Blackberry Smoke: “Holding All The Roses” – Intervista a Charlie Starr

I Blackberry Smoke saranno in Italia i prossimi 28 e 29 Giugno rispettivamente al Postepay Rock In Roma e al Carroponte di Sesto San Giovanni (MI), per due imperdibili date nel bel paese. Ne abbiamo parlato con il vocalist Charlie Starr, che ci ha raccontato cosa si aspetta da questa calata in Europa e ci ha anticipato alcune interessanti novità in casa Blackberry Smoke.

Ciao Charlie, innanzitutto grazie per essere qui su Metallus.it. Parliamo dell’imminente tour europeo dei Blackberry Smoke, che vi porterà anche in Italia per due show a fine Giugno. Che cosa vi aspettate da questo tour?

Naturalmente speriamo in degli show grandiosi! Ci piace molto venire in Europa e lo facciamo ormai da molti anni, è sempre molto bello per noi e i nostri fan.

Sarete anche in Italia, dove avete comunque un grande pubblico. Qual è il legame dei Blackberry Smoke con il nostro paese?

La famiglia di mia moglie è italiana, di vicino Padova, precisamente di Galzignano Terme, un posticino molto carino. Abbiamo una casa lì e alla fine del tour ho intenzione di andarci per un paio di settimane. Fino ad ora in Italia abbiamo suonato soltanto una volta nel 2015, ma è stato uno show fantastico, quasi sold out, all’Alcatraz di Milano.

Come mai ci è voluto così tanto tempo per avere i Blackberry Smoke in Italia?

Onestamente non lo so. Abbiamo un agente che si occupa di questi aspetti ed effettivamente ci è voluto più tempo di quanto avessi pensato per riuscire a venire in Italia. Ma sono contento che ci siamo riusciti.

Il vostro ultimo album, “Holding All The Roses”, è uscito un anno fa. Cosa ne pensi ad oggi e quali sono stati i feedback ricevuti fino ad ora?

Ha raggiunto il primo posto nella classifica country negli Stati Uniti, il che è strano, perchè non siamo una band country. Ma va bene, è un bel disco. Abbiamo finito di registrare anche il nuovo album, che uscirà intorno a Settembre. L’obiettivo è continuare ad incidere dischi al meglio delle nostre capacità e continuare ad andare in tour.

Che cosa ci puoi dire di questo nuovo lavoro di cui ci hai accennato? Ci saranno delle novità sul piano musicale?

Direi che è più heavy del precedente, ma allo stesso tempo presenta delle parti più groovy e rilassate. E’ un’espansione del nostro particolare stile.

In “Holding All The Roses” ti sei occupato in toto del songwriting. Come mai questa scelta?”

Quello di principale autore dei testi è sempre stato uno dei miei ruoli nella band e credo che sia il modo migliore di lavorare per noi.

In questi ultimi tempi stiamo assistendo ad un revival del Southern Rock, con molte band che stanno tornando a queste radici southern e country. Cosa ne pensi di questo movimento?

Non so se si può vedere come un movimento, molte band hanno continuato a suonare questa musica per decenni, solo che non magari non hanno mai raggiunto le classifiche. Ci sono molte band come noi che continuano a fare tour e dischi che vengono ignorati. Non facciamo musica pop e quindi potrebbe non essere molto visibile, ma credo che sia vero che sempre più persone stanno cominciando a prestare attenzione a band come noi. Il punto è che non ci interessa essere particolarmente trendy, abbiamo una fanbase molto devota e quello che facciamo lo facciamo per noi e per i nostri fan.

Tornando a questa sorta di ritorno in auge del Southern Rock, ci sono delle band come Black Stone Cherry, Monster Truck e altre che uniscono al Southern Rock degli elementi più pesanti. Cosa ne pensi di questa sorta di Southern Metal?

Conosciamo molto bene i Black Stone Cherry, a volte ci confondono perchè i nostri nomi sono simili. Beh, non importa che sia più pesante o meno, mi piace chiunque faccia della buona musica.

Avete anche pubblicato un EP acustico, “Wood, Wire & Roses”. Cosa ci puoi dire in merito?

Quando stavamo finendo l’album, abbiamo deciso di incidere alcune canzoni in versione acustica, con l’idea di inserirle come bonus track. E’ un esperimento molto divertente perchè ti permette di decostruire le tracce e le registrazioni sono venute così bene che abbiamo deciso di farne un album a parte. Per cui abbiamo pensato di creare un EP, che inizialmente doveva essere solo un vinile per il Record Store Day. Poi, però, ci hanno chiesto in tanti una versione digitale, perchè oggi come oggi molte persone non hanno più un lettore musicale. Perciò abbiamo deciso di renderlo disponibile anche in questo formato.

Hai citato il Record Store Day, a proposito del quale ci sono state opinioni contrastanti sul fatto che possa essere vantaggioso o meno per i venditori di dischi e per l’industria musicale. Cosa ne pensi?

Penso che sia cominciata come un’iniziativa speciale, con molti artisti coinvolti che, per l’occasione, producevano qualcosa di particolare. Nello specifico, era un’occasione speciale per gli amanti dei vinili. Credo che all’inizio fosse qualcosa di davvero puro e disinteeressato, ma come sempre quando è coinvolto il grande business, oggi se ne ha una visione più disincantata. Certo, questo non è sempre vero, credo che ci sia tanta musica meravigliosa che viene resa disponibile in occasione del Record Store Day. Durante l’ultimo Record Store Day sono andato a San Francisco e c’era una coda incredibile per riuscire ad entrare in un negozio di dischi, quindi ho rinunciato!

Tornando al tour europeo, cosa possiamo aspettarci dalla setlist, ora che avete quattro album all’attivo? E ci saranno delle sorprese per l’Europa?

Nella setlist ci sarà un po’ di ogni album, magari un paio di cover, e pensiamo di suonare anche delle nuove tracce. Cerchiamo sempre di rendere i concerti interessanti per noi e per i fan.

Grazie Charlie, era la mia ultima domanda. Vorresti chiudere con un messaggio ai fan italiani?

Amiamo l’Italia e non vediamo l’ora di essere lì. Grazie per il supporto!

 

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Ilaria Marra

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Braccia rubate alla coltivazione di olivi nel Salento, si è trasferita nella terra delle nebbie pavesi per dedicarsi al project management. Quando non istruisce gli ignari colleghi sulle gioie del metal e dei concerti, ama viaggiare, girare per i pub, leggere roba sui vichinghi e fare lunghe chiacchierate con la sua gatta Shin.

tommaso.dainese

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Folgorato in tenera età dall'artwork di "Painkiller", non si è più ripreso. Un caso irrecuperabile. Indeciso se voler rivivere i leopardi anni '80 sul Sunset o se tornare indietro nel tempo ai primi anni '90 norvegesi e andare a bere un Amaro Lucano con Dead e Euronymous. Quali siano i suoi gusti musicali non è ben chiaro a nessuno, neppure a lui. Dirige la truppa di Metallus.it verso l'inevitabile gloria.

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