Casablanca “Riding A Black Swan” – Intervista a Ryan Roxie

Riding A Black Swan” ha confermato la grande sostanza dei Casablanca di Ryan Roxie: quale ottima occasione, quindi, per scambiare due parole con il chitarrista, salito alla ribalta per il suo lavoro con due mostri sacri come Alice Cooper e Slash ed ora pronto per conquistare il mondo a modo suo?

Quando ti sei avvicinato al progetto Casablanca, dopo aver lavorato con nomi come Alice Cooper e Slash, immaginavi che sarebbe stata una strada di successo, fino alla testa delle classifiche rock svedesi e all’ottimo “Riding A Black Swan”?
Quando i Casablanca mi hanno chiesto di entrare nella band un po’ di anni fa, ero (e sono ancora) entusiasta all’idea di suonare con la batterista, Josephine, perché l’avevo vista con il suo gruppo e sapevo che avrei voluto suonare con lei un giorno. Sapevo che si trattava del contesto giusto per me come chitarrista, in quanto avrei avuto la possibilità di scrivere e suonare le parti di chitarra tipiche dei miei gruppi preferiti, con cui sono cresciuto. Con la mia band, Roxie 77, ho la possibilità di fare il frontman e cantare, mentre con i Casablanca interpreto il ruolo che mi ha contraddistinto negli anni, ovvero il chitarrista solista/ritmico in un gruppo micidiale con un cantante molto carismatico…come Anders Ljung, Alice Cooper e Rod Jackson!

Chi è stato coinvolto nel processo compositivo di “Riding A Black Swan”?
Il bassista Mats e il cantante Anders sono arrivati in sala prove con gran parte dei pezzi…noialtri abbiamo avuto il compito di trasformarle in brani dei Casablanca. Penso che se togliessi un elemento della band dal processo compositivo, le canzoni suonerebbero molto diverse. E sono contento che tutti abbiamo la libertà di mettere le nostre personalità nei brani.

Quali sono state le vostre influenze?
Per quanto riguarda le influenze, su quest’album credo si possano sentire dai Cheap Trick agli Hanoi Rocks, dai primi Iron Maiden ai Thin Lizzy. Un sacco delle band che compaiono nella collezione dei miei ascolti d’infanzia fanno la loro apparizione sotto forma di influenza su quest’album.

Hail The Liberation” sembra essere un pezzo molto importante in termini di influenze: vuoi dirci qualcosa di più?
E’ uno di quei brani che mescola TUTTE le influenze della band: puoi sentire influenze più datate come Maiden, Priest e Rush ma anche più moderne come i Raconteurs di Jack White. Io ci sento anche quella vibrazione “ribelle” alla Clash.

Da qualche tempo ormai sembra esserci un revival di anni ’70 e ’80…
Ringrazio Dio per genitori con con buoni gusti musicali! Una volta ai ragazzi non piaceva quello che ascoltavano i genitori, oggi invece ai concerti vedo così tanti ragazzi influenzati direttamente dalle stesse band dei genitori… Abbiamo cominciato a notare la cosa ai concerti di Alice Cooper nei primi anni Duemila, quando quasi all’improvviso ti ritrovavi davanti un pubblico multigenerazionale. Adesso non è così raro vedere un uomo verso la sessantina con il figlio di 35 anni e il nipote di 12 insieme ad un concerto…3 generazioni, incredibile!

Come pensi sia cambiata la scena musicale dagli anni ’70/’80 ad oggi?
Sono contento per molti versi di come il rock/metal si trovi di nuovo nella posizione che aveva quando ero adolescente, ovvero una scena underground guidata dai fan. Non fraintendermi, era grandioso negli anni ’80, quando le rock band prendevano un sacco di soldi per registrare album e video perché vendevano tantissimo, ma ora a causa del music business siamo tornati a doverci guadagnare i fan alla vecchia maniera, proponendo grandi concerti e mettendo assieme album di qualità. Penso che entrambi i lavori dei Casablanca lo siano.

Dead End Street Revisited” e “It’s Alright” sono due fra i miei brani preferiti sull’album…
Sono contento che un sacco di gente con cui ho parlato abbia opinioni diverse sui pezzi preferiti: significa che abbiamo fatto qualcosa di giusto, probabilmente un buon album, non solo un insieme di canzoni. Personalmente il pezzo che preferisco è quello conclusivo, “Just For The Night”, perché ho avuto la possibilità di darci dentro con la combinazione Les Paul / Marshall e tributare così due dei miei chitarristi preferiti, Steve Stevens (della band di Billy Idol) e Neil Geraldo (Pat Benatar).

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Continuare a fare musica per guadagnarmi da vivere: sono molto fortunato a far parte di alcune band davvero speciali. Alice è una leggende vivente, i Roxie 77 sono la mia creatura e i Casablanca sono la mia occasione di continuare a lottare, andare in tour e sopravvivere nelle trincee del rock’n’roll. Sono contento per tutte le band e le opportunità che mi vengono date come chitarrista.

giovanni.barbo

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Appassionato di cinema americano indipendente e narrativa americana postmoderna, tra un film dei fratelli Coen e un libro di D.F.Wallace ama perdersi nelle melodie zuccherose di AOR, pomp rock, WestCoast e dintorni. Con qualche gustosa divagazione.

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