Black Stone Cherry: “Magic Mountain” – Intervista a Chris Robertson e John Fred Young

Caldo bestiale nel backstage dell’Arena Joe Strummer di Bologna nel giorno più importante del Rock In Idro: quello che ha visto salire sul palco i grandi Iron Maiden.
Ma è stata una giornata dalla lineup di tutto rispetto, senz’altro indimenticabile. Tra i volti (e le voci) che la crew di Metallus.it è riuscita a beccare, anche quelli di Chris Robertson e John Fred Young, rispettivamente cantante e batterista dei Black Stone Cherry.
Gustatevi questa intervista:

Oggi sono una ragazza fortunata perché sono con Chris e John dei Black Stone Cherry! Ciao ragazzi come state?
Chris: “Ciao!”
John Fred: “Ciao!”

Fa un pochino caldo oggi…
C: “Sì… fa caldo. Sono un vecchio diavolo. Me la caverò!”
JF: “Sai, siamo arrivati ieri ed abbiamo trovato la pioggia. Oggi invece fa eccessivamente caldo”.

Allora Chris, parliamo di “Magic Mountain”, il vostro nuovo disco. Quali sono le canzoni che secondo te contribuiscono a dare un’impronta precisa all’album?
C: “Questo è un album che ben definisce qual è il sound vero della band. Ci siamo dedicati molto a questo album. Amo ogni disco che abbiamo fatto, ma questo è senz’altro il mio preferito. E’ quello che rappresenta nella maniera più onesta possibile il nostro sound, perché questa è la prima volta che siamo stati lasciati soli a scrivere le canzoni. Così abbiamo registrato esattamente l’album che volevamo. Lo amo!”.

Che mi dici del processo di scrittura?
C: “Anche il processo di scrittura è stato diverso. Sai, nell’album precedente, “Between The Devil & the Deep Blue Sea”, tutte le canzoni, ad eccezione di “Blame It on the Boom Boom”, sono state scritte da altri. Questa volta invece è stato un lavoro di squadra: ognuno di noi quattro è entrato in stanza ed ha dato il suo contributo, perché ognuno ha portato qualcosa. Volevamo divertirci, ma allo stesso tempo volevamo anche focalizzare l’attenzione su problematiche serie. Ecco perchè dico che questo album è la rappresentazione più onesta di noi come persone, al di là dell’aspetto musicale, ma proprio come rappresentazione delle nostre personalità”.

John Fred, che mi dici invece del video per “Me And Mary Jane”? E’ stato difficile concentrarsi con tutte quelle belle ragazze che vi giravano attorno?
JF: “A dire il vero non ho visto granché, perché per tutto il tempo avevo i capelli davanti agli occhi. Il mio grande cespuglio! Però, sì… c’erano delle belle ragazze… E’ stato divertente. Il video è stato girato a Nashville, in una vecchia casa. E’ stato bello avere l’opportunità di fare qualcosa un po’ più alla moda e più libero, perchè non abbiamo mai fatto video “rigorosi” e per noi fare un video “rigoroso” significava anche metterci quattro ragazze con le tette grandi.
Sì… è stato divertente. Poi la canzone è bella, probabilmente è la mia preferita”.

Che mi dici di “Peace Pipe”? Dove posso comprare una peace pipe?
JF: “Ah, sai… in un sacco di negozi!”.

No perché pare che sia la soluzione a tutti i problemi di coppia…
JF: “Oh sì! Può esserlo! Assolutamente!
C: “Ti risolve un sacco di problemi!”

Ma infatti è per questo che voglio sapere dove si compra!
C: “Guarda, ogni pipa di tabacco può trasformarsi in una “pipa della pace”. Sai che voglio dire? E’ fantastico”.

Eh già perchè il testo cita “Fall down on a peace pipe. I just wanna make love, I don’t wanna fight”…
JF: “E’ un testo positivo! (ride)”.

Che tipo di viaggio, invece, è raccontato nella canzone “Bad Luck & Holy Love” (errore mio, il titolo esatto è “Bad Luck & Hard Love, ndr.)?
C: “Questa è una delle poche canzoni che abbiamo scritto con qualcun altro. Avevamo la musica ed il padre di John Fred (il chitarrista Richard Young, membro fondatore della country rock band “The Kentucky Headhunters”, ndr), che ha scritto molto per i nostri precedenti album, ci ha detto di avere questo pezzo e che sarebbe stato grandioso con un bel testo. Noi siamo stati influenzati molto dal blues, così abbiamo cominciato a scrivere il testo ed abbiamo completato tutto anche con lui. “Bad Luck & Hard Love”… è come un invito a continuare sempre e comunque perché le cose brutte accadono sempre, ma tu devi passarci sopra.
(John Fred comincia a cantare “Keep On, Keep On” e Chris completa la frase, ndr.)

