Borknagar: “Winter Thrice” – Intervista a Oystein Brun

L’ultimo album dei Borknagar è sicuramente una delle uscite più attese di questo inizio 2016, specialmente perché con questo disco la band celebra i primi vent’anni di attività. Non ci siamo quindi lasciate sfuggire l’occasione di contattare il chitarrista e fondatore Oystein Brun, che ci racconta tutto del nuovo “Winter Thrice”.

Ciao Oystein e grazie del tuo tempo! Presentaci innanzitutto il vostro nuovo album.

Direi che rispetto ai nostri precedenti album quest’ultimo è più vario, ci sono stili musicali differenti, un diverso modo di sviluppare il concept… lo definirei uno speciale viaggio musicale.

Questo disco celebra i vostri primi venti anni di carriera: come vi sentite per aver raggiunto un traguardo così importante?

Sono successe tantissime cose in questo periodo, e non necessariamente a livello commerciale. Noi siamo in giro da vent’anni e abbiamo fatto 10 dischi… è un sacco di tempo! Rappresenta un sacco di lavoro, tanti alti e bassi. Ora abbiamo posto questa pietra miliare, anche se in realtà gli altri membri della band non sono durati tutto questo tempo. Io sono semplicemente soddisfatto di quanto abbiamo realizzato fino ad ora e del nuovo album e sono in realtà più eccitato per ciò che può accadere nei prossimi vent’anni! Eheheh!

A mio parere, “Winter Thrice” rappresenta davvero l’album più vario della vostra carriera, ma anche quello più lontano dalle vostre origini black metal: quale processo di song-writing vi ha portato a sviluppare questo tipo di suono?

E’ stato un processo molto lungo, che ha richiesto un sacco di tempo: volevamo realizzare qualcosa di davvero speciale con questo album, un album che al suo interno avesse tutto, ovvero tutto ciò che abbiamo fatto in passato. Realizzarlo ha rappresentato per me il raggiungimento di un obiettivo, quello di scrivere un disco vasto, interessante, con molti contrasti al proprio interno. Abbiamo speso molto tempo, forse fin troppo, per scrivere e produrre questo disco, ma per me ciò è molto importante perché porto rispetto alle persone che comprano l’album e hanno interesse per la band: per me è quindi fondamentale consegnare loro un album di qualità, ben scritto e ben prodotto; se mi aspetto che le persone lo comprino, devo fare qualcosa che abbia una sua dignità!

Anche la cover dell’album è molto d’impatto e curata: potresti spiegarci il suo significato?

La copertina non esprime un determinato simbolismo, ma è comunque composta da differenti strati e volevo che fosse una sorta di specchio del CD, che rappresentasse i sentimenti comunicati dalla musica. Penso insomma che l’artwork sia riuscito a comunicare la diversità del disco, la parte superiore richiama poi la fantascienza; l’albero rappresenta la vita di ogni cosa ed è combinato col fuoco, che è un opposto suo e della vita. Nella mitologia nordica l’albero della vita è un elemento ricorrente, è una rappresentazione del filo conduttore lirico che attraversa i testi.

Passando ora all’analisi delle canzoni del disco, trovo che “The Rhymes Of The Mountain” sia un brano  melodico e immediato, ma allo stesso tempo potente ed estremo: possiamo considerare quest’ultimo come un esempio del vostro nuovo sound?

Sì, assolutamente e per molti versi! Si tratta di un’ottima canzone, davvero rappresentativa dell’intero album. Al suo interno ha tutta la diversità del disco: parti veloci e parti soft, cantato in scream e in pulito. Quindi sì, è veramente un pezzo rappresentativo dell’album.

La seconda traccia di cui vorrei parlare è “Terminus”, la canzone più lunga e complessa del disco, che vede al suo interno numerosi cambi di ritmo e d’atmosfera. Possiamo dire che questo brano rappresenti la vostra attitudine più progressive?

Oh, sì! Penso che noi non abbiamo mai voluto fare musica che fosse facile da “digerire”, ma che rappresenti una sfida per l’ascoltatore e che vada ascoltata almeno un paio di volte. “The Rhymes Of The Mountain” è un pezzo più facile da assimilare, suppongo, anche da un punto di vista lirico; “Terminus” è invece più complicata, più schizofrenica, sfida il pubblico ad ascoltarla più di una volta, quanto meno due o tre direi: questa è l’attenzione richiesta da alcune nostre canzoni.

In alcune canzoni di questo album abbiamo uno special guest: Kristoffer degli Ulver. Cosa ci puoi dire di questa collaborazione e del fatto di aver lavorato di nuovo con lui (Kristoffer Rygg è stato il cantante dei Borknagar dal 1995 al 1997, n.d.r.)?

