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Bush: “Black And White Rainbows” – Intervista a Gavin Rossdale

Dopo un’assenza lunga una decina di anni, i Bush hanno deciso di riprendere il loro ruolo nella scena musicale internazionale dando alle stampe con regolarità una serie di album culminati nell’ultimo “Black And White Rainbows” [questa la nostra recensione], uscito lo scorso marzo per Caroline International. L’occasione è buona per scambiare quattro chiacchiere con il frontman nonché leader del gruppo britannico Gavin Rossdale. Dall’altro lato del microfono troviamo un uomo che ha trovato un equilibrio grazie alla sua famiglia e all’amore per i suoi figli, un uomo maturo e convinto dell’ottimo lavoro realizzato.

Signore e signori, Davin Rossdale. 

Ciao Gavin e benvenuto su Metallus.it

Ciao Pasquale e un ciao a tutti i lettori di Metallus.it.

Allora Gavin, partiamo subito parlando del nuovo album. Quando hai sento dentro di te che il tempo per un nuovo disco dei Bush era, finalmente, giunto?

Beh, se ci pensi è il mio lavoro. Per me è come andare a lavorare ogni giorno tanto che ho creato un mio personale studio di registrazione a casa. Ogni istante della giornata in cui non sono impegnato con i miei figli, mi chiudo in studio e compongo musica. Credo di aver realizzato qualcosa di veramente interessante e questo è stato possibile anche grazie all’aiuto di grandi musicisti con i quali mi sono divertito tantissimo. Abbiamo scritto delle canzoni per la gente, così come quando abbiamo iniziato.

Sono passati diversi anni dal vostro ultimo album, nel mezzo ci sono state tante altre esperienze – musicali e non – che hanno segnato la tua vita. Credi che una band come i Bush possa ancora avere qualcosa da trasmettere alle nuove generazioni?

Credo che ogni momento nella nostra vita è un momento fatto di ritorni. Se hai una carriera molto lunga ci sono periodi in cui i tramonti ti appaiono più belli che in altri momenti. Possiamo dire, quindi, che la carriera di una band è composta da una serie di ritorni. Credo che questo sia il momento giusto per il ritorno dei Bush, ci siamo divertiti a registrare quello che sarebbe dovuto diventare il nostro miglior disco. Ogni volta lo spirito giusto è questo, provare a realizzare il miglior disco possibile. Così come ci siamo presi del tempo per dedicarci alle nostre famiglie dopo aver lavorato all’ultima canzone, così abbiamo deciso di riprendere a suonare quando ne sentivamo il bisogno, la voglia.

Da cosa ti sei lasciato ispirare nel momento in cui hai deciso che “il tempo del vostro ritorno” era giunto?

Sono un artista, faccio canzoni ed è quello che voglio fare nella vita. Nel momento in cui ho sentito che il momento di tornare era giunto ho iniziato a guardarmi intorno, vedere cosa succedeva nel mondo. Sono rimasto colpito dai conflitti che devastano il mondo, dalle foto dei bambini siriani la cui esistenza è devastata dalla guerra. Leggo i quotidiani ogni giorno e trovo solo morte, odio e distruzione. Il mondo è diviso in opposte fazioni in cui ognuno difende il proprio credo, ‘io sono nel giusto e tu nel torto’, ed è terrificante. Così come, in un altro brano, mi sono concentrato sul fatto che molte persone si concentrino solo sulla propria vita e tutto il resto deve essere in loro funzione. Questa cosa mi fa paura! È un album molto profondo e violento, non parla di me, ma di quello che ci succede intorno.

Mi ha colpito molto il titolo del disco,“Black And White Rainbows”. Cosa si nasconde dietro quest’immagine così forte?

Beh, se guardo il cielo è quello che vedo. Un arcobaleno in bianco e nero. Se guardi a quello che quotidianamente ci succede intorno, la sensazione che avverti è proprio quella di vedere un arcobaleno in bianco e nero. Ma il mio vuole essere un messaggio positivo. Quando tutto intorno sembra ormai perso, tu sai che presto il sole tornerà a sorgere, la luce a splendere. Vuole simboleggiare un nuovo inizio.

Ascoltando questi nuovi brani non possiamo non notare un approccio più positivo alla composizione che non disdegna momenti più intimistici. I testi delle canzoni sono tra loro collegati da qualche idea di base oppure no?    

Molti dei testi sono nati dopo aver letto una notizia, o un libro, nel tentativo di riportare in musica quello che provavo. Qualche mese fa eravamo in spiaggia a festeggiare il compleanno di mio figlio e ripensavo alle immagini di quei bambini morti per colpa della guerra, la loro fuga in cerca di un posto sicuro. È un contrasto dalla potenza devastante, e “People At War” prova a contenere tutte queste emozioni così terrificanti.

Musicalmente questo disco è aperto a sonorità decisamente più radiofoniche. A cosa dobbiamo questa vostra sterzata verso un pubblico più mainstream?

Ogni mattina quando sono in macchina per accompagnare i miei figli a scuola ascoltiamo musica pop alla radio. Era impressionante vedere come tutti cantassero le canzoni che passavano in radio, chiunque conosceva le hit del momento, persino mio figlio che ha dodici anni. Mentre ero in studio di registrazione per la stesura di questo album continuavo ad accompagnare i miei figli a scuola e questa cosa mi ha influenzato nella composizione, spingendomi a trovare soluzioni che potessero piacere a tutti, che tutti possano cantare. Oggi la tecnologia ha fatto passi da gigante, puoi ascoltare musica ovunque. Quando abbiamo scritto queste nuove canzoni eravamo consapevoli di quest’aspetto e sul fatto che non si possa tornare indietro. Ci spinge a comporre cose diverse perché il mondo sto cambiando, e bisogna farsi trovare pronti.

Ci hai parlato di come il musicista, l’artista Rossdale si è approcciato alla realizzazione di “Black And White Rainbows”. Ma per l’uomo, per Gavin, cosa rappresenta questo disco?

Speranza. Un disco pieno di speranza. “Black And White Rainbows” è un disco pieno di speranza, di sfide da affrontare per vedere il sole tornare a splendere. Nonostante le tematiche siano legate a temi brutti e forti, la sfida è quella di lottare affinché si riesca a superare questi momenti bui e negativi.

Gavin, grazie tante per la tua disponibilità e speriamo di vederti presto in tour e in Italia!

Fosse per me suonerei ogni giorno, soprattutto in Italia. Prima, però, devo trovare un modo per organizzare bene il mio tempo con i miei figlie e con la mia famiglia. Suonare in Italia è sempre un grande piacere, ricordo degli show fantastici a Roma e Milano. Nel frattempo, grazie a voi! A presto.

Pasquale Gennarelli

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"L'arte per amore dell'arte". La passione che brucia dentro il suo cuore ad animare la vita di questo fumetallaro. Come un moderno Ulisse è curioso e temerario, si muove tra le varie forme di comunicazione e non sfugge al confronto. Scrive di Metal, di Fumetto, di Arte, Cinema e Videogame. Ah, è inutile che la cerchiate, la Kryptonite non ha alcun effetto su di lui.

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