Buckcherry: “The Devil’s In The Details”- Intervista a Stevie D

C’è grande attesa per la nuova uscita discografica dei Buckcherry, “Warpaint” prevista per marzo. Sarà un ritorno alle vecchie sonorità o un album influenzato anche dai recenti progetti della band? Di questo e altro abbiamo parlato con il disponibilissimo chitarrista Stevie D.

Innanzitutto grazie mille per averci concesso questa intervista. E’ fantastico riavere i Buckcherry nuovamente su Metallus. Iniziamo subito parlando del nuovo album “Warpaint”. Puoi dirci quali sono le maggiori differenze rispetto al vostro disco precedente che è uscito tre anni fa?

Differenze enormi, ma SEMPRE Buckcherry e sempre rock’n’roll. I musicisti sono diversi, così come il produttore e lo studio. Anche la saggezza e l’esperienza. Io posso parlare solo per me, ma è successo molto dal punto di vista personale e tutto questo è uscito emotivamente e musicalmente.

Tra l’uscita del vostro precedente lavoro e questo, tu e Josh avete dato vita ai Josh Todd & The Conflict e realizzato un album dove avete sperimentato maggiormente nel sound. Ha questa esperienza anche influenzato le sonorità del nuovo lavoro dei Buckcherry o il suo processo creativo?

L’impeto è diverso ma siamo sempre io e Josh. I Conflict sono stati ispirati dai nostri inizi. Dalla musica punk e più pesante. Meno sulla finezza e di più riguardo il potere, non solo dal lato musicale ma anche nei testi.

Che cosa ci puoi dire della cover e del video di “Head Like A Hole” dei Nine Inch Nails? Come avete scelto questo brano specifico e siete degli estimatori del gruppo?

Abbiamo avuto sempre molto amore e rispetto per tutto quello che Trent Rezor ha mai fatto. Un vero genio e autentico caposaldo così come lo sono stati Bowie  e Prince. Negli ultimi anni abbiamo sempre giocato con le cover sia durante le prove, il soundcheck o in studio. In questo giorno particolare il nostro produttore ha fatto centro e ottenuto un disco.

Che cosa ci puoi dire riguardo la copertina e l’artwork di “Warpaint”?

Il nostro manager Larry Mazer ha trovato un artista di talento sulla east coast di nome Aaron Marsh. Non avevamo idee preconcette per la copertina tranne per il nome “Warpaint” e che doveva essere un qualche tipo di eroe. L’immagine iniziale che ci ha inviato non era troppo diversa rispetto a quella di adesso. Gli occhi di tutti si sono illuminati quando l’abbiamo vista. Formidabile, una donna con la vernice da guerra e quegli occhi. Ed è ancora abbastanza vaga da permettere allo spettatore di interpretarla a modo suo.

Questo disco è stato prodotto da Mike Plotnikoff con cui avete lavorato anche per l’album “15”. Come è stato lavorare nuovamente con lui e spiegaci i motivi della sua scelta?

Lavorare con Plotnikoff è stato un processo spirituale e catartico. L’abbiamo scelto non solo perché abbiamo avuto un enorme successo con lui in passato, ma ha avuto anche molto a che fare con il dare forma al paesaggio rock che esiste oggi, alla nostra visione. Il fatto che sia un essere umano incredibile e diabolicamente bello non fa nemmeno male.

Siete una band molto attiva sui social media e anche con i vostri fan. Quanto è importante il contatto con loro e anche tutte le piattaforme su internet per promuovere la band?

Devo ammettere che abbiamo un grande aiuto con i nostri canali social (Nicole Hatley della Vox Magneta). Il nostro forte è comporre musica ed esibirci, non occuparci dei contenuti mediali. I social media per me possono essere uno strumento immensamente utile per il marketing, ma se non stai attento ti può condurre verso il baratro. Milioni sono dipendenti.

Parlando del settore musicale sappiamo che la vendita dei dischi sta diventando sempre più difficile. Pensi che sia ancora importante pubblicare nuovi album o è solo un modo per poter suonare di più dal vivo?

La musica nuova e di qualità è sempre importante. Cambia la gente. Solleva le persone e le cura. Sarà per sempre importante. Ma è vero le vendite sono un qualche cosa del passato e il mondo ora parla dello streaming. Chissà se le cose torneranno come prima. Per noi è diventato il modo in cui le persone ci trovano e anche i nostri show dal vivo.

Quali sono i vostri obiettivi e progetti futuri?

Adesso ci stiamo preparando per dei concerti nel sud della California e poi un tour mondiale.

L’intervista è finita. Non vediamo l’ora di vedervi qui da noi a febbraio. Hai un messaggio per i vostri fan italiani?

Grazie mille per il tuo affetto e supporto negli anni… non vediamo l’ora di suonare per te presto. Tanto amore. (Rigorosamente detto in italiano, nda).

eva.cociani

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Amo la musica a 360 gradi, non mi piace avere etichette addosso, le trovo limitanti e antiquate, prediligo lo street, il glam e anche il goth, ma non disdegno nulla basta che provochi emozioni. Ossessionata dalle serie tv, dalla fotografia, dai viaggi e dai live show mi identifico con il motto: “Live the life to the fullest”.

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