Brimstone Coven: “Black Magic” – Intervista a Andrew D’Cagna

Che il 2016 possa essere definitivamente l’anno del “vintage rock”? E’ un po’ presto per dirlo, ma a quanto pare sempre più band di recente formazione riscoprono con piacere il sound psichedelico e il blues rock degli anni ’70, riproponendolo spesso con originalità e idee personali. E non mancano molte buone uscite, tra cui dobbiamo certo considerare “Black Magic”, il nuovo studio album dei Brimstone Coven.  Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con il simpatico Andrew D’Cagna, il bassista del gruppo americano.

Per prima cosa benvenuto e grazie dell’intervista! Andrew, ti va di presentare il vostro nuovo album “Black Magic” ai nostri lettori? In quali termini ne parleresti?

Ciao e grazie a voi per ospitarci! “Black Magic” è un album di rock classico ma oscuro che nei testi tocca numerosi argomenti che hanno a che vedere con la morte, il male e l’occulto. Le esecuzioni sono spesso lente e talvolta sludgy, ma a volte variano e diventano più sostenute, tipicamente rock. Le voci sono state registrate con tre diverse armonizzazioni. Come band ne siamo davvero orgogliosi.

Pensi che siano stati fatti molti passi in avanti rispetto al vostro album di debutto, intitolato semplicemente “Brimstone Coven”?

Direi proprio che siamo cresciuti molto come band tra un disco e l’altro. Le differenze si notano e sono parecchie, ma in qualche modo siamo anche rimasti fedeli alla nostra missione. Penso soprattutto che le canzoni di “Black Magic” siano più coese e complementari rispetto al primo disco.

L’intero album suona deliziosamente analogico e vintage, influenzato da band fondamentali dei seventies come i Black Sabbath e i Saint Vitus. Ti vedi parte di una sorta di revival o pensi che la vostra musica debba essere considerata contemporanea?

Beh, grazie per averlo notato! Abbiamo deliberatamente cercato di registrare il disco con un sound “antico” e la ragione per cui suona analogico è proprio dovuta al fatto che abbiamo utilizzato delle apparecchiature analogiche, soprattutto per la registrazione della chitarra e della batteria. Non credo proprio che la nostra musica possa essere definita contemporanea, lo sappiamo bene, nemmeno troppo revivalista però. In definitiva, suoniamo quello che per primi ci piacerebbe ascoltare.

Qual è il significato del titolo “Black Magic”? I testi seguono un concept oppure ogni canzone tratta un argomento diverso?

Un titolo come “Black Magic” si spiega da sé ed ogni canzone riguarda un argomento diverso ed è come un rituale vissuto dal punto di vista dei suoi partecipanti. Parliamo anche di cose come la proiezione astrale, le donne malvagie, il tradimento, la Peste Nera e le ideologie pagane. Se qualcosa ha a che fare con il male, la morte o l’occulto, noi ne faremo una canzone.

Vi definite una “dark occult rock band”, eppure io trovo che il vostro sound sia molto più intrigante che spaventoso. Voglio dire, è intenso, bluesy, addirittura delicato a volte. Come mai avete scelto questa definizione?

Prima di tutto, la nostra musica non si può includere in una categoria ben precisa. Di solito ci sentiamo dire che facciamo parte di panorami come il metal, lo stoner rock, oppure che abbiamo dei suoni “fuzz”, ma nessuna di queste etichette ci descrive pienamente. Se potessi userei un termine come “heavy blues”, ma non sarebbe del tutto corretto nemmeno questo, perché ci siamo spinti più in là di molte heavy blues band. Non vogliamo assolutamente sembrare spaventosi, ma ci piace davvero essere un po’ disturbanti e misteriosi!

Come abbiamo detto prima, i Black Sabbath sono stati per voi una grande fonte di influenza. Il gruppo ha dichiarato di recente il suo scioglimento al termine di un ultimo tour per salutare i fan. Come avete reagito a questa notizia?

Per quanto mi riguarda, credo che i Black Sabbath siano stati parte fondamentale dell’educazione musicale di ogni metal band! Siamo stati tutti battezzati con le loro canzoni e di certo non puoi dimenticare gli insegnamenti dei tuoi padrini! E non sono preoccupato del loro imminente scioglimento. Non è la prima volta che succede e comunque, anche se un giorno non esisteranno più, la loro musica non smetterà di avere un forte impatto su chiunque voglia cimentarsi in questo lavoro. Saranno sempre una delle band più importanti della scena rock.

Di recente avete girato il video della canzone “Black Magic”, quella che dà il titolo all’album. Che mi dici di questa esperienza? E se ti dicessi che nelle sue atmosfere il video mi ha ricordato il vecchio sceneggiato “Les Compagnons De Baal?”

Sono sincero, non ho ben presente quella serie Tv, ma lo prendo come un complimento! Nel video abbiamo voluto catturare quelle atmosfere un po’ nebbiose e fumose dei film horror di inizio ’70. Il regista è un fan di quell’epoca e la sua direzione è stata ottima, ci ha dato esattamente ciò che avevamo in mente e durante le registrazioni non abbiamo dovuto fare assolutamente nulla, soltanto suonare.

Avete intenzione di partire in tour dopo l’uscita dell’album? Avremo occasione di vedervi in Italia?

La nostra idea è quella di promuovere “Black Magic” suonando dal vivo il più possibile. Al momento ci stiamo attivando per trovare un’agenzia di booking che lavori con noi a lungo termine. Ci piacerebbe visitare l’Europa e naturalmente anche l’Italia. Di recente abbiamo stretto amicizia con una grande band italiana, gli Psychedelic Witchcraft. La loro musica è eccellente e siamo sicuri che sarebbero degli ottimi compagni per un tour europeo! Teniamo le dita incrociate e speriamo nel futuro!

Di recente avete diviso il palco con una band che non ha bisogno di presentazioni: i Pentagram. Cosa ricordate di questa esperienza?

Non è la prima volta che abbiamo il privilegio di dividere il palco con i leggendari Pentagram e ogni volta è un vero onore per noi. Ed è anche un onore essere paragonati a loro musicalmente, poiché sono stati una grande fonte di influenza per moltissime band. E anche se non è facile, un giorno vorremmo esserlo anche noi. Hail, Pentagram!

Non ultimo, vuoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani e magari darci tre buoni motivi per acquistare l’album?

Certo! Il nuovo disco vi piacerà e poi ogni volta che acquistate un nostro Cd, Lp o merchandise ci date una mano ad affrontare il nostro tour europeo e darvi del buon rock. E poi io sono di origini italiane, può bastare? Salute!

Brimstone-Coven

 

andrea.sacchi

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Poser di professione, è in realtà un darkettone che nel tempo libero ascolta black metal, doom e gothic, i generi che recensisce su Metallus. Non essendo molto trve, adora ballare la new wave e andare al mare. Ha un debole per la piadina crudo e squacquerone, è rimasto fermo ai 16-bit e preferisce di gran lunga il vinile al digitale.

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