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Cadaveria: “Horror Metal” – Intervista con Cadaveria e Marçelo Santos

Horror Metal” non è il semplice album di una band che vuole solleticare un immaginario noir, ma una dimostrazione di maturità, un ponte di congiunzione tra le sonorità passate e future della musica estrema italiana. I Cadaveria sono giunti dunque al punto più alto della loro carriera? Ne parliamo insieme alla carismatica vocalist e al drummer Marçelo Santos.

Innanzitutto benvenuti sul nostro portale e complimenti per il nuovo album. Il titolo “Horror Metal” sembra una dichiarazione d’intenti, come se voleste mettere in chiaro chi sono, sono stati e saranno i Cadaveria. E’ così?

Cadaveria: “In realtà abbiamo fatto nostra la definizione che è stata affibbiata alla nostra musica fin dagli esordi e che abbiamo accettato di buon grado. Penso che ogni band fatichi a definire il proprio stile musicale. Noi in particolar modo, che attingiamo da più fonti d’ispirazione, non abbiamo mai saputo come etichettarci. Con HM si fa riferimento più ad una sensazione e ad un’atmosfera, che a un genere. Se poi vuoi abbinare anche un discorso d’immagine, penso che HM sia perfetto per definire i CADAVERIA di oggi a 360 gradi.”

Le canzoni dell’album seguono un filo logico o ognuna di esse è un episodio indipendente? Cosa vi ha ispirato la stesura dei testi?

Marçelo Santos: “Tutti i brani che compongono l’album sono episodi a sè stanti, ognuno con la sua personalissima storia. I testi nascono da appunti di viaggio, esperienze di vita reale, riflessioni, frasi catturate da un film o da un libro che ci ha particolarmente colpito. In fase di stesura del disco poi sono stati abbinati alla composizione musicale che più si addiceva loro.”

La prima impressione all’ascolto di “Horror Metal” è il suo essere al passo con i tempi ma altrettanto legato alle sonorità “occulte” degli anni’80, voi come la pensate? Ci sono delle band storiche che in qualche modo vi hanno influenzato?

Marçelo Santos: “La pensiamo esattamente come te e ci fa piacere che tu abbia carpito il senso musicale di quest’album. Vista la nostra età anagrafica è innegabile che si attinga da sonorità estreme anni ’80, ma è altrettanto vero che siamo buoni consumatori di musica e tutto ciò che è nuovo e interessante cerchiamo di assimilarlo e farlo nostro. Le band storiche che ci hanno influenzato più di tutte sono un mix di mostri sacri come Black Sabbath, Led Zeppelin, Doors, Venom, Mercyful Fate… e non ci spaventiamo ad accostarli ai “nuovi talenti” come Tool o Slipknot.”

In questo senso ho trovato interessante notare come i vostri primi due album avessero un legame con il metal più tecnico e moderno, mentre oggi, la band sembra voler riscoprire le proprie radici, evolvendosi ma tenendo un occhio sul passato. E’ così?

Cadaveria: “Non stiamo tanto lì a pensare in che direzione andare quando creiamo un album nuovo. E’ altresì vero che, se con i primi tre album abbiamo abbracciato una direzione stilistica più contemporanea, con “Horror Metal” e con l’entrata nella band del secondo chitarrista Dick Laurent, un certo tipo di ritorno alle radici è innegabile. E’ stato bello scoprire che tutte le idee portate da Dick andassero esattamente nella stessa direzione che il resto dei CADAVERIA si sentiva di percorrere.”

Il brano conclusivo “Hypnotic Psychosis” sembra contenere elementi di sperimentazione. Siete d’accordo? Pensate che possa rappresentare un’opzione evolutiva?

Marçelo Santos:  “No, non penso si tratti di “un’opzione evolutiva”.  In realtà abbiamo volutamente creato un brano a sè stante con contaminazioni New Wave anni ’80, per fare un qualcosa di completamente diverso dal resto dell’album. Di fatto quest’ultima traccia è separata da un paio di secondi di silenzio dalle altre. Inizialmente quest’operazione prevedeva di inserire “Hypnotic Psychosis” come bonus track in un’edizione limitata di “Horror Metal”. Poi, visto il risultato, ci siamo talmente affezionati a questo brano che ci sembrava ingiusto limitarlo solo ai primi acquirenti.”

Cadaveria: “Liricamente parlando questa canzone è un “nonsense” sperimentale, che raccoglie una serie di definizioni strane che mi sono venute in mente e che suonano bene. E’ una sorta di esercizio di stile… Un paio su tutte: orgasmo elettrico di frequenze, mosaico afrodisiaco di suoni.”

