accorgimenti per non creare problemi, soprattutto in sede live? Avevi già esperienza con il cantato growl?

“(Germano Quintabà) Esperienza? Io canto come mi viene spontaneo. Nessuno studio particolare, nessuna esperienza. Canto come mamma m’ha fatto. È vero, sono un fenomeno, me lo dicono tutti, ma io faccio così, mi viene. Certo che in studio molte voci possono essere sovraincise eliminandomi problemi di fiato. Vorrà dire che dal vivo dovrò utilizzare il mio terzo polmone: quello che respira alcool.”

Nell’intro dell’album si sente un suono di organo distortissimo… avete mai preso in considerazione la possibilità di espandere il vostro sound utilizzando maggiormente determinati suoni di tastiere?

“(Sebastiano Massetti, batteria) L’idea dell’hammond distorto è uscita semplicemente. Andrea ce lo ha fatto sentire, ci è piaciuto, abbiamo ripreso una progressione di accordi da ‘Deflagration of violence’ e la abbiamo riarrangiata come intro, sopra ad un tappeto di drums registrate veramente a casaccio, he he he… Il bello è che quello è un hammond ‘vero’, e non sintetizzato tramite un campionatore. Utilizzare tastiere nella nostra musica… Mai sfiorata l’idea. Non oso pensare a come potremmo arrangiarle…”

Visto che il vostro obbiettivo è quello di cercare l’estremo in tutti gli aspetti della vostra attività, qual è la situazione più estrema nella quale vi siete imbattuti durante le vostre esibizioni?

“(Germano Quintabà) Abbiamo suonato in un pub a Roma qualche tempo fa. Nessuno di noi, organizzatori compresi, si aspettava un afflusso così massiccio, tant’è che suonavamo su un palchetto praticamente addosso al pubblico. Un nostro fan mi si avvicina e cerca di strapparmi di mano il microfono: l’ho sbattuto a terra sotto la batteria e mi son messo a cantare in piedi sopra di lui.”

Cosa ascoltate solitamente? Vi interessa soltanto l’heavy metal più aggressivo o siete aperti ad esperienze diverse, come ‘semplici’ ascoltatori?

“(Fabio Monti) Noi ascoltiamo musica a 360 gradi. Senza esclusione di generi, a patto che non sia musica costruita senza personalità, non suonata da esseri umani. Dalla pop anni 80 (Alphaville rules) alla musica leggera; dalla musica classica al rock AC/DC-style, dall’heavy al metal più estremo. Immagina che qualche giorno fa, mio fratello è tornato a casa con due cd: il nuovo Nevermore (da lui definito una porcheria, meglio che io non dia il mio di giudizio) ed il nuovo delle The Corrs.”

I vostri testi si adattano alla brutalità della musica, parlando di violentissime situazioni immaginarie… Cosa pensate dei gruppi che usano il metal per veicolare messaggi sociali o comunque legati alla realtà?

“(Germano Quintabà) Cosa ne facciano altri gruppi dei messaggi dei loro testi, è un problema loro. Nel mio caso, visto che i testi sono mia unica ed esclusiva prerogativa, mi limito a mettere la violenza che più si addice alla musica scritta, senza sminuirne il senso e senza travisare in messaggi socio politici del tutto inopportuni. Facciamo musica, non politica e quella la lascio a chi ha il dovere di farla. Purtroppo è successo che noi siamo stati tacciati di essere portatori di tali messaggi… La mia risposta è: ‘imparate a leggere’!

Ma ho capito che tanto ognuno vede ciò che vuole dove vuole.”

Pensate che il metal sia solo un’efficace valvola di sfogo o è qualcosa di più, per voi?

“(Massimiliano Ricci, basso) Il fatto è che noi non facciamo distinzione tra metal e non metal. Per noi ogni cosa ci permetta di essere noi stessi, è una volvola di sfogo. Noi siamo proprio così come ci senti suonare. Ci sfoghiamo suonando, a volte bestemmiado, a volte mangiando come maiali piatti piccantissimi. Siamo metal!”

Violenza, impatto, attitudine sfrontata… quanto del lato ‘pubblico’ dei Centurion si riflette nella vita privata di ognuno di voi? Siete così apocalittici anche lontano dagli strumenti?

“(Germano Quintabà) Apocalittici solo con gli strumenti! Animali nella vita. Impossibile rinunciare al nostro sabato al pub dove ci ingozziamo la nostra pizza super piccante e la nostra Urbock! Certo che poi non in tutte le situazioni della vita siamo così, ma diciamo che ci piace lasciarci andare…”

C’è un obbiettivo particolare che volete raggiungere con la band? Avete già le idee chiare sui prossimi passi della vostra carriera ed evoluzione?

“(Luciano Monti) Per adesso restiamo con i piedi ben saldi in terra e lavoriamo al cd appena uscito cercando di raggiungere il miglior risultato possibile. Posso dirti che stiamo organizzando un mini tour promozionale italiano, ma non credo se ne parli prima dell’anno nuovo ed è prevista l’uscita di un mini cd per la prossima primavera… e perché no, non ci dispiacerebbe poter partecipare al Gods of Metal.”

La proposta musicale dei Centvrion è decisamente poco ‘allineata’ rispetto all’affollata scena power che domina i gusti del pubblico italiano… Cosa pensate di gruppi come Rhapsody e Labyrinth? Siete in contatto o collaborate con altri gruppi italiani?

“(Luciano Monti) Si, è vero, il nostro stile è decisamente lontano da quello che ‘impazza’ in Italia. In ogni caso apprezziamo molto il lavoro svolto dagli altri gruppi, non a caso quelli da te menzionati sono i battistrada per il metal italiano ed il loro successo è del tutto meritato. Con i ragazzi dei Labyrinth c’è un ottimo rapporto. Ci conosciamo e quando capita ci si sente. Abbiamo in mente di organizzare qualcosa con loro, chissà un live Labirynth–Centvrion, non sarebbe male. Dal punto di vista personale, per quel poco che ci si conosce posso dire che le bands italiane sono composte da persone in gamba disposte ad aiutarsi a vicenda. Almeno così è capitato a noi.”

C’è un disco od un artista che negli ultimi tempi vi ha colpiti particolarmente?

“(Fabio Monti) Zakk Wyld!!!! Mitico, favoloso, davvero l’essenza del metal. BLS è un cd eccezionale, cattivo, maligno e come pochi se ne sentono in giro ultimamente!”

Al contrario, cosa detestate della scena metal attuale (sia per quello che riguarda il pubblico, che la musica)?

“(Sebastiano Massetti) La cosa davvero deprecabile è la continua lite tra i sostenitori dei differenti generi metal, dal black al power. Non capiscono che tutto ciò è controproducente per la musica italiana. Sono loro, i fans, il pubblico a decretare il successo di una band italiana anche all’estero. Il ragionamento è abbastanza semplice: se non piace a loro, che ce ne frega a noi? Invece di star su a litigare su chi è il più bravo o meno, bisognerebbe invece supportare di più. Ho visto metallari boicottare concerti di gruppi perché un gruppo power ‘non dovrebbe suonare in una città in cui il black impera’. Ma dove vogliamo andare se continuiamo così?”

Niente esitazioni: qual è il brano dei Centurion che usereste come biglietto da visita? Quale invece il brano altrui che avreste voluto scrivere voi?

“(Fabio Monti) Il nostro biglietto da visita: ‘Hyper Martyrium’. Il brano che ci piacerebbe aver scritto invece è ‘Painkiller’ .”

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