E’ stato fantastico! Lui è sempre rimasto un buon amico per tutti questi anni. Abbiamo passato un bel momento insieme, parlando del bei tempi andati e facendo discorsi nostalgici, ma al di là di questo lui è un tale professionista che è sempre un piacere lavorarci insieme, lui ha sempre avuto un approccio molto creativo. E’ quindi stato un vero e proprio piacere e un onore poter di nuovo lavorare con lui per un po’.

Venendo ora a un argomento più generale, possiamo constatare come molte delle prime e più influenti band della scena black metal, voi compresi, si siano evolute rispetto alle proprie radici verso una proposta che non ha più confini; gruppi come i Satyricon o gli Ulver si sono evoluti rispetto al suono delle proprie origini. Qual è il tuo parere a proposito di questa situazione?

Dalla mia prospettiva, tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000 la scena black metal si è divisa in due differenti movimenti: da una parte alcuni hanno portato avanti il black metal tradizionale, continuando a fare più o meno ciò che avevano fatto in precedenza, potremmo definirli il gruppo conservatore; dall’altra parte invece è emersa una branca, al cui interno ci siamo anche noi, che voleva scoprire nuovi orizzonti musicali, che voleva mantenere il feel black metal delle origini, ma anche sperimentare altre identità: band come i Borknagar, gli Enslaved, Ihsahn e tanti altri. Penso quindi che ci siano ancora molte buone band che fanno buona musica, che in Norvegia ci sia ancora una scena molto creativa. A mio parere è necessario oltrepassare i confini del recinto del black metal e provare a realizzare qualcosa di nuovo, io ho sempre voluto fare musica che sentissi come mia, provare a fuggire dagli schemi: io non ho mai voluto far parte di una scena black metal, ho sempre e solo voluto fare la mia musica! Penso che questa sia un’attitudine che possiamo trovare in svariate altre band norvegesi, un’attitudine più progressive. Vogliamo essere liberi musicalmente parlando, vogliamo rompere con qualunque forzatura e fare ciò che vogliamo davvero: questo per me è un modo “sano” di fare musica, è la maniera che mi ha permesso di essere creativo per tanti anni.

Tornando a voi, come sta il vostro cantante Vintersorg, che alcuni mesi fa si è sottoposto a un delicato intervento chirurgico?

Ora sta abbastanza bene, non è ancora pienamente recuperato e deve tuttora andare dal dottore per alcune questioni, ma ha ricominciato a svolgere il suo lavoro ed è tornato alla sua vecchia vita. Deve ancora fare i conti col suo infortunio, ma speriamo che sia totalmente guarito per il prossimo anno: ha fatto un intervento chirurgico importante e ci vorranno due o tre anni prima sia completamente a posto, ci vuole tempo.

Avete già pianificato un tour o alcune date dal vivo?

Sì! Al momento stiamo pianificando un tour per il mese di aprile: non sono ancora sicuro se si farà davvero, ma stiamo parlando di un tour di un paio di settimane ad aprile. Stiamo anche prenotando la nostra partecipazione ad un po’ di festival: il Graspop in Belgio e il With Full Force in Germania… e un altro paio di festival che al momento non ricordo! Non ci imbarcheremo in tour “pesanti” da 6 mesi, ma stiamo effettivamente programmando alcuni live show.

Un’ultima domanda: ho visto sulla vostra pagina Facebook che avete realizzato un olio da barba col vostro logo (chi fosse interessato, lo può trovare a questo link!): cosa puoi dirci di questa curiosa iniziativa?

Ahahah! Non è una cosa che viene direttamente dalla band! C’è un’azienda che produce questo tipo di prodotti e penso che un tipo di quell’azienda sia un nostro grande fan: ci è allora stato chiesto se potevano utilizzare il nostro marchio per un olio da barba e noi abbiamo detto “ok, è cool!”. Si tratta semplicemente di un’iniziativa divertente, per farsi due risate. Ci siamo detti: perché no!? Eheh!

Perfetto, questa era appunto l’ultima domanda. Grazie ancora per il tuo tempo! Se vuoi, puoi lasciare un messaggio ai vostri fan italiani…

Ok! Per favore, ascoltate il nuovo album: spero e penso che piacerà ad alcuni anche in Italia. Ovviamente speriamo di riuscire a fare alcuni concerti anche in Italia in un futuro non troppo lontano, sarebbe grandioso! Ce la siamo sempre passata molto bene in Italia, sarebbe bello tornare!

Borknagar 2016 Official

matteo.roversi

view all posts

Nerd e metallaro, mi piace la buona musica a 360 gradi e sono un giramondo per concerti (ma non solo per questi). Oltre al metal, le mie passioni sono il cinema e la letteratura fantasy e horror, i fumetti e i giochi di ruolo. Lavorerei anche nel marketing… ma questa è un’altra storia!

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login