Chaosbreed: Brutali e Pesanti – Intervista a Santeri Kallio

Tanto per cominciare chiediamo a Santeri Kallio quali sono i motivi che hanno spinto la band ad intraprendere la strada della "rivisitazione" o dell’album pensiero-tributo, in quanto ci sono parecchi riferimenti alle classiche band del passato e caro old-school death metal.

"Ovviamente si tratta di un tributo ed è volutamente fatto apposta. Ma non si tratta di un tributo alle sole death metal band svedesi. E’ un tributo rivolto a tutte le band che hanno fatto parte della scuola passata di questa musica e anche verso quelle band di quel movimento che non sono più tra noi. Mi rivolgo ovviamente innanzitutto alle band svedesi quali Entombed, Carnage e altri ma anche le americane, importantissime, quali Death, Autopsy, Possessed, Morbid Angel, Pestilence oppure anche a quelle inglesi che non sono propriamente death come Napalm Death, Extreme Noise Terror e altri ancora che sono esistiti attraverso gli anni ’80 e sono giunti fino a noi oggi, sempre grandi. E’ per questo che questo album debba essere considerato anche un tributo. Utile soprattutto a non dimenticare, ovviamente, gli Slayer, i padrini di tutto questo."

In effetti le somiglianze con gli Slayer ci sono e si sentono. In ‘Faces Of Death’ per esempio…

"Ma certo! E’ nata volutamente così. Nel senso che essendo noi stessi dei veterani del metal (a questo punto ricordiamo ai lettori che si tratta di una superband formata dai primi esponenti di band quali Sentenced, Amorphis, Entombed, NdA)abbiamo voluto vedere se avevamo le palle per fare qualcosa che rendesse davvero omaggio alla band Slayer. Così è venuto fuori questo riff sulla scia di un mix tra ‘South Of Heaven’ e ‘Dead Skin Mask’. Ed abbiamo quindi deciso di proseguire diretti su questo punto, il tributo agli Slayer, almeno per questa traccia. Qualcuno potrà anche pensare che si tratti di una copiatura, di una appropriazione illecita, ma dal mio punto di vista non è così. Non si discute."

Ci viene spontanea una domanda. Come vi siete trovati, suonando assieme alcuni di voi per la prima volta, come musicisti con un notevole background sia artistico che da ascoltatore e che poi hanno preso direzioni musicali completamente differenti le une dalle altre?

"Beh ad essere sincero non ce ne siamo preoccupati affatto. Nel senso che comunque sapevo quale fosse il background e quello che ascoltiamo nel nostro tempo libero, di certo non ci interessava comprendere all’interno di questo lavoro le direzioni attuali che come musicisti abbiamo preso. Ci siamo visti più o meno tutti allo stesso festival, non ricordo dove esattamente, e bevendo una birra abbiamo deciso di suonare qualcosa assieme una volta tornati a casa. Praticamente nel metal, ma in tutto il rock in genere, è così che va. Ci siamo incontrati e abbiamo suonato. Quello che ho fatto in passato nei Sentenced non è stato preso in considerazione per questo evento. I miei personali interessi e lavori che attualmente sono ancora incompleti sono lontani e prendono direzioni diverse rispetto al metal estremo a cui sono abituato. Mi stupisco, certo, quando qualcuno mi chiama per partecipare ad un progetto che va lontano dai miei soliti canoni musicali, ma mi fa anche piacere perché un progetto è comunque una cosa a sé, non è detto che debba per forza continuare nel tempo. Come in questo lavoro, dopo un paio di ascolti e di prove decisive abbiamo realizzato ciò che avevamo intenzione di fare e ci siamo resi conto che non era affatto male! E poi siamo stati davvero bene insieme. Come hai detto tu abbiamo lo stesso background musicale, le stesse origini e siamo tutti appassionati alla nostra musica allo stesso modo."

La caratteristica che ci è piaciuta molto è la fede mantenuta nel nome della band. Cioè la brutalità dell’album, un death metal serrato e spaccaossa ma che non rientra assolutamente nei canoni del death metal cosiddetto "tecnico". Eppure i musicisti ci sono eccome…

"Sì credo di capire ciò che intendi. Suonare death metal non è sempre sinonimo di bravura musicale o tecnica eccellente e allo stesso modo avere tanta tecnica non serve a fare un buon disco death metal… E non credo, come affermi tu, che siamo così bravi come musicisti(risate, NdA)

Beh certamente avete la conoscenza e la tecnica necessaria per fare ciò che vi piace però…

"Questo è vero. E la conoscenza che abbiamo deriva dalla nostra storia. Come musicisti. Devo ripensare a quando avevo 15 o 16 anni. All’epoca mi piaceva già quello che facevo ma non sapevo esattamente come fare… Oggi invece oltre al fatto che adoro quello che faccio, so anche cosa faccio e come farlo per farlo bene. E soprattutto non vogliamo limitarci a dover dimostrare qualcosa che qui non c’entra, a nessuno. Quando parliamo di death metal intendiamo intensità, suoni diretti e non magari tastiere, effetti strani, suoni elaborati… Crediamo che i suoni più primitivi, ritmiche essenziali e melodie semplici ma accattivanti siano la formula migliore per un death metal vecchio stile."