Chris ha appena detto, riferendosi all’album, che questo è un lavoro “onesto”. Secondo il mio personalissimo parere, se dovessi trovare una parola per descrivere l’album direi “libertà”, perchè la colgo in ogni singola traccia. Cosa ne pensi?
JF: “Sono d’accordo. Per me questo album ha in sé qualcosa di sfrenato, uno spirito ribelle. Penso alla canzone “Runway”… l’abbiamo suonata proprio ieri durante le prove e mi è venuta la pelle d’oca. Un po’ tutto l’album è così perchè alle spalle vi è un duro lavoro di produzione. Ci sono tutte le nostre emozioni, le idee e le emozioni di quattro persone perchè noi tutti vi abbiamo preso parte. Siamo davvero molto orgogliosi di questo album che racchiude un po’ quello spirito ribelle degli anni settanta. Mi fa venire in mente me su una motocicletta…”

Route 66…
JF: “Route 66, yeah. Come va, man? Io sono un motociclista! What’s up man? (e porge il pugno a mo’ di saluto a Chris, che risponde ridendo, ndr).

Parliamo della lineup. La band è la stessa dagli esordi. Non ci sono mai stati litigi?
C: “Non direi proprio…”
JF: “Fammi dire questo. Siamo un gruppo di quattro persone. Chris ed io ci conosciamo da quando eravamo bambini, tipo 5 anni, e veniamo dal Kentuky. Il nostro bassista Jon (Lawhon) viene dalla Florida e lo abbiamo conosciuto in età scuola media; Ben (Wells – chitarrista) abitava non lontano da noi e lo abbiamo conosciuto alle superiori. Quindi siamo insieme da circa 15 anni. Ci sono sempre argomenti di discussione, ma siamo cresciuti affrontandoli…”

Altrimenti si può comprare una “peace pipe”…
JF: “Yeah! E tutto si risolve! Comunque proprio ieri io e Chris abbiamo avuto una piccola discussione, ma entrambi dopo un po’ ci siamo scusati. Poi è buffo come più cresci e più le discussioni sono brevi, perché prima era un continuo “Ho ragione io” “No, hai torto tu” ed ora invece “Sorry man” e si chiude lì”.
C: “Sai, spesso discutiamo, specialmente io e questo tipo qui (John Fred), ma alla fine della giornata ogni discussione ci porta ad uno scopo. Non è che uno litiga perché ha bevuto troppo. Non discutiamo per cose stupide, ma per cose che riguardano il nostro lavoro, come ad esempio qualcosa che può essere andato storto durante un concerto e cose del genere. Noi siamo molto autocritici perchè vogliamo che le cose vadano sempre nel migliore dei modi, ogni sera. La maggior parte delle discussioni nasce a causa di qualcuno che ha combinato qualche casino on stage”.
JF: “Sì, su questo siamo molto duri con noi stessi. Noi non usiamo backing tracks, o backing guitars o effetti digitali quando suoniamo. Facciamo tutto noi. Ecco perchè è facile che qualcuno combini qualche casino (ride)! Per questo ci teniamo che tutto sia incredibile, perchè sappiamo che il pubblico paga un biglietto per vedere il concerto e noi vogliamo essere perfetti, professionali al massimo, degli intrattenitori puri. Così cerchiamo sempre di mettere in piedi il migliore show.

I Black Stone Cherry suoneranno a Milano il prossimo ottobre. Che tipo di anticipazione potete darci?
C: “Siamo super eccitati all’idea di fare un tour da headliner e riuscire a toccare più città. Sarà sicuramente divertente perchè sarà il tour di “Magic Mountain”, porteremo le canzoni del nuovo album, e non solo quelle, sul palco. La setlist sarà molto varia perchè aggiungeremo un paio di nuove canzoni. Sarà un grande party. Portate le peace pipes!”.

Milano, poi anche Roma?
JF: “Lo spero. Tre anni fa siamo stati a Milano, Roma e Bologna con gli Alter Bridge ed è stato fantastico. Ho cercato di imparare l’italiano da un sito internet, Rosetta Stone, ma sono riuscito solo ad imparare “Arrivederci”. Poi mi viene sempre in mente la scena di “Bastardi Senza Gloria” quando Brad Pitt dice “Buongiorno”! (da vedere nell’intervista video l’imitazione, ndr.).

0 Comments Unisciti alla conversazione →


Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Login with Facebook:
Login