Cadaveria, la tua voce sembra essere maturata ulteriormente da “In Your Blood” a “Horror Metal”, hai avuto occasione di esercitarti ancora di più o sei entrata in contatto con nuove influenze?

Cadaveria: “L’esperienza di registrazione, i live e la mia militanza nei DyNAbyte hanno contribuito fortemente all’evoluzione del mio cantato. Non ultimo il fatto che col tempo la mia voce e il mio timbro si sono modificati. Non mi esercito molto, ma ho un ottimo orecchio e un forte senso critico e non esco dallo studio finché non credo che tutto suoni al meglio. Dopo tanti anni di militanza nella scena un passo indietro sarebbe imperdonabile.”

Più in generale quali band, ma anche artisti e autori hanno contribuito a costruire il sound dei Cadaveria?

Marçelo Santos: “A livello musicale penso di aver già elencato ampiamente le nostre fonti d’ispirazione. Se posso aggiungere qualche band citerei Celtic Frost, Possessed, Slayer, Asphix… Fuori dal contesto musicale invece la parte del leone la fa senz’altro David Lynch. Le sue visioni corrispondono molto alle nostre e siamo tutti molto attratti dalle sue opere.”

Sono passati cinque anni da “In Your Blood” a “Horror Metal”, cosa è successo in questo periodo di tempo ormai lungo, musicalmente parlando?

Marçelo Santos: “Non siamo stati fermi di sicuro. Tra DyNAbyte, Raza De Odio e Necrodeath, l’attività musicale per noi non si ferma mai. Sul fronte CADAVERIA, oltre ad aver lavorato per più di un anno a quest’album, abbiamo anche affrontato i palchi d’oltralpe e d’oltreoceano.”

“In Your Blood” uscì per Season Of Mist, etichetta piuttosto prestigiosa in ambito estremo, ma “Horror Metal” vi vede tornare sotto l’egida di Scarlet, sebbene per l’etichetta Bakerteam. Non eravate soddisfatti del precedente deal?

Marçelo Santos: “Certo,la SOMgode di maggior fama fuori dall’Italia e il suo status è superiore a quello di Scarlet/Bakerteam, ma sotto l’etichetta francese eravamo un po’ lasciati a noi stessi, con scarso interesse a promuovere degnamente e continuativamente l’album. C’è stato quindi un addio consenziente e amichevole. Con Bakerteam e i ragazzi della Scarlet è tutto più facile. Li conosciamo da tempo e con loro ci si intende al volo, è più facile pianificare il lavoro, ma soprattutto hanno quell’entusiasmo che serve a un gruppo per essere supportato a dovere.”

Quali novità invece per i DyNAbyte? Come riuscite a conciliare due realtà differenti?

Cadaveria: “Con un po’ di organizzazione! Il secondo album dei DyNAbyte, “2KX”, uscito nel2010, miha succhiato tantissime energie. Le registrazioni, il mixaggio e il mastering ci hanno impegnato moltissimo e, come se non bastasse, abbiamo anche elaborato dei contenuti multimediali per la chiavetta USB, altro supporto su cui è uscito il full length… senza parlare del video. Purtroppo non abbiamo il tempo per concretizzare il progetto anche con dei live. LJ Dusk, il chitarrista, è già al lavoro su nuovi pezzi, mentre personalmente mi sto dedicando a tempo pieno ai CADAVERIA. Tra qualche anno sentirete nuovamente parlare dei DyNAbyte e come sempre faremo qualcosa che non passerà inosservato.”

Proporrete presto il nuovo materiale dal vivo? Avete già qualche anticipazione relativa ai prossimi live?

Marçelo Santos: “Sì, abbiamo in scaletta diversi brani tratti da “Horror Metal” e abbiamo già fatto un release party in quel di Milano il 10 febbraio. La prossima tappa è a Torino allo United Club il 30 marzo e molte altre date sono già pianificate (tra cui alcuni festival estivi) o si stanno delineando. Consiglio sempre agli interessati di visitare il nostro sito ufficiale per tenersi informati sulle città che toccheremo (per non dire poi, “ah avete suonato vicino a casa mia, se lo avessi saputo”…).”

Non ultimo, sono poche le band di metal estremo guidate da una figura femminile carismatica, quali realtà oltre ai Cadaveria ci suggerireste di tenere d’occhio?

Marçelo Santos: “Non per niente le band con le quali abbiamo collaborato (sui loro dischi): Mechanical God Creation e Theatres Des Vampires.”

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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