Ma ti devo chiedere una curiosità. In quale tipo di death metal ti vedi meglio? Voglio dire, immagino trovi la descrizione di death metal in band come Autopsy, Morbid Angel ed Entombed piuttosto che in Death, Cannibal Corpse, Pestilence e altri ipertecnici… giusto?

"Mah, io mi vedo molto meglio nel death classico, poco pulito nei suoni con meno tecnica. Questo più che altro perché come ho già detto mi piacciono le sonorità primitive. Se prendiamo una band tecnica, i Death per esempio, Chuck Schuldiner, che Dio protegga la sua anima, si era evoluto a livelli inumani come chitarrista ma se prendiamo il suo primo album, beh… quello è death metal in tutto e per tutto, suoni ruvidi, tecnica sporca, suoni poco elaborati… Ed è stato registrato nel 1987, o giù di lì insomma. Voglio dire, il death lo vedo un po’ come il thrash all’europea che era dei Kreator, ma più brutale, diretto. Alcuni dei ragazzi sono diretti più verso la parte melodica e tecnica, ascoltano anche Dismember per esempio… ma il concetto è che il death metal è un vero e proprio fenomeno nato alla fine degli anni ’80 ed esploso negli anni ’90. Ed è diventato un fenomeno uniforme. Non certo nel senso che lo stile è sempre lo stesso, questo no, ma certamente ha lo stesso pensiero di fondo. Se pensiamo al primo Morbid Angel, al primo Autopsy, al primo Entombed e al primo Death etc. si nota eccome che i dischi in questione si differenziano molto ma sempre e comunque di death si tratta. Non lo puoi chiamare altrimenti. Non era affatto una domanda semplice…"

Come ti avevo detto era una curiosità perché incontro sempre più persone che mi accennano a stili, generi, sottogeneri e sottoculture della musica metal che alla fine io considero più o meno tutto come rock. Tante volte si ascoltano dichiarazioni del tipo ‘… io questo non lo ascolto perché non fa parte del mio concetto di cosa è metal…’

"’Certamente. Ma è praticamente impossibile categorizzare strettamente dei generi musicali. Così come non riesco a rispondere in pieno alla domanda. Non ha senso per me mettere le etichette alla musica e me ne frego. Io non sopporto poi questa limitazione del metal o non metal. Se una cosa mi piace la ascolto, se un disco che non è metal ha delle buone canzoni lo compro e me lo ascolto. Non riesco a vedere in maniera differente. Non mi interessa neanche il gruppo in questione. Se ci sono canzoni buone, questo basta."

Passiamo ad altro. Questo vostro album è sotto Century Media. Come vi trovate a lavorare con loro?

"Beh per il momento è ancora presto per parlare però devo dire che i ragazzi di Century Media sono molto eccitati per questo lavoro e si stanno dando da fare molto attivamente. Inoltre sono tutti giovani e grandi ascoltatori di musica, sono cresciuti con le stesse passioni, è una etichetta di appassionati al metal per intenderci. Per noi è molto facile comunicare con loro, cosa importantissima per una etichetta, e ci divertiamo molto. Loro capiscono perfettamente le nostre esigenze e sanno venirci incontro nei problemi e comprendono lo stato che può esserci all’interno di una band in fase di registrazione per esempio. Questa per me è una cosa eccezionale. Poi ovviamente hanno tutto ciò che una etichetta deve avere per poter andare avanti, quindi promozioni, interviste, capacità organizzativa… Bisogna essere in grado di gestire così tanti gruppi come hanno loro."

A proposito. State già definendo delle date? Ce ne saranno?

"E’ ancora tutto da definire. Ce la stiamo prendendo comoda perché al momento non è una priorità per noi."

Hai collaborazioni parallele al momento oppure hai dedicato la maggior parte del tuo tempo a Chaosbreed?

"No al momento ho altre collaborazioni. Non è certo un lavoro a tempo pieno essere in una band che comunque è ancora underground. Pensa alle band che sono in giro da anni come, tipo, Nightwish, Him, Stratovarius, siamo ancora tutti nel mondo underground, musica "marginale" se vogliamo dargli un nome… Posso suonare in cinque differenti band al momento perché è molto facile da mandare avanti ogni singola collaborazione."

Un’ultima considerazione. Questo disco non è una novità è vero. Ma è anche vero che lasciare questo disco in negozio vuol dire che si ha davvero voglia di rimanere ignoranti del passato, no?

"Allora Ettore, mi fa molto piacere quello che dici perché significa che hai compreso il nostro scopo, cioè che noi vogliamo che la gente si ricordi delle band che fanno parte del nostro passato e del nostro presente. Aggiungilo, mi raccomando!"

E per finire?

"Keep up the flame!"

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