Caliban - Intervista alla band

Caliban – Intervista alla band

Caliban

A fronte di un ottimo album come “I Am Nemsis” non potevamo lasciarci sfuggire l’occasione di scambiare quattro chiacchiere con i Caliban, tra i prime mover della scena metalcore nonchè tra i massimi esponenti del genere. 

“I Am Nemesis” è da poco uscito sul mercato, immagino abbiate già avuto modo di sondare il terreno e vedere la risposta dei fans, come procedono le cose?

Dal vivo suoniamo cinque brani del nuovo album e la risposta è ottima! Inoltre i feedback dalla stampa e dai nostri fans sulla nostra pagina Facebook, ad esempio, sono molto buoni! Siamo molto contenti!

In alcuni brani sono presenti membri di altre bands come We Butter the Bread with Butter, Suicide Silence ed Heaven Shall Burn, come nascono queste collaborazioni? Siete in ottimi rapporti con loro?

Sì, effettivamente siamo amici con tutti i ragazzi che hanno preso parte all’album! Siamo stati in tour con tutti loro o per lo meno abbiamo suonato una volta insieme, in particolare con gli Heaven Shall Burn abbiamo condiviso il palco talmente tante volte che nemmeno ricordo quante haha…

Nei vostri testi parlate di perdita e paura, avidità ed avarizia, bugie e inganni, pazzia e perdita di controllo, pensate che la musica sia un buon modo per diffondere le vostre idee ed i vostri pensieri?

Effettivamente è il miglior modo! Abbiamo voluto dire qualcosa con questo album! Il mood delle canzoni ed i testi combaciano perfettamente, le lyrics sono parte integrante della musica, almeno per me.

Raccontateci di come nascono le vostre canzoni, seguite generalmente un percorso prestabilito o semplicemente lasciate che le idee scorrano?

All’inizio avevo solo un’idea di base su come avrei voluto che le canzoni suonassero, così ho continuato a sperimentare fino a trovare ciò che stavo cercando. Credo che abbiamo cestinato sette canzoni complete durante questo processo, dopo di che ho realizzato quattro o cinque idee di base, tra le quali abbiamo scelto quelle buone per l’album, per poi concretizzare le versioni finali e le giuste accordature fino ad avere cinquanta idee tra le quali scegliere. E’ molto importante per me che le canzoni siano non solo buone, ma che si fondano bene insieme, che ci sia una linea rossa attraverso tutto l’album…il processo è stato tre volte più lungo del solito, perché abbiamo voluto che tutto suonasse perfettamente…

La Nemesi è per definizione una punizione, una vendetta, che significato attribuite a questa parola? Perché è stata scelta come titolo dell’album?

In realtà può essere vista anche come la “caduta del genere umano”, abbiamo voluto che il titolo dell’album fosse qualcosa come un’intestazione per tutti i brani…non siamo del tutto negativi, ma vogliamo dire ciò che è necessario cambiare…

Avete girato un video per la canzone “Memorial” pubblicandolo prima dell’uscita dell’album, perché l’avete scelta? C’è qualcosa di personale dietro il testo?

L’abbiamo scelta perché racchiude in sé un po’ di tutto, è una canzone che ben rappresenta l’album. È più melodica delle altre, ma comunque molto energica! I testi sono personali anche in questo caso, riguardano la morte del padre di Andy, scomparso a causa del cancro l’anno scorso…

Nuovo album, nuovo tour, nell’era di internet dove il contatto umano sembra essere stato messo da parte, quanto conta per voi confrontarvi con i vostri fans e rimanere in contatto con loro?

È molto importante, per questo indiciamo dei concorsi tipo “suona una canzone con i Caliban”, dove i fans possono inviare delle cover ed i migliori suonano con noi sul palco, ma questo è solo un esempio…Inoltre ci piace quando non ci sono barriere, in modo tale che i fans posso saltare dal palco ecc…È un modo per vivere più intensamente l’esperienza live…

L’edizione speciale dell’album contiene covers di Motley Crue, Ramstein, Six Feet Under, Misfits, At the Gates, Pink Floyd ed Anthrax, band che vi hanno influenzato nel corso degli anni, pensate sia positivo avere gusti musicali così diversi all’interno di una band?

Certamente, è molto importante! Ma queste covers non ci hanno influenzato del tutto, alcune sono solo ciò che ascoltiamo o ascoltavamo da ragazzi. Inoltre abbiamo voluto tradurre nel nostro stile brani che appartengono a generi diversi. Sfortunatamente, quando fai queste cose, devi chiedere a chi ha pubblicato la canzone e non sempre ottieni una risposta positiva. Per me i Meshuggah, con i loro riff pesanti, sono una grande influenza, ma non solo loro, anche, inaspettatamente, i Muse lo sono! Perché il modo in cui il chitarrista crea le melodie ed usa gli effetti a pedale è davvero unico, anche loro sono stati una fonte d’ispirazione per il nuovo album, ad esempio nel chorus di “ Memorial”.

I Caliban si sono formati nel 1997, quindici anni dopo, ripensando al vostro percorso, ritenete di aver preso le giuste decisioni per la vostra carriera o cambiereste qualcosa?

Amiamo ancora ciò che facciamo e ciò che conta di più è poter dire di essere stati sempre onesti con noi stessi! Non so se cambierei qualcosa, forse lo farei, ma allora non ci troveremmo dove siamo adesso ed io sono molto contento del nuovo album! Probabilmente non suonerebbe così se avessimo seguito altre strade! Ogni band ha un album con il quale voler essere ricordata, fino ad ora per me è stato “Shadow Heart”, ma adesso è “I Am Nemesis”

